lunedì 30 settembre 2019

Sesso e gravidanza: arriva l’iniezione anticoncezionale per lui

       Un’iniezione anticoncezionale per gli uomini, che sia in grado di prevenire per la loro partner una gravidanza indesiderata. A sperimentarla un gruppo di esperti di diverse università prestigiose coordinate dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nello studio pubblicato sul ‘Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism’.

       Secondo quanto rilevato dall’Istituto Guttmacher, il 40% delle gravidanze avvenute nel mondo nel 2012 non erano volute. Mentre le donne hanno la possibilità di scegliere tra una serie di metodi anticoncezionali però gli uomini non hanno molte opzioni (preservativo e vasectomia)per controllare la loro fertilità. “Lo studio – ha svelato Mario Philip Reyes Festin, dell’Oms – ha rilevato che è possibile somministrare un contraccettivo ormonale agli uomini per ridurre il rischio di gravidanze non pianificate nelle partner. I nostri risultati hanno confermato l’efficacia di questo metodo, già precedentemente osservata in piccoli studi“.

       La sicurezza e l’efficacia dell’iniezione anticoncezionale è stata testata in 320 uomini sani, con un’età fra i 18 e 45 anni d’età, impegnati in relazioni monogame da almeno un anno con partner di sesso femminile. I volontari sono stati sottoposti ad alcuni test all’inizio dello studio per assicurarsi avessero un numero normale di spermatozoi. Poco dopo per 26 settimane gli sono state somministrate le iniezioni di 200 milligrammi di un progestinico denominato noretisterone enantato e 1.000 milligrammi di un androgeno detto testosterone undecanoato. Le iniezioni, somministrate ogni otto settimane, avevano come obiettivo quello di azzerare gli spermatozoi.

       24 settimane dopo nuove analisi hanno confermato la capacità degli ormoni di ridurre il loro numero a meno di 1 milione/ml in 274 partecipanti. Ciò significa che le iniezioni contraccettive sono state efficaci nel 96% dei volontari. Nel periodo di test, sono state solamente quattro le gravidanze avvenute nonostante l’uso dell’anticoncezionale.

       Nonostante ciò sembra che il nuovo anticoncezionali abbia anche molti effetti collaterali. In particolare causerebbe depressione e disturbi dell’umore. “Anche se le iniezioni sono apparse efficaci nel ridurre il tasso di gravidanza, la combinazione di ormoni deve essere studiata di più per arrivare a un migliore equilibrio tra efficacia e sicurezza” hanno concluso i ricercatori.

Fonte https://www.supereva.it/sesso-ecco-pillola-anticoncezionale-per-lui-22786

Il DNA sarebbe in grado di dirci quanti figli potremmo avere

       Attraverso il DNA è possibile sapere quanti figli si avranno e a che età. Questo è possibile grazie a 12 aree comprese nel DNA, più precisamente in 24 geni, sia di uomini che donne.

       Questo studio è stato pubblicato dal “Nature Genetics” e gli scienziati di varie università Europee hanno partecipato, tra cui Inghilterra con Oxford, Paesi Bassi con Groningen e Svezia con Uppsala. Ovviamente gli scienziati hanno collaborato con sociologi, genetisti e biologi, per un totale di più di 250 persone.

L’importanza del fattore genetico
       Gli studiosi hanno cercato di studiare a fondo la genetica di entrambi i sessi, che è un fattore molto importante per avere figli. Si sono analizzati varie informazioni relative a uomini e donne, sia per quanto riguarda il numero di bambini che per l’età del genitore.

       La genetica viene associata a tanti fattori tra cui l’età delle prime mestruazioni e della menopausa, mentre per quanto riguarda gli uomini il cambiamento della voce in età giovanile. Secondo gli studiosi, grazie a questi dati è possibile prevedere quando, a che età e se si diventerà genitore. Due studiosi affermano che attraverso questo studio si potrà contribuire al trattamento dell’infertilità.

