Durante la gravidanza, le difese immunitarie della futura mamma sono più basse e il rischio di infezioni o intossicazioni alimentari è sempre dietro l’angolo, soprattutto se si consumano cibi non freschi o di cui non si conosce la provenienza. Uno dei primi fattori di pericolo è rappresentato dalla selezione delle materie prime, che potrebbero essere scadenti per garantire prezzi modici. Si rischia di consumare prodotti non di qualità, come del pesce proveniente da aree contaminate o carni di animali sottoposti a trattamenti antibiotici. Il consumo di prodotti non freschi o non cotti adeguatamente, potrebbe causare infezioni parassitarie gravi anche per il feto, come la toxoplasmosi, la salmonella o l’anisakidosi, provocata dal verme parassita Anisakis presente nel pesce crudo non abbattuto. Inoltre, in alcuni casi i venditori ambulanti utilizzano coloranti per migliorare l’aspetto dei cibi, dannosi per la salute della gestante, così come disinfettanti e insetticidi per ovviare alle cattive condizioni igieniche di banchetti e furgoni.Anche il fattore ambientale non è da sottovalutare, quando si decide di consumare street food durante la gravidanza. Spesso, infatti, gli stand itineranti e i food truck sono ubicati nei punti più trafficati, ad esempio nei pressi delle stazioni o nelle vicinanze delle fabbriche, per godere di una maggiore visibilità e sfruttare al contempo la pausa pranzo dei lavoratori, con il rischio che il cibo sia più esposto ad agenti atmosferici inquinanti.
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