giovedì 2 marzo 2017

Endometriosi e gravidanza, quale relazione?

      Che rapporto c’è tra gravidanza ed endometriosi? Se da un lato la patologia può mettere a rischio la capacità della donna di procreare, dall’altro la gestazione è un suo alleato: «La gravidanza fa molto bene alla donna contro l’endometriosi, mentre l’endometriosi potrebbe non far bene alla gravidanza», sintetizza la dottoressa , ginecologa , intervistata nel corso del programma di Rai 1 Tempo & denaro.
     L’endometriosi è una patologia molto frequente prima della menopausa – «almeno il 10% delle donne in età fertile ne è colpito», aggiunge la dottoressa – e si caratterizza per la crescita di tessuto endometriale, il rivestimento della cavità uterina, fuori dall’utero. «Le sedi più colpite sono le ovaie, ma anche il peritoneo pelvico o la vescica possono essere colpiti da endometriosi, ad esempio. A causarla è probabilmente il processo della mestruazione retrograda con il sangue mestruale che defluisce attraverso le tube e va a colonizzare il peritoneo e le zone circostanti l’utero e le ovaie. Ma probabilmente sono coinvolti anche fattori immunitari e infiammatori, una predisposizione genetica o la trasformazione in senso endometriosico del tessuto peritoneale».

Endometriosi può causare infertilità

     Dato che l’endometriosi viene generata dalle mestruazioni, l’assenza del ciclo, ossia l’amenorrea, che si verifica in gravidanza metterebbe un freno all’endometriosi proteggendo la salute delle donne.
     Dall’altro lato l’endometriosi potrebbe rappresentare un pericolo per le donne incinte che rischiano di non portare a termine la gravidanza, «sebbene non sia certo se questi pericoli sono rappresentati direttamente dall’endometriosi o perché magari le donne arrivano più tardi alla gravidanza o hanno eseguito una terapia di fecondazione in vitro costituendo di per sé una popolazione a rischio», spiega la specialista.
     L’endometriosi, infine, è causa di sub-fertilità (difficoltà nel concepimento) o infertilità (30-40% dei casi, specifica il ministero della Salute): «Le donne con endometriosi è bene che si rivolgano a un centro qualificato per il trattamento della patologia e scongiurare ripercussioni sulla fertilità e sull’eventuale gravidanza», conclude la dottoressa .

Come aumentare la fertilità dopo i 40 anni

    come aumentare la fertilità dopo i 40 anni
  •  Usate un termometro basale
Per aumentare la fertilità naturale si dovrebbe conoscere la data di ovulazione  utile a far aumentare le probabilità di concepimento.
Il termometro basale rileva le variazioni di temperatura del vostro corpo e aiuta a identificare la data di ovulazione.
In questo modo avere rapporti sessuali nei giorni giusti aiuta a massimizzare le possibilità di concepimento.
  • Fate sesso nelle posizioni giuste
come aumentare la fertilità dopo i 40 anniLe probabilità che lo sperma fecondi l’uovo aumentano notevolmente quando viene depositato vicino al collo dell’utero della donna. Provate dunque a cambiare le posizioni in cui fate sesso.

