giovedì 2 luglio 2020

Tre gemellini positivi alla nascita, sospetto contagio in gravidanza: “Caso senza precedenti”

Tre gemellini positivi alla nascita, sospetto contagio in gravidanza: “Caso senza precedenti”
      In Messico tre gemelli sono risultati positivi al coronavirus alla nascita. Lo ha riferito la segretaria per la Salute dello stato settentrionale di San Luis Potosi, Monica Rangel, aggiungendo che i tre bambini sono nati lo scorso 17 giugno da una madre positiva ma asintomatica.

      Rangel, intervista dalla Bbc, ha aggiunto che i bimbi non sono ritenuti in pericolo di vita: due dei gemellini, un maschio e una femmina, sono ricoverati in condizioni stabili in ospedale nello stato di San Luis Potosì, mentre il terzo fratellino presenta problemi respiratori ed è in terapia.

      Secondo i medici, che stanno effettuando ulteriori accertamenti, il contagio potrebbe essere avvenuto durante la gravidanza. Il sospetto è che il virus sia passato dalla mamma ai tre neonati attraverso la placenta. Una circostanza al momento “senza precedenti” secondo le autorità messicane.  Non è la prima volta che dei neonati risultano positivi al virus, ma è raro.

      I casi confermati di coronavirus in Messico sono 185.122, dopo gli ultimi 4.577 registrati, e il bilancio delle vittime è salito, con i nuovi 759 decessi, a 22.584. Entrambi i dati sono considerati sottostimati a causa del numero molto basso di test effettuati in Messico. I funzionari affermano che i livelli di infezione sembrano essersi stabilizzati e sperano, come già fatto in passato, che i numeri possano iniziare a diminuire presto.

Fonte https://www.ilriformista.it/tre-gemellini-positivi-alla-nascita-sospetto-contagio-in-gravidanza-caso-senza-precedenti-121089/

Si può mangiare il gelato in gravidanza?

       Cerchiamo soddisfare subito la curiosità rispondendo alla domanda principale: ma il gelato in gravidanza si può mangiare? La risposta è sì, ma con moderazione. Bisogna consumarne piccole quantità ed in modo saltuario, per non superare la quota calorica giornaliera consigliata per la gravidanza e non incorrere in un eccessivo aumento di peso, con tutti i rischi ostetrici che ne derivano.
       Il gelato in gravidanza può diventare un ottimo spuntino pomeridiano oppure come coccola di fine pasto, in ogni caso per sconfiggere la calura estiva e trovare un po' di refrigerio. Il consiglio che ti diamo è di sceglierne un gusto alla crema, in modo che contenga le proteine e i lipidi del latte.

Gelato artigianale o industriale: quale preferire?
       Quello da preferire è ovviamente il gelato artigianale soprattutto quando la lista degli ingredienti è ben chiara e concisa, oltre che priva di additivi ed addensanti.
       Esistono poi, alcuni tipi di additivi naturali, innocui e che quindi non devono preoccuparci, come farina di semi di carrube, agar, inulina, alginato di sodio. Alcune di queste sostanze hanno anche un ruolo salutistico: l’inulina favorisce infatti lo sviluppo di una flora intestinale di lattobacilli (prebiotico), mentre l’alginato di sodio è utilizzato in numerose preparazioni farmaceutiche come gel anti-reflusso, un problema comune soprattutto nel terzo trimestre di gravidanza. Il motivo per cui ti sconsigliamo la scelta dei gelati industriali, risiede nel fatto che spesso contengono oli vegetali idrogenati e non, come i mono e digliceridi degli acidi grassi, e altre sostanze che sarebbe meglio evitare soprattutto quando una donna è in stato interessante.

Le differenze con il sorbetto
       Come anticipato in apertura di questo articolo, i gelati non sono tutti uguali. In molti credono che i gusti alla frutta siano più leggeri e quindi indicati per la gravidanza, ma in realtà dal punto di vista nutrizionale, meglio preferire altri gusti che contengano le proteine del latte. E il sorbetto come si pone in questa classifica per eleggere il miglior gelato da gustare in gravidanza? Vediamo le differenze.

