giovedì 11 febbraio 2016

Nato e subito allontanato dalla madre. Cosa provano i bambini surrogati.


        Sappiamo tutti che il bambino nel grembo materno percepisce tutto, e reagisce anche ai
 suoni, al tatto, al cibo mangiato dalla mamma, ai movimenti fisici della madre e a molto altro
ancora.

        Medici, ostetrici e ginecologi spiegano che, raggiunte le prime 6 – 7 settimane di sviluppo, il feto comincia già a provare le prime sensazioni. Le prime sei settimane di gravidanza  rappresentano il momento in cui il feto ha già sviluppato le parti principali del cervello e iniziano a  formarsi le cellule nervose.


        Gli psicologi perinatali spiegano che durante i nove mesi di gravidanza il bambino si abitua nello spazio in cui si trova. Inoltre egli conosce già le voci, e dopo la nascita una voce, ad  esempio quella della mamma, gli risulterà familiare. Il bambino l’ assocerà a qualcosa di piacevole,
appartenente a quella “vita”durante la quale era ancora nel grembo materno. Ecco perché gli esperti
raccomandano ai futuri genitori di parlare costantemente con il bambino che è ancora nella pancia
della madre. Quando il bambino nasce,cade subito tra le braccia della mamma, e riconosce l’odore
della sua pelle.

        E cosa succede al bambino che dà alla luce una madre surrogata, e subito viene  consegnato a dei genitori che vede, ascolta e sente per la prima volta?

        Un punto molto importante nel programma della maternità surrogata in Ucraina prevede che dopo la nascita, la madre surrogata non entri in contatto con il neonato. Così facendo, il bambino non può abituarsi a lei, all’odore della sua pelle e alla sua voce. È inoltre vietato l’ allattamento al seno di qualsiasi tipo. Subito dopo la nascita, il bambino surrogato cade tra le  braccia dei propri genitori, anche se non quelli che sono stati con lui per nove mesi, ma coloro che  hanno aspettato con ansia la sua nascita e che già lo amano immensamente.

        Se i futuri genitori sono ben preparati per la nascita del loro tanto atteso figlio, non dovrebbero esserci difficoltà nell’abituarsi l’uno all’altro. È importante approfondire le proprie conoscenze sul tema, nonché frequentare corsi di preparazione per genitori in attesa, così da affrontare la fase neonatalerapidamente e senza danni psicologici. Sarà anche interessante parlare con famiglie in cui già vi sono dei bambini. L’esperienza vissuta di amici e conoscenti, così come anche i consigli dei parenti, possono essere dei validi aiuti per i futuri genitori.

         Naturalmente, non si può nascondere il fatto che il bambino stia vivendo un certo tipo di
stress. Dopotutto, per nove mesi lui ha sentito la voce di una madre, e una volta nato, non la sente
più. Al contrario, sente delle voci a lui totalmente estranee e persino parlanti una lingua diversa.

      Come sappiamo, la fonetica di lingue diverse è alquanto differente, pertanto il bambino può avvertire questa sostituzione.

         Seguendo il programma di maternità surrogata, i genitori dovrebbero avvicinarsiall’incontro con il loro tanto atteso erede in maniera scrupolosa. Inoltre è di grande aiuto una formazione adeguata, e cosa più importante, una chiara consapevolezza del fatto che quell’amato bambinonato di cui i genitori sono responsabili, è ora membro della famiglia.

        La clinica ucraina BioTexCom porta avanti con successo i programmi di maternità surrogata da oltre dieci anni e offre ai suoi pazienti un livello europeo di servizio ed un alto tasso di rendimento. Qui le coppie straniere hanno la possibilità di stare con il bambino neonato il primo  giorno della sua nascita. Gli offrono una stanza separata ed un pediatra che spiega e mostra come comportarsi con un bambino piccolo. Le coppie italiane che hanno seguito il programma di maternità surrogata nella BioTexCom hanno superato con successo la prima fase di conoscenza con il neonato grazie all’ attento aiuto di dottori, pediatri, responsabili dei programmi e medici specializzati. Inoltre, una coppia italiana su tre torna per la seconda volta in Ucraina per riprovare ancora una volta la maternità surrogata proprio alla BioTexCom. Dei genitori provenienti dall’Italia, una volta visitato il centro kieviano di Medicina della riproduzione raccontano che il bambino nato da una madre surrogata si è abituato molto rapidamente ai genitori, e che non hanno avutoalcun problema. Oggi sono dei sani e felici bambini. Loro sono stati partoriti da una madre surrogata ucraina, ma parlano in lingua italiana, ed amano i propri genitori italiani più di ogni altra cosa.

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