martedì 15 luglio 2014

Fertilità: Come affrontare l'infertilità



Oggi l'infertilità non è più una fatalità. L'assistenza medica alla procreazione consente a molte coppie di accedere alla maternità tanto desiderata, tuttavia le conseguenze psicologiche di questa nuova avventura sono spesso sottostimate.

L'assistenza medica alla procreazione, che molti di noi danno ormai per scontata, è in cima alle grandi evoluzioni sociali e rappresenta una delle maggiori conquiste mai ottenute nel trattamento dell'infertilità. Ma anche se le cure progrediscono a un ritmo stupefacente, l'infertilità rappresenta ancora oggi una delle condizioni di  crisi più profonde che una coppia possa affrontare.
La maggior parte delle coppie che incontrano difficoltà ad avere un bambino è inizialmente stupefatta. In effetti, molte persone credono che la gravidanza arrivi naturalmente dopo che si interrompe la contraccezione. Quando ciò non avviene, bisogna rimettere in discussione alcuni elementi come la vita di famiglia, il senso della vita e del matrimonio. Le conseguenze psicologiche della scoperta dell'infertilità sono spesso trascurate. Quando mettere al mondo un figlio diventa un'ossessione, quando la ferita narcisistica si aggiunge a un sentimento di colpa o di impotenza, ci si sente diversi dagli altri, ci si sente esclusi. Scoprire che quella che per gli altri è una funzione naturale è invece un problema può causare uno shock.

Quale che sia la diagnosi medica, infertilità maschile o femminile, è sempre meglio rivolgersi al medico in coppia. E' insieme che si va dal medico la prima volta, sapendo che esami e trattamenti saranno spesso condivisi. Ai nostri giorni i miglioramenti che riguardano la procreazione medicalmente assistita hanno permesso di aumentare la diversità e la disponibilità degli interventi destinati ad assistere le coppie in vista di una gravidanza. Grazie a uno stuolo di esami diversi che forniranno moltissime informazioni al medico si potrà identificare il problema e proporre un orientamento terapeutico. Tuttavia è bene ricordare che questi esami sono spesso faticosi e sempre molto stressanti, addirittura invadenti in alcuni casi. Il carattere intrusivo di alcune analisi può sembrare talora insormontabile, ma le indagini sono essenziali per la terapia. Questa tappa può accompagnarsi a sensi di colpa, rancore o vergogna, tutti sentimenti legittimi. Ma si può anche provare a vedere le cose dal lato positivo: chi dice identificazione, dice trattamento adeguato. E di qualsiasi tipo di trattamento si tratti, la prospettiva di una vera soluzione è sempre rassicurante, incoraggiante.
Per circa il 15% delle coppie l' infertilità resterà invece inspiegata, fatto che aggiunge altro stress allo stress. Di fronte a una fertilità inspiegata può essere utile il ricorso allo psicologo. In alcuni casi, d'altronde rari, succede che alcune donne siano lacerate tra il desiderio di avere un figlio e un certo rifiuto della gravidanza. Anche in questo caso niente panico, meglio fermarsi per qualche mese e sospendere esami e cure. Più spesso di quanto si immagini, la donna riuscirà a restare incinta.
Un figlio? Sì, no, forse…
Il ticchettio inesorabile dell'orologio biologico può creare in alcune donne, anche in quelle che hanno anteposto alla famiglia altri obiettivi come gli studi, la carriera o più in generale la realizzazione di se stesse, la percezione di una realtà fisica - la fine della fertilità - che le spinge a interrogarsi sul senso della vita. Così all'improvviso la riuscita professionale o la libertà di gestire la propria esistenza vengono superate da un nuovo obiettivo più impellente, urgentissimo, quello di mettere al mondo un figlio "prima che sia troppo tardi". Può accadere però che la voglia di sfondare e l'amore della propria libertà siano razionalizzazioni di un timore inconsapevole di avere un bambino, un atto che implica una responsabilità immensa e rappresenta un cambiamento totale della vita. Ambivalente per natura, il desiderio di avere un figlio può subire infinite oscillazioni. Si può avere consciamente voglia di avere un bambino, e non averne inconsciamente alcun desiderio. E viceversa. Le ragioni sono le più varie: paura di veder cambiare la propria immagine corporea, di alterare irreversibilmente l'equilibrio della coppia, una relazione difficile con la propria madre o ancora la mancanza di un compagno con il quale costruire una famiglia.
Naturalmente i trattamenti dell'infertilità sono portatori di grandi speranze. Con un realismo non disfattista è però possibile prevedere alcuni fallimenti che senza dubbio possono risultare destabilizzanti per la coppia. Per sopportare i fallimenti ripetuti bisogna essere solidi, quel tanto che basta per ricominciare più volte lo stesso percorso. Le testimonianze concordano: la prova della fecondazione assistita rinforza la coppia o la distrugge. Un consiglio: siate disponibili e aperti nei confronti del partner, parlate in libertà delle vostre speranze e delle vostre paure, leggete, informatevi, documentatevi.