       Il sorbetto ha una base di acqua, a cui si aggiungono zuccheri e addensanti. La percentuale di zuccheri può arrivare al 30%. A differenza del gelato, reso cremoso dalla presenza di latte e panna, nel sorbetto vanno sempre aggiunti addensanti e fibre per raggiungere una buona consistenza.
       Il gelato vero e proprio ha una base di latte ed eventualmente panna, ed in alcuni casi può esserci aggiunta di tuorlo d’uovo, che contiene la lecitina ed ha una funzione emulsionante. Nel gelato la percentuale di zuccheri è intorno al 20%, le proteine 15%, i lipidi 10%.
       E' palese che entrambi abbiano una quantità di zuccheri elevata, questo perchè lo zucchero influisce sia sul gusto (che sarebbe insipido e quasi disgustoso) e sia sulla preparazione e conservazione. Lo zucchero è responsabile, insieme agli altri ingredienti, della cremosità del gelato e fa sì che non si trasformi in un unico blocco di ghiaccio impossibile da servire.

I rischi del consumo di gelato in gravidanza
       Durante la gravidanza è bene prestare sempre attenzione all'alimentazione, anche se in generale quasi tutti gli alimenti si possono mangiare. Sappiamo bene che una delle caratteristiche della gravidanza sono le voglie e molte donne sono assalite proprio da una voglia irrefrenabile di gelato. Quindi, quanto è possibile mangiarne per non incorrere in rischi per se stessi e per il neonato?

       In generale, artigianale o industriale che sia, per il consumo di gelato in gravidanza vale la regola della moderazione: le mamme in dolce attesa sanno bene che devono prestare attenzione all’eccessivo aumento di peso che è fisiologico nei mesi di gestazione, ma non deve mai andare oltre certi limiti. Gli zuccheri presenti nei dolci, sono uno dei primi responsabili dei chili di troppo in gravidanza; il gelato ne contiene senz’altro molti e, quindi, occorre consumarlo con moderazione.

       L'ideale è inserire il gelato nella dieta per un massimo di due volte a settimana, da alternare ad altri spuntini salutari come come yogurt e frutta o pane e formaggio.
       L'idea è proprio quella di usarlo come spezzafame a merenda, per evitare di sovraccaricare l'organismo e avere picchi glicemici.
Un altro aspetto da non sottovalutare e che gioca a favore del gelato, risiede nel fatto che il gelato viene lavorato con un effetto finale spumoso e quindi leggero: anche una grande quantità alla vista, risulta di un peso inferiore sulla bilancia e questo è un ottimo modo per limitarne i consumi.
       Tra i rischi principali del consumo di gelato in gravidanza, c'è il diabete gestazionale: se la futura mamma già ne soffre, sarà necessario parlarne con il ginecologo o con il nutrizionista che seguono l'alimentazione in gravidanza; solo loro saranno in grado di capire se è il caso di introdurre un alimento come il gelato nella dieta, oppure meglio evitarlo.

Fonte https://www.alfemminile.com/gravidanza/gelato-in-gravidanza-s4014135.html

mercoledì 1 luglio 2020

Sole e gravidanza, nel primo trimestre occorre massima prudenza

      Chi l’ha detto che le donne in gravidanza non possono esporsi al sole? Tutto è possibile con qualche accortezza, come spiega Daniela Galliano, ginecologa ed esperta in medicina della riproduzione, Direttrice di IVI Roma. La vitamina D, infatti, è preziosa per l’organismo e per il sano sviluppo del feto ma è anche vero che in gravidanza la pelle in gravidanza diventa più sensibile.

      “Al di là di quello che si potrebbe pensare” spiega la dottoressa Daniela Galliano, ginecologa ed esperta in medicina della riproduzione, Direttrice di IVI Roma “il periodo in cui è necessaria maggiore prudenza nell’esposizione al sole è il primo trimestre di gravidanza. Infatti, sono proprio i primi tre mesi in cui un’insolazione, un eccessivo affaticamento o la disidratazione potrebbero compromettere lo sviluppo del feto. Nel secondo trimestre è bene mantenere alta la prudenza, anche per evitare l’insorgere di macchie solari e di rendere permanente, dopo il parto, quella linea scura, che va creandosi sull’addome. Il terzo trimestre è il più tranquillo per prendere il sole ma richiede altri accorgimenti. La crescita del pancione, infatti, potrebbe causare un po’ di appesantimento alle gambe, ma nessun problema perché basta fare qualche bagno in più e qualche passeggiata in acqua per dare sollievo al sistema circolatorio e linfatico.”

      “Per evitare la comparsa di cloasmi, ovvero di macchie solari su corpo e viso, è bene utilizzare creme solari ad alta protezione ed evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde”, continua Daniela Galliano. “In generale, le donne in gravidanza devono affrontare il caldo con cautela, dal momento che le variazioni ormonali cui sono soggette comportano una dilatazione dei vasi sanguigni, che causa un aumento della sudorazione e della percezione del calore. Evitare le ore più calde e concedersi momenti all’ombra, sono piccoli accorgimenti che permettono di scongiurare quei fastidiosi problemi di salute legati al caldo come crampi, edemi o svenimenti, durante tutta la gravidanza.” “A tal proposito – continua la dottoressa Galliano – è fondamentale mantenere il corpo idratato per ripristinare i sali minerali e i liquidi persi con la sudorazione, non solo bevendo più due litri d’acqua al giorno, ma anche ponendo un’attenzione particolare all’alimentazione.  Oltre ad evitare gli alimenti sconsigliati come pesce crudo, frutti di mare, carne e uova poco cotti, è consigliabile privilegiare i cibi ricchi di acqua e vitamine come frutta e verdure, sempre sbucciate e ben lavate.”

       “Per quanto riguarda il sole sul pancione – conclude la dottoressa Galliano – soprattutto nei primi sei mesi è bene cercare di evitarlo scegliendo costumi interi e utilizzando parei e teli. Infatti, anche se una delle funzioni del liquido amniotico è quella di mantenere costante la temperatura interna, è meglio evitare il sole diretto sulla pancia e il surriscaldamento del corpo, che potrebbero provocare stress inutili al feto.”

Fonte https://ilsalvagente.it/2020/06/28/sole-e-gravidanza-nel-primo-trimestre-occorre-massima-prudenza/

Fare sport in gravidanza migliora la salute dei figli

Fare sport in gravidanza migliora la salute dei figli © Ansa       Fare un moderato esercizio fisico durante la gravidanza aumenta un composto nel latte materno che nei figli riduce i rischi, per tutta la vita, di gravi problemi di salute come diabete, obesità e malattie cardiache. A dirlo è uno studio realizzato dal Wexner Medical Center e dal College of Medicine dell'Ohio State University che è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature Metabolism. Gli studiosi hanno analizzato circa 150 donne in gravidanza e hanno scoperto che coloro che facevano sport avevano una maggiore quantità di un composto noto come 3sl nel latte materno, responsabile di alcuni benefici per la salute. "L'aumento del 3sl non era necessariamente correlato all'intensità dell'esercizio, quindi anche un esercizio moderato come una camminata giornaliera è sufficiente per raccoglierne i benefici", commenta Kristin Stanford, docente di fisiologia e biologia cellulare che ha condotto il lavoro. Lo studio è partito studiando alcuni topi nati da madri sedentarie alimentati con latte di madri attive durante la gravidanza. E' qui che hanno scoperto che i benefici per la salute delle mamme sono stati trasferiti ai cuccioli, dimostrando che, di fatto, sono passati attraverso il latte materno e non semplicemente ereditandone i tratti genetici. Poiché molte donne non sono in grado di allattare o hanno complicazioni che richiedono riposo a letto, i ricercatori stanno esaminando se sono in grado di isolare questo composto benefico presente nel latte materno delle mamme attive e aggiungerlo nelle formule di latte per bambini."Questo oligosaccaride del latte umano ha avuto un impatto significativo sulla prole sana. Essere in grado di aggiungerlo potrebbe fornire benefici ai bambini quando le donne non sono in grado di allattare al seno", prosegue Stanford.

