venerdì 28 agosto 2020

Una app svela l'infertilità maschile, è un esame fai da te per vincere la vergogna

      «E’ un primo test semplice con sensibilità, specificità e accuratezza che superano il 90% e aiuta a vincere anche la vergogna. Non sostituisce però il controllo dallo specialista. Dal 1970 a oggi si è dimezzato il numero degli spermatozoi; l’infertilità maschile è responsabile di circa la metà dei casi nella coppia», afferma  Ermanno Greco, Responsabile scientifico del Centro di Medicina della Riproduzione dell’European Hospital di Roma. L’app, già disponibile con il relativo kit di indagine, è da tempo al centro di alcuni studi di prestigiosi centri come l’Harvard Medical School di Boston, l’Università di Chicago e Dokkyo Medical University Koshigaya Hospital in Giappone. 

      Vincere la vergogna del test e rappresentare un primo campanello di allarme di infertilità maschile è quanto si prefigge un’Aap per smartphone che in modo semplice può scoprire i primi segnali di problemi agli spermatozoi e spingere così dall’andrologo. «Si tratta di un test di prima intenzione che non vuole né deve sostituire il controllo da uno specialista ma può rappresentare una sorta di screening di massa altrimenti molto difficile da effettuare», aggiunge Greco durante il Convegno "Andrologia 2019’" promosso da Sia e Lams, a Pescara. «L’infertilità maschile è in costante aumento, interessando nel mondo oltre 45 milioni di coppie, fino ad essere oggi responsabile di almeno il 50% delle infertilità di coppia. Si stima che, su scala globale, fino al 12% degli uomini avrà problemi di fertilità nel corso della loro vita – sottolinea l’esperto - Il numero degli spermatozoi dal 1970 a oggi si è dimezzato. Molti fattori possono essere responsabili di questo fenomeno come l’inquinamento atmosferico, il fumo, gli stili di vita ma sicuramente l’assenza anche di una prevenzione, prima eseguita durante la visita di leva. Intervenire precocemente su alcune patologie come il criptorchidismo, il varicocele può sicuramente contribuire al miglioramento delle caratteristiche del liquido seminale. Spesso però l’esame del liquido seminale non viene eseguito magari anche per una sorta di vergogna».

      L’app è da tempo al centro di alcuni studi di prestigiosi centri come l’Harvard Medical School di Boston, l’Università di Chicago e Dokkyo Medical University Koshigaya Hospital in Giappone, che hanno pubblicato le loro ricerche sulle riviste Science Traslational Medicine e anche su su Fertilitly Sterility dell’American Society for Reproductive Medicine. «Il sistema con app per smartphone rappresenta un sistema facile da usare, rapido, automatizzato e poco costoso. Fornisce concentrazione dello sperma, motilità e velocità lineari e curvilinee, eseguendo un'analisi dell'immagine al telefono, utilizzando un campione di sperma caricato in un dispositivo microfluidico monouso a basso costo. Insieme ad una bilancia modulare senza fili, fornisce anche il volume del seme, il conteggio totale dello sperma e il conteggio totale degli spermatozoi mobili», si legge nello studio dell’Harvard Medical School di Boston.

Fonte https://www.ilmessaggero.it/salute/ricerca/una_app_svela_l_infertilita_maschile_e_un_esame_fai_da_te_per_vincere_la_vergogna-4423824.html

giovedì 27 agosto 2020

Gravidanza e malattie autoimmuni, un ciclo di appuntamenti online per rispondere a tutti i dubbi

Gravidanza e malattie autoimmuni, un ciclo di appuntamenti online per rispondere a tutti i dubbi       Potrò avere un figlio? Potrò curarmi durante la gravidanza? Che cosa potrebbe accadere al bimbo se avessi una ricaduta della mia malattia nei nove mesi di attesa? Sono solo alcune delle tantissime domande che affollano i pensieri delle donne con una malattia autoimmune: perché anche se sanno che avere un figlio non è (più) un sogno impossibile, paure e dubbi non mancano. Così, per fare chiarezza e sostenere le pazienti nel percorso per diventare madri, il progetto #anchiomamma promuove il ciclo di incontri online anchiomamma Talk, visibili in diretta sul profilo Facebook di anchiomamma dal 1 settembre alla fine di ottobre e poi a disposizione sul canale YouTube del progetto.

Tante pazienti
       Le malattie autoimmuni, in cui il sistema immunitario ‘impazzisce’ e attacca tessuti dell’organismo, sono molto diffuse al femminile: nelle donne infatti la risposta immune è più potente rispetto all’uomo, specialmente in età fertile, perché deve proteggerle da infezioni che potrebbero mettere a repentaglio la riproduzione. Questa maggior capacità di difesa, risultata evidente anche durante la pandemia di Covid-19 (tutti i dati mostrano che la malattia è meno frequente e soprattutto meno aggressiva al femminile), ha come rovescio della medaglia una maggior probabilità che la risposta immunitaria stessa, così vivace, sbagli bersaglio e finisca per provocare malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide o la psoriasi. In Italia le malattie autoimmuni reumatologiche riguardano circa cinque milioni di persone, la psoriasi altri due milioni: spesso colpiscono le donne e la diagnosi arriva proprio durante l’età fertile, nel periodo in cui si fanno progetti per il futuro. L’impatto può essere devastante: tante rinunciano a crearsi una famiglia o vivono grossi condizionamenti nella vita di coppia, temendo che la malattia e le terapie possano danneggiare il figlio o rendere impossibile prendersene cura una volta nato, che il bimbo possa ‘ereditare’ la patologia, che la gravidanza peggiori il proprio stato di salute.

Incontri per chiarire dubbi e paure
       I timori sono moltissimi, ma oggi avere un figlio non è un sogno impossibile: con la guida degli specialisti è possibile programmare una gravidanza, gestendo e non subendo la malattia autoimmune grazie a terapie sempre più sicure ed efficaci, che si possono usare senza mettere a rischio il bambino. Nessuna donna dovrebbe perciò rinunciare al sogno di avere un figlio: per questo #anchiomamma, un progetto di informazione nato per sostenere le donne con una malattia autoimmune infiammatoria cronica reumatologica o dermatologica che desiderano diventare mamme, ha organizzato il ciclo di otto incontri sul web #anchiomamma Talk con clinici esperti e rappresentanti delle associazioni dei pazienti che sostengono il progetto (Associazione Nazionale Malati Reumatici Onlus – ANMAR; Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza – APIAFCO; Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare – APMARR). Il programma degli appuntamenti affronterà tutti i temi più sentiti dalle pazienti per aiutarle a pianificare una gravidanza e a gestire la propria fertilità e vita di coppia: negli incontri, durante i quali sarà possibile porre domande agli esperti, si parlerà per esempio di gestione della terapia in gravidanza, contraccezione e sessualità, counseling, ruolo di telemedicina e social media, medicina di genere. Il programma completo è visibile sul sito del progetto www.anchiomamma.it, dove si possono trovare anche le Pillole di anchiomamma Talk sugli argomenti principali e saranno poi disponibili tutte le registrazioni degli incontri, visibili anche sul canale YouTube di #anchiomamma .

Dimagrire in gravidanza non è impossibile

Dimagrire in gravidanza: come perdere peