sabato 30 dicembre 2017

Incompatibilità Genetica nella coppia. Esiste?

01        Per diagnosticare i problemi di fertilità esistono diversi studi genetici essenziali per l’analisi della coppia con desiderio riproduttivo. Prove come il cariotipo di entrambi i membri della coppia, le microdelezioni del cromosoma Y nell’uomo o lo studio molecolare del Sindrome del cromosoma X fragile nella donna sono alcune delle prove fondamentali per determinare una possibile base genetica dei problemi di fertilità di una coppia.

       Ma, potrebbe esistere un’incompatibilità tra un uomo e una donna che impedisca loro avere una discendenza tra di loro ma non con un altro partner? La risposta è no.

       L’eccezione a questa risposta ben chiara son le cosiddette malattie ereditarie  di tipo recessivo. Queste malattie si manifestano quando sia la copia del gene ereditato da nostro padre come quella ereditata da nostra madre sono entrambe mutate. Se solo una di queste copie è mutata e l’altra no, la persona è semplicemente portatrice e non presenta nessun sintomo clinico della malattia. Se per caso entrambi i membri della coppia fossero portatrici di una stessa malattia recessiva, potrebbero trasmetterla ai propri figli con una probabilità del 25 per cento. In base alla gravità della malattia potrebbero dare origine a gravidanze che non potranno essere portate a termine.

       Per questo motivo, casi di aborti, bambini nati con malformazioni o con disabilità intellettuali potrebbero essere dovuti a motivi genetici o cromosomici importanti da identificare. In questi casi è importante ricevere consigli prima del concepimento grazie ai progressi in materia genetica che ci permettono di offrire soluzioni come ad esempio la Diagnosi Genética Preimpianto (DGP).

La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodità

La salute comincia a tavola, tra cibi adeguati e comodità
        Man mano che il piccolo cresce, invece, le cose cambiano. Occorre tenere conto dei gusti, delle calorie, degli alimenti che aiutano a crescere e di quelli che potrebbero apportare svantaggi più che benefici. Ogni bambino, infatti, ha un fabbisogno energico preciso, che dipende dalla sua età, dalla sua altezza, dal suo carattere e stile di vita. “Tutti i giorni il piccolo deve ottenere nutrienti sufficienti per il suo fabbisogno calorico ed energico ed è bene che questi alimenti vengano distribuiti durante la giornata secondo regole chiare – spiega Claudia Gravaghi, ricercatrice e nutrizionista dell’Italian Medical Center di Londra,  che ha uno studio anche a Milano. La buona norma sarebbe concentrare il 20 per cento del fabbisogno nella colazione, il 30 per cento nel pranzo e un altro 30 per cento nella cena, lasciando il restante 20 per cento da suddividere in due snack”. Secondo la nutrizionista carboidrati e vegetali devono essere gli elementi chiave di una corretta alimentazione. Il trenta per cento del fabbisogno calorico deve arrivare da pasta, riso e cereali, mentre a frutta e verdura va assegnato uno spazio fondamentale, magari utilizzandole come snack e spezzafame, in modo da abituare sin da subito i piccoli a non consumare succhi di frutta zuccherati, yogurt troppo grassi o merendine, che crescendo diventano dei nemici della linea e del benessere.

In equilibrio per evitare il sovrappeso
        In fondo tutte le neomamme, che amano informarsi, sanno che il nuovo rischio per i bambini è l’obesità precoce o comunque il sovrappeso, che può portare all’insorgenza di malattie anche gravi nella giovinezza e nell’età adulta. Rischi di cui i neogenitori sono consapevoli e che, in qualche modo, rendono delicata la fase iniziale dello svezzamento, che è un periodo di per sè già parecchio difficile. “Dal rapporto esclusivo dell’allattamento si passa a un’alimentazione più variegata e nei genitori sorge il dubbio su quali siano i cibi più adatti – sottolinea Anna Maria Tino, psicologa dell’Italian Medical Center di Londra, esperta anche di terapia dei colori. “Per stare più tranquilli, molti genitori preparano il cibo a casa anzichè affidarsi a prodotti industriali e questo è positivo sotto due punti di vista. Anzitutto c’è un vantaggio legato al fatto che la madre viene coinvolta in modo attivo e creativo nella delicata fase dello svezzamento del bambino, poi può controllare gli alimenti, mettere a fuoco reazioni anomale, individuare intolleranze e evitare che peggiorino”.