Fonte ANSA

Essere genitori papà e mamme single

Essere genitori significa affrontare gioie e difficoltà in ogni momento della vita. Idee e consigli per famiglie naturali e adottive, tra mamme single, lavoro e impegni che si intrecciano con crescita ed educazione dei figli

Genitori e figli per manoL’abbiamo sempre sentito dire fin dai tempi remoti: avere figli è bello ma essere genitori è il mestiere più difficile al mondo. Una realtà con cui mamme e papà prima o poi devono fare i conti e oggi forse anche di più per tutte le incognite sul futuro politico, economico ambientale, sociale e culturale dell’Italia e del mondo. Dalla scelta della scuola materna fino alle attività extrascolastiche, le lingue straniere, lo sport e poi gli amici da frequentare da adolescenti e l’università. In tutto l’arco della vita i genitori sono costantemente sottoposti a scelte più o meno complicate che riguardano la crescita dei figli.

Per imparare ad essere genitori validi esistono articoli, libri e interviste con esperti e associazioni pronte a studiare i fenomeni tipici di bambini, ragazzi e adolescenti. Insieme ad associazioni che offrono aiuto a genitori separati, nel conflitto con i figli fino ai problemi di scuola. Non mancano informazioni per neo papà e mamme che si arrabattano tra lavoro e famiglia e i bisogni primari di ogni bebè fino a situazioni più particolari di mamme single che necessitano di una consulenza più specifica. E per chi non ha la possibilità di essere genitore? La via dell’adozione in tutte le sue forme diventa il percorso da abbracciare con consapevolezza.



Essere genitori e educare figli
Le scelte dei genitori ricadono sempre sui figli, comportano una buona dose di responsabilità e meritano attenzione e consapevolezza. L’impegno è costante e faticoso a qualsiasi età. Ognuno fa quello che può, questo è chiaro, ma come possibile aiuto a risolvere piccoli e grandi problemi ed incomprensioni esistono alcuni consigli e regole di carattere generale formulati da psicologi ed esperti. Capire i meccanismi che scatenano comportamenti che posso sembrare anomali, indagare le cause, cercare di prevenire con atteggiamenti attenti e conoscere le esigenze della prole può diventare una necessità.

Nelle librerie esistono molti libri su come essere genitori e sul rapporto con i figli, ma anche su internet ci sono molte risorse per conoscere più in profondità quali sono i problemi dei figli d’oggi da quando sono bebè passando da fase pre-scolastica, voglia di indipendenza, con la scelta della scuola e frequentazioni fino ad arrivare alla fase adolescenziale, difficile da gestire. Padroneggiare le nuove tecnologie e comprenderne i pregi e di difetti diventa un mezzo per informare e allontanare i figli dai molti pericoli che si nascondono nel web. L’importante è informarsi, controllare e soprattutto essere presenti. Difficile ma necessario se vogliamo che i nostri figli siano perlomeno indirizzati verso strade sicure.



Mammaepapa Un luogo di incontro dove trovare informazioni contenuti utili ed affidabili di pediatri che rispondono a domande sulla gravidanza, disturbi del neonato, ricette di cucina, viaggi in famiglia e molto altro. Articoli e consigli di letture per approfondire la psicologia del bambino.