  •  Eliminate alcol, caffè e fumo
Almeno 3 mesi prima di provare a concepire eliminate alcol, caffè e fumo.
L’uso di alcol e della caffeina e del fumo infatti riduce della metà le probabilità di concepimento.
come aumentare la fertilità dopo i 40 anniL’alcool influisce sia sulla donna che sull’uomo perché interagisce direttamente sul sistema riproduttivo diminuendo il testosterone e alterando la forma, mobilità e concentrazione degli spermatozoi. Nelle donne invece abbassa i livelli di zinco, vitamina B6 ed acido folico.
  • Attenzione all’alimentazione e praticate sport
come aumentare la fertilità dopo i 40 anni Se volete aumentate la fertilità dopo i quarant’anni è importante consumare una dieta sana ed esercitare attività fisica.
Se si è in sovrappeso o sottopeso è più difficile rimanere incinte. La vostra dieta dovrà essere dunque ricca di vitamine e minerali essenziali come acido folico, zinco, e calcio.
Ricordatevi che il 30% di estrogeno deriva dalle cellule di grasso, perciò è essenziale ridurre il grasso in eccesso inoltre una moderata attività fisica vi aiuterà comunque a rilassarvi.
  • Attenzione ai Composti Volatili Organici (CVO)
Un’esposizione a tossine o a sostanze chimiche inquinanti può danneggiare la tua fertilità.
come aumentare la fertilità dopo i 40 anni Sostanze come pesticidi, additivi chimici o addirittura alcune sostanze coinvolte nella produzione dei contraccettivi orali, possono intaccare la regolarità e il buon funzionamento del tuo ciclo mestruale.
Fate attenzione dunque nella scelta dei prodotti che acquistate: cosmetici, smalti per le unghie, profumo, sgrassatori, detergenti, disinfettanti, saponi antibatterici, deodoranti per la casa, cibi in scatola. Preferite l’acquisto di prodotti bio ed eco.
  • Attenzione allo stress
come aumentare la fertilità dopo i 40 anni Uno stato di forte stress può inibire l’ovulazione. Anche uno stress meno grave o continuo può avere delle ripercussioni sulla tua fertilità. Cercate di limitare al minimo le situazioni di stress, ansia e apprensione quando intendete concepire.

mercoledì 1 marzo 2017

Colostro: Latte di Vita

      Il colostro è l’alimento perfetto per i primi giorni di vita del neonato, infatti contiene una maggiore quantità di proteine e  di vitamina A rispetto al latte maturo; è lievemente lassativo e aiuta il neonato ad eliminare il meconio, (le prime feci nerastre e appiccicose) ricco di bilirubina, svolgendo un’azione preventiva contro l’ittero. Inoltre il colostro è particolarmente ricco di immunoglobuline A e cellule immunitarie, che hanno effetti anti-infettivi. E’ composto principalmente di acqua, leucociti che distruggono batteri e virus, proteine come l’albumina e agenti immunologici, grassi e carboidrati. Il colostro è prodotto in quantità molto piccole per adattarsi alle dimensioni dello stomaco del neonato nei primi giorni di vita (circa 5-7ml) ed alle limitate necessità nutrizionale del momento.
       Attraverso il colostro la madre potenzia le difese immunitarie del suo bambino, fornendogli un alimento facilmente digeribile e altamente nutritivo. Infatti il valore nutrizionale del colostro è molto alto, in questo modo la piccola quantità che viene ingerita fornisce comunque al bambino tutte le energie necessarie. Altri fattori presenti nel colostro appartengono al sistema immunitario innato e sono: lattoferrina che permette un maggior assorbimento di ferro e rende il latte più digeribile, lisozima altamente battericida, lattoperossidasi (un enzima antiossidante e antimicrobico).
colostro       Il colostro apporta anche un discreto numero di citochine (messaggeri che modificano il comportamento cellulare). Non mancano i fattori di crescita, fattori di trasformazione α, β 1 e β2, fattori di crescita dei fibroblasti e dell’epidermide, fattori stimolanti la crescita dei granulociti e dei macrofagi, e molti altri. Nei giorni successivi alla nascita, il colostro si trasforma in latte di transizione,  nel quale è presente una percentuale maggiore di grassi e lattosio e quantità inferiori di proteine e minerali. Il latte di transizione diviene poi latte maturo, cambiando la sua composizione e aumentando la quantità, se il seno è adeguatamente stimolato.
     Tuttavia le proprietà immunitarie e nutrizionali del latte materno si mantengono e continueranno a proteggere il neonato durante tutto il periodo dell’allattamento. 
Fonte http://www.mammole.it/colostro/#sthash.1JdmdhNQ.dpuf

Riconoscere e affrontare il periodo prodromico

contrazioni       In prodromi, le contrazioni uterine sono di breve durata (circa 10-20 secondi) e intervallate da periodi di pausa tendenzialmente lunghi; si manifestano in maniera irregolare essendo piuttosto variabili per frequenza, durata ed intensità e spesso si accompagnano all’espulsione del tappo mucoso (una formazione densa di colore biancastro-giallognolo con striature marroni), indicativa di una iniziale trasformazione del collo uterino in senso maturativo.