lunedì 14 luglio 2014

Aforismi e citazioni: famiglia, madre, bambini


Il cuore di una madre è un abisso in fondo al quale si trova sempre un perdono.
Honoré de Balzac
Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.
Enzo Biagi

Governare una famiglia è poco meno difficile che governare un regno.
Michel de Montaigne

 Tre cose ci sono rimaste del Paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.
I bambini si possono amare anche da vicino, anche quelli sudici, anche quelli brutti di viso (ma a me sembra, però, che i bambini non siano mai brutti di viso). 
Fëdor Dostoevskij

Solo attorno a una donna che ama può formarsi una famiglia.
Friedrich von Schlegel

 

La piena utilizzazione della vita è raggiunta dalle donne che hanno figli. Quella è la loro certezza.
Marguerite Duras
 

La donna è in primo luogo, al tempo dell'infanzia, la madre, la madre che è una veste, una gonna tra le cui pieghe ci siamo rifugiati da bambini, per cercarvi un angolo caldo dove addormentarci.
Alain-Fournier
 



Madri surrogate: pro e contro etici, giuridici ed economici


Risponde l'esperto:

Madri surrogate sì o no? Il dibattito è crescente per il dilagare della pratica nei Paesi a basso reddito, in cui è più facile trovare donne disponibili per questo progetto procreativo. Si parla anche di “utero in affitto”, espressione che indica l’uso strumentale del corpo della donna, come se fosse solo un’incubatrice.
Dal punto di vista medico e legale, nella maternità “surrogata”, una donna accetta, spesso dietro compenso, di portare avanti una gravidanza per un’altra coppia: il bambino viene consegnato al parto e la madre surrogata non lo vedrà più. L’obiettivo della coppia “committente” è avere un figlio biologicamente proprio: con il DNA di entrambi i coniugi.
E’ quindi una modalità diversa dall’ovodonazione, in cui una donna dona i propri ovociti: questi vengono fecondati in vitro con gli spermatozoi del coniuge e trasferiti nella donna che è già in menopausa, precoce o meno, per consentirle di portare avanti la gravidanza nel proprio corpo, con un figlio che biologicamente è figlio del marito e della donatrice.
Nella gravidanza surrogata, invece, gli ovociti della donna che vuole il figlio e gli spermatozoi del marito vengono fecondati in vitro con procreazione medico assistita (PMA), secondo le normali procedure. L’embrione, figlio geneticamente di entrambi, viene subito trasferito nella donna che presta il proprio utero/corpo e accetta di fare da incubatrice biologica ad un bimbo che altrimenti non potrebbe nascere.
Le indicazioni a questa opzione procreativa sono:
1. la mancanza genetica dell’utero (sindrome di Rokitansky): la donna ha le ovaie e un normale sviluppo puberale, ma non ha utero e vagina (o solo parziali);
2. aborti ripetuti, per ragioni immunologiche o di malformazioni uterine;
3. ripetuti fallimenti di pregressa procreazione medico assistita;
4. condizioni mediche che controindichino la gravidanza nella donna che cerca il figlio.
La PMA ha sollevato nuovi problemi dal punto di vista etico, medico-legale e di legislazione internazionale. Nel caso della madre surrogata, si tratta di un contratto che commercializza la capacità riproduttiva (“bio-power”, il potere biologico) per perseguire il sogno individuale di un figlio proprio. Il contratto ha tre parti: la madre surrogata (o la coppia, se la donna è sposata), la coppia committente e la clinica che attua la PMA.
Il successo è di circa il 60% di gravidanze biologiche (test di gravidanza positivo), di cui il 90% arriva al pieno successo: un bimbo in braccio. Solo il 10% delle donne che si dichiarano disponibili ad “affittare” il proprio utero supera la selezione: devono essere giovani, in ottima salute, avere stili di vita sani, essere equilibrate e determinate nel dare questa disponibilità.
La motivazione a diventare madri surrogate va dal desiderio di dare la gioia di un figlio a un’altra donna (il caso più frequente per chi ha figli, ha una famiglia e lo fa gratuitamente) al bisogno di denaro. Dal punto di vista etico due sono le posizioni. Da un lato i contrari, per ragioni morali e perché vedono questa opportunità come un bieco sfruttamento della capacità riproduttiva della donna, specie nei Paesi poveri. Dall’altro chi la ritiene corretta, se le parti in causa sono tutelate da leggi internazionali condivise per una maternità surrogata equa (Fair Trade Surrogacy). Per i fautori della legge vale la regola generale della teoria sociale dei contratti, che vede l’individuo come “uomo economico” con motivazioni morali e/o politiche per soddisfare desideri individuali.

