giovedì 25 febbraio 2016

La storia di Serena e Giada: due mamme per due gemelli

           RICCIONE. Leonardo e Thomas sono nati il 2 luglio 2013, hanno due anni e mezzo di età, e sono i figli gemelli di due ragazze residenti a Riccione.

           Serena Galassi, 32 anni, e Giada Buldrini, 29, insieme da sei anni, hanno raccontato la loro storia a Sconosciuti il programma in onda (dal lunedì al venerdì) su Raitre.
«Ci siamo conosciute in discoteca nel luglio del 2010. Mi hanno colpito subito gli occhi di Serena: siamo rimaste insieme a parlare fino all’alba e dopo quella serata non siamo più riuscite a staccarci» racconta Giada che oggi gestisce un’edicola a Marebello.
Un anno dopo, nell’estate 2011, le due ragazze decidono di andare a vivere insieme. Serena, originaria delle campagne intorno a Cesena, di professione infermiera (oggi lavora all’Infermi) convince l’amica a compiere il grande passo. E scelgono un appartamento a Riccione.

           Nella loro storia Serena mette subito in chiaro di volere un figlio: «Ho sempre avuto il desiderio di diventare madre, sin da quando mi occupavo di mio fratello Simone e ho lavorato in terapia intensiva neonatale».

           Ma Giada non è così sicura: «Non ho mai pensato a un figlio e la gravidanza mi fa un po’ paura». Ma dopo aver aperto l’edicola e con una maggiore stabilità economica alle spalle, i timori vengono superati.

           Nel 2012 in Italia la fecondazione eterologa (con donatori di spermatozoi esterni alla coppia) non è però ancora consentita. Così in primavera la coppia parte per la Spagna, destinazione Barcellona, in un Centro internazionale per la fecondazione assistita.
«Abbiamo optato per una fivet (una tecnica di riproduzione assistita) con l’ovodonazione interna alla coppia. Si tratta di una inseminazione in vitro con donatore anonimo scelto per noi dall’andrologo - racconta Serena -. Giada dona gli ovuli e io porto avanti la gravidanza. In questo modo siamo entrambe mamme a tutti gli effetti (anche se il cognome è quello della madre biologica, ndr)».

           A Barcellona il primo impianto di ovuli viene effettuato a Giada e tre giorni dopo la fecondazione, l’impianto passa a Serena. Poi le ragazze tornano in Riviera e attendono il responso via internet. «Sono passati 14 lunghissimi giorni. Ci hanno mandato una mail e sapevamo che dalle analisi doveva emergere un numero alto. Il numero era altissimo. Cosa significava lo abbiamo scoperto qualche giorno dopo, in occasione della prima ecografia, quando il ginecologo ci dice: Sono due. Siamo state molto contente».

           Nove mesi dopo nascono Leonardo e Thomas. «E’ stato un travaglio difficile, dopo un parto cesareo» ma la soddisfazione è stata incredibile.

           «In tv ne abbiamo parlato volentieri - chiarisce Giada - perché vogliamo far capire che siamo una famiglia vera e due mamme come tutte le altre. Non siamo sposate ma non andremo all’estero per questo, visto che poi in Italia le nozze non avrebbero valore: aspettiamo che il nostro governo faccia qualcosa per le unioni civili».

           A settembre i due gemellini andranno alla scuola materna. «Non mi preoccupo se alla elementare li dovessero schernire perché hanno due mamme. Ti prendono in giro anche per le orecchie a sventola, per i capelli rossi o per gli occhiali».
Fonte http://www.corriereromagna.it/news/rimini/17899/La-storia-di-Serena-e-Giada.html

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