Le statistiche confermano il livello di attenzione
        Che l’alimentazione dei figli sia una delle principali preoccupazioni della madri, è noto da sempre. Ma oggigiorno l’attenzione è ancora maggiore, forse in conseguenza del fatto che esiste una consapevolezza alimentare maggiore. Secondo una recente ricerca della Doxa, che ha fotografato comportamenti e opinioni di cinque milioni di mamme italiane con figli di età compresa tra uno e 14 anni, i genitori puntano molto sull’alimentazione per migliorare il benessere dei figli. E cercano l’ingrediente ideale. Creando ideali classifiche sui cibi preferiti da bambini e ragazzi, che comprendono ovviamente pizza, pasta, formaggi, dolci, ma anche carne e frutta. Merito delle campagne di sensibilizzazione promosse anche a livello nazionale e del fatto che nel nostro paese ormai molti hanno compreso come ciò che mangiamo finisce per definire anche quello che siamo e, soprattutto, come staremo.
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         Per un’alimentazione migliore, comunque, non bastano ricette e attenzione. Serve anche assicurarsi che i bambini mangino comodi, con una postura ideale. Come quella garantita da Pappy Rock, il nuovo seggiolone multifunzione di Pali, che offre ai genitori anche il vantaggio di poter essere facilmente trasformato in sdraietta e dondolino. Insomma tre prodotti in uno. Il seggiolone, poi, è pieno di sorprese. Dotato di vassoio estraibile con coprivassoio rimovibile  e imbottitura in ecopelle, ha la seduta regolabile su 4 posizioni in altezza ed è raccomandato per bambini dai 6 ai 36 mesi. Visto che la tecnologia fa ormai parte della nostra vita, va segnalato infine che Pappy Rock è provvisto di altoparlanti ed ingresso per MP3. Due suoni (cinguettio e suono dell’acqua) sono già inclusi nel comando centrale, ma i genitori possono riprodurre le canzoni e le favole preferite dei loro bambini, semplicemente connettendosi con il proprio smartphone o computer. Perché il pasto sia una festa per tutti i sensi. Udito compreso!

Fonte http://www.dolceattesa.com/parto/la-salute-comincia-a-tavola-tra-cibi-adeguati-e-comodita_dopo-il-parto/

Bimbi in auto: come viaggiare in inverno

254262487_0d615448fc_b         Con cappotto, piumino o tutone, oppure senza? Secondo il sito Good Egg Car Safety, dedicato alla sicurezza dei bambini in auto e sostenuto dai principali organi ufficiali britannici che si occupano di sicurezza stradale, non ci sono dubbi: piccoli o grandi che siano, i bambini vanno messi sui seggiolini dell'auto senza le pesanti giacche invernali.

         Il motivo? Se il bimbo tiene su piumino o cappotto, le cinture rischiano di essere troppo distanti dal corpo, troppo "molli", e dunque inefficienti in caso di impatto. Meglio - sostiene il sito - sedere il bambino sul seggiolino senza giacca pesante e coprirlo, dopo aver allacciato bene le cinture, con una bella coperta calda. In questo modo si evita anche di surriscaldarlo, mano a mano che la temperatura all'interno dell'auto si alza.

         Good Egg Car Safety sostiene che un modo veloce per controllare se la cintura è bene allacciata è provare a infilare due dita tra il bimbo e la cintura stessa: devono riuscire a passare, ma allo stesso tempo si deve sentire la tensione della cintura, che non deve risultare troppo allentata.

         "In realtà non disponiamo di test specifici di sicurezza relativi all'utilizzo o meno di cappotti e giubbotti" spiega l'ingegner Matteo Di Luigi dell'area tecnica di ACI. "È chiaro comunque che il bambino deve essere posizionato sul seggiolino sempre senza impedimenti al corretto utilizzo delle cinture. Per esempio, è essenziale che non indossi cartelle o zainetti, che - lo dimostra un test dell'Automobil Club Tedesco - possono metterlo in pericolo".

Fonte https://www.nostrofiglio.it/news/bimbi-in-auto-come-viaggiare-in-inverno

DA FIGLI A GENITORI: COSA CAMBIA?

Картинки по запросу DA FIGLI A GENITORI        Quando ci tornano alla mente episodi vissuti da noi in prima persona quando ancora eravamo solo figli e non ancora genitori, ci rammentiamo di non fare gli errori che, a nostro parere, con noi sono stati commessi. “Sono terrorizzato dalle altezze perché mia madre lo era, quindi voglio che mio figlio sia libero di avvicinarsi alle scale per sperimentare” oppure “Mi sono sentito castrato ogni volta che non ho potuto scegliere con la mia testa. Desidero che i miei figli prendano le loro decisioni e vadano incontro alle loro scelte, giuste o sbagliate che siano.”

