domenica 28 febbraio 2016

Il bisfenolo A mette a rischio la fertilità


         Il BPA è la sostanza che rende dura la plastica e si trova, per esempio, nelle bottiglie e neibiberon, o nelle resine epoxi che rivestono i barattoli per il cibo e le bevande. È al centro di polemiche perché sembra agire come un "distruttore endocrino": una volta assorbito dall’organismo, è infatti in grado di mimare gli ormoni o di bloccarli, alterando così le normali funzioni del sistema endocrino stesso. Studi preliminari avevano già indicato un possibile effetto negativo sulla salute riproduttiva; in particolare, uno studio sui topi aveva suggerito che alti livelli di BPA possano modificare il Dna degli ovociti.


         L’indagine di Fujimoto, per ora, è stata condotta solo su un numero piccolo di pazienti (26 donne che tra il 2006 e il 2008 si sono sottoposte ai trattamenti per la riproduzione assistita presso lo UCSF Center for Reproductive Health). Le volontarie erano un sottogruppo di un più ampio studio che analizzava l’effetto dell’esposizione a metalli tossici, come mercurio, cadmio e piombo, sulla fertilità. 

         “Purtroppo non esiste un test che le donne possano usare per determinare il loro livello di BPA nel sangue”, ha detto Fujimoto, “ma nonostante le prove limitate, è consigliabile, per chi desidera sottoporsi a un trattamento IVF, limitare il più possibile l’esposizione, modificando lo stile di vita e la dieta”.  A tal proposito, l’Università della California di San Francisco ha lanciato un programma, "Toxic Matters" mettendo in Rete un sito-vademecum per aiutare le consumatrici a comprendere quali sostanze possono nuocere alla salute in generale e a quella riproduttiva.
Fonte: "Serum unconjugated bisphenol A concentrations in women may adversely influence oocyte quality during in vitro fertilization"

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