sabato 26 settembre 2020

Quali sono i migliori esercizi per cambiare posizione al feto in gravidanza?

 Nella stragrande maggioranza dei casi, quando la data del parto si avvicina quasi tutti i bebè si sistemano, per una sorta di istinto naturale ed innato, nella posizione che rende il parto il meno complicato possibile, ovvero con la testa rivolta verso la parte bassa del corpo della madre, in posizione cefalica. In pochi altri casi, invece, il feto si posiziona con i piedi rivolti verso la parte bassa, in posizione podalica (senza contare il parto cesareo). Se la posizione del bebè è podalica, si può tentare di fargli cambiare posizione con degli esercizi specifici, previa consulenza di un medico specializzato. Ecco quali sono!

Come capire la posizione del feto e come farla cambiare

Per capire la posizione del feto nell’utero è necessario consultare il ginecologo o un’ostetrica che segue la gravidanza, e si può vedere dall’ecografia. A seconda del caso specifico, e quindi per evitare un potenziale parto cesareo, esistono degli esercizi per permettere al piccolo di fare la tanto attesa “capriola“.

Tra i rimedi fisici, troviamo quello della “posizione a botticella“: la donna si dispone a quattro zampe bassa, appoggia la testa sulle proprie mani guardando di lato, permettendo all’utero di allargarsi e al piccolo di girarsi.


Se questo non funziona a dovere, si può optare ancora per un altro, praticato dai medici in prossimità del parto: la rotazione esterna. In questo caso con un’ecografia si verifica la posizione del piccolo; quindi un medico appoggia la propria mano in basso sulla pancia della gestante e solleva il sederino del piccolo dal bacino di lei, mentre un secondo medico cerca di girarlo.


Oltre a questi esercizi, esistono metodi “mentali” per dare alla donna in gravidanza un maggiore benessere psicofisico, come il cosiddetto “viaggio di fantasia“.

Sotto l’esperta guida di un’ostetrica, la gestante compie una sorta di viaggio mentale nel proprio utero, concentrandosi sul suo piccolo, parlando e sfogandosi con l’ostetrica riguardo le proprie ansie e paure. Tutto ciò ha un effetto rilassante e può influenzare il piccolo e la sua posizione.

Fonte https://www.donnaglamour.it/esercizi-per-cambiare-posizione-feto/guide/?refresh_ce

In caso di fibromi all’utero la possibilità di successo della PMA diminuisce?

 I miomi o fibromi uterini interessano il 20-50% delle donne in età riproduttiva e sono i tumori uterini benigni più comuni in questa fascia d’età. Il loro possibile ruolo nell’infertilità, anche se controverso, è, dunque, da sempre una grande preoccupazione per il medico e per la paziente.

I miomi sono classificati in 3 categorie principali in funzione della loro localizzazione nella parete dell’utero: miomi sottomucosi (che sporgono all’interno della cavità endometriale), miomi intramurali (che crescono nella parete dell’utero e possono o meno deformare il profilo interno della cavità uterina) e miomi sottosierosi che deformano il profilo esterno dell’utero.

I miomi sottomucosi riducono la fertilità spontanea e le possibilità di successo di una tecnica PMA; la rimozione chirurgica per via isteroscopica (miomectomia isteroscopica) migliora i risultati.

In una meta-analisi in cui venivano analizzati 23 studi sulla relazione tra fibromi e fertilità, si riscontrò che, in generale, le donne con mioma hanno una percentuale di gravidanza e parto significativamente inferiore rispetto al gruppo di controllo, con un tasso più elevato di aborti spontanei.

Nell’analizzare i risultati in base alla posizione del fibroma, si è osservato che i miomi sottosierosi non influenzano la fertilità e l’estirpazione non porta benefici; gli intramurali che non deformano la cavità endometriale diminuiscono la fertilità e aumentano il tasso di aborto, sebbene la miomectomia non aumenti significativamente i tassi di gravidanza e parto di nati vivi; gli intramurali con componenti sottomucosi (che deformano la cavità endometriale) e miomi sottomucosi riducono i tassi di gravidanza e impianto e la loro rimozione migliora tali percentuali.

venerdì 25 settembre 2020

Fertilità e chetogenica, oggi a Trani il convegno con uno dei maggiori esperti nella cura dell'infertilità

 L’incontro, aperto al pubblico, vedrà gli interventi medici del Professor Giovanni De Pergola dell’Università di Bari e del Professor Fabrizio Cerusico, considerato uno dei maggiori esperti a livello europeo nel trattamento e nella cura dei problemi di infertilità e della fecondazione assistita. 

