A livello testicolare il consumo di alcol è associato a una modificazione strutturale dei testicoli (atrofia dovuta a diversi fattori tra cui, soprattutto, la perdita di cellule spermatiche e la riduzione del diametro dei tubuli seminiferi), a una diminuzione della produzione di testosterone (l’acetaldeide, il metabolita dell’etanolo, sembra avere un effetto tossico sulle cellule di Leydig, deputate, appunto, alla produzione di testosterone); vengono influenzate anche le cellule di Sertoli che svolgono un ruolo importante nella maturazione degli spermatozoi. Secondo alcuni studi, in dosi elevate – equivalenti a più di 80 grammi al giorno, cioè a più di un litro di vino al giorno – si può arrivare, all’arresto del processo di maturazione.
A livello centrale, il consumo di alcol è stato correlato a uno scompenso nella funzione di LH e FSH dovuto probabilmente a un’interferenza nell’attività del GnRH. Uno studio ha valutato 66 soggetti non fumatori e non consumatori di droghe che avessero consumato per almeno un anno 180 ml di alcol/die, per almeno 5 giorni a settimana, con un gruppo di soggetti di controllo di pari caratteristiche, ma che non consumassero alcol. Nei soggetti alcolisti è stato evidenziato un significativo aumento di FSH, LH ed estrogeni e una significativa riduzione dei livelli di testosterone. Per quanto riguarda l’esame del liquido seminale, sono state evidenziate rilevanti riduzioni del volume dell’eiaculato, della conta spermatica e della percentuale di spermatozoi morfologicamente normali. Risultati simili erano già stati riportati, suggerendo che la prolungata assunzione di alcol possa causare una condizione di ipogonadismo primario. È necessario quindi tener conto dei rischi associati al consumo di alcol, non solo per gli effetti sullo stato di salute generale, ma anche per quelli provocati alla sfera sessuale e riproduttiva maschile.
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