Delucidazioni di Melinda Mills
       Melinda Mills, coordinatrice dello studio, ha affermato che: “per la prima volta sappiamo dove trovare le aree del Dna collegate al comportamento riproduttivo. Per esempio, abbiamo scoperto che le donne portatrici di varianti che portano a postporre la maternità hanno anche un profilo genetico associato a menarca e menopausa tardivi. Un giorno i medici potranno utilizzare queste informazioni per rispondere ad una domanda chiave: quanto tempo si può aspettare ‘per Dna’?”.

       Continua dicendo che “è importante collocare i risultati nella giusta prospettiva, perché avere dei figli continua a dipendere in modo più forte da fattori ambientali e sociali. Rispetto alla genetica questi giocano sempre un ruolo più importante sulla decisione di avere dei bambini e, se sì, quando”. A sostenere la Mills è uno dei coautori Nicola Barban: “I nostri geni non determinano il nostro comportamento, ma per la prima volta abbiamo individuato delle zone del Dna che lo influenzano. E’ un’altra piccola tessera che ci aiuta a comporre un puzzle enorme”.

Fonte https://www.supereva.it/il-dna-sarebbe-in-grado-di-dirci-quanti-figli-potremmo-avere-23142

La placenta

       La placenta è un organo temporaneo che si forma esclusivamente durante la gravidanza (da 16 settimane) e svolge una serie di funzioni critiche necessarie per lo sviluppo e la crescita del bambino non ancora nato. Innanzitutto, la placenta esegue lo scambio di gas: dal sangue della madre, attraverso il sistema di fruizione utero-placentare, l’ossigeno viene consegnato al futuro bambino e, al contrario, l’anidride carbonica viene prelevata dal sistema circolatorio fetale e ceduta al flusso sanguigno della donna. Inoltre, la placenta è coinvolta nella consegna di nutrienti al feto, che sono necessari per la sua crescita.
        La placenta svolge anche il ruolo dell’organo endocrino durante la gestazione e sintetizza un certo numero di ormoni senza i quali il ciclo fisiologico della gravidanza sarebbe impossibile (progesterone , lattogeno placentare, estrogeni , hCG e altri). Non bisogna dimenticare che attraverso la placenta passano facilmente sostanze nocive come nicotina, alcol e droghe, che danneggiano il feto.

Fonte http://www.clicmedicina.it/placenta/

Fertilità, le regole per preservarla

      Quindici coppie ogni cento: questi i numeri dell’infertilità in Italia.

Картинки по запросу Fertilità, le regole per preservarla      Proteggerla è importantissimo in quanto, nel momento in cui insorgono problemi, a essere investiti sono diversi ambiti, da quello psicologico per via del forte senso di frustrazione, fino a quello economico con la necessità di pagare cure molto costose.

      In occasione della Giornata Nazionale di Informazione sulla protezione della Fertilità che si è svolta il 22 settembre, l’Istituto Superiore di Sanità ha reso pubblici alcuni consigli che è bene seguire se si ha intenzione di fare figli. Il principale riguarda indubbiamente l’età. La fertilità femminile cala infatti con gli anni. Il primo brusco colpo di coda verso il basso arriva attorno ai 35 anni. Dopo il giro di boa dei 40, la riserva ovarica diminuisce ulteriormente e cresce il rischio di mettere al mondo figli con anomalie cromosomiche.

Molto importante è anche il mantenimento del peso forma. Forse non tutti sanno che nelle riserve adipose è presente un ormone noto come androstenedione che, quando raggiunge picchi alti, interferisce con la regolarità del ciclo mestruale e con l’ovulazione.

      Tra le altre regole fondamentali per proteggere la fertilità è possibile ricordare il fatto di non fumare, in quanto la nicotina influenza in maniera negativa la motilità delle tube e, di conseguenza, ostacola l’incontro tra i gameti.