Concepito in occasione dell’apertura del Fertygyn di Corso Vittorio Emanuele 134 a Trani (Cen
tro di consulenza per l’infertilità di coppia che ha il suo riferimento madre nel RAPRUI di Roma), l’evento intende esplorare l’universo di cause    e possibilità per chi ha problemi di concepimento. Solitamente le cause sono distribuite in fattori al 50% maschili e al 50% femminili. E’ risaputo che dopo i 35 anni la riserva ovarica diminuisce ed a determinare  il fattore predittivo c’è l’esame Ormone Anti Mulleriano che consente un orientamento sul futuro riproduttivo. Negli uomini i fattori di infertilità possono essere molteplici: varicocele, patologie infettive ed inquinamento ambientale. Il metodo DoctorC Fertility  del Prof. Cerusico riconosce che l’alimentazione è alla base della fertilità. Gli alimenti sono dei veri e propri farmaci e l’alimentazione ha un ruolo determinante nell’equilibrio del nostro organismo. Donne con BMI a valori alti hanno maggiori difficoltà di concepimento rispetto a chi ha un peso gestito. 

Uno studio dice che le donne obese hanno il 68% di probabilità in meno di avere un parto vivo dopo il primo ciclo di terapia assistita rispetto alle normopeso. Riassumendo: l’alimentazione è sì un fattore importantissimo, ma il metodo si basa anche su altre variabili che sono la diminuzione del fumo di sigarette poiché si è visto che questo è responsabile sia della diminuzione del numero dei follicoli antrali nelle ovaie sia del danneggiamento della qualità degli spermatozoi. Altra cosa da tenere in considerazione è l’elettromagnetismo. 

“Siamo circondati da campi elettromagnetici che danneggiano le nostre cellule. Telefoni, computer, tablet e ripetitori possono portare alterazioni del Dna e modifiche spermatiche soprattutto per gli uomini che abitualmente tengono questi dispositivi nelle tasche vicino agli organi genitali. A queste considerazioni va aggiunto anche un lavoro sul distress per il raggiungimento di una “pace spirituale” che non è affatto un fattore trascurabile per chi punta al benessere e ad approntare un percorso di concepimento. Corpo, anima e mente non sono separate, ma interdipendenti”, spiega il Professor Cerusico.

“La dieta chetogenica è un “miracolo metabolico” per la fertilità di coppia”, aggiunge il Dottore. L’approccio terapeutico chetogenico ha dimostrato di essere una giusta strategia in campi che concernono la medicina, l’anti-aging e la risoluzione di problemi come sindrome metabolica e diabete tipo 2. Nel caso specifico della fertilità, il dimagrimento che avviene con la produzione di chetoni dal grasso corporeo può migliorare la qualità’ ormonale e di conseguenza anche il percorso della fecondazione assistita. Una corretta cascata ormonale produce un corretto andamento dell’ovulazione e migliora la produzione spermatica. Per dirla in estrema sintesi: aumento del tasso di gravidanza e diminuzione del rischio di aborti.

L’evento si svolge con il supporto e il contributo non condizionante dell’azienda New Penta e con la media partnership dell’Accademia della dieta. 

Fonte https://www.radiobombo.com/news/88962/trani/fertilita-e-chetogenica-il-25-settembre-a-trani-il-convegno-con-uno-dei-maggiori-esperti-nella-cura-dell-infertilita

LE ATTUALI FRONTIERE DELLA PROCREAZIONE ASSISTITA

 Per dare soluzioni concrete al desiderio di procreazione di tante coppie che non riescono ad avere un figlio, la Ricerca scientifica si è attivata negli anni con buoni risultati. Il settore scientificamente definito della PMA, Procreazione Medicalmente Assistita, comprende tutte le soluzioni oggi conosciute per indurre una gravidanza, anche attraverso l’intervento sui gameti (ovulo e spermatozoo).

Attualmente vengono applicate tecniche di fecondazione intracorporea (ovvero con inseminaz
ione intrauterina), consigliate in presenza di lievi alterazioni degli spermatozoi o come primo approccio in caso di sterilità inspiegata, e tecniche di fecondazione extracorporea, adottate nei casi più complessi di infertilità.

Questa seconda opzione prevede il ricorso a una fecondazione all’esterno dell’organismo materno. Si parla, pertanto, di fecondazione in provetta, compiuta attraverso due metodi: la FIVET, ovvero la fecondazione in vitro con trasferimento in utero degli embrioni (attualmente una delle più diffuse e con buone probabilità di successo) e la ICSI, Iniezione Intracitoplasmatica degli Spermatozoi, consigliata alle coppie con infertilità dovuta ad un fattore maschile medio/severo.

Il significato di infertilità femminile e le sue cause principali

 Con il termine infertilità ci si riferisce alla situazione in cui, dopo  un periodo di uno o due anni di rapporti mirati e non protetti, una coppia non ottiene una gravidanza. Spesso l’infertilità non dipende esclusivamente da uno dei due partner e in questo caso si parla di infertilità di coppia. Ecco che cosa ne sappiamo.