Age Associazione Italiana genitori. Raccoglie il contributo di diverse associazioni presenti su tutto il territorio desiderose di entrare in contatto fra loro per condividere problemi e soluzioni su famiglia, scuola e educazione. La formazione dei genitori è l’aspetto prevalente: partecipazione scolastica, politiche della famiglia ed educazione dei figli sono i punti di maggiore impegno.



Guidagenitori Progetto sostenuto della Società Italiana di Pediatria indirizzato ai genitori per condividere conoscenze professionali ed esperienze familiari. Medici, psicologi e professionisti della comunicazione pubblicano articoli su varie tematiche attuali che interessano la sfera dell’alimentazione (il rapporto con il cibo), il rapporto con i social network, i problemi in gravidanza e psicologici di varia natura.

Quimamme Una guida per genitori e loro bambini con articoli su concepimento, maternità, gravidanza e allattamento, ma anche su crescita dei figli fino all’età prescolare. Contributi di attualità e consulenza di oculista, gastroenterologo e pediatra.

Mammeacrobate E’ necessario un equilibrio quasi perfetto per poter svolgere il mestiere di mamma e di papà. Articoli fanno riflettere sull’importanza dell’emotività mentre il ruolo del padre diventa sempre più importante nell’equilibrio della famiglia. E ancora come gestire i conflitti e rispondere alle domande dei figli: diverse sono gli stimoli e le reazioni da soddisfare.

Aiges Associazione Italiana Genitori Separati offre assistenza legale, consulenza, mediazione famigliare, sostegno psicologico e molti altri servizi per agevolare una scelta di vita difficile da gestire. Articoli descrivono le situazioni esemplari con cui si viene a contatto e le possibili soluzioni.

Essere genitori single
Il fenomeno delle mamme single è cominciato alcuni anni fa in America, spinto da vari motivi di carattere sociale ed economico, ma ora riguarda molte famiglie in Europa e Italia. Le dinamiche possono essere differenti, tanto che alcune donne scelgono la soluzione mono familiare come sfida consapevole, mentre altre mamme e papà invece si trovano soli in seguito a separazioni e divorzi più o meno consensuali.

La differente definizione di mamme single per scelta o di donne sole ha anche a che vedere con l’ambivalenza di opinioni verso i ruoli tradizionali di uomo e donna. In America circa la metà della popolazione, per il bene dei bambini sostiene che a casa è meglio ci sia la mamma e non il padre. In Italia la situazione è anche peggiore a discapito della famiglia: il discorso vale per la tenuta del matrimonio che si pensa venga messo a rischio se la donna lavora troppo e dalle mamme in carriera. Se il problema fondamentale del gender gap è economico, sono vistosamente in aumento anche le donne che decidono di essere mamme single a tutti gli effetti, procreando in modo autonomo grazie alla scienza e senza bisogno di incontrare un partner.

Mamme single per scelta
La percentuale di mamme single che decidono di essere genitori ed allevare un bambino senza il supporto del partner in Inghilterra sono più che raddoppiate negli ultimi dieci anni ma è la società americana ad avere il fenomeno più sviluppato. Varie sono le cause, non ultima è la crisi finanziaria che crea tensione nella coppia e diventa motivo principale di separazione. Il problema economico è il principale attore: per vivere da soli è necessario avere un lavoro non troppo impegnativo che offra un ottimo stipendio. Si tratta di una situazione privilegiata che poche donne possono permettersi di questi tempi: alla fatica di trovare un’occupazione spesso sottopagata si aggiunge all’assoluta inesistenza di supporti materiali.

L’analisi del fenomeno americano la dice lunga sull’importanza del denaro. Le famiglie con mamme single americane, con figli fino a 18 anni, rappresentano circa il 40% del totale con un 63% di ragazze madri, contro l’11% nel 1960. Secondo uno studio pubblicato tempo fa dal Pew Research Center, esperto nel misurare i trend sociali e demografici, in questo caso si tratterebbe di scelta di vita in cui le donne sono anche l’unica fonte esclusiva o prioritaria di sostentamento. Non è un caso, dato che in America il 37% delle donne sposate percepiscono un reddito più elevato dei mariti, specialmente tra bianchi e coppie più anziane con istruzione universitaria.



