Il fatto di ricorrere a un trattamento di riproduzione assistita appartiene alla vita privata della coppia, alla loro sfera più intima, alla loro sessualità, alla loro riproduzione. Parlarne è come spogliarsi, lasciare esposta la parte più profonda di una persona. È come ammettere un fallimento nella cosa più semplice e naturale che ci sia per due persone che si amano: avere un figlio. Una confidenza intima che mette a disagio la coppia e anche chi la ascolta. E se non bastasse, oltre a questo si aggiunge quello che pensano gli altri. Così, la coppia preferisce non dire niente, e il silenzio intensifica il suo isolamento e contribuisce al fatto che il tema continui ad essere tabù. Si temono le critiche, i cattivi auspici, le osservazioni inopportune, i commenti dubbiosi o perfino lo scherno.
Tuttavia, in questi ultimi anni, grazie ai forum, ai blog, ai gruppi di discussione e alle associazioni di appoggio alle coppie infertili, il silenzio viene rotto sempre di più e le coppie ammettono con maggior frequenza di aver fatto uso di un trattamento di riproduzione assistita per avere un bambino. C’è stato un progresso notevole, nonostante il tabù e il malessere continuino a essere presenti. C’è da dire che la Riproduzione Assistita è una storia difficile per tutta la società, non solo per la coppia infertile. La riproduzione umana assistita fa paura e, invece, dovrebbe tranquillizzarci. È il nostro futuro, la nostra chiave della felicità. Le coppie che hanno paura di non diventare genitori sanno apprezzare l’opportunità che offre la riproduzione assistita e sono desiderosi di dirlo ai quattro venti…
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