Le cause dell’infertilità nella donna

Le cause dell’infertilità sono riconducibili a svariati fattori come:

– alterazioni dell’equilibrio ormonale

– alterazioni o patologie dell’apparato riproduttore

– età                                                                   

– fattori genetici

La produzione degli ormoni che regolano il ciclo mestruale è in grado di influenzare il periodo dell’ovulazione che può di conseguenza divenire irregolare, o si può anche presentare una mancanza dell’ovulazione. Le alterazioni ormonali sono dovute in particolar modo a situazioni come disturbi a carico della tiroide o dell’asse ipotalamo-iposifisi. Inoltre, anche in presenza di sindrome dell’ovaio policistico si può andare incontro a periodica assenza di ovulazione.

Le alterazioni strutturali dell’apparato riproduttore possono interessare l’utero, le tube uterine o la cervice. Nel caso dell’utero le principali anomalie consistono nell’endometriosi e nella presenza di fibromi, mentre le tube di Falloppio possono essere danneggiate a causa di infezioni. Altre alterazioni possono presentarsi a carico della cervice e possono essere sia di tipo morfologico, che riguardare la produzione del muco cervicale.

Con l’avanzare dell’età le probabilità di concepire con successo un figlio diminuiscono e, in particolare, è importante tenere conto dell’età femminile. La riduzione del numero di ovociti, al passare degli anni, e il loro invecchiamento è, infatti, una delle cause maggiori di infertilità nella donna. Altri fattori che possono influire negativamente sulla fertilità sono dovuti allo stile di vita ad esempio: fumo, lavoro sedentario, problemi di peso o presenza di traumi.

Infertilità primaria, secondaria e idiopatica

L’infertilità femminile influisce su quella di coppia per il 35 – 40% e si distingue in due forme: infertilità primaria e secondaria. Si parla di primaria qualora non sia mai verificato un concepimento e di secondaria quando, in seguito a una o più gravidanze normali, si verifichino aborti.

Quando, invece, non si riesce ad ottenere un concepimento dopo 12-24 mesi e non si presentano cause tali da giustificare la situazione, si parla di infertilità idiopatica. In questo caso sono necessarie ulteriori indagini per risalire alle cause che provocano difficoltà nell’instaurarsi della gravidanza.


Fonte https://www.donnaglamour.it/infertilita-femminile/mamma/?refresh_ce


In caso di diabete la possibilità di successo della PMA diminuisce?

 Il corretto metabolismo degli zuccheri è fondamentale per la fertilità. Una diagnosi di diabete mellito tanto di tipo 1 che di tipo 2 non pregiudica il progetto di genitorialità ma di fondamentale importanza è il controllo metabolico della patologia prima di intraprendere (edurante) questo percorso.


Non si potranno intraprendere procedure di PMA in pazienti la cui emoglobina glicata o HbA1C (marcatore dello stato glicemico degl’ultimi 3 mesi) sia superiore al 7%.

Per valori di HbA1C <7% i risultati riproduttivi sono buoni; per valori superiore a tale soglia aumentano in maniera significativa le probabilità di aborto e malformazioni fetali.

Gravidanza ed obesità: rischi per mamma e bambino

 L'obesità in gravidanza rappresenta un elemento di rischio per mamma e bambino: la donna rischia diabete ed ipertensione gestazionali, mentre il feto rischia un pericoloso aumento di peso o la nascita pre-termine. Tra i problemi legati all'obesità delle donne in gravidanza c'è anche il rischio di autismo nel nascituro. Le future mamme eccessivamente in sovrappeso, infatti, hanno il 67% di possibilità in più, rispetto alle donne normopeso, di avere un figlio autistico ed il doppio delle probabilità di averne uno con ritardi mentali. 

A dichiararlo sono i risultati di uno studio condotto presso l'Istituto Davis Mind dell'università della California che ha evidenziato come i bambini nati da donne obese, con problemi di pressione alta e diabete, se non autistici, presentano ritardi delle capacità motorie, del linguaggio e della socializzazione, a differenza dei coetanei nati da donne senza problemi metabolici. 

Il team di ricerca, guidato dalla epidemiologa Paula Krakowiak, ha precisato che la conclusione dello studio non indica obesità e diabete come cause dell'autismo o di altri problemi a livello mentale, bensì che l'esposizione del feto a livelli eccessivi di glucosio può segnare negativamente il suo sviluppo. L'obesità è quindi una condizione estremamente pericolosa per le patologie che provoca, ma è anche un enorme fattore di rischio durante la gravidanza ed è per questo che è indispensabile prevenirla e curarla.


Fonte https://www.tio.ch/rubriche/ti-mamme/1463561/obesita-gravidanza-mamma-bambino-rischi