venerdì 11 luglio 2014

Fecondazione eterologa: come il counseling psicologico può sostenere le coppie

Successivamente  alla sentenza della Corte Costituzionale – e alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – che  ha bocciato il divieto di fecondazione eterologa previsto in Italia dalla legge 40 sulla Procreazione medicalmente assistita (Pma), è stato costituito un apposito gruppo di studio che sta lavorando sulle linee guida rispetto alle specifiche indicazioni mediche per aiutare a rendere attuativa, sembrerebbe entro il 31 luglio, la nuova normativa. In realtà alcune associazioni, che da anni si occupano di Pma, sottolineano che la sentenza non ha creato nessun vuoto legislativo poiché molte norme, che si dice devono essere discusse,  sono già contenute nella legge 40. Comunque il ministro Lorenzin ha ritenuto di costituire questo gruppo di studio che tra i vari aspetti si sta occupando di stabilire il numero massimo di donazioni per ciascun donatore,  il problema del rischio di donazione di gameti tra consanguinei, il counseling psicologico sia per chi offre che per le donne e le coppie che ricevono  l’ovodonazione e si trovano ad affrontare una gravidanza. Ci saranno, inoltre, anche delle indicazioni sull’età oltre la quale sarà sconsigliato effettuare una impianto di ovodonazione.
Considerando che ci sarebbero già circa 9000 coppie italiane infertili che vorrebbero accedere alla fecondazione eterologa e che ogni anno, secondo le ultime stime, sono circa 2.500-2.700 le coppie italiane che si recano all’estero per poter effettuare questo tipo di intervento, possiamo sicuramente parlare di una esigenza molto sentita nella nostra popolazione italiana, che la sentenza della Corte Costituzionale consente di rimettere in campo.
Le coppie che arrivano alla richiesta di Pma dopo un lungo periodo di “fallimenti generativi”, possono presentare conseguenze emotive e relazionali che rischiano di  influire sull’accettazione e l’efficacia delle stesse procedure mediche. In relazione  a questo dato già nella legge 40 era prevista la possibilità di un consulente psicologo nel centro di riferimento e l’équipe medica era tenuta a proporre ai pazienti la possibilità di consultarlo, nessun obbligo quindi ma la presenza e un suggerimento.
Qualche giorno fa a Monaco in concomitanza con il congresso Europeo della European Society of Human Reproduction and Embryology(Eshre) è stata ribadita l’importanza del counseling psicologico per le coppie e le donne che affronteranno la fecondazione eterologa. L’attività di consulenza riguarda tutti gli aspetti connessi alla Pma ed è suddiviso in tre momenti specifici: decisionale: che prevede, prima dell’inizio del trattamento,  il sostegno e l’informazione su tutti i risvolti emotivi e relazionali della decisione di intraprendere un percorso di Pma di sostegno: accompagna la coppia nei momenti di difficoltà e di decisioni difficili durante la Pma terapeutica: si aiuta la coppia o il singolo a far fronte alle conseguenze negative della diagnosi di infertilità, o l’eventuale fallimento del trattamento.