      Un doveroso cenno va fatto alle malattie sessualmente come la Sifilide, la Gonorrea e al Clamidia. Proteggersi durante i rapporti con partner di cui non si conosce la storia sanitaria e controllarsi costantemente sono buone pratiche di grande rilevanza. Le infezioni sopra ricordate possono infatti alterare la chimica del canale vaginale e dell’utero; nei casi più gravi riescono addirittura ad arrivare alle tube e a provocarne l’ostruzione.

Картинки по запросу Fertilità, le regole per preservarla      Da sottolineare sono inoltre le strade da seguire per preservare la fertilità in caso di trattamenti oncologici. In tali frangenti, si può optare per il congelamento degli ovociti e degli embrioni (la seconda alternativa è però riservata alle coppie stabili con problemi di infertilità conclamati), così come per la sommistrazione di farmaci che mimano l’azione del GnRH, ormone prodotto dall’ipofisi in grado di limitare i danni della chemioterapia sull’apparato riproduttivo.

      Dal momento che il desiderio di una famiglia è un progetto di coppia, se si punta a preservare la fertilità è basilare che anche il partner maschile si controlli, eseguendo per esempio uno spermiogramma. In questo modo è infatti possibile diagnosticare il varicocele, alla base del 20% circa dei casi di infertilità.

       Quando lo si nomina si inquadra una disfunzione delle vene testicolari che, dilatandosi eccessivamente, compromettono notevolmente la qualità della popolazione spermatica. Fino a qualche decennio fa veniva diagnosticato in giovane età in occasione della visita per la leva obbligatoria. Nonostante sia operabile con un intervento semplice da day hospital, se trattato troppo tardi può comunque comportare un forte calo della fertilità maschile.

Fonte https://dilei.it/sesso/fertilita-come-proteggerla/638864/

NIPT: IL TEST PRENATALE NON INVASIVO

Картинки по запросу NIPT: IL TEST PRENATALE NON INVASIVO       Sei in attesa del tuo bambino e desideri effettuare un test prenatale che sia in grado di effettuare lo screening delle trisomie e determinare il sesso del feto, ma che non sia invasivo? Oggi è semplice! Esistono test prenatale dna fetale che attraverso un semplice prelievo di sangue della mamma, e quindi privo di rischi per il feto, è in grado di risalire al DNA fetale e rilevare eventuali anomalie cromosomiche. Di seguito cercheremo di fornirti tutte le info relative agli screening prenatali, il test prenate prezzo, affidabilità, accessibilità e tempi di attesa.



Test prenatale non invasivo
       Effettuare una diagnosi prenatale non invasiva, e quindi priva di rischi per la mamma e per il feto, è la soluzione migliore per evitare una amniocentesi non necessaria. A valle di test come il Duo Test, la Traslucenza nucale, il G Test gravidanza e il NIPT, è possibile individuare delle anomalie cromosomiche, e solo successivamente decidere, in base ai valori rilevati, se è necessaria o meno una amniocentesi.

       Questo può rivelarsi decisivo! Oggi giorno l’amniocentesi è uno degli esami prenatali più comune e conosciuto, ma non sono oscuri a nessuno i rischi incontro ai quali si può incorrere nell’effettuare questo test prenatale.

       Oggi, molti ginecologi, consigliano, prima di decidere se effettuare o meno un’amniocentesi, di sottoporsi a dei test prenatali non invasivi, in particolare a dei test genetici prenatali, ovvero un esame dna fetale sangue materno. Ovviamente l’analisi dna fetale ha un costo. In base al tipo di test che si sceglie, ci sono costi che variano dalle poche centinaia di euro fino a mille euro. Tutto dipende anche dal vostro ginecologo e dalla struttura presso la quale verrà effettuata l’analisi.

       Se non si ha la possibilità economica di effettuare un test dna prenatale, si può optare per la traslucenza nucale, che in alcuni casi può essere effettuata direttamente dal vostro ginecologo. Ovviamente a differenza dei test del dna in gravidanza, questo esame ha un più alto margine di errore.



