giovedì 31 luglio 2014

Nausea in gravidanza

La nausea si presenta relativamente spesso nella prima metà della gravidanza. Per la maggior parte delle donne si tratta di un lieve malessere mattutino, per altre invece di un problema più complesso

Per la maggior parte delle donne in cinta il malessere scompare nel corso del primo trimestre di gravidanza. Per altre donne invece la nausea può persistere anche nel secondo e terzo trimestre.

Si presenta più spesso tra le donne incinte più giovani  e meno tra quelle oltre i 35 anni, il cui livello di estrogeni è inferiore.

Ma come si spiega la nausea in gravidanza?

TEORIA ENDOCRINA:
• probabilmente la nausea è connessa ai livelli dell’ormone hCG (ormone che mantiene la gravidanza e che secerne la placenta formatasi) e l’aumento dell’estrogeno all’inizio della gestazione
• Ci sono diversi ormoni steroidi nella circolazione che sovraccaricano il fegato provocandone il malessere.
• L’hCG provocherebbe un aumento di secrezione della tirossina (ormone della tiroide) causando il malessere e la nausea.

TEORIA DELL’ALLERGIA: sostiene che il malessere e la nausea siano conseguenza della reazione dello sperma del partner e del feto come corpo estraneo nel corpo della madre.

TEORIA DEL METABOLISMO: la nausea e il malessere insorgono per la mancanza di vitamina B6.

TEORIA PSICOSOMATICA: una nausea eccessiva e connessa con uno stato sociale confuso durante la gravidanza (mancanza di un sostegno affettivo da parte del marito e della famiglia, cattivo rapporto col ginecologo, disinformazione sulla gravidanza, una gravidanza indesiderata, rifiuto consapevole della gravidanza…)

LA NAUSEA E IL MALESSERE SONO PERICOLOSI?
Una sovente nausea spiccata porta alla perdita di liquidi e di minerali provocando la disidratazione; questa si mostra con vertigini, sete, una minore minzione e cambiamento di colore dell’urina (che diventa più scura), aumento del battito cardiaco, aumento della temperatura, lingua asciutta, alito con odore di acetone…
Le ricerche dimostrano che i neonati delle mamme che hanno avuto un forte malessere e nausea durante la gravidanza, nascono con un peso inferiore rispetto alle donne che hanno avuto sintomi leggeri.
Le donne affette da HG che non sono riuscite a curare l’eccessiva nausea, hanno più spesso la possibilità di riscontrare anomalie congenite e un rischio maggiore di ritardo della crescita del feto.

COME ALLEVIARE IL MALESSERE E LA NAUSEA?
La dottoressa Irena Virant, medico laureata, consiglia di bere sufficienti quantità d’acqua, succhi di frutta o tisane; di consumare il cibo in piccole quantità ma più volte al giorno; di evitare alimenti grassi e conditi, l’alcool, le sigarette, il caffè, di mangiare biscotti secchi e fette biscottate, di camminare molto all’aria fresca e di riposarsi.

QUANDO ANDARE DAL MEDICO?
Quando i consigli per diminuire la nausea non aiutano, se vomiti più di 3-4 volte al giorno, se il reciticcio contiene anche sangue o perdi peso, vai allora dal medico. Se sei fortemente disidratata, ti faranno la flebo per rimpiazzare i liquidi, gli elettroliti, le vitamine. Se la nausea dopo il riposo e l’introduzione dei liquidi non si calma, sono allora necessarie le medicine contro il malessere e la nausea.


http://www.miobambino.it/articolo/nausea-in-gravidanza_341.html?page=

martedì 29 luglio 2014

Cinque esercizi di yoga per la gravidanza da fare subito a casa tua

Lo yoga in gravidanzaè uno dei modi migliori di rimanere in forma e in salute durante la gestazione. Non è solo una pratica abbastanza soft, ma fa sì che il corpo rimanga tonico, aiutandolo a combattere i lati negativi della gravidanza, come il maldischiena o il gonfiore.

Fare esercizio fisico durante la gravidanza è molto importante, ma conoscere quale tipo di esercizio e quanto poterne fare lo è ancora di più.

Ecco quindi la nostra top 5 degli esercizi da fare durante la gestazione coodamente a casa.

Perché yoga e gravidanza vanno così d'accordo? Be a volte può non sembrare, ma gli esercizi dello yoga sono molto di più che scivolare e mantenere delle posizioni su un materassino.

I benefici per le future mamme sono molti: non solo prepara fisicamente e mentalmente il corpo per il parto, ma aiuta allo stesso tempo a lenire i fastidi e i dolori, lo stress e l'insonnia.

Fare yoga durante la gravidanza aiuta a rafforzare i muscoli e a tenere a bada i possibili dolori: mano a mano che il bambino diventa più grande e più pesante il vostro baricentro si sposta. Lo yoga porta energia e aiuta notevolmente con il sonno, per non parlare di tutti i trucchi e gli esercizi che poi vi saranno utili durante il travaglio, come il restare concentrate sulla respirazione e il movimento.

In più questi esercizi possono aiutarvi a creare una connessione con il vostro bambino. 

Quanto spesso fare gli esercizi?

Il vostro corpo durante la gravidanza non è più in grado di fare la mole di esercizio fisico che faceva prima.

Per quanto riguarda lo yoga, è possibile praticare quanto più vi pare a patto che ascoltiate il vostro corpo; se qualcosa vi sembra non andare abbandonate una posizione oppure interrompete gli esercizi.

L'importante come sempre è la moderazione; non ci sono infatti lati negativi negli esercizi e nello yoga, basta solo non esagerare, scegliendo le posizioni e i movimenti più adatti al vostro stadio della gravidanza.

Gli esercizi che vi segnaliamo nelle prossime pagine sono adatti a tutti i momenti della vostra gestazione, ma ovviamente è sempre meglio consultare il vostro medico o il vostro insegnante di yoga per avere ulteriori rassicurazioni e consigli.

L'unica cosa da tenere a mente. mentre si pratica lo yoga in gravidanza, è di non esagerare e di non spingere il corpo troppo in là: non sovraccaricatelo.

1° Esercizio - La posizione del Gatto


La posizione del Gatto mentre si è in gravidanza è un grande toccasana per la schiena, ma prima di farla assicuratevi di essere pienamente consapevoli del vostro corpo.

Come fare la posizione del Gatto

Mettetevi a quattro zampe con le ginocchia e le mani sul tappetino.
Assicuratevi di avere i polsi sotto le vostro spalle e le ginocchia sotto i vostri fianchi. Aprite bene le dita delle mani e fate pressione a terra con le nocche.

Insipirate con il naso e inarcate la schiena verso il basso. Poi alzate la testa e guardate verso l'alto così. Buttate poi fuori l'aria sempre attraverso il naso e fate il movimento contrario, inarcando la colonna verso l'alto e abbassando la testa e guardando verso il torace cercando di portare il mento verso la la colonna, proprio come un gatto mentre si stiracchia.

Ripetete per 10 volte.

2° Esercizio - La rotazione delle anche

Questo esercizio aiuta per liberare le anche ed è importante per la parte bassa della schiena, fondamentale per portare il bambino in una posizione ottimale durante il travaglio, perché in questo modo gli si sta dando più spazio in cui muoversi.

Chi lo avrebbe mai detto che dimenare i fianchi fosse così importante per il tuo bambino?

Come fare la posizione della rotazione delle anche

Questa posizione assomiglia a quelle del gatto, ma le ginocchia possono rimanere più ampie se volete.
Incominciate a muovere le anche immaginando di disegnare un "8" con i fianchi. Fate i movimenti piccoli o grandi, a seconda di come vi sentite più comode, per circa 30/60 secondi.

3° Esercizio - Rotazione dei polsi e dei piedi

Questi esercizi possono sembrare davvero semplici, ma gli esperti assicurano che funzionano davvero molto per il corpo, specialmente riducendo gonfiore e aumentando la circolazione.

Movimenti circolari dei polsi

Sedute o in piedi su un tappetino intrecciate le vostre dita formando un pugno e muovetelo in maniera circolare, creando degli enormi cerchi con i polsi.
 Sollevare poi le braccia verso il soffitto mentre si ruotano i polsi, e sempre mentre si girano mettere le braccia giù di nuovo.
 
Ripetete 10 volte.  

Movimenti circolari dei piedi

Sedute su un cuscino o sul pavimento con le vostre gambe di fronte a voi fate dei grandi movimenti circolari con i piedi distanti l'uno dall'altro in entrambe le direzioni.

Ripetete 10 volte in ogni direzione.

4° Esercizio - Incrociare le dita in alto


Questo esercizio fa molto durante la gravidanza, anche se all'inizio può non sembrare.

Infatti aiuta a creare molto più spazio nel corpo per il vostro bambino ed è inoltre molto benefico per la respirazione e per i polmoni.

Come  fare questo esercizio per i polmoni

Sedute con le gambe incrociate su un cuscino o per terra incrociate le dite, girate i palmi verso l'alto e sollevate le braccia il più alto possibile, tenendo le spalle giù.

Tenete la posizioe per 5 respiri, espirare e abbassare le braccia giù di nuovo

Ripetete quante volte volete.

5° Esercizio - La posizione a L


La posizione a L, che si pratica di fronte a un muro, aiuta molto ad allungare la colonna vertebrale, togliendo la pressione che il vostro bambino esercita sulla vostra schiena.

Inoltre è una buona posizione per allungare la parte posteriore delle vostre gambe. Chiunque abbia il maldischiena dovrebbe fare questo esercizio, soprattutto se si tende a lavorare molto seduti ad una scrivania.

Come fare l'esercizio a L
Mettersi di fronte ad un muro e poggiare le mani alla larghezza delle spalle.

Muovete le mani verso il basso e muovete i piedi indietro fino a quando il corpo e le gambe fanno una forma L. 

Fate questo esercizio ogni qual volta ne sentiate la necessità, a casa o a lavoro, e tenetela per 30/60 secondi, o fino a quando vi sentite a vostro agio. 

lunedì 28 luglio 2014

La gravidanza: emozioni e sbalzi d'umore

Irritabilità, sbalzi d’umore e «lacrima facile»: sette semplici consigli per riuscire a gestire le proprie emozioni durante la gravidanza
La gravidanza rappresenta sempre un periodo della vita straordinario e, per certi versi, assai sconvolgente. Dal momento in cui una donna fa il primo test di maternità e, con il cuore in gola e le mani che le tremano, scopre di essere in dolce attesa, intervengono immediatamente molti cambiamenti, non solo a livello fisico, ma anche a livello intimo e introspettivo.
La futura mamma, per impersonare questo nuovo ruolo, dovrà riuscire a riorganizzarsi sia cognitivamente che emotivamente e molte potrebbero essere le difficoltà che un simile processo comporta, quali ansie, preoccupazioni, ma anche inspiegabili eccessi di ira e continui sbalzi d’umore.

Le donne, durante la gravidanza, spesso lamentano degli stati d’animo assai mutevoli. Alternano momenti positivi di tranquillità e fiducia in se stesse, a momenti di estremo sconforto e tristezza. Un attimo prima, si sentono serene e in pace con il mondo, un attimo dopo si accendono per quelle che loro stesse definiscono delle «sciocchezze», diventando di colpo irascibili e furiose. È come se ogni singola percezione, per via della propria condizione psicologica, venisse in qualche modo amplificata e, di conseguenza, qualunque reazione diventa esagerata, tanto da sembrare quasi anormale.

Per quanto un figlio possa essere voluto, il periodo dell’attesa è sempre una condizione totalmente imprevedibile e questo genera sempre nella donna una profonda insicurezza, oltre ad una costante sensazione di «perdita di controllo» sul proprio corpo e sul proprio stato fisico, sui propri sentimenti e sulle proprie emozioni, sul proprio ruolo, sul proprio stile di vita e abitudini, sulla vita di coppia.
Nei prossimi articoli, parlerò in maniera più approfondita di come affrontare e risolvere alcune delle paure più comuni che accompagnano la gravidanza, quali quelle relative alla salute del bambino, al parto, o quelle più diffuse rispetto a se stesse (l’idea di non farcela ad essere una buona madre, il timore di perdere la propria libertà ecc.), ora vorrei dare invece, alcuni suggerimenti alle future mamme per riuscire a vivere al meglio i nove mesi di gestazione, sette semplici consigli che potrebbero tornare loro utili anche per prevenire eventuali condizioni patologiche future, quali il baby blues o la depressione post-partum.
Tenete un diario: riuscire ad mettere per iscritto il dolore o la rabbia nei confronti di determinate persone o situazioni vi permetterà, a poco a poco, di distaccarvi emotivamente da tali stati d’animo, impedendo loro di «inquinare» il vostro presente e di compromettere la vostra quotidianità. Come chiaramente espresso nell’aforisma che ho citato all’inizio di questo articolo, esprimere i sentimenti negativi in forma scritta è un ottimo strumento di auto-guarigione, poiché ha un effetto canalizzatore: fa defluire il flusso emotivo e lo lascia sulla carta.
Condividete la vostra esperienza con i vostri cari: parlare delle proprie sensazioni, anche se negative, a patto che non diventi una costante lamentela fine a se stessa, può essere altrettanto terapeutico e senz’altro non vi fa sentire sole nell’affrontare questa nuova avventura.
Cercate di non cambiare troppo le vostre abitudini di vita: la gravidanza non è una malattia e, a meno che non intervengano complicazioni mediche di vario genere, non ci sono motivi per non rispettare il vostro stile di vita o rinunciare totalmente a quelli che sono i vostri interessi.
Tenetevi impegnate: anche se non lavorate e siete a casa in maternità, cercate di sfruttare al meglio il tempo libero a vostra disposizione: andate al cinema, leggete, frequentate gli amici, viaggiate, fate sport e dedicatevi alla cura di voi stesse.
Passate più tempo con il vostro partner: riuscire a creare dei momenti speciali per la coppia è fondamentale in questo momento della vostra vita e saranno sicuramente delle occasioni che, anche in futuro, ricorderete sempre con estremo piacere e forse anche con un pizzico di malinconia.
Non opponetevi, ma lasciatevi andare: i cambiamenti psicofisiologici che la gravidanza comporta possono essere particolarmente fastidiosi, ma vivendo alla giornata e lasciando che succeda ciò che deve succedere, senza opporre resistenze, potrete anche scoprire aspetti piacevoli di questa condizione così meravigliosa e unica.
Non vergognatevi di chiedere un aiuto specialistico: se proprio doveste accorgervi di non riuscire da sole a far fronte alle vostre paure e alle vostre difficoltà emotive, rivolgetevi ad uno psicoterapeuta. Anche una terapia breve e mirata può essere molto efficace, poiché vi permetterà di riattivare le risorse personali bloccate e di superare questo momento di fragilità, prima che si strutturi come un problema invalidante.
Articolo di Chiara Ratto, Psicologa e Psicoterapeuta

preso da www.mammeonline.net

venerdì 25 luglio 2014

BioTexCom: tutti i vantaggi


Offriamo ai nostri clienti le condizioni vantaggiose e la garanzia di 100% del risultato positivo. Ci sono pochissimi centri europei che ne possono vantarsi. Oltre alle metodiche uniche del lavoro che applicano i nostri medici, noi abbiamo pensato ad ogni dettaglio a beneficio dei clienti. A differenza degli altri centri europei abbiamo il prezzo fisso che è molto più basso rispetto agli altri centri europei del livello mondiale.
Firmando un contratto con noi i clienti ottengono un pacchetto all-inclusive. I nostri autisti incontrano i clienti all’aeroporto e li sempre accompagnano nell’appartamento, ambasciata, clinica, ostetricia ecc. Noi alloggiamo i nostri clienti negli appartamenti e nelle case affittate proprio per loro e dove ogni tanto viene un pediatra professionista in cura dei neonati.
In caso se la madre surrogata partorisce prematuramente, noi paghiamo per tutte le cure e i farmaci neccessari per un bambino prematuro. Durante tutto il programma una coppia va guidata da una manager interprete che la coordina, organizza, prepara i documenti ed aiuta in tutto quello che serve ad un persona che è arrivata in un paese straniero. I nostri clienti vengono sempre accompagnati dalle nostre interpreti professioniste che sanno bene come ottenere i documenti necessari (nel Ministero della Giustizia, nell’Ambasciata ecc). Tutti questi servizi sono già inclusi nel prezzo del contratto firmato. Negli USA un tale pacchetto di servizi costa molto di più e poì, non tutti i centri vi possono fornire tutti i servizi sopraindicati.
Nel 2013 il nostro centro ha ricevuto un premio del servizio migliore per i clienti. Siamo l’unico centro medico della medicina riproduttiva dove vi restituiranno tutta la somma del contratto in caso di fallimento (un contratto della fivet eterologa) e dove vi danno la possibilità di tentativi illimitati finché non abbiate un bambino con un programma della maternità surrogata.
Non esiste la sterilità assoluta! Lo sappiamo di sicuro e perciò continuiamo a perfezionare i nostri metodi del lavoro per non smettere di stupire tutto il mondo con i nostri risultati.
    

Gravidanza: 20 cose che è meglio sapere prima

Che gioia! Il test di gravidanza si colora di rosa e la felicità ci coglie (a volte di sorpresa). La lunga avventura che ti porterà fino al momento del parto ha inizio e durerà nove mesi. Ma non saranno solo rose e fiori. Ecco un elenco di venti cose che è meglio sapere prima di iniziare.

1) Qualcuna si vanterà di essere riuscita a trovare la cicogna al primo colpo. Peccato che tu non sia tra questi pochi fortunati e abbia dovuto aspettare mesi...
2) Anche un semplice bicchiere d'acqua potrà causarti un terribile bruciore allo stomaco
3) La tua pancia diventerà, man mano che cresce, proprietà della comunità. Chiunque si sentirà in diritto di guardarla, toccarla, carezzarla
4) Tutti crederanno di avere il diritto/dovere di raccontarti "la verità sul parto". Ovviamente si tratterà di storie  terrificanti. Così come tutti avranno da dire la loro sul parto naturale o su quello cesareo, sull'epidurale o sul parto dolce. Imperativo: ignorarli
5) Gli ormoni daranno davvero fastidio. E ti spingeranno a repentini sbalzi d'umore o a fissarti su certe idee. Ad esmepio, non hai fatto una scorta sufficiente di pannolini e bisogna convincere il tuo compagno ad andare a comprarne altri due pacchi subito. Anche se è notte
6) Dormire diventerà una vera missione impossibile. Soprattutto quando il bebè si sarà fatto grande e comincerà a star stretto nel pancione. Tirerà calci e il tuo fegato potrebbe restare schiacciato tra gambe e piedi del piccolo. 7) Anche il tuo lato B potrebbe sembrare "incinto"
8) Le unghie dei tuoi piedi cresceranno a ritmo incalzante, ma non sarai più in grado di tagliarle da sola
9) Alla fine della gravidanza i tuoi piedi sembreranno dei palloncini e sarai costretta a comprare delle scarpe nuove di un numero più alto, per poi dimenticarle nella scarpiera dopo il parto
10) Se hai già un figlio e sei visibilmente incinta la gente non potrà fare a meno di dire con ironia che "presto sarai molto impegnata". E credono di essere divertenti.
11) Tutto ti infastidirà. E per tutto intendiamo tutto: dall'aria alle persone che la respirano
12) Avrai l'ossessione del travaglio. Non conoscendone i sintomi crederai di star per partorire tutti i giorni
13) Negli ultimi giorni di gravidanza stacca il telefono: sarà tutto un telefonare per sapere se il bambino è nato
14) Non sempre partorire è una passeggiata e non tutte le gravidanze si concludono con un parto felice e tranquillo.
15) La dieta subirà un sacco di restrizioni. Ci saranno un sacco di cose che non potrai mangiare e ovviamente avrai  una voglia matta di mangiare proprio quelle
16) Il tuo seno può cominciare a gocciolare ben prima dell'arrivo del bambino. Che la festa abbia inizio!
17) La biancheria intima della gravidanza potrà essere riutilizzata come vela per una barca. Dimenticatela nel cassetto dopo il parto
18) Qualcuno rivelerà il nome super-segreto del bambino
19) Il dessert diventerà il tuo pasto
20) La gravidanza è magica! Ma non fidatevi di chi non vi dice che qualche volta può essere uno schifo

E voi cosa aggiungereste a questo elenco?


articolo preso da http://www.pianetamamma.it

giovedì 24 luglio 2014

Fattore Rh negativo o positivo in gravidanza?


L’incompatibilità del fattore Rh è un disturbo che si manifesta durante la gravidanza se il sangue della futura mamma è Rh-negativo, mentre quello del bambino è Rh-positivo.
  • Se la mamma è Rh-negativo
    • ed il padre del bambino è Rh-positivo,
      • il bambino è potenzialmente a rischio.
Rh-negativo (Rh-) ed Rh positivo (Rh+) sono espressioni riferite alla presenza nel sangue del fattore Rh, una proteina contenuta nei globuli rossi: chi ce l’ha si dice essere Rh-positivo, mentre chi non ce l’ha è Rh-negativo. Il fattore Rh è ereditario, cioè i genitori lo trasmettono ai figli tramite il patrimonio genetico. La maggior parte delle persone è Rh-positiva.
La presenza o l’assenza del fattore Rh non hanno alcuna conseguenza sullo stato di salute generale, ma possono causare problemi durante la gravidanza.
Se siete Rh-negative e vostro figlio è Rh-positivo, il vostro organismo reagirà al sangue del bambino identificandolo come un corpo estraneo.
Il vostro organismo produrrà quindi anticorpi in risposta a questa falsa impressione che andranno ad aggredire il sangue Rh-positivo di vostro figlio. Gli anticorpi di solito non causano problemi durante la prima gravidanza, perché il bambino, nella maggior parte dei casi, nasce prima che gli anticorpi riescano a svilupparsi.
Tuttavia gli anticorpi, una volta sviluppati, rimangono nel vostro organismo, quindi l’incompatibilità dell’Rh rischia di causare problemi nella seconda gravidanza e in quelle successive (se il figlio che state aspettando è Rh- positivo).
Gli anticorpi sono in grado di attraversare la placenta e attaccare i globuli rossi di vostro figlio, provocando l’anemia emolitica nel bambino, è un disturbo in cui l’organismo non riesce a sostituire completamente i globuli rossi distrutti; i globuli rossi sono fondamentali perché trasportano l’ossigeno in tutto l’organismo.
Se il bambino non ha globuli rossi a sufficienza, non riesce a ottenere la giusta quantità di ossigeno, e quindi può avere problemi gravi. L’anemia emolitica grave può essergli addirittura fatale.
Eseguendo in tempo tutti gli esami di screening durante la gravidanza, si possono prevenire i problemi causati dall’incompatibilità dell’Rh. Gli esami di screening permettono al ginecologo di scoprire già nelle prime fasi della gravidanza se siete a rischio ed in questo caso terrà sotto stretto controllo voi e vostro figlio per tutta la gravidanza, ed eventualmente vi prescriverà le terapie necessarie.
Le immunoglobuline Rh sono un farmaco che impedisce all’organismo di produrre gli anticorpi contro il fattore Rh e quindi riescono a prevenire i problemi dovuti all’incompatibilità dell’Rh. Se siete Rh-negative, a ogni gravidanza successiva alla prima dovrete assumerle, tramite iniezioni, se il bambino che starete aspettando sarà Rh-positivo.
Ricordiamo infine che l’esposizione al sangue Rh-positivo può avere anche altre origini, tra cui ricordiamo gli aborti e le trasfusioni di sangue. Se assumete le immunoglobuline Rh subito dopo questi eventi, riuscirete a evitare l’incompatibilità dell’Rh nelle eventuali gravidanze successive.

Cause

L’incompatibilità del fattore Rh è causata dalla differenza del tipo di sangue tra la gestante e suo figlio: la patologia si verifica quando la donna è Rh-negativa e il figlio è Rh-positivo.
Durante la gravidanza il sangue di vostro figlio può mescolarsi con il vostro, soprattutto durante il parto. Se siete Rh-negative e vostro figlio è Rh-positivo, il vostro organismo reagirà al sangue del bambino attaccandolo, perché lo identificherà come corpo estraneo.
Il vostro organismo creerà anticorpi (proteine) che andranno ad aggredire il sangue Rh-positivo di vostro figlio. Gli anticorpi possono attraversare la placenta e attaccare i globuli rossi di vostro figlio, provocando l’anemia emolitica nel bambino.
L’incompatibilità dell’Rh di solito non provoca problemi durante la prima gravidanza, perché il bambino spesso riesce a nascere prima che si sviluppino gli anticorpi.
Tuttavia gli anticorpi contro il fattore Rh, una volta formati, rimangono nel vostro organismo: quindi c’è un maggior rischio di avere problemi durante la seconda gravidanza o in quelle successive, se il figlio che aspetterete sarà Rh-positivo.
Ad ogni ulteriore gravidanza, l’organismo continua a produrre anticorpi contro il fattore Rh: quindi i figli Rh-positivi che concepirete saranno sempre più a rischio di soffrire di problemi gravi, come l’anemia emolitica.

Fattori di rischio

Le donne Rh-negative che concepiscono un figlio con un partner Rh-positivo sono a rischio.
Il fattore Rh è ereditario, cioè viene trasmesso dai genitori al figlio attraverso il patrimonio genetico. Se voi siete Rh- e il padre del bambino è Rh+, il bambino ha il 50 per cento o più di possibilità di essere Rh-.
Per capire se voi e il padre del bambino siete Rh- o Rh+, potete eseguire un semplice esame del sangue.
Se siete Rh-, il rischio di soffrire di problemi derivanti dall’incompatibilità dell’Rh aumenta se, prima della gravidanza, siete state esposte a sangue Rh+, ad esempio con:
  • Una gravidanza precedente (l’esposizione di solito avviene durante il parto).
  • Gravidanza ectopica, aborto spontaneo o provocato (la gravidanza ectopica è una gravidanza in cui l’embrione si impianta all’esterno dell’utero).
  • Trasfusione di sangue errata o trapianto di cellule staminali del midollo osseo
  • Iniezione o contatto accidentale con aghi o altri oggetti che contengono sangue Rh-positivo.
  • Anche alcuni esami, come l’amniocentesi e il prelievo dei villi coriali, possono esporvi al sangue Rh-positivo.
  • Potete essere esposte al sangue Rh-positivo, se avete sofferto di emorragia o di traumi addominali (causati, ad esempio, da un incidente in macchina, durante la gravidanza).
L’amniocentesi è un esame che può essere necessario durante la gravidanza. Il ginecologo usa una siringa per prelevare una minima quantità dei fluidi dal sacco amniotico che circonda il bambino. Il liquido poi viene esaminato per diversi motivi.
Durante la gravidanza può anche essere effettuato il prelievo dei villi coriali. Durante quest’esame il medico inserisce in vagina un tubicino, che va a raggiungere il collo dell’utero e la placenta; poi preleva un campione di tessuto placentare, usando un delicato meccanismo di suzione. Il campione viene esaminato per diversi motivi.
A meno che siate stati curate con le immunoglobuline Rh dopo ciascuno di questi eventi, siete a rischio per quanto riguarda l’incompatibilità del fattore Rh, sia durante la gravidanza in corso sia nelle eventuali gravidanze future.

Sintomi

L’incompatibilità del fattore Rh non provoca alcun sintomo nella gestante. Nel bambino, invece, può causare l’anemia emolitica, cioè un disturbo in cui l’organismo non riesce a reintegrare i globuli rossi che vanno distrutti.
I globuli rossi sono le cellule del sangue che contengono l’emoglobina, una proteina ricca di ferro che si lega all’ossigeno e lo trasporta in tutto l’organismo. Se c’è carenza di globuli rossi e di emoglobina, il bambino non riceve ossigeno a sufficienza.
L’anemia può causare sintomi di gravità variabile nel neonato, che vanno dall’ittero all’edema (accumulo di liquidi).
  • L’ittero è un disturbo in cui la pelle e la parte bianca degli occhi ingialliscono Quando i globuli rossi vengono distrutti, rilasciano l’emoglobina nel sangue. L’emoglobina viene poi demolita, e trasformata in un composto che si chiama bilirubina: è la bilirubina che dà alla pelle e agli occhi il colorito giallastro. L’eccesso di bilirubina può causare lesioni cerebrali al neonato.
  • L’edema è causato dall’insufficienza cardiaca. Se c’è carenza di globuli rossi che trasportano l’emoglobina, il cuore del bambino deve lavorare di più per pompare il sangue ricco di ossigeno in tutto l’organismo: è questo stress che può causare l’insufficienza cardiaca.
    • L’insufficienza cardiaca può far accumulare i fluidi in molte parti diverse dell’organismo. Se l’edema colpisce un feto o un neonato, il disturbo è detto idrope fetale.
L’anemia emolitica grave può essere fatale per il neonato, al momento del parto o nelle fasi immediatamente successive.

Diagnosi

L’incompatibilità del fattore Rh è diagnosticata con gli esami del sangue, mentre per capire se il bambino soffre di anemia emolitica e la gravità dell’anemia i medici possono usare esami più approfonditi, come l’ecografia.

Specialisti coinvolti

L’incompatibilità del fattore Rh di solito è diagnosticata dai ginecologi, cioè dal personale medico specializzato nella cura delle gestanti. Il ginecologo seguirà voi e il bambino durante tutta la gestazione per escludere problemi connessi all’anemia emolitica: sovrintenderà anche alla terapia, per prevenire problemi con le eventuali gravidanze successive.
I bambini affetti dall’anemia emolitica e dai problemi connessi sono curati da un pediatra o da un ematologo. Il pediatra è il medico specializzato nella cura dei bambini, mentre l’ematologo è un medico specializzato nella cura dei pazienti affetti da disturbi e patologie del sangue.

Esami diagnostici

Se aspettate un bambino, il ginecologo, durante la prima visita, vi prescriverà un semplice esame del sangue per sapere se siete Rh+ o Rh-.
Se siete Rh-negative, probabilmente dovrete anche effettuare anche l’esame degli anticorpi, per sapere se nel vostro sangue ci sono gli anticorpi contro il fattore Rh. Se ci sono, significa che in precedenza siete state esposte al sangue Rh-positivo e siete a rischio di incompatibilità con vostro figlio.
Se siete Rh- e non avete gli anticorpi per il fattore Rh, anche il padre del bambino dovrà fare gli esami per scoprire se è Rh- o Rh+. Se anche lui è Rh-, il bambino certamente non sarà Rh+, quindi non ci sarà rischio di incompatibilità.
Tuttavia, se il padre del bambino è Rh-positivo, il bambino ha il 50 per cento o più di probabilità di essere Rh-positivo: quindi c’è un alto rischio di incompatibilità.
Se il padre del bambino è Rh-positivo o non c’è modo di scoprire se lo è, il ginecologo può effettuare un esame detto amniocentesi.
Nell’amniocentesi, il ginecologo inserisce un sottile ago cavo nella parete addominale, per raggiungere l’utero. Preleva un piccolo campione di liquido dal sacco amniotico che circonda il bambino. Il liquido viene esaminato per scoprire se il bambino è Rh-positivo (in casi rarissimi, l’amniocentesi può esporvi al contatto con sangue Rh-positivo).
Il medico può usare quest’esame anche per misurare la bilirubina del bambino. La bilirubina si accumula quando i globuli rossi vengono distrutti troppo velocemente. Più il livello di bilirubina è alto, più il bambino rischia di soffrire di anemia emolitica.
Se si sospetta l’incompatibilità del fattore Rh o se la si diagnostica, dovrete sottoporvi all’esame degli anticorpi anti Rh una o più volte durante la gravidanza. Quest’esame di solito viene eseguito almeno una volta, al sesto o al settimo mese.
I risultati di quest’esame possono dare indicazioni sulla gravità dell’anemia emolitica di vostro figlio. Più gli anticorpi sono alti, più l’anemia emolitica è grave.
Per controllare se vostro figlio soffre di anemia emolitica, il medico può anche usare un esame detto ecodoppler che serve per misurare la velocità con cui il sangue scorre in un’arteria della testa del bambino.
L’ecodoppler usa le onde sonore per misurare la velocità di scorrimento del sangue. Più il sangue scorre velocemente, più il bambino è a rischio di soffrire di anemia emolitica, perché l’anemia costringe il cuore a pompare più sangue.

Cura e terapia

L’incompatibilità del fattore Rh viene curata somministrando alla madre le immunoglobuline Rh, mentre la terapia per i bambini che soffrono di anemia emolitica varia a seconda della gravità del disturbo.

Finalità della terapia

La terapia dell’incompatibilità del fattore Rh viene effettuata per permettervi di mettere al mondo un figlio sano e per diminuire il rischio in eventuali gravidanze future.

Terapia per l’incompatibilità dell’Rh

Se l’incompatibilità del fattore Rh viene diagnosticata durante la gravidanza, riceverete le immunoglobuline Rh al settimo mese di gravidanza e poi entro 72 ore dal parto.
Le immunoglobuline Rh vi saranno somministrate anche nel caso in cui il rischio di contatto tra il vostro sangue e quello del bambino sia alto, ad esempio se in passato avete avuto un aborto, una gravidanza ectopica o emorragie durante una gravidanza.
Le immunoglobuline Rh contengono anticorpi anti Rh che si attaccano alle cellule Rh-positive del vostro sangue: grazie alle immunoglobuline il vostro organismo non reagirà alle cellule Rh-positive di vostro figlio come se fossero un corpo estraneo, cioè non produrrà gli anticorpi anti Rh. Le immunoglobuline, per funzionare correttamente, devono essere somministrate al momento giusto.
Dopo che avrete formato gli anticorpi anti Rh, il farmaco non servirà più a nulla: per questo le donne Rh-negative devono ricevere le immunoglobuline in ogni gravidanza e durante qualsiasi altro evento che può far entrare in contatto il loro sangue con quello Rh-positivo.
Le immunoglobuline Rh sono iniettate nei muscoli del braccio o della coscia. Tra gli effetti collaterali dell’iniezione possiamo avere:
  • dolore nella zona dell’iniezione,
  • febbre leggera.
Il farmaco può anche essere iniettato in vena.

Terapia dell’anemia emolitica

Per curare l’anemia emolitica del bambino ci sono diverse possibilità: nei casi più lievi, può non essere necessaria alcuna terapia, se invece si deve ricorrere alla terapia, al bambino possono essere somministrati l’eritropoietina e gli integratori di ferro, che stimolano la produzione di globuli rossi.
Se l’anemia emolitica è grave il bambino può ricevere una trasfusione di sangue attraverso il cordone ombelicale. Se il bambino è molto malato e sta quasi per nascere, il ginecologo può optare per il parto indotto: in questo modo si riuscirà a iniziare tempestivamente la terapia.
Il neonato affetto da anemia grave deve essere curato con una trasfusione a scambio. Il sangue del neonato viene gradualmente rimosso e sostituito da sangue o da plasma provenienti da un donatore.
I neonati possono anche essere curati con luci speciali per diminuire la quantità di bilirubina nel sangue. L’eccesso di bilirubina può provocare l’ittero, l’ingiallimento della pelle e della parte bianca dell’occhio.
Far diminuire il livello di bilirubina nel sangue è fondamentale, perché l’eccesso di questo composto chimico può causare danni al cervello. Spesso, nei neonati affetti da anemia emolitica, si riscontra un eccesso di bilirubina, perché questo composto si forma quando i globuli rossi vengono distrutti dall’organismo.

Prevenzione

Si può prevenire l’incompatibilità del fattore Rh somministrando le immunoglobuline Rh nei momenti giusti. Una volta formati gli anticorpi anti Rh, il farmaco non serve più a nulla.
Le donne Rh-negative, quindi, devono essere curate con le immunoglobuline Rh
  • durante e dopo la prima gravidanza,
  • durante e dopo le eventuali gravidanze successive,
  • dopo qualsiasi altro evento che fa entrare in contatto il loro sangue con quello Rh-positivo.
Gli esami di screening prenatale, inoltre, sono in grado di prevenire alcuni dei problemi connessi all’incompatibilità dell’Rh, ad esempio il ginecologo può scoprire tempestivamente se voi e vostro figlio siete a rischio.
Se siete a rischio, il ginecologo può tenere la gravidanza sotto stretto controllo per scoprire se il bambino manifesta i sintomi dell’anemia emolitica e per curarlo in caso di necessità.


Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

martedì 22 luglio 2014

COME PREPARARSI A ESSERE PADRE

I nove mesi dell'attesa serviranno al futuro papà per prepararsi al cambiamento di ruoli e priorità e alla trasformazione degli equilibri personali, di coppia e familiari che la nascita di un bambino porta con sé.

Durante l’attesa anche l’uomo vive una tempesta di sensazioni nuove e intense. Le emozioni maschili legate alla nascita spesso non sono riconosciute e valorizzate, prima di tutto dall’uomo, che tende a negarle e non è abituato a esprimerle. E poi dalla società stessa, che colloca la sfera dei sentimenti molto spesso fuori dall’area di interesse maschile. In realtà, accogliere le proprie emozioni e condividerle con la compagna è un passo importante per comprendersi meglio all’interno della coppia.
Il vissuto emotivo di uomini e donne in gravidanza è molto differente. Nei nove mesi la futura madre ha un rapporto viscerale ed esclusivo con il bambino che sta crescendo dentro di lei. L’attaccamento è favorito e più immediato, rispetto a quello del futuro padre che quindi, soprattutto nel primo periodo della gravidanza, può apparire più “freddo” rispetto alla compagna. Confrontarsi è l’unico modo per prevenire incomprensioni e/o delusioni e per andare incontro alle esigenze e alle aspettative del partner.

Questo vale anche sul piano della sessualità. Può capitare che l’uomo si senta un po’ inibito dalla maternità della partner e allora la sua esitazione potrebbe essere mal interpretata da lei, che ha il timore di non piacergli più. O, al contrario, l’intensa attrazione che lui prova per la compagna in attesa può non essere ricambiata come desidererebbe. Il dialogo e il confronto saranno l’unica chiave d’intesa.

Va detto inoltre che ogni uomo può sperimentare dubbi e timori di fronte a un evento così importante come la nascita di un figlio. Ci si chiede come sarà la vita ‘dopo’, come cambierà la relazione con la compagna, si ripensa al figlio che si è stati e ci si interroga sul padre che si diventerà.  Partecipare a un corso di accompagnamento alla nascita è una bella opportunità per incontrare altri futuri padri, scoprire che certi interrogativi sono comuni e, così, sentirsi più consapevoli delle proprie sensazioni.

Informati e partecipi
Per essere al fianco della donna in attesa e vivere pienamente l’esperienza dell’arrivo di un figlio l’uomo deve essere informato circa le dinamiche della gravidanza, dei possibili disagi fisici – nausea, stanchezza, mal di schiena, e così via – e del particolare stato emotivo della compagna. Tutto quello che la futura mamma sa, deve saperlo anche il futuro papà: come si riconosce l’inizio del travaglio, come regolarsi se si rompono le acque, come gestire eventuali emergenze.
Anche in questo può essere d’aiuto la partecipazione al corso di accompagnamento alla nascita.

L’altro suggerimento valido per tutti i futuri padri è di partecipare il più possibile ai momenti importanti della gravidanza (per esempio, i controlli ecografici). Il futuro padre deve essere consapevole del fatto che, dove lui lascerà uno spazio vuoto, ci sarà qualcun altro (suocera, parente, amica) che lo occuperà. In questo modo, però, si apre la porta a una serie di interferenze esterne che poi non è facile arginare! Meglio abituarsi già in gravidanza per allenarsi a svolgere il ruolo genitoriale e a vivere in coppia tutto ciò che riguarda il proprio bambino.

In sala parto sì o no?
Superati i primissimi mesi dell’attesa, il parto diventa uno dei pensieri principali per i futuri genitori. Del resto, l’esperienza della nascita rappresenta una tappa fondamentale nella vita della coppia; ma è necessario viverla insieme?
Storicamente l’uomo è sempre stato escluso dall’evento. Negli ultimi decenni la situazione è cambiata e l’uomo e la donna possono condividere le emozioni della nascita. Attenzione, però: la presenza del padre deve essere il frutto di una scelta e non di un’imposizione. L’uomo non dovrà sentirsi obbligato a essere al fianco della donna perché oggi si usa così, e viceversa la donna non dovrà sentirsi obbligata ad avere accanto il partner se sente che sarebbe più a suo agio con un’altra figura vicino.

E se i desideri dei futuri genitori non corrispondono? Se la donna volesse il compagno in sala parto e lui preferisse aspettare fuori? In questo caso avrà luogo la prima importante mediazione della coppia genitoriale: l’importante è che ogni scelta sia frutto di un confronto aperto e sereno e che il dialogo tra partner non venga mai meno.

In arrivo il congedo obbligatorio?
Anche in Italia gli uomini che diventano padri potrebbero presto godere di un permesso speciale dal lavoro in occasione della nascita del loro bambino. L’annuncio di un congedo di paternità obbligatorio è stato di fatto ricorrente negli ultimi anni e forse potrebbe nei prossimi mesi diventare realtà.  Si tratta di un provvedimento che avvicinerebbe il nostro paese ad altre nazioni europee, in cui questa possibilità è già prevista da tempo. È il caso della Svezia, dove i padri hanno diritto a trenta giorni di congedo retribuito, della Francia, che ne garantisce undici, e dell’Inghilterra, che ne prevede tre. Attualmente, in Italia, gli uomini che sfruttano l’opportunità del congedo facoltativo sono davvero pochi: meno del 4% dei neopapà. Una situazione destinata a cambiare se il disegno di legge venisse approvato. Per i lavoratori dipendenti l’onere sarà a carico delle aziende, mentre per quelli autonomi spetterà al sistema previdenziale.

