domenica 3 luglio 2016

Fecondazione e asma: donne asmatiche hanno difficoltà a concepire

         Secondo quanto emerge dalla ricerca condotta dai ricercatori danesi di cui è autrice la dottoressa Elisabeth Juul Gade, le donne che hanno problemi di asma hanno delle difficoltà evidenti di concepire con le metodologie di fecondazione assistita: si parla di circa due anni in più per i concepimenti con le tecniche di fecondazione a causa delle patologie respiratorie.
Secondo quanto è emerso dalle rivelazioni della stessa coordinatrice dello studio, questo legame tra la ridotta fertilità e i problemi respiratori era già noto da un punto di vista clinico, ma “con il nostro studio abbiamo dimostrato che l’asma avrebbe un’influenza negativa sulla fertilità, dal momento che aumenta il tempo che passa prima di restare incinta e riduce i tassi di natalità, specialmente nelle donne con più di 35 anni”.
Fecondazione e asma         Questo non significa che le donne con problemi di asma debbano temere una non riuscita in assoluto delle tecniche di fecondazione a cui si sottopongono, ma più semplicemente che sarebbe meglio iniziare a cercare una gravidanza in età più giovane ed eventualmente dare la priorità al trattamento dei sintomi dell’asma e delle condizioni respiratorie.
         Per ricordare qualche numero: il tempo del concepimento è di 2,7 anni per le donne senza problemi di asma e 4,6 per quelle con problemi respiratori ed asmatici, con maggiore insuccesso dei metodi di fecondazione.

Musica in gravidanza, facciamola ascoltare al bebè

         Importante (e forse primo) mezzo di comunicazione tra una futura mamma ed il suo bebè, la musica in gravidanza è anche un essenziale strumento attraverso il quale è possibile ridurre i livelli di stress, sia per la gestante che per il feto.
Musica in gravidanza         È a partire dalla quattordicesima settimana di gestazione che il feto inizia a percepire i primi suoni: in particolare, inizia a conoscere e riconoscere la voce della mamma. La prima ‘musica’ che il feto impara ad ascoltare ed a percepire durante il ventre materno è il battito del cuore della mamma: a partire da questo momento, è bene ascoltare – e far ascoltare al feto – melodie rilassanti, che evocano bei ricordi alla mamma, e che così faranno rilassare anche il bambino. Infatti, secondo alcuni studi effettuati alla ventottesima settimana di gravidanza, a partire da questo momento il feto riconosce la ‘bellezza’ di una musica tranquilla ed elegante, e la ‘negatività’ di una musica forte, assordante o di rumori poco piacevoli.
         Le melodie da preferire sono quelle rilassanti, ma non quelle in cui predominano determinati strumenti musicali che possono ‘eccitare’ come ad esempio flauto e violino o in genere quelle che portano ansia, agitazione ed euforia.
         Secondo diversi studi scientifici, la musica in gravidanza rappresenta anche una opportunità di potenziamento e miglioramento dello sviluppo cerebrale del feto. Melodie tranquille e ritmi lenti possono essere fatti ascoltare sin dall’inizio della gravidanza, anche se il bebè inizierà a riconoscerle dalla ventottesima settimana in poi.