        Purtroppo però la vita di tutti i giorni è ben diversa da ciò che avevamo stabilito quando magari i nostri figli erano ancora nel pancione. Lo stress, il lavoro, la famiglia e i mille problemi che insorgono, cambiano il nostro stato d’animo e può capitare che, nonostante avessimo spergiurato di non farlo mai, può istintivamente uscirci di bocca quella maledetta frase che abbiamo sentito ripetere mille volte da nostra madre.

       E come ci faceva star male sentirla! Come ci faceva arrabbiare! Come ci rendeva tristi! Eppure, ci è sfuggita…

       Sarà grave? Ora nostro figlio non si comporterà più come al solito? Non sentirà più di essere in sintonia con noi? Si fiderà ancora di me?

       Crescendo, i nostri figli, ci metteranno alla prova e, giorno dopo giorno, ci renderemo conto che è più difficile insegnare ed educare, piuttosto che imparare… Einstein sosteneva che l’esempio è l’unica maniera di influenzare i bambini:nessun bambino ascolta, ma tutti seguono l’esempio. Effettivamente, se si riuscisse a sprecare meno parole e a comportarci semplicemente come vorremmo che i nostri figli si comportassero, sarebbe forse più facile. Da dire, ma non da mettere in pratica.

        Accudire con amore, non reprimere, evitare scatti d’ira, lasciare che siano genuini… tutti buoni propositi di ogni genitore. Ma poi? Nella realtà è fattibile? Io tento di fare in modo che mia figlia sia sempre incuriosita: non la voglio terrorizzare con le mie paure, perciò non la freno nelle sue avventure, ma prima o poi morirò d’infarto vedendola battere la testa… Cerco di non intromettermi nei suoi piccoli lavori, in modo da capire cosa le piace, ma mi devo mordere la lingua quando la vedo strappare un libro…

       E mi impegno a mantenere il controllo quando vorrei strozzarla mentre butta in terra una cucchiaiata di pappa…

       Tutte cose che saranno capitate ad ogni genitore e ognuno avrà reagito a modo suo, a volte sapendo di aver sbagliato siamo poi andati a dormire con l’angoscia, altre volte invece, fieri di aver saputo gestire la situazione in modo impeccabile!

papà in spiaggia        Essere genitore è il lavoro più difficile del mondo ma, egoisticamente, è anche il più bello.

       È ciò che ci riempie di gioia e ci fa battere il cuore, è ciò che ci fa diventare matti ma è anche quello che ci commuove ed emoziona…

       Nessuno è perfetto,nessuna mamma e nessun papà lo è, e nessun figlio lo sarà.

       Ma noi avremo fatto il possibile per rendere i nostri figli delle belle persone felici e, se avremo commesso qualche errore, starà ai nostri figli, quando diventeranno a loro volta genitori, provare ad evitare quegli sbagli… facendone, immancabilmente, altri!

       Infondo, quando eravamo piccini, guardavamo i nostri genitori con invidia; loro avevano potere decisionale! Ora invece invidiamo i nostri figli a cui non spettano scelte difficili…

Fonte http://www.mammole.it/da-figli-a-genitori/

venerdì 29 dicembre 2017

Figli di coppie gay: bambini sereni e felici

     Condotto dall’Università di Melbourne, Australia, a partire dal 2012, lo studio volto a comprendere lo stato di benessere, salute e felicità dei figli delle coppie omosessuali, ha coinvolto in due anni 315 genitori (di cui l’80% donne, il 18% uomini e il 2% di altra natura) e 500 bambini con un’età compresa tra gli 0 e i 17 anni.
Si tratta, in assoluto, del più grande studio mai realizzato sull’argomento nonostante le numerose perplessità suscitate non solo per i risultati ottenuti, ma anche per il metodo di ricerca utilizzato.

     I dati, infatti, riguardano semplicemente la popolazione australiana (quindi, il medesimo studio in Paesi diversi potrebbe dare risultati completamente differenti) inserita in un preciso contesto socio-economico. Oltretutto, i risultati ottenuti non sono stati messi a confronto direttamente con i risultati relativi a studi analoghi riferiti a figli di coppie eterosessuali, ma semplicemente con i dati della popolazione australiana in generale.