COME PREPARARSI A ESSERE MAMMA

L’attesa è un periodo di preparazione, un momento fondamentale per imparare a esercitare il ruolo di mamma
Vieni a patti con la nuova te stessa…

Normalmente, nei primi tempi dell’attesa la donna avverte una specie di torpore, un senso di indolenza e di stanchezza generale, spesso accompagnato da un accentuato bisogno di dormire. Il motivo? In gran parte, il sovraccarico di attività che la gravidanza impone all’organismo. Anche se la pancia non è ancora visibile, il corpo sta già affrontando un super-lavoro. Fin dalle prime settimane di gestazione, per esempio, si ha un notevole incremento della circolazione sanguigna, che costringe il cuore a una maggiore attività, una più elevata produzione di ossigeno da parte dei polmoni e un ulteriore lavoro da parte dei reni.
Ma le trasformazioni del fisico si riflettono anche sulla psiche: il nuovo equilibrio ormonale fa sì che il sistema nervoso produca sostanze neuroattive che influiscono sull’emotività e sul tono dell’umore. Da qui la difficoltà a concentrarsi, la tendenza a isolarsi dall’ambiente di lavoro, il desiderio di stare sole.
Il suggerimento è assecondare il più possibile il bisogno di riposo: sarebbe sbagliato pretendere di avere le energie e la resistenza di prima. Meglio allora lasciarsi andare a questa stanchezza, assecondare questi ritmi naturali per essere in forma dopo, quando ce ne sarà bisogno.

… e rallenta il ritmo!

Spesso, nei mesi dell’attesa, le donne corrono ancora più del solito, perché sanno che, poi, dovranno per forza fermarsi, almeno per un poco. Così, paradossalmente, invece di essere il momento in cui ci si rilassa e si ‘riprende fiato’, la gravidanza diventa una sorta di rush finale prima che il bambino arrivi e che, con la sua presenza, scompagini irrimediabilmente la gestione dei tempi. Invece, il modo migliore per vivere serenamente una condizione così speciale – qual è la gravidanza – e gustarla fino in fondo è concedersi piccoli spazi di dolce far nulla. Per dedicare maggior attenzione all’ascolto di sé e cogliere i segnali che arrivano dalla propria parte più profonda; perché, a volte, a frenare un po’ è proprio il piccolo che sta crescendo nel grembo materno; perché altre volte è l’organismo della donna a imporre i propri limiti. Preparati a essere mamma.
C’è un altro motivo, però, per cui si dovrebbe vivere con maggior tranquillità la gravidanza: l’attesa è un periodo di preparazione, un momento fondamentale per imparare a esercitare il ruolo di mamma. Non si è ancora impegnate ad accudire davvero, fisicamente, il bebè e per questo ci si può prendere tutto il tempo necessario per pensare a lui serenamente. E per ‘osservare’ – sin dai primi giorni, quando la sua presenza fisica non si può ancora percepire – la sua crescita. Anche se ancora non lo sentiamo, anche se ancora non possiamo vederlo, il nostro piccolo è già dentro di noi. E cominciare subito a prendersi tempo per dedicargli un luogo privilegiato è un allenamento fondamentale per riuscire poi a farlo quando sarà nato.
Al bando i sensi di colpa.
Piuttosto che farsi prendere da inutili sensi di colpa o sentirsi inadeguate nei confronti di chi continua a correre, conviene ‘contagiare’ gli altri: invitare il proprio compagno, la propria madre, l’amica del cuore a condividere con noi questa dimensione di maggior serenità. Coinvolgerli nei nostri nuovi desideri, nelle nostre nuove necessità e godere con loro delle gioie della nostra nuova ‘slow life’.
Dai più ascolto alle tue sensazioni.

Spesso, le future mamme vengono ‘assalite’ dai racconti di gravidanze e parti di donne che sono già madri e offrono resoconti dettagliati della propria esperienza, mentre è raro che la donna in dolce attesa venga ascoltata. La conseguenza è che la futura mamma rischia di non ascoltarsi a sua volta, pensando di dover imparare dagli altri e chiedendosi se il proprio parto sarà come quello dell’amica, della sorella o della zia. Sarebbe, invece, mettersi in ascolto di se stesse e del proprio bambino! E per quanto riguarda la condivisione di emozioni, dubbi e paure, meglio evitare le persone che suscitano ansia e prediligere il confronto con altre future mamme che stanno vivendo la stessa situazione.
Sesso su misura (del pancione).
Se la gravidanza è fisiologica, la vita sessuale può continuare senza problemi, adeguandosi però alle diverse ‘fasi’ che scandiscono l’attesa stessa. Nel primo trimestre, per esempio, la sessualità può essere ‘disturbata’ da cause fisiche (come nausea e stanchezza accentuata) e psicologiche, in quanto per la coppia è il momento di accettare la nuova vita in arrivo, non sempre prevista o programmata e, in generale, di adattarsi alla nuova situazione. Nel secondo trimestre, le preoccupazioni del periodo precedente sono superate e le condizioni fisiologiche sono assolutamente favorevoli.

Nell’ultimo trimestre,
l’interesse dei genitori tende a ‘spostarsi’ verso il parto e il bimbo che nascerà, oltre al fatto che le dimensioni del pancione rendono necessario trovare nuove posizioni. Ma, in assenza di controindicazioni specifiche, la coppia può coltivare i momenti di intimità fino agli ultimi giorni dell’attesa. Il timore di nuocere al bimbo è assolutamente infondato: si tratta di una fantasia originata dalla confusione ‘mentale’ tra vagina e utero, l’organo dove il bimbo è ben protetto e che non viene coinvolto nel rapporto sessuale. Viaggi: nessuna controindicazione, a patto che…
Durante gli spostamenti in auto la cintura di sicurezza è tassativa, perché protegge l’addome da possibili traumi contro il volante o il cruscotto. Tra l’altro, non dovrebbe creare alcun disagio, dal momento che il pancione non ha ancora cominciato a ‘lievitare’. La futura mamma può rinunciarvi solo dietro esplicita indicazione del medico (che deve essere contenuta in un certificato da portare sempre con sé). Stesso discorso anche in aereo: il consiglio, ad alta quota, è tenere le cinture allacciate durante l’intera durata del volo. Le compagnie possono però attuare diverse restrizioni e richiedere un certificato medico, pertanto è meglio informarsi prima di acquistare il biglietto.

Happy hour con criterio.

In gravidanza l’happy hour (l’abitudine, cioè di sorseggiare un drink accompagnandolo con pietanze a buffet) non è vietato, ma bisogna scegliere con attenzione il locale dove si svolge, considerando che luoghi molto rumorosi, affollati e dove fa molto caldo non sono l’ideale perché potrebbero favorire cali di pressione.
- Meglio optare per un posto spazioso e aerato, in cui potersi sedere tranquille.
- Tra le proposte del buffet è meglio puntare su alimenti cotti, come torte salate, bocconcini di frittata e tartine semplici, per esempio con mozzarella e pomodoro. Da evitare, invece, gli stuzzichini ricchi di grassi e poco nutrienti come le patatine e, se non si è immuni alla toxoplasmosi, gli affettati (tranne prosciutto cotto e mortadella), la carne e le verdure crude.
- Tra le bevande è consigliabile scegliere tra succhi di frutta, centrifugati di verdura, frullati, tè. Anche le bibite analcoliche possono andar bene, ma facendo attenzione che non contengano coloranti.
- Riguardo agli alcolici, invece, è importante sapere che un consumo eccessivo può dar luogo alla sindrome feto-alcolica, una patologia che causa gravi danni al nascituro, tra cui ridotto sviluppo intrauterino, ritardo psico-motorio, malformazioni cardiache. Meglio rinunciarvi del tutto, quindi, o limitarsi a mezzo bicchiere di vino o di birra. Sauna, massaggi & Co: adesso sono tabù?
In effetti, la sauna è sconsigliata perché la temperatura molto alta può provocare un forte calo di pressione. Il bagno in acqua termale, invece, è concesso se la temperatura dell’acqua non supera i 37-38 gradi e se l’immersione non dura troppo a lungo, in base anche alla tolleranza individuale.
Tinta o non tinta?
Via libera alle colorazioni per capelli: le tinture in commercio non contengono sostanze tossiche. Inoltre i coloranti agiscono solo sul fusto e non sul bulbo e quindi non vengono assorbiti dall’organismo e non possono danneggiare in alcun modo il bebè.
Tacchi alti, non altissimi!
Chi li usa abitualmente, difficilmente vorrà rinunciare a indossare i tacchi alti nel corso dei nove mesi dell’attesa. Una scelta condivisibile… anche se non particolarmente gradita alla colonna vertebrale. La misura più adatta, infatti, è di 3- o 4 cm, mentre tacchi più alti provocano un sovraccarico della colonna vertebrale – che durante i 9 mesi è già sottoposta a un maggiore sforzo – e a lungo andare possono causare dolori lombari.
Ti va di ballare?
Partendo dal presupposto che la gravidanza è una condizione felice e non una malattia, non c’è ragione per cui una futura mamma ‘ballerina’ debba rinunciare al proprio hobby! Servono, però, alcune accortezze: evitare locali affollati – dove è più facile essere urtati dagli altri ballerini – e quelli con il volume della musica troppo alto, che può risultare fastidioso sia per la mamma sia per il bebè.
Fumo: divieto assoluto!
Non c’è scusa che tenga: se il test conferma una gravidanza in atto, il vizio del fumo va abolito immediatamente. La nicotina, infatti, provoca un’alterazione del flusso di sangue destinato al bambino, quello che filtra attraverso la placenta, con conseguenze negative sullo sviluppo fisico e mentale del bebè. Attenzione, naturalmente, anche al fumo passivo, altrettanto nocivo.
Vacanze esotiche: sarebbe meglio rimandare.
È sempre meglio rimandare i viaggi nelle aree geografiche che richiedono profilassi o vaccini per la prevenzione di malattie infettive, perché non tutti questi trattamenti sono sicuri in gravidanza. In più, non bisogna dimenticare che il clima di queste aree, molto caldo e umido, potrebbe causare malesseri alla futura mamma.