venerdì 1 luglio 2016

Sesso in gravidanza, come comportarsi

Partiamo dal presupposto che, stando anche alle svariate ricerche ed ai consigli di medici e ginecologi qualificati ed esperti, il sesso – se vissuto serenamente ed in maniera equilibrata – non è pericoloso in gravidanza, né per la mamma né per il bambino.
Molte future mamme vengono colte dalla paura di fare del male al bimbo che portano in grembo: si teme, infatti, che il pene possa toccare in qualche modo il piccolo e fargli del male. Del tutto impossibile: dal punto di vista anatomico, il bimbo è immerso nel liquido amniotico ed a meno che il collo dell’utero non sia aperto, il sesso non deve essere in alcun modo un tabù.
Quando rinunciare (o comunque chiedere consiglio al proprio medico o ginecologo) al sesso in gravidanza?
Durante il primo trimestre, che è in genere il più difficile per una donna in dolce attesa sia dal punto di vista fisico che psicologico, è bene confrontarsi con il ginecologo nel caso in cui vi siano perdite di sangue: in genere – ma non sempre – le perdite indicano una possibile minaccia di aborto, ed in questo caso la condizione che bisogna mantenere in ogni senso è il riposo.
Durante l’ultimo trimestre, invece, è possibile ed oltretutto anche consigliato avere rapporti intimi perché fa bene al corpo ed alla mente: nel primo caso, si mantengono in allenamento i muscoli pelvici – allenamento utilissimo per il travaglio – mentre nel secondo caso il rapporto sessuale migliora l’umore ed amplifica la complicità di coppia.

Diritto fecondazione eterologa, coppie cercano donatori online

 Il diritto alla fecondazione eterologa       Una volta era il turismo riproduttivo: le coppie infertili che, dopo diversi tentativi falliti comprendevano che l’unica soluzione per loro era la fecondazione eterologa, erano costrette a rivolgersi all’estero, affrontando e sostenendo costi abbastanza elevati ed alimentando quello che, negli anni, venne chiamato fenomeno del turismo riproduttivo.
        Nonostante la sentenza numero 162 della Corte, con la quale, il 9 aprile 2014, le coppie hanno ottenuto una effettiva vittoria sulla Legge 40/2004 che vietava loro di affidarsi alla fecondazione eterologa in Italia, la situazione sembra essere rimasta alquanto invariata. La sentenza dichiara che è oggi possibile, materialmente, anche nel nostro paese fare riferimento alla fecondazione eterologa, ma nella realtà dei fatti le coppie devono affrontare mesi di attesa, perché nelle cliniche i donatori scarseggiano,
Diritto fecondazione eterologa        Tutto ciò sta alimentando un altro fenomeno, che è quello della ricerca donatori online: le coppie infertili, infatti, si mettono alla ricerca di donatori di gameti che possano sostenerle nella loro coronazione del desiderio più grande, che è quello di diventare mamma e papà. Il problema è molto più serio di quanto sembri perché in effetti la fecondazione eterologa dovrebbe essere una realtà accessibile a tutti, ma in concreto sono solo tre le Regioni italiane che riescono ad operare in questo senso.
        Il problema è anche legato ad una mancanza di supporto (anche economico) per i donatori: coloro che vogliono donare il loro seme o le donne che vogliono mettere a disposizione i loro ovociti per la causa delle coppie infertili, devono sostenere autonomamente le spese per gli esami necessari e non hanno la giornata lavorativa pagata. Una situazione che, invece, dovrebbe essere adeguata a quella dell’estero, dove è previsto un rimborso spese per i donatori e per le donatrici che vogliono aiutare le coppie in difficoltà a diventare mamma e papà.

Insonnia in gravidanza, come dormire bene

        Il sonno è una esigenza di tutti: dormire bene significa non solo sentirsi davvero riposati e pronti ad affrontare una giornata – che sia di lavoro, di studio, o di altro – ma anche stare bene e realmente in forma, oltre che non essere particolarmente stressati ed agitati. La necessità di dormire – e di dormire bene – riguarda tutti ma, ovviamente, le donne in dolce attesa possono percepire questa esigenza più di altre, anche perché uno dei disturbi più diffusi è proprio l’insonnia in gravidanza.
        Gli esperti sostengono che una persona dovrebbe dormire dalle sette alle nove ore a notte, a seconda delle esigenze e dello stile di vita: una donna incinta, soprattutto verso gli ultimi mesi di gravidanza, potrebbe avere grossi problemi ad addormentarsi, non fosse altro che per il peso del pancione che grava moltissimo sulla schiena e può provocare dolori e crampi.
        Combattere l’insonnia in gravidanza, però, è possibile: per dormire bene bisogna, innanzitutto, cercare di eliminare ogni possibile fonte di stress, cercando di vivere con equilibrio e di scaricare le tensioni con l’aiuto di ginnastica dolce e corsi preparto autorizzati. Inoltre, un aiuto può venire dall’alimentazione, che deve essere leggera soprattutto a cena e comunque povera di cibi troppo pesanti, fritti ed eccessivamente conditi.
        Per contrastare questo disturbo così diffuso, poi, si possono utilizzare degli specifici cuscini per la gravidanza, che forniscono adeguato sostegno alla pancia e alla schiena.
        E voi, come vi organizzate per la notte? Quali sono i consigli che dareste alle donne che non riescono a dormire bene?