NIPT: il test prenatale non invasivo
       Il Test NIPT è un test prenatale non invasivo. Si tratta di un test DNA fetale che consente la diagnosi di anomalie genetiche direttamente dal DNA del feto che, già dalla nona settimana di gravidanza, è in circolo nel sangue materno. Il NIPT è la giusta soluzione per fornire le informazioni utili al ginecologo per comprendere se necessario o meno eseguire un amniocentesi.

       Esistono tanti test del DNA fetale, alcuni più ed altri meno attendibili. Il NIPT ha delle percentuali di affidabilità molto alte: ovviamente come alta è l’affidabilità del test dna fetale prezzo sarà più alto. Non bisogna però disperarsi! Il Nipt è un esame modulare che prevede ben tre livelli di approfondimento possibili, che ovviamente hanno tre fasce di prezzo differenti: esiste il NIPT, il NIPT Plus e il NIPT Cario.

       Il NIPT consiste nell’analisi aneuploidie dei cromosomi 13-18-21 e di quelli del sesso X-Y. Il NIPT Plus consiste nell’analisi aneuploidie dei cromosomi 13-18-21-X-Y e delle Sindromi da Microdelezione. Infine, il NIPT Cario, oltre ad analizzare quanto previsto per il NIPT Plus, analizza le anomalie genetiche > 8Mb (delezioni – duplicazioni – traslocazioni) e, quindi, fornisce, uno screening completo di tutti i cromosomi del feto.

       Il NIPT è un test molto affidabile, le sue percentuali sono quasi tutte oltre il 95% di precisione. Il NIPT garantisce elevata sensibilità e specificità per cromosomi 13-18-21, per l’indicazione del sesso del nascituro e il calcolo della frazione di DNA fetale. Il NIPT non rileva mosaicismi, campioni triploidi e anomalie monogeniche. Le sindromi da Microdelezione ed altre anomalie strutturali sono individuate nei limiti di detection.

       Tutti e tre i NIPT sono estendibili per lo screening per le malattie monogeniche. L’estensione del test è caldamente consigliato a tutte le coppie che hanno eseguito tecniche di fecondazione assistita, coppie portatrici di mutazioni recessive e a chiunque voglia estendere al massimo possibile la copertura del test prenatale.



Картинки по запросу NIPT: IL TEST PRENATALE NON INVASIVOIn cosa consiste il test NIPT?
       Test DNA fetale dove farlo? Semplicemente nello studio del tuo ginecologo! Il test NIPT consiste in un semplice prelievo di sangue che viene effettuato nella maniera classica (sul braccio della gestante). La provetta di sangue viene inviata presso i laboratori di analisi e non prevede trasporti internazionali, assicurando dei costi vantaggiosi (tra 300€ e 800€ a seconda del tipo di test che si sceglie). Il test viene effettuato, infatti, totalmente in Italia, presso i centri specializzati (alcuni dei quali sono dislocati nella provincia di Roma, Napoli e Milano), questo garantisce una certa rapidità per ottenere i risultati: si parla di circa 10-15 giorni lavorativi. In caso di Fazione Fetale <4% si deve considerare la ripetizione del test.

Fonte http://mammedicotone.it/mamme/gravidanza/nipt-il-test-prenatale-non-invasivo/?fbclid=IwAR3sMxPjEwjgrRQWCFgcmklmaYCp3jHe3N9D4PXyQDSsCcFTqwDrHLk-xCA

domenica 29 settembre 2019

Insufficienza placentare e sperimentazione con Viagra: muoiono 11 bambini

Картинки по запросу Insufficienza placentare e sperimentazione con Viagra: muoiono 11 bambini      Undici bambini sono morti; le madri incinte avevano assunto in via sperimentale il sildenafil, principio attivo del Viagra, perché affette da insufficienza placentare, una grave patologia della gravidanza. In pratica nell’insufficienza placentare si ha un disturbo del flusso sanguigno nel sistema madre-placenta-fetus che può causare un ritardo nello sviluppo del feto e, in casi particolarmente gravi, l’ipossia intrauterina e persino la morte. Ebbene, per ovviare a questo disturbo le mamme con insufficienza placentare avevano assunto Viagra in gravidanza all’interno di una sperimentazione clinica.