Le mamme single per scelta portano avanti la gravidanza da sole con inseminazione artificiale da donatori sconosciuti e ad oggi rappresentano almeno il dieci per cento dei pazienti che si rivolgono alle cliniche specializzate in fecondazione assistita per problemi di infertilità e non solo. Decidono di intraprendere questo percorso anche ragazze giovani, ma soprattutto donne in carriera certamente orgogliose di un ruolo che hanno conquistato sul lavoro. E dato che l’orologio biologico non fa sconti, non vogliono aspettare che sia troppo tardi ad avere un figlio prima che si presenti l’uomo giusto.

Donne single o madri sole?
Gli ultimi dati relativi al 2016 dicono che le mamme single in Italia con almeno 1 figlio minore sono oltre 1 milione, il 15,8% del totale delle famiglie con figli, di cui il 57,6% composte da separate o divorziate. interessante notare come l’Istat chiami le mamme con figli madri sole in uno studio da cui emerge anche un trend sorprendente. Nel 1983 erano 468 mila, un terzo in meno anche su base percentuale. Purtroppo sono le difficoltà economiche sono frequenti anche in mancanza di supporti adeguati da parte dello Stato.

In Italia la spesa pro capite destinata a famiglia e natalità è circa la metà rispetto alla Francia. Questo è anche uno dei motivi per cui si fanno meno figli, ma la situazione dal punto di vista assistenziale offre qualche appiglio. Esistono diritti e agevolazioni per genitore singolo dipendente di azienda con uno stipendio, ad esempio il Congedo di maternità, che copre i primi cinque mesi del neonato e quello parentale fino all’ottavo mese l’indennità è del 30% dello stipendio per poi ridursi a zero fino al dodicesimo mese.



Poi ci sono gli assegni familiari calcolati dall’INPS in base al numero del nucleo familiare e al reddito percepito (fino al raggiungimento della maggiore età del figlio a carico e il Bonus bebè. Si tratta di assegni elargiti dal momento della nascita del bambino fino al compimento del primo anno di età. Bonus mamma di 800 euro erogati a partire del settimo mese di gravidanza per far fronte a tutte le spese della futura nascita. Novità dovrebbero arrivare prossimamente con la nuova legge di bilancio che prevede un assegno unico e alcune modifiche vantaggiose rispetto alla precedente legge, come l’erogazione di un assegno per ogni singolo figlio a carico secondo l’età, bonus per pagare asilo nido e altre agevolazioni.

Essere genitori adottivi
Come non mancassero abbastanza difficoltà tra problemi di coppia, dubbi su come essere genitori e il rapporto con i figli, al giorno d’oggi è sempre più difficile anche riprodursi. Crisi economica e cambiamento degli stili di vita fanno in modo che il momento del concepimento sia protratto in là con l’età, tanto che molte coppie si trovano ad affrontare problemi di sterilità. Adottare un figlio diventa quindi un’altra possibilità, non certo semplice, ma da considerare come strada percorribile per chi vuole provare la gioia e l’onere di essere genitore.

Per un clima economico e sociale non favorevole oggi le domande di adozioni in Italia sono in calo e riguardano circa 10 mila all’anno con bambini in maggioranza provenienti da paesi come America Latina, Est Europa, Africa e Asia. Anche in questo caso è penalizzante la mancanza di supporto alle famiglie che possono incontrare vari problemi e non solo economici nella crescita dei figli, specie in età adolescenziale, tanto da sfociare in veri e propri fallimenti in una percentuale che varia tra l’1 e il 10%.