     Tra i parametri presi in considerazione autostima, emotività, tempo trascorso con i genitori, stato di salute (inteso, tra le altre cose, anche come capacità di accettare e superare eventuali soprusi, discriminazioni, prese in giro… da parte di coetanei e società in generale) e coesione familiare. In altre parole, i principali indicatori attraverso i quali si stabilisce o meno il benessere, fisico e mentale, di un bambino.
     Ciò che ne è emerso è sorprendente, anche se per certi versi prevedibili:
     I figli di coppie omosessuali non subiscono i condizionamenti che vivono i loro coetanei dovuto alla divisione dei ruoli all’interno delle famiglie, in base ai quali la madre rimane a casa per prendersi cura dei figli e il padre è colui che mantiene la famiglia (cosa vera, nella maggior parte dei casi, anche laddove la madre lavori e contribuisca in modo attivo al menage familiare). Questo fa sì che, alla fine, riescano a passare mediamente più tempo con l’uno o con l’altro genitore, entrambi mediamente soddisfatti delle scelte fatte e delle possibilità offerte dall’ambiente lavorativo.
     Anche laddove bambini figli di genitori dello stesso sesso siano vittime di discriminazioni, prese in giro, scherzi…, la loro capacità di affrontare il problema, discuterne in famiglia e superarlo è maggiore rispetto a quella messa in atto dai loro coetanei. Tutto questo, non solo rafforza l’unione familiare e l’autostima dei bimbi, ma fa sì che questi crescano con una maggiore apertura mentale e un maggiore rispetto per le diversità altrui.
Insomma, l’anomalia della situazione, anziché sfavorire la crescita sana ed equilibrata della prole, la garantisce, trasformando quelli che potrebbero apparire come punti deboli in punti di forza.

A CHE PUNTO SIAMO IN ITALIA?
     Di questi giorni è la polemica insorta tra Olivero Toscani e Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale in merito alla presunta appropriazione indebita da parte del partito di destra di una foto del fotografo, decontestualizzata e utilizzata al fine di promuovere una campagna contro la possibilità di ricorrere all’adozione da parte delle coppie omosessuali.
Per la cronaca: la foto in questione, che è costata a Fratelli d’Italia una denuncia per furto da parte di      Toscani, da quanto emerso anche in una nota emessa dal partito stesso, sarebbe stata utilizzata a fini propagandistici da una realtà locale del partito senza, però, che il partito stesso ne fosse direttamente coinvolto in modo ufficiale.
A prescindere, comunque, dal singolo episodio, vero è che in materia il dibattito è aperto.
     Recente anche la notizia che il Tribunale dei Minori di Roma ha accolto la richiesta di adozione di una bimba che avrà, quindi, una mamma biologica e una mamma adottiva riconosciuta e, di conseguenza tutelata, dalla Legge. Le due donne, sposate all’estero, avevano intrapreso, sempre oltre confine, il percorso della Fecondazione Assistita riuscendo ad arrivare alla gravidanza. Una volta nata la bambina, avevano fatto ricorso al tribunale per ottenerne l’adozione da parte di quella che, per la        Legge, a tutti gli effetti non era considerata madre. Le motivazioni addotte dal Tribunale per accogliere la richiesta sono, di fatto, condensate nel primario interesse della piccola a mantenere un rapporto affettivo stabile e duraturo con l’adulto con cui, di fatto, si era già instaurata una lunga e sana convivenza.

Fonte https://www.bambinopoli.it/neonato/figli-di-coppie-gay-bambini-sereni-e-felici/2463/

Nausee mattutine in gravidanza, cannabis efficace per contrastarle

Картинки по запросу Nausee mattutine     Le nausee mattutine per le donne in gravidanza si contrastano con il consumo della cannabis, almeno in California. A delineare il fenomeno uno studio pubblicato sul network Jama, che ha analizzato i consumi nello Stato americano dal 2009 al 2016, scoprendo il particolare aumento nelle giovani future mamme. Dal 2002 al 2014, infatti, la prevalenza di consumo in questa popolazione è passata dal 2,4% al 3,9%. A ricorre di più alla marijuana contro le nausee le ragazze in attesa di un figlio con meno di 18 anni (22%) e quelle tra i 18 e i 24 anni (19%).

     Di fronte a questo fenomeno i ricercatori chiedono il finanziamento di studi ad hoc per chiarire quali siano le conseguenze reali sul feto del consumo di cannabis in gravidanza. Intanto, considerata l'assenza di studi dirimenti sul tema, il Collegio americano di ginecologia e ostetricia raccomanda alle donne incinte di evitare il consumo di cannabis perché, anche se la 'canna' riduce le nausee, dal 10 al 30% del principio attivo (Thc), passando attraverso la placenta, arriva al bambino.