preso da www.quimamme.it

lunedì 21 luglio 2014

Cos'è l'anovulazione

I problemi ovarici sono una delle principali cause di infertilità per le donne a livello mondiale e determinate condizioni come la menopausa precoce o diversi disturbi potrebbero impedire la possibilità di gestazione. Uno di questi è l'anovulazione che colpisce un'elevata percentuale di donne, per questo motivo, su unCome.it ti diamo tutte le informazioni e affinché scopra cos'è l'anovulazione e come trattarla.

  • In cosa consiste questa condizione?


    L'anovulazione si presenta quando l'ovulo non viene espulso dall'ovaia a causa della mancanza di maturazione dell'ovocito o a vari problemi relativi alla formazione, che provocano l'assenza di un embrione da fecondare e pertanto è impossibile che si verifichi la gestazione.
  • Quali sono le cause?


    Molte donne nell'arco della vita riproduttiva presentano la condizione per alcune fasi senza saperlo, vale a dire che l'anovulazione può essere dovuta a uno sviluppo insolito delle ovaie o eccesso di stress, obesità, anoressia e diverse condizioni che hanno come conseguenza una mancanza di controllo ormonale che incide sulla capacità di ovulare.
  • Come viene diagnosticato?


    È molto semplice determinare se stai ovulando o meno. In linea di massima durante i giorni di fertilità dovresti avere una sorta di muco o flusso più denso del solito, alcune donne avvertono anche dei piccoli disagi all'ovaia che sta ovulando nel corso di tale mese. Ma per chi non percepisce i segnali, un semplice test che misuri la temperatura basale corporea è sufficiente per stabilire se avviene tale processo, allo stesso modo esistono molti test commerciali usati per coloro che vogliono concepire e che potranno indicare se le tue ovaie stanno ovulando.
  • Esistono cure per l'anovulazione?


    Come sempre la cura è determinata in base all'origine del problema e dei suggerimenti dello specialista, ma potrebbe variare da farmaci fino a interventi chirurgici nei casi più complessi, la soluzione migliore è recarsi da un medico che potrà fornirti dei consigli in maniera adeguata durante l'intero processo

Per saperne di più: http://salute.uncome.it/articolo/cos-e-l-anovulazione-2922.html#ixzz3860l163H

Candida: colpisce 7 italiane su 10

La candida è una realtà fastidiosa che colpisce 7 italiane su 10, influendo negativamente sulla loro qualità della vita e sull’intimità con il partner. Infatti, per colpa della candida, un’infezione ginecologica scatenata da un fungo, Candida Albicans, 8 donne su 10 rinunciano al sesso. Ecco il quadro emerso nel corso di un recente sondaggio online condotto dagli esperti della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, Sigo, che ha coinvolto circa tremila donne del Bel Paese.
Il 70% delle italiane ha dovuto fare i conti, almeno una volta nella vita, con il fastidioso disturbo, con la candidosi, un’infezione che colpisce anche il 28% delle adolescenti e il 25% delle donne in dolce attesa. E, se 7 italiane su 10 sono state colpite dalla candida, 8 italiane su 10, proprio per questo motivo hanno rinunciato all’intimità con il partner, con riflessi negativi sulla qualità di vita.
Anche gli uomini
Le donne, ma non solo. Infatti, secondo il 76% delle intervistare anche i compagni, gli uomini si sono trovati di fronte al problema, sono stati colpiti dall’infezione micotica. “Il disturbo, se non curato, può essere trasmesso e crea l’effetto “ping pong” nella coppia” ha affermato il dottor Paolo Scollo, presidente Sigo. Tutta colpa, quindi, del contagio, della scarsa attenzione, sia per la terapia sia per la prevenzione, e del limitato utilizzo dei profilattici, i migliori alleati per contrastare la diffusione delle malattie a trasmissione sessuale.
Le regola di prevenzione
Se le cure, farmacologiche e naturali, dalle terapie da assumere per via orale (antimicotici specifici) alle creme e alle lavande per uso topico, sono necessarie, anche la prevenzione, quando si tratta di candida, gioca un ruolo determinante.
Come raccomandano gli esperti Sigo, per tenere a debita distanza l’infezione, meglio seguire sei regole d’oro: curare con attenzione l’igiene intima, utilizzando detergenti a pH fisiologico (pH 4 o 5), evitando saponi aggressivi, addizionati con profumi e deodoranti; scegliere biancheria intima realizzata in fibre naturali e preferibilmente di colori neutri; a tavola, meglio optare per una dieta varia ed equilibrata, ricca di fibre, frutta e verdure; evitare gli indumenti troppo stretti; utilizzare il profilattico durante i rapporti sessuali per evitare il contagio; rivolgersi tempestivamente al medico in caso di sintomi sospetti, come bruciore, prurito, perdite, difficoltà a urinare e dolore durante i rapporti sessuali.

preso da http://salute.pourfemme.it/

giovedì 17 luglio 2014

La donatrice numero uno: "Ecco perché regalerò i miei ovuli a un'altra"

Maria Luisa Costantini, avvocato calabrese, è la prima iscritta della appena nata associazione per la donazione dei gameti. "L'ho fatto perché è un dono che a me costa poco, ma è capace di cambiare per sempre e in meglio la vita di altri"


"Regalerò i miei ovuli perché altre possano essere madri". Maria Luisa Costantini, avvocato calabrese trentenne con due figli avuti col marito senza bisogno della scienza, è la prima iscritta all'Aidag, l'Associazione altruistica e gratuita di donazione dei gameti nata nei giorni scorsi e presentata durante il convegno in Parlamento sulla fecondazione eterologa organizzato dall'associazione Hera. Lei è pronta ad affrontare le cure, i bombardamenti ormonali perché i suoi ovuli possano rendere genitore chi "oggi non ha la possibilitò di stringere un bambino tra le braccia. Il mio vuole essere un dono, è un regalo che a me costa poco, ma è capace di cambiare per sempre la vita degli altri in meglio".

Cosa l'ha spinta?
"La storia di un'amica, la sua sofferenza. Io ho non ho avuto problemi ad avere i miei figli, ma conosco molto bene il dolore di chi è sterile, di chi per malattia o caso non riesce a restare incinta, oppure spera per qualche
mese e poi perde il bambino. Un dolore insopportabile, ingiusto".

L'ha deciso con suo marito?

"Sì ovviamente siamo d'accordo anche se la parte faticosa toccherà ovviamente a me. Ma in fondo ogni mese si perdono ovuli, in questo modo almeno aiuterò qualcuno a realizzare il suo sogno".

Non le fa impressione?

"Ho pensato all'idea di avere una piccola parte di me un futuro in giro per il mondo, ma ogni bambino è una combinazione irripetibile, ogni esistenza è diversa e poi è talmente più importante non vedere più il dolore di chi è sterile".

Si sentirebbe in parte madre?
"Assolutamente no, sono convinta che il vero genitore è chi ti cresce, chi ti sta vicino, comunque sono ovviamente per la donazione anonima. Una persona, uomo o donna che sia, dona un gamete. In quel caso non ha alcuna aspirazione a fare il genitore del bambino che verrà".

