domenica 21 febbraio 2016

Buone abitudini e fertilità

         Sono stati pubblicati i dati relativi ad una vasta indagine, svolta negli Stati Uniti. Secondo Jorge E. Chavarro, scienziato della Harvard School of Public Health, coordinatore della ricerca su "La dieta e lo stile di vita possono influenzare profondamente la fertilità delle donne che cercano una maternità" i dati presentati, relativi a uno studio svolto su più di 17.500 donne che cercano una gravidanza, mostrano alcune evidenze. Tutte le volontarie che all’inizio dello studio non erano considerate sterili, sono state seguite per otto anni e i ricercatori statunitensi hanno analizzato il regime di vita e quello alimentare di ciascuna donna mettendoli a confronto con i tassi di fertilità e di disturbi dell’ovulazione.
         Come spiegato dallo stesso Chavarro sulla rivista specializzata Obstetrics and Gynecology, le donne che seguivano una dieta sana avevano una riduzione pari al 66% del rischio di infertilità per problemi di ovulazione e del 27% di infertilità per altre cause rispetto alle donne che non erano aderenti alle indicazioni della "dieta per la fertilità". Non solo: la combinazione di cinque o più fattori tipici di uno stile di vita pro-fertilità (come controllo del peso corporeo, attività fisica e dieta) era associata ad una riduzione del rischio di sterilità da problemi ovulatori pari al 69%. Chavarro ne è certo: "adottare uno stile di vita sano aiuta senza dubbio le donne che cercano una gravidanza".
         Ma quali sarebbero gli alimenti tipici della dieta pro-fertilità? Non dovrebbero mancare acidi grassi monosaturi in sostituzione di quelli tran-saturi tipici degli oli di frittura, bisognerebbe preferire proteine di origine vegetale a quelle di origine animale e i carboidrati a basso contenuto glicemico come pasta e pane integrali, non eccedere nel consumo di formaggi troppo grassi, multivitamine e ferro proveniente da piante e integratori. Chavarro raccomanda anche di limitare il consumo di caffè e alcolici, di non fumare e di aumentare l’attività fisica.
         A ben guardare il messaggio è semplice, forse persino un po’ troppo semplice: mangiare sano, mangiare vegetariano, mangiare integrale, fare con costanza, ma senza eccessi, attività fisica, non fumare. Ne risulterebbe che una dieta mediterranea ci dovrebbe aiutare molto a tenere alta la bandiera della fertilità.
         Come la mettiamo allora con i numeri italiani, che ci mostrano che siamo tra i paesi al mondo con il più basso tasso di fecondità? (1,3 figli per donna in età fertile). Perché se, nonostante tutto, siamo avvantaggiate dalla nostra tradizione alimentare, evidentemente dobbiamo essere molto svantaggiate da altre abitudini sociali, come quelle che derivano da servizi sociali nonostante tutto non all’altezza delle nostre necessità, da stili di vita che penalizzano le donne e soprattutto da compagni e mariti non sufficientemente collaborativi.
Fonte Marina Mengarelli è sociologa e presidente O.S.I. - Osservatorio Sociale sulla Infertilità

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