        Inizialmente, le contrazioni sono percepite come “fastidiose” ma con il tempo e l’incalzare del ritmo e della durata diventano progressivamente sempre più dolorose; il dolore è localizzabile dapprima a livello addominale e pelvico (ricorda vagamente i crampi mestruali), per poi diffondersi in modo più marcato nell’area lombo-sacrale, coccigea e a livello della sinfisi pubica. 

         Fortunatamente, i rimedi per alleviarlo sono molti! Quali? Per esempio, assumere posizioni suggerite dall’istinto, applicare una borsa dell’acqua calda nella zona dolente, farsi massaggiare, sfruttare la digitopressione, la musica e le essenze profumate. Anche fare un bagno o una lunga doccia calda sfruttando i benefici dell’acqua può aiutare: se in seguito le contrazioni cessano significa che i tempi non sono ancora maturi, se diventano incalzanti allora probabilmente il travaglio si sta avvicinando.

          Per via del fatto che il periodo prodromico è spesso lento e faticoso, nelle mamme si alimentano il senso di frustrazione e sconforto; il consiglio è quello di rifuggire la razionale logica della pianificazione e non lasciarsi abbattere dall’idea di non vedere “una fine temporale” per questo stadio. Tutto ciò che accade al corpo in fase prodromica non è fine a se stesso, è indispensabile: le modificazioni trasformative del collo uterino (rammollimento, cambiamento di posizione e raccorciamento della lunghezza) permettono la successiva dilatazione e prendono avvio proprio nel periodo prodromico, il quale, pur nella sua incostanza, risulta importante esattamente quanto il travaglio. E’ bene quindi provare a lasciarsi andare, abbandonarsi al momento, attorniarsi di persone energicamente positive e iniziare a sperimentare quanto conosciuto attraverso il corso preparto.

          Secondo il principio in base al quale il movimento “pro-muove” il parto, strategie quali fare una camminata, i mestieri di casa, fingere di salire le scale e ondeggiare il bacino con movimenti circolari aiuteranno a superare questo periodo, tenendo le mamme impegnate e favorendo l’insorgenza del travaglio. Quando le contrazioni avranno acquisito maggiore regolarità e coordinazione (almeno 2 in 10-15 minuti, della durata di 30-40 secondi), è possibile che il travaglio sia prossimo ed è quindi opportuno afferrare la valigia e recarsi in ospedale! 

         E’ inoltre consigliabile rivolgersi al pronto soccorso in caso di rottura delle membrane con scolo di liquido amniotico dai genitali (indipendentemente dalla frequenza/durata delle contrazioni), perdita di sangue rosso vivo, mancata percezione dei movimenti fetali o nel caso si viva un’ansia intensa all’idea di restare in casa in fase prodromica. E’ vero, i periodi del parto hanno una durata imprevedibile, ma la Natura è meravigliosa e ha offerto alle donne il dono dell’istinto di modo che sapessero esattamente come e quando agire: nella quasi totalità dei casi, non è mai “troppo tardi” per arrivare a destinazione!