La fecondazione eterologa porrà nuove tematiche da affrontare per la coppia che deciderà di affrontare questo percorso. L’accesso a “qualche cosa” che viene dall’esterno della coppia stessa, potrebbe necessitare un lavoro di elaborazione dell’elemento “estraneo”, che da una parte consentirà il raggiungimento dell’obiettivo, dall’altra sarà lì a ricordare la propria incapacità a generare, soprattutto per la persona risultata infertile. Inoltre si dovrà lavorare molto sulle aspettative per riportare il bambino ideale sul piano della realtà, e fare i conti con gli aspetti fisici e caratteriali non completamente a carico del patrimonio genetico dei due genitori.

Una decisione difficile e delicata ma che mette  tutti nella condizione di poter oggi accedere alle nuove tecnologie. Ovviamente nella speranza che gli aspetti etici della questione siano valutati e rispettati.

preso da http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/10/fecondazione-eterologa-come-il-counseling-psicologico-puo-sostenere-le-coppie/1055658/

Le foto divertenti scattate da un padre alla figlia [FOTO]

giovedì 10 luglio 2014

Verso una nuova vita

La Corte europea riconosce i padri dei bambini nati con utero in affitto

In Francia la maternità surrogata è vietata dalla legge. Molte famiglie che non hanno i figli e che non possono averli con l’aiuto dei metodi dei trattamenti nel paese nativo risultano prive di possibilità di diventare i genitori. Per questo motivo molte coppie vanno all’estero, nei paesi dove i trattamenti del genere sono legittimi. Ma al ritorno a casa con i bambini, per esempio in Francia, i genitori affrontano un gran problema: le autorità locali non riconoscono i bambini nati dalle madri surrogate e loro non ricevono la cittadinanza francese. In precedenza, due coppie francesi che hanno affrontato questo problema sono ricorse alla Corte europea dei diritti dell’uomo con le denunce. Una coppia per cui la madre surrogata americana nel 2000 ha partorito i gemelli e un’altra per cui una madre surrogata ha partorito una figlia. Ma le autorità francesi non volevano riconoscere questi bambini e la parentela con i loro genitori. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha esaminato le richieste ed ha obbligato le autorità francesi a riconoscere tutti i bambini nati dalle madri surrogate come i cittadini della Francia ed i figli dei genitori biologici. Inoltre, la corte, dopo aver esaminato le denunce ha scoperto le violazioni della Convenzione sui diritti dell’uomo in entrambi i casi ed ha obbligato le autorità francesi a fare il risarcimento del danno morale a tutti i richiedenti. Le autorità francesi pur non essendo d’accordo con la sentenza, sono obbligate a rispettare la delibera della corte. I giuristi europei affermano “Questa è una decisione importante che porterà il sollievo non solo alle coppie che sono ricorsi al tribunale, ma anche alle migliaia delle famiglie francesi che si sono trovate in una situazione disperata”.
http://www.echr.coe.int/sites/search_eng/pages/search.aspx#{%22fulltext%22:[%22France%20surrogacy%22]}
Anche in Italia e in Germania l’utero in affitto è vietato per la legge. In questi paesi ogni settima coppia è sterile perciò non volendo rassegnarsi all’impossibilità di avere i figli, molte coppie vanno nei paesi dove tali programmi sono consentiti dalle leggi. Gli USA, l’India, l’Ucraina sono le destinazioni più famose tra le coppie che hanno deciso di risolvere il loro problema della sterilità con il programma della maternità surrogata.