Stress in gravidanza può migliorare

         Secondo alcuni recenti studi scientifici, una donna che ha subito un forte stress traumatico può migliorare la sua situazione grazie alla gravidanza: lo dichiarano in particolare gli studiosi della University of Michigan Medical School e School of Nursing (Stati Uniti) nella loro ricerca effettuata su un campione di gestanti e pubblicata su Depression and Anxiety.
Ma in che modo la gravidanza può rappresentare un valido aiuto contro lo stress post traumatico?
Stress in gravidanza         Secondo quanto emerge dalla ricerca, laddove una donna sia stata vittima di un forte stress come un lutto, la perdita del lavoro, un incidente o un disastro naturale, un valido aiuto può provenire dalla gravidanza: infatti, i ricercatori sostengono che la gravidanza possa difendere la donna dallo stress post traumatico aiutandola a vivere le sue emozioni in maniera meno amplificata.
         La ricerca è stata condotta su un campione di donne – circa 320 gestanti – sottoposte al monitoraggio dei sintomi; dallo studio è emerso che di queste donne, più della metà presentava un miglioramento del problema man mano che si avvicinava la data del parto.          Difficile definire i motivi di questa situazione di calma generata dalla gravidanza: i ricercatori ritengono che nella donna incinta si verifichi un turbine di emozioni contrastanti, ma anche che queste emozioni possano, seppur paradossalmente, essere affrontate meglio proprio grazie alla presenza del feto.
         Per alimentare il senso di tranquillità e calma in gravidanza, è consigliato seguire dei corsi preparto di ginnastica dolce, per gestire al meglio le proprie sensazioni ed emozioni.

Dieta vegetariana in gravidanza: sì o no?

            Da un punto di vista alimentare e nutrizionale, si sostiene spesso che una donna incinta debba mangiare per due: questo è sicuramente un luogo comune, un pensiero portato avanti dalle generazioni di mamme e nonne che hanno sempre ritenuto che una donna in dolce attesa dovesse mangiare molto di più rispetto ad una donna che non aspetta un bebè.
            Tuttavia, se l’eccesso da un lato è da condannare – infatti, fior fiori di ginecologi sostengono che una alimentazione troppo eccessiva potrebbe essere dannosa per il piccolo sia sul breve che sul lungo termine – dall’altro lato sarebbe sbagliato privarsi di tutti quegli elementi nutritivi importanti per un essere umano e ancor di più per una gestante.
Dieta vegetariana in gravidanza            Attenzione, però: questo non significa necessariamente che la dieta vegetariana in gravidanza debba essere considerata dannosa. Anzi: secondo quanto emerge da un recente convegno Oipa, Organizzazione internazionale protezione animali, i ginecologi sostengono che, se seguita con criterio, una dieta vegetariana non è dannosa per la gestante, né per il bambino.
            Il requisito fondamentale, però, è che questa dieta sia controllata ed equilibrata: le proteine presenti in carne e pesce devono essere sostituite da proteine vegetali, da alimenti ricchi di fibre, di ferro e di omega 3. Si dovrebbero quindi preferire i legumi (ancor meglio se fagioli e lenticchie), la frutta secca, il cacao amaro, e la crusca di frumento.
            In conclusione, quindi, una dieta vegetariana in gravidanza non è in sé dannosa, purché essa venga controllata e gestita da persone esperte e qualificate e purché non si alimenti troppo il fai da te.