Fonte https://www.leggo.it/benessere/nausee_mattutine_gravidanza_cannabis_29_dicembre_2017-3453997.html

Come vestire il neonato d’inverno, in casa o a passeggio?

Come vestire il neonato d’inverno, in casa o a passeggio?       Il tuo bambino è nato nella stagione fredda. Cosa fargli indossare per farlo stare bene dentro e fuori casa? Innanzitutto, va detto che portare il bambino all’aria aperta è consigliato anche in inverno. Questo perché stare tutto il giorno chiusi tra le mura domestiche, dove circolano più facilmente virus e batteri, aumenta il rischio di infezione. L’importante, è uscire nelle ore più calde della giornata e coprire i bimbi adeguatamente, in modo da modulare la loro temperatura corporea.

       Questa, nei piccoli, è più elevata (essendo intorno ai 37°C) rispetto ai grandi, per cui è più probabile che soffrano il caldo. Non vanno, quindi, infagottati troppo, ma coperti all’incirca come un adulto. Attenzione anche a non farsi ingannare dalle manine e i piedini freddi: si tratta di un fenomeno fisiologico che non deve preoccupare eccessivamente. Per capire se il bambino ha freddo, basta appoggiare una mano sul collo o sull’addome, due parti del corpo che rivelano la reale temperatura.

       A mettere a rischio la salute dei bambini in inverno non sono tanto le passeggiate quanto gli sbalzi di temperatura. In questa stagione, infatti, ci si trova spesso a passare dai 5°C presenti all’esterno ai 20°C – 30°C degli ambienti chiusi. Per proteggere il bambino, allora, un tipo di abbigliamento che funziona sempre è quello a cipolla perché consente di aggiungere o togliere un indumento quando è necessario. Per il benessere del piccolo, inoltre, è importante privilegiare capi in fibre naturali, come il cotone, che trattengono il calore e fanno respirare la pelle, evitando, invece, i tessuti sintetici al 100%, che fanno sudare e favoriscono l’insorgenza di malanni e arrossamenti.

       In casa, dove la temperatura consigliata è tra i 19°C e i 21°C, per vestire il neonato possono quindi bastare un body a manica corta di cotone, tessuto ideale per gli intimi che stanno a contatto con la pelle, e una tutina comoda in ciniglia. Se fa più fresco, si può aggiungere un golfino in cotone o in caldo cotone.

Картинки по запросу Come vestire il neonato d’inverno
       Quando si esce in passeggiata, invece, è meglio scegliere un body a manica lunga in caldo cotone con sopra una tutina in ciniglia, un golf e un giacchino. Non vanno dimenticati, inoltre, la sciarpa, il berrettino e i guantini. Se il piccolo sta nella carrozzina, può essere protetto ulteriormente sotto una trapuntina o nel sacco a pelo a mummia, prestando però attenzione a non accaldarlo.

       Per avere qualche spunto su come vestire il neonato in casa o durante le prime uscite, dai un’occhiata alla collezione NewBorn Original Marines! Questa collezione, dedicata ai piccolissimi, si compone di capi morbidi, pratici ed eleganti, in cotone e ciniglia, perfetti per i primi mesi. I colori sono quelli legati alla nascita, come il rosa, il celeste e il bianco, a tinta unita o con piccole fantasie.

       Per stare in casa, prova i body giromanica, mezza manica o a bretellina in cotone con apertura a vela, la tutina rigata in costina di cotone o quella in ciniglia con toppe. O ancora: il coprifasce in costina di cotone con apertura totale sul retro e la ghettina rigata in costina di cotone. Per uscire, invece, se fa freddo, oltre a una calda giacca e alla cuffietta, scegli ad esempio il body unisex a manica lunga in caldo cotone, la tutina prima uscita in ciniglia con colletto in pizzo e apertura totale sul davanti e il cardigan trapuntato.

       Tutti i prodotti sono di alta qualità e praticamente alla portata di tutte le tasche. Original Marines è al fianco di genitori e bambini da oltre trent’anni e conosce bene i loro bisogni. Anche i capi della collezione NewBorn, quindi, rappresentano una risposta alle reali esigenze delle famiglie.

Fonte http://www.dolceattesa.com/parto/come-vestire-il-neonato-dinverno-in-casa-o-a-passeggio_dopo-il-parto/