Nonostante i prezzi esagerati molte coppie scelgono gli Stati Uniti per fare un tale programma. Per esempio in una clinica americana il programma con la madre surrogata costa circa 100 -160 mila euro senza garanzia del risultato positivo. Il prezzo dipende dalla quantità dei tentativi cioé si deve pagare per ogni nuovo tentativo. In caso se un bambino nascera’ prematuro e perciò dovrà stare all’ospedale per le cure supplementari, ogni giorno dovrete pagare circa 4-5 mila dollari. Allora se il bambino ci rimane per un mese, la somma risulta abbastanza grande. Si ricorda anche che il costo di un biglietto d’aereo verso gli USA sara’ all’circa 500-600 dollari.
A proposito dell’Ucraina, questo paese del terzo mondo si è spinto avanti ed ha superato molte cliniche europee nel campo della medicina riproduttiva. L’Ucraina ha occupato la maggior parte del mercato riproduttivo. Il programma della maternità surrogata costa relativamente poco, tutte le procedure sono ai sensi della legge e viene data anche una garanzia del risultato positivo. Nell’Ucraina il mercato delle procedure riproduttive è quasi tutto monopolizzato da un grande centro medico “BioTexCom”. Il cento offre i contratti “all-inclusive” con i prezzi accettabili e con la garanzia di successo. Attualmente, il prezzo del programma della maternità surrogata e’ 30 mila euro ma secondo l’informazione presa dal loro sito si prevede l’aumento dei prezzi. Fra un anno una tale procedura costerà 35 mila euro e poì il prezzo arrivera` fino ai 50 mila euro. Questo costo include la quantità illimitata dei tentativi, il soggiorno e il vitto nel loro albergo, il transfert e il servizio dell’interprete. Se per caso, dopo la nascita, il bambino deve stare all’ospedale oppure ha bisogno delle cure, la clinica copre tutte le spese. Cioè i clienti pagano una somma fissa ed ottengono il risultato di 100%. Però, si sa delle liste d’attesa lunghissime, in alcuni casi si deve aspettare quasi un anno per poter iniziare il programma e quando non c’è tempo da aspettare molte persone scelgono le cliniche degli Usa, per esempio: Colorado Center for Reproductive Medicine, Center for Reproductive Medicine and Infertility at NewYork, Infertility Center of St. Louis at St. Luke’s Hospital, Nevada Center for Reproductive Medicine, Southern California Reproductive Center ecc. Anche se i prezzi sono molto più alti si può iniziare il programma subito.
L’India è un’altra alternativa. E’ una Mecca della maternità surrogata. Le cliniche Ideal fertility center, Bloom IVF Clinic, India Parakh Fertility Center e molte altre effettuano i programmi della fecondazione in vitro eterologa e della maternità surrogata ai prezzi bassi e senza liste d’attesa. Nell’India, come negli USA, si paga per ogni nuovo tentativo. Se avrete la fortuna e la vostra madre surrogata rimarra’ incinta al primo tentativo, il programma vi costerà 22-23 mila euro. Il soggiorno, invece, costa tanto, circa 5 mila euro per ogni visita (ci vorrano all’incirca 3-4 visite). Le cure di un bambino prematuro in un ospedale dell’India vi costera’ circa mille d’euro al giorno. L’unico ostacolo per effettuare il programma dell’utero in affitto per gli stranieri nell’India è il problema con i documenti perche’ le ambasciate non rilasciano i documenti. Tra l’altro, se vi serve il materiale biologico del fenotipo europeo dovrete comunque aspettare tanto perché la maggior parte delle donatrici sono della razza indiana. Tuttavia, le cliniche dell’India hanno le banche delle donatrici molto grandi e le madri surrogate vengono ben controllate. Visto tutti i pro e contro del servizio nel campo della medicina riproduttiva nell’India, la gran parte delle persone si recano nell’Ucraina e negli USA. Per ottenere i documenti per un bambino neonato in questi paesi ci vogliono pochi giorni.
Se una coppia decide di partecipare ad un programma della maternità surrogata in un paese straniero, la questione principale di cui si interessano i futuri genitori è la parte giuridica: i documenti per il bambino, il ritorno nel paese nativo ed l’ottenere la cittadinanza dei loro figli. Quindi, nell’Ucraina e negli USA nel certificato di nascita del bambino vengono scritti i genitori italiani, nel caso con i cittadini tedeschi, nel certificato di nascita vengono registrati il padre (il cittadino tedesco) e la madre surrogata come la madre.
Il processo della legittimità della maternità surrogata e della donazione degli ovociti va sempre avanti. Dall’inizio del aprile del 2014 la Corte Costituzionale ha sancito l’illegittimità della legge 40 nella parte in cui essa vieta il ricorso a un donatore esterno di ovuli o spermatozoi in casi dell’infertilità assoluta cioé da questo momento i cittadini italiani possono ricorrere al servizio delle donatrici nel loro paese nativo, di recente la Grecia ha autorizzato le procedure della maternità surrogata e la Spagna permette di effettuare un tale programma all’estero e scrive nel certificato di nascita la madre surrogata come la madre e il cittadino spagnolo come il padre. Tra l’altro la donazione degli ovociti nella Spagna è consentita dalle leggi e nelle cliniche della Spagna come per esempio Instituto Bernabeu, Dexeus e FIV Espana, Institut Marquès si può effettuate la FIVET eterologa.

Articolo preso da: http://it.newseurope.info/?p=29233