Ai suoi figli lo dirà?

"Sì, racconterò che ho fatto un regalo per aiutare chi sognava di avere dei bambini da amare come loro sono amati da noi. È questo il messaggio che deve passare: l'idea di un dono disinteressato, un messaggio di solidarietà".

Le parole di Maria Luisa Costantini pesano il giorno dopo la pubblicazione delle motivazioni con cui la Corte costituzionale ha bocciato il divieto della fecondazione eterologa perché contrario al diritto incoercibile di avere figli, perché provocava ineguaglianza nei cittadini e non rispettava il diritto alla salute. Sono parole importanti quelle della giovane avvocatessa perché arrivano nel momento in cui a migliaia si sono gia prenotati nei centri pubblici e privati italiani per una futura fecondazione assistita, cancellando onerosi viaggi della speranza all'estero.

Ora infatti il problema è il reperimento dei gameti, più facile per quelli maschili, più complicato, vista la necessità di stimolazioni ormonali, per quelli femminili. E così da un lato i centri stanno contattando tutte le donne che hanno fatto fecondazioni in passato per sapere se vogliono donare gli ovuli rimasti congelati da anni, ma per ora le risposte in questo sono spesso negative. Dall'altro, parte la campagna perché il ministero della Salute pubblicizzi la donazione anonima e gratuita. Come lo era prima che arrivasse la legge 40.

Lo ha chiesto ieri anche la giornalista Ilaria d'Amico a nome dell'associazione Coscioni che da anni si batte per il rispetto dei diritti civili nelle aule di giustizia e non, ma altri sono andati anche più avanti, come per l'appunto chi ha voluto l'associazione Aidagg che vuole servire solo come stimolo, come fonte di informazione e punto di riferimento, indirizzando poi gli aspiranti donatori ai centri riconosciuti di alto livello per la fecondazione assistita per gli esami del caso, il prelievo e la conservazione.

Dal canto suo, il ministero della Salute ora che sono state rese note le motivazioni della sentenza, ha comunicato che si stanno verificando tutti "gli aspetti di tipo sanitario nei quali la Consulta non è entrata". Si tratta di questioni che riguardano l'accreditamento dei centri, i criteri di selezione dei donatori, il consenso informato, la definizione di percorsi di fecondazione eterologa garantendo sicurezza, qualità e tracciabilità, e che devono essere approfondite con il rigore necessario. A breve il ministero potrà tracciare il percorso per attuare la sentenza, per quanto di sua competenza, e condividerlo con le istituzioni e i soggetti coinvolti come chiesto ieri da Cittadinanzattiva e da altre associazioni di pazienti e medici.





Preso da: www.repubblica.it

Dieta vegetariana in gravidanza

Sei vegetariana da sempre… E desideri diventare mamma. Non preoccuparti. Facendoti seguire regolarmente dal medico e con un’alimentazione equilibrata, questo non dovrebbe costituire un problema. I nostri consigli.

Adottare una dieta vegetariana significa eliminare dalla propria alimentazione la carne animale, cioè carne e pesce. Sono concessi gli altri alimenti di origine animale, come i prodotti derivati dal latte, le uova e il miele.
Le motivazioni

A volte il vegetarianismo è una scelta filosofica di vita legata alla volontà di proteggere il mondo animale. Si vuole rifiutare che l’uomo sia predatore e denunciare le condizioni di allevamento e abbattimento degli animali. Può anche essere la conseguenza di una progressiva disaffezione per la carne, alcune persone per esempio, per ragioni affettive, non mangiano carne di coniglio o di cavallo e, man mano, arrivano a eliminare del tutto ogni tipo di carne. Infine, si diventa spesso vegetariani allo scopo di preservare la salute, è stato dimostrato infatti che un consumo eccessivo di carne e grassi animali ha effetti nefasti sullo sviluppo del diabete, dell’obesità e delle malattie cardiovascolari.

I nutrizionisti ritengono che la dieta vegetariana non sia un pericolo di per sé. Non occorre dunque spingere una donna incinta a interrompere la modalità alimentare che ha scelto, a condizione che sia regolarmente seguita da un medico, che effettui normalmente le ecografie e che benefici di sufficienti apporti di proteine, calcio e ferro nell’ambito di un’alimentazione equilibrata (eventualmente anche grazie a integratori prescritti dal medico).

Le regole basilari

Le regole basilari dell’equilibrio alimentare prevedono un’alimentazione che comprenda il 50- 55% di glucidi, il 30-35% di lipidi e il 10-15% di proteine. In caso di dieta vegetariana, l’assenza di proteine animali deve essere compensata da un sufficiente apporto di proteine provenienti da uova, cereali (grano, riso, orzo, avena, mais…) presenti soprattutto nel pane, nella pasta, nelle farine, ecc., nei legumi (soia, lenticchie, fagioli…) e nella frutta secca (mandorle, noci…). È inoltre necessario associare a ogni pasto i cereali ai legumi al fine di fornire l’insieme di aminoacidi essenziali necessari all’organismo.
Gli apporti di ferro e calcio

Durante la gravidanza la donna ha un maggior bisogno di minerali. In mancanza di un consumo di carne, per evitare qualsiasi carenza di ferro, responsabile di anomalie nello sviluppo del feto, bisogna consumare uova, legumi secchi, prezzemolo, insalata. Si consiglia di mangiare a ogni pasto frutta o verdure ricche di vitamina C, che favorisce l’assorbimento di ferro, e di evitare di bere caffè, tè o vino che invece lo diminuiscono.

La donna incinta, che sia o meno vegetariana, deve fare attenzione ad assorbire quantità sufficienti di calcio, indispensabile per la formazione delle ossa del feto e contenuto nei prodotti derivati dal latte e nella frutta secca (semi di sesamo, mandorle, noci...).

D’altronde, i pasti vegetariani variati forniscono tutti i minerali e le vitamine necessari all’organismo.

Controllo medico

La gravidanza è un momento particolare nella vita di una donna che, mese dopo mese, dovrà sottoporsi a una visita medica. Si raccomanda mettere subito al corrente il medico della propria dieta alimentare. In base alle analisi del sangue, quest’ultimo potrebbe decidere di prescrivere integratori di ferro e calcio per assicurare il buono sviluppo del bambino che sta per nascere.

mercoledì 16 luglio 2014

Quando il pancione è una tela da dipingere





















Le 5 curiosità più comuni su bambini e neonati

Quante curiosità sui bambini e sui neonati ci sono state dette quando eravamo in dolce attesa? Esistono, infatti, dei detti davvero molto particolari che si riferiscono ai più piccoli di casa: detti che molto spesso si rivelano anche abbastanza veritieri, mentre altri sono decisamente fantasiosi e strappano alle mamme e alle future mamme tanti sorrisi.
Dopo tutte le storielle che abbiamo sentito sulla gravidanza, come il bruciore di stomaco causato dai capelli del bambino che abbiamo in grembo o le varie teorie sulla pancia alta o bassa indicatrice del sesso del nascituro, eccoci qui a svelarvi le cinque curiosità più bizzarre che abbiamo sentito dire in riferimento ai nostri bambini.
Sette mesi, sette facce“: la prima curiosità riguarda l’aspetto del bambino, che cambia anche molto nei primi sette mesi di vita. Una volta assomiglia di più al papà, una volta alla mamma e talvolta anche a nonni e nonne. Insomma, nei primi sette mesi di vita ne adotta di visi il piccolino!
Bello in fascia, brutto in piazza“: un’antica credenza popolare ci suggeriva che un bambino troppo bello alla nascita, sarebbe diventato un adulto inguardabile, brutto. Per fortuna è solo un detto, visto che tutti i bambini sono belli!
Il primo figlio ha il sedere d’oro“: un modo simpatico e carino (e anche molto curioso!) per dire che il primo figlio, essendo il più atteso e magari l’unico cucciolotto in una famiglia di adulti, inevitabilmente cresce con tanti vizi
Presto dentino, presto fratellino“: un detto popolare davvero molto curioso, ci dice che se vostro figlio mette presto i denti, presto avrà un bel fratellino o una sorellina da mamma o da papà.
Tanti movimenti in pancia, neonato calmo. Pochi movimenti in pancia, neonato agitato“: e, infine, c’è chi prevede come sarà il carattere del bambino, dai movimenti che i piccoli fanno nella pancia della mamma. Il detto dice che se il piccolo è solito agitarsi tanto nel pancione, sarà un piccolo calmo e pacato. Al contrario, se lo sentiamo a fatica muoversi nella pancia, sarà una bella peste!


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