Perché avvenga la sintesi della vitamina D serve un’esposizione ai raggi del sole per 15-30 minuti con almeno 25% di pelle esposta (mani, braccia e viso). Dato che gli alimenti che contengono alte dosi di vitamina D (pesci grassi, latte e derivati, uova e verdure verdi) sono spesso consumati in quantità insufficientemente, gran parte della popolazione nell’emisfero nord occidentale presenta bassi livelli di vitamina D. Un adeguato apporto di vitamina D è necessario anche per mantenere denti sani. Grazie alla vitamina D, calcio e fosfato sono immagazzinati nella dentina e nello smalto, dove contribuiscono alla crescita dei denti e alla durezza dello smalto.
Azione sul sistema immunitario La vitamina D contribuisce a mantenere la fisiologia del sistema immunitario e garantisce una risposta infiammatoria adeguata. I risultati degli studi indicano che la vitamina D attiva cellule killer del sistema immunitario – i linfociti T – e consente la lotta agli agenti patogeni. Si presume che la forma attiva della vitamina D penetri nel nucleo cellulare, dove si lega al recettore specifico, che a sua volta risponde con un recettore vitamina A-dipendente. Il complesso recettoriale risultante si lega a piccole sequenze di DNA e innesca una cascata di interazioni che regolano la trascrizione genica.
La vitamina D svolge un ruolo immunomodulatore nel sistema immunitario e riduce l’infiammazione. La forma attiva della vitamina D supporta la funzione delle cellule T e dei globuli bianchi, sopprimendo l’attività infiammatoria delle cellule dendritiche, avvia l’attività antibatterica e regola la produzione di citochine (proteine che regolano la crescita e differenziazione cellulare) a favore di una risposta immunitaria anti-infiammatoria. Inoltre numerosi studi indicano una correlazione tra bassi livelli di vitamina D3 e l’incidenza di malattie autoimmuni come artrite reumatoide, sclerosi multipla e diabete mellito di tipo 1 e 2.
Combattere i disturbi mentali Il recettore della vitamina D e l’enzima che trasporta la vitamina D nella sua forma attiva, si trovano in molte regioni del cervello, dove influenzano il metabolismo dei neurotrasmettitori (dopamina, adrenalina, noradrenalina e serotonina). Risultati sperimentali suggeriscono che la vitamina D potrebbe contrastare la mancanza di dopamina e serotonina e combattere la depressione. Bassi livelli di vitamina D sono correlati con un aumento del rischio di sviluppare sintomi depressivi. La ricerca ha inoltre identificato tre geni, espressi in modo anomalo nei casi di autismo,che sono direttamente regolati dalla vitamina D. Inoltre, studi recenti hanno evidenziato un possibile collegamento tra livelli ottimali di vitamina D e una migliore qualità del sonno.
Fonte The importance of vitamin D for health
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