      Dopo i decessi la sperimentazione è stata sospesa ma rimane la preoccupazione per il destino di 15 donne in attesa di scoprire se anche il loro bambini siano stati colpiti dagli stessi sintomi che hanno portato alla morte degli altri piccoli nati con gravi problemi polmonari. Si teme infatti che il farmaco abbia causato l’ipertensione nei polmoni e la conseguente carenza di ossigeno che li ha portati al decesso. La sperimentazione era stata avviata in seguito a osservazioni effettuate sui topi e che avevano portato i ricercatori a ipotizzare che il Viagra potesse aiutare i feti nella crescita, migliorando l’irrorazione del sangue verso la placenta grazie al suo effetto dilatatore sui vasi, ma così non è stato. Evidentemente il Viagra ha avuto un maggiore effetto negativo sui polmoni e non ha migliorato il flusso materno fetale in quanto quella zona è povera di recettori per la 5-fosfodiesterasi, recettori sui quali il farmaco avrebbe dovuto agire.

      L’insufficienza placentare in gravidanza è diagnosticata nel 3-4% di donne in gravidanza sane e in presenza di patologia nel 24-46% dei casi. L’insufficienza placentare è la causa principale della perdita perinatale (morte fetale del feto, aborto spontaneo) e individua un gruppo ad alto rischio lungo il corso della gravidanza e del parto e allo sviluppo di patologie nel bambino.

Fontehttp://www.clicmedicina.it/insufficienza-placentare-sperimentazione-viagra-muoiono-11-bambini/

Perché far ribollire l'acqua è un rischio per la salute

      Il rischio di ribollire l’acqua esiste, ma non tutti ne sono a conoscenza. Spesso capita di accendere il bollitore per prepararsi il tè e poi dimenticarsi di spegnerlo una volta raggiunta l’ebollizione perché si è indaffarati in altre faccende. In apparenza può sembrare un’operazione di routine, ma nessuno è stato mai avvertito degli effetti avversi a cui si va incontro. Per non mettere in pericolo la propria salute ecco quello che occorre sapere. Quando l’acqua comincia a bollire la sua composizione chimica subisce delle variazioni. Diversi composti volatili vengono rilasciati nell’aria e l’acqua bollita può essere bevuta.

      Quando l’acqua continua a ribollire i composti chimici cambiano, ma in peggio. Il rischio di ribollire l’acqua è reale, perché alcune sostanze invece di sciogliersi si accumulano in quantità più concentrata diventando pericolose per l’organismo come i nitrati, l’arsenico e il fluoruro. Ne sono un esempio i sali di calcio: in quantità concentrate possono produrre calcoli renali e biliari. I nitrati portati ad alte temperature diventano tossici con il potenziale di causare alcune forme di cancro come la leucemia, il linfoma di Hodgkin, il tumore della vescica, della tiroide, del colon, del retto del pancreas e dello stomaco.

      La qualità del cibo è importante per la salute, l’accumulo eccessivo di arsenico nell’organismo può causare stati di intossicazione e provocare diversi problemi di salute tra cui malattie cardiovascolari, infertilità, diverse forme di cancro, problemi neurologici. Secondo i dati raccolti presso l’Università di Harvard anche il troppo fluoruro può avere effetti negativi in particolare sullo sviluppo neurologico e cognitivo dei bambini.

      Quindi accertato che il rischio di ribollire l’acqua c’è, bisogna soltanto evitare di lasciare il pentolino sulla fiamma a bollire per lungo tempo, così si evita la concentrazione di sostanze chimiche nocive che vengono ingerite piuttosto che eliminate nel processo di ebollizione. Se proprio per una distrazione l’acqua ribolle, si consiglia di buttarla e ricominciare daccapo. C’è però un’eccezione dove la ribollitura dell’acqua non comporta effetti indesiderati ed è quando si utilizza l’acqua deionizzata, comunemente conosciuta come acqua distillata che viene utilizzata principalmente per alimentare il ferro da stiro a vapore o altri elettrodomestici che rilasciano vapore.