Inutile negare che alle famiglie adottanti oggi manchi anche il supporto della comunità in una società sempre più spaventata e chiusa. Secondo una ricerca promossa dall’Associazione ItaliaAdozioni, l’adozione più frequentemente viene scelta da chi ha problemi ad avere figli in secondo luogo alla fecondazione omologa. Anche se l’opinione che gli italiani hanno delle famiglie adottive non è di chiusura e c’è un certa ammirazione nei confronti dei genitori che compiono questa scelta, solo il 45% degli italiani ritiene un bimbo adottato proveniete da un altro paese, italiano a tutti gli effetti.

Italiaadozioni Dedicato al mondo delle adozioni: un elenco aggiornato presenta le diverse associazioni presenti in Italia. Una guida all’adozione indispensabile per chi vuole conoscere più da vicino questa opportunità a partire dagli aspetti legali e psicologici.

Commissioneadozioni Chi può adottare? Ecco i requisiti indispensabili per i futuri genitori. La normativa fissa determinate regole per le adozioni internazionali. Domande frequenti e informazioni su percorso da svolgere.

Leradicieleali Come adottare un figlio? I vari passaggi da seguire spiegati in modo semplice. Presentare la domanda, frequentare gruppi e associazioni di genitori che hanno adottato e informarsi sul cammino burocratico da perseguire è solo una premessa comunque necessaria per entrare nell’ottica dell’adozione

Icar L’International Conference on Adoption Research ceh dal 1999 discute in varie sedi internazionali su come migliorare la vita di bambini e famiglie adottanti.

Fonte https://www.bintmusic.it/essere-genitori-papa-mamme-single/?__cf_chl_jschl_tk__=eef3c8863d59b6bbac419a96223ac5791aed6aa4-1593599262-0-Af9lbB6UsprMdGIcEpMMeCZBJDKJlJeW2S_MzGfbEOb9tCixs1G1ZHdSsDo8IzvEelbomVC5cQjT_EgTuvJWb39jfzzNlaQB5Wjf0PAESKYdJ-KbfbT6JKgYD1Cloq7XDLQArQMboyOsN1B6URxjAszqjnvwLfZ6SpL8BFrhir_NACtyDRM_5zpWPeuT-UNNwsilKKV_GAbcV_6K0fOIIXKE8NdSxK7hnFl2FjC5y7ELuGs0wTlMXT52gHRZo7uHh_AYAG_Sj7gyAm5il_9hKZxMQdZOvggF5u0uzeeCE2-X4EmPFQin83sXxm4qP0M-Bg

Alimentazione e funghi in gravidanza

      In generale, in gravidanza alcuni alimenti vanno assunti con cautela dimezzandone le dosi oppure eliminandoli completamente. Mangiare funghi in gravidanza merita un discorso a parte, ecco perchè ne parliamo in questo articolo.
      I funghi sono amati da moltissime persone che amano gustarli in tutti i modi: in effetti hanno un sapore particolare che si presta bene per molte ricette, ma purtroppo non sempre è gradito da tutti.

      Dobbiamo ammettere che i funghi hanno anche moltissimi benefici, oltre che poche calorie e valori nutrizionali tali da renderli un alimento sano. Tra i benefici principali troviamo:


  • contengono fibre utili in caso di stitichezza in gravidanza
  • sono ricchi di vitamine utili per le ossa
  • contengono preziosi minerali come potassio e fosforo
  • sono poco calorici
  • rinforzano il sistema immunitario

Funghi in gravidanza: le controindicazioni
      Ma se possiedono tutti questi benefici, perché i funghi in gravidanza fanno male? La risposta è semplice: perché sono potenzialmente tossici. Essendo assimilabili a delle spugne, assorbono tutte le impurità presenti nell'ambiente circostante.
Inoltre, tra le controindicazioni del mangiare i funghi in gravidanza troviamo:

Difficilmente digeribili
      A causa della chitina, la sostanza che ne costituisce la membrana.