Infertilità in aumento, ne soffrono 2 coppie su 10

      La buona notizia però, rilevano gli specialisti, è che le strategie terapeutiche e i trattamenti personalizzati contro l’infertilità sono sempre più efficaci.
Infertilità in aumento, ne soffrono 2 coppie su 10      L’età resta, comunque, un fattore centrale: i dati dell’ultima relazione del Ministero della Salute al Parlamento, sottolineano i ginecologi, mostrano che in Italia le donne accedono alle tecniche di Procreazione assistita (pma) a 36,5 anni in media, con notevole ritardo rispetto a agli altri Paesi europei (34,7 anni) e che, inoltre, si è registrato un aumento dell’età media per ciclo dei partner maschili, attestata a 40 anni.
      L’età in cui si cerca la prima gravidanza, avvertono, non solo può essere causa di infertilità, ma può anche inficiare il buon esito delle tecniche di pma.
Infertilità in aumento, ne soffrono 2 coppie su 10      Le probabilità di successo delle terapie, afferma Andrea Borini, Presidente della Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione, aumentano quanto più la diagnosi di infertilità è precoce e l’avvio ai trattamenti di PMA tempestivo. Inoltre, grazie alla personalizzazione dei trattamenti, oggi è possibile effettuare stimolazioni ormonali efficaci limitando eventuali complicanze.
Fonte http://pinkitalia.it/mamma/infertilita-in-aumento-ne-soffrono-2-coppie-su-10/

Gli alleati naturali della fertilità maschile: vitamina E, C e selenio

Gli alleati naturali della fertilità maschile       Lo spiega Ermanno Greco, presidente del Congresso europeo dell’infertilità e direttore del Centro di medicina e biologia della riproduzione all’European Hospital di Roma.
       «Molti sono i rimedi naturali – afferma – in grado di difendere la fertilità dell’uomo». Si tratta di antiossidanti:
  • vitamina E
  • vitamina C
  • estratti del pino marittimo
  • coenzima Q10
  • selenio
  • zinco
  • carnitina
  • l’acetilcarnitina
Gli alleati naturali della fertilità maschile       Oggi si è scoperto infatti che molte alterazioni del liquido seminale sono dovute al fatto che contiene maggiori concentrazioni di radicali liberi, che rovinano la funzionalità degli spermatozoi.
Tra i colpevoli secondo gli esperti ci sono:

  • l’aumento dell’inquinamento atmosferico,
  • il fumo,
  • l’innalzamento delle temperature
ma fra i sospettati troviamo:
  • telefonino,
  • wifi,
  • bluetooth.
       «Gli antiossidanti sono dei grandi alleati anche della fertilità femminile, tra quelli consigliati ci sono la vitamina D, il resveratrolo (estratto dall’uva) e gli estratti di the verde – conclude Greco – Queste sostanze aiutano a mantenere buona la riserva ovarica, diminuendo il depauperamento fisiologico».

Diventa mamma dopo 11 fecondazioni assistite

neonato      La sua voglia di diventare mamma è stata più forte delle delusioni, di un corpo che pareva rifiutare la gravidanza e quello che pareva un incubo senza fine alla fine si è trasformato in una favola. Così ha vinto lei, la professoressa laria Salvetti, docente 43enne di Napoli che lo scorso 16 gennaio ha dato alla luce la piccola Viola dopo ben undici fecondazioni assistite.
     Come rendono noto i media locali, la donna ha partorito mediante cesareo all’ospedale san Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. Quando tutto sembrava perso e la docente sembrava sconfitta da una sterilità irrimediabile, sono inaspettatamente arrivate le buone notizie: prima quella della gravidanza, poi quella del normale decorso ed infine il lieto e attesissimo evento del parto. L’intervento, come rendono noto i media locali, è stato eseguito dai dottori Raffaele Petta e Mario Polichetti assieme all’ostetrica Venus Buonaiuto, poiché la bimba si presentava nel bacino della madre in modo anomalo, con il podice e non con la testa. Mamma e neonata stanno bene e la loro vicenda rappresenta un enorme messaggio di speranza per tutte quelle coppie che non riescono ad avere figli. Mai arrendersi!