Fonte https://www.supereva.it/perche-far-ribollire-lacqua-e-un-rischio-per-la-salute-8423

Frutta secca in gravidanza: quanto è consigliato mangiarne?

       Ormai è risaputo che la frutta secca in gravidanza fa davvero bene ed è un ottimo alleato per la futura mamma, in quanto assumere questo alimento apporta diversi vantaggi a fronte di svantaggi davvero ridotti. Vediamo quanta bisogna mangiarne per avere dei benefici. La frutta secca come si sa è molto calorica, per cui se si è in dolce attesa è bene non eccedere nel mangiarla, per evitare di prendere chili che potrebbero portare problemi legati all’eccesso ponderale. L’ideale sarebbe mangiare una porzione di frutta secca tutti i giorni tuttavia, se non si ama particolarmente questo alimento, il consiglio è di assumerne almeno 30 gr. tre volte la settimana. É perfetta da mangiare al pomeriggio come spuntino.

       La frutta secca contiene molto fosforo ma, anche potassio, fibre, vitamine e sali minerali: tutte sostanze fondamentali per una donna che aspetta un bambino e che non possono mancare nella sua dieta. Inoltre è ricca di acido folico, sostanza importantissima per la riproduzione cellulare e dunque essenziale per la crescita del feto. Non è finita qui, la frutta secca infatti contiene anche altre sostanze che apportano benefici alle gestanti come il magnesio che aiuta a ridurre i crampi dovuti allo stato interessante.

       O ancora gli importantissimi Omega-3 che aiutano lo sviluppo cardivascolare del bambino. Inoltre contiene il calcio, elemento essenziale per lo sviluppo osseo del feto. Ecco perchè mangiare la frutta secca in gravidanza è importante se non addirittura fondamentale. Tra le altre cose, da recenti studi scientifici si è appreso che una donna in dolce attesa che mangia frutta secca, potregge il proprio bambino dall’insorgere di allergie alimentari soprattutto nei primi mesi di vita.

       Vediamo ora quale frutta secca è meglio mangiare. Non è precluso nessun frutto ma, i migliori per una donna incinta sono le mandorle, le noci, le nocciole, i pistacchi ed anche le arachidi. Finora abbiamo parlato dei vantaggi ma, come tutte le cose, anche la frutta secca presenta degli svantaggi, primo fra tutti il rischio di contrarre la toxoplasmosi: una patologia causata dal consumo di carni crude, latte ed uova contaminate oppure da alimenti contaminati da terra. É questo il problema della frutta secca: spesso presenta residui di terra, per cui bisogna sempre assicurarsi di pulirla bene prima di ingerirla.

Fonte https://www.supereva.it/frutta-secca-in-gravidanza-quanto-e-consigliato-mangiarne-8087

Fertilità: in Italia un problema per il 15% delle coppie. Ecco il decalogo per proteggerla

      Non trascurare le infezioni, tenere sotto controllo il peso, fare sport, evitare fumo e droghe. Sono alcuni consigli per proteggere la fertilità contenuti nel decalogo curato dagli esperti del Registro nazionale procreazione assistita dell'Istituto superiore di Sanità, in occasione della Giornata nazionale della fertilità, in calendario domenica 22 settembre. Secondo la definizione dell'Organizzazione mondiale della Sanità "l'infertilità è una patologia che si manifesta con assenza di concepimento dopo 12/24 mesi di rapporti mirati non protetti. Si stima che in Italia le coppie che soffrono di infertilità sono il 15%", si legge in una nota dell'Iss.

     Tra coloro che in Italia hanno fatto ricorso a tecniche di procreazione assistita, secondo i dati del Registro, risulta che nel 2017 più di 78mila coppie infertili si sono rivolte a centri di Pma per avere un bambino. Nel 41% dei casi con una diagnosi di infertilità femminile, nel 23,6% a causa di un'infertilità maschile, nel 18,9% per un'infertilità sia maschile che femminile. Mentre per il restante 16,6% delle coppie la causa dell'infertilità è rimasta inspiegata.


Ecco dieci consigli per preservare la fertilità:

1) La fertilità va mantenuta con cura;

2) Non trascurare mai una banale infezione, può portare a conseguenze irreversibili;

3) Un eccesso o forte diminuzione del peso corporeo possono compromettere la fertilità, mantieni il tuo peso con una alimentazione corretta;
Fertilità: in Italia un problema per il 15% delle coppie. Ecco il decalogo per proteggerla
4) Nel programmare una gravidanza considera che dopo i 30 anni per la donna e dopo i 40 per l'uomo peggiora la qualità genetica di ovociti e spermatozoi. (segue)

5) Proteggiti dalle malattie sessualmente trasmissibili. Molte, non curate, possono compromettere la fertilità.

6) Se fai molto sport e vuoi sviluppare la tua massa muscolare, fallo solo allenandoti; gli anabolizzanti assunti per aumentare velocemente la massa muscolare possono danneggiare per sempre la fertilità.

7) Fumare tabacco, oltre ad aumentare il rischio di avere durante la vita una patologia al cuore o ai polmoni, riduce la fertilità. Non iniziare a fumare oppure rivolgiti ad un centro antifumo e fatti aiutare a smettere.

8) L'uso anche saltuario di alcune droghe può interferire con la normale produzione di ormoni e nuocere alla fertilità.

9) Fai sempre ogni giorno almeno trenta minuti di attività fisica all'aria aperta: migliora il tono dell'umore, la secrezione ormonale e mantiene il tuo peso in equilibrio.

10) Per essere sicura/sicuro che tutto sia 'in ordine' non aspettare, fai un controllo in un consultorio o da uno specialista.

Fonte https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2019/09/21/news/giornata_nazionale_della_fertilita_il_decaogo_per_proteggerla-236577008/

IDROMASSAGGIO IN GRAVIDANZA: PRO E CONTRO

Картинки по запросу IDROMASSAGGIO IN GRAVIDANZA: PRO E CONTRO      La gravidanza è un momento molto bello per la donna e allo stesso tempo molto complesso! Ogni donna durante il periodo della gravidanza deve affrontare i cambiamenti del proprio corpo, del proprio regime alimentare e prepararsi all’arrivo di una piccola creatura che stravolgerà i ritmi della propria vita per molti anni, e probabilmente per sempre!  Può sembrare strano, ma vi assicuro che io ho adorato la mia vasca idromassaggio in gravidanza!

      Per alcune, i cambiamenti sono stati così tanto desiderati che sembrano essere straordinari e meravigliosi, per altre, invece, i cambiamenti risultano difficili da affrontare. Essere ansiosi o preoccupati dinanzi ai cambiamenti, anche se ci troviamo nel bel mezzo di una gravidanza, può risultare normale: ricordatevi sempre che siete prima donne e poi mamme!

      Allo stesso tempo, però, la preoccupazione, a volte, può causare dei momenti di stress emotivo che, se non gestiti nel modo giusto, possono gravare al bambino che cresce dentro di noi. Ricordo che, durante tutto il primo trimestre della mia prima gravidanza, intervallavo momenti di etereo benessere a momenti di terribile malessere: febbre, herpes simplex, afte e stanchezza erano i miei nemici, al punto tale che la mia ginecologa mi chiese di rivedere la mia giornata, ed evitare quelle situazioni che potevano procurarmi uno stress eccessivo che il mio corpo tendeva a manifestare con questi piccoli fenomeni, che in gravidanza possono essere davvero molto fastidiosi!

      E’ in quel momento che ho capito l‘importanza, per ogni neo mamma, di ritagliarsi del tempo da dedicare a se stessa, già durante la gravidanza, e non dimenticare di farlo anche dopo il parto!  Personalmente avevo bisogno di un pò di riposo, dopo le mie giornate frenetiche, tra pc e impegni domestici. I metodi per rilassarsi e dedicarsi a se stesse sono innumerevoli, ma oggi voglio parlarvi della mia salvezza: le vasche idromassaggio!



I benefici di un idromassaggio in gravidanza
      Non so se è il vostro caso, ma non è raro che donne in gravidanza soffrano di gambe stanche, dolori muscolari e peggio ancora, di sciatica. Tutte voi sicuramente saprete che in gravidanza è bene evitare l’uso di antidolorifici, eccetto la nostra amata tachipirina, che sembra essere l’unico salvavita in caso di dolore intenso. Eppure la tachipirina non è un rimedio se stiamo combattendo con quella fastidiosissima sensazione di avere le gambe dure come il legno o i piedi così doloranti e pesanti, da sembrare dei veri e propri elefanti!

      Non tutte sanno che un bel bagno in una vasca con idromassaggio può risultare un vero e proprio toccasana per le vostre gambe e i vostri piedi intorpiditi dal peso che vi procura il pancione.

      Prima di prendere spunto dalla mia esperienza, vi ricordo sempre di parlarne con il vostro ginecologo o la vostra ostetrica, che saprà darvi le giuste indicazioni e precauzioni da seguire.

      Eppure, sembrerebbe che, in assenza di complicazioni in gravidanza e patologie particolari da parte della madre, non esistano delle controindicazioni all’idromassaggio in gravidanza: ovviamente non stiamo parlando di idromassaggio sul vostro pancione, ma sulle vostre gambe e piedi!



I contro dell’idromassaggio in gravidanza
Картинки по запросу IDROMASSAGGIO IN GRAVIDANZA: PRO E CONTRO      Se invece soffrite di patologie particolari, alle gambe o ai piedi, o se state attraversando uno di quei momenti difficili della gravidanza che comportano l’affrontare una situazione delicata, come un distacco di placenta o cose simili, vi sconsiglio di entrare in una vasca da bagno, e immergervi in un idromassaggio in gravidanza primi mesi, o ultimi che siano! Parlatene sempre prima con il vostro medico, e verificate se nel vostro caso, un idromassaggio in gravidanza alle gambe e piedi, in una vasca idromassaggio, può risultare effettivamente un giovamento o un danno.

      Vi raccomando anche di tenere i bocchettoni dell’idromassaggio ben lontani dal vostro pancione, perché un getto d’acqua troppo feroce potrebbe essere al pari di un pugno sul vostro amato pancione, e risultare dannoso! Immergete le vostre gambe e i vostri piedi, e lasciate che il vostro pancione resti lontano dai getti forti dell’acqua.



Attenzione all’acqua troppo calda!
      Forse non tutte sanno che in gravidanza, soprattutto nelle prime settimane, è sconsigliato effettuare dei bagni o delle docce con acqua bollente. Personalmente ero una di quelle amanti del bagno turco e delle saune: il caldo e l’acqua calda erano i miei migliori amici, anche quando fuori si registravano 30 gradi.

      Una voce popolare, narra che anticamente le donne usavano effettuare delle lavande bollenti ai piedi per indurre aborti. Non ho mai capito se questa leggenda popolare fosse reale o meno, ma anche documentandomi sul web, ho scoperto che, soprattutto nelle prime settimane di gravidanza, è bene evitare un bagno con acqua bollente.

      La cosa sembrerebbe diversa se, invece, ci si trova alle ultime settimane di gestazione, dove, sembrerebbe, che le nostre nonne per aiutarsi col parto, giovassero proprio del beneficio procurato da bagni con acqua molto calda. In ogni caso, non affidatevi al web o al fai da te, e chiedete sempre un consulto al vostro ginecologo!

Fonte http://mammedicotone.it/mamme/gravidanza/idromassaggio-in-gravidanza-pro-e-contro/?fbclid=IwAR17a7pm6JBXj9hZFPq36JO6EJgXfpZG57en8p0Nb_88Gulwo0LVXpf34Ho