Rischio alto di avvelenamenti e intossicazioni
      In alcuni casi anche molto gravi.
Possono far male al fegato
      I funghi secondo gli esperti, andrebbero evitati soprattutto da coloro che soffrono di disturbi gastrointestinali o hanno problemi al fegato, dato il loro alto livello di tossicità.

Mangiare i funghi in gravidanza si può
      Anche se gli esperti sostengono che i funghi siano potenzialmente tossici e qualora ingeriti durante la gravidanza potrebbero rappresentare un serio rischio per il feto, sappi che puoi comunque mangiare i funghi quando sei in dolce attesa, l'importante sarà accertarsi che siano freschi e commestibili. Approfondiamo qui di seguito.

       Tutte le future mamme durante le 40 settimane di gestazione, devono seguire un regime alimentare bilanciato per salvaguardare la propria salute oltre che quella del bambino. I funghi sono solo uno degli alimenti a cui fare attenzione in questo particolare periodo della vita, ma seguendo alcune accortezze e consigli che ti diamo qui di seguito, non dovrai più rinunciare al tuo alimento preferito.

Fonte https://www.alfemminile.com/gravidanza/funghi-in-gravidanza-s4014107.html

Diamo un taglio all'infertilità maschile

       Fanno riflettere le ultime stime sull’infertilità: circa 15-20% delle coppie adulte, apparentemente sane e in età di concepimento, nonostante rapporti regolari non riesce ad avere un figlio. Il più delle volte la responsabilità è attribuita alla donna, sottovalutando invece che in due casi su tre il maschio può compartecipare al fallimento di una voluta gravidanza. Un problema oggi più risolvibile, nel caso in cui esso riguardi l’uomo, grazie a tecniche innovative perfezionate dal ricorso alla microchirurgia.
Diamo un taglio all'infertilità maschile
       Circa 10 maschi italiani infertili su 100 soffrono di azoospermia assoluta, ossia l’assenza di spermatozoi nel liquido seminale, motivata sia da ostruzioni delle vie seminali sia da danno molto severo del tessuto che produce gli spermatozoi (azoosperemia non-ostruttiva). «Se nel primo caso vi è maggior possibilità di risolvere il problema intervenendo chirurgicamente sui dotti ostruiti - spiega Giovanni Maria Colpi, direttore del dipartimento di urologia 2, andrologia e riproduzione assistita dell’azienda ospedaliera San Paolo di Milano - in caso di recupero degli spermatozoi dal testicolo la questione è più complessa». Ma una soluzione efficace c’è: si chiama MicroTESE. «La tecnica TESE, a cui si ricorre da diverso tempo - continua l’andrologo – la quale prevede l’asportazione e lo sminuzzamento di un piccolo frammento bioptico di polpa testicolare e che consente il recupero di spermatozoi nel 45 per cento dei pazienti, è stata oggi perfezionata dalla microchirurgia. Grazie all’utilizzo di un microscopio operatore a 24 ingrandimenti, è possibile recuperare spermatozoi nel 65% degli azoospermici non ostruiti, che vengono poi utilizzati per la fecondazione assistita». L’intervento è indolore, privo di complicanze, viene attuato in day-hospital e richiede solo un secondo giorno di riposo al domicilio prima della ripresa delle normali attività quotidiane e lavorative.

       Non solo sicurezza ma anche efficacia e una più alta percentuale di successo nel concepimento, sono le garanzie della tecnica. «Recenti studi - conclude Colpi - hanno anche attestato che l’utilizzo di spermatozoi prelevati chirurgicamente dal testicolo nelle tecniche di procreazione assistita triplicano le possibilità di gravidanza per i pazienti affetti da criptozoospermia, cioè con una presenza sporadica di spermatozoi nel liquido seminale». Gli spermatozoi recuperati chirurgicamente possono essere, poi, congelati e utilizzati anche in fasi successive, senza che le probabilità di successo vengano in qualche modo alterate.

Fonte: https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/altre-news/diamo-un-taglio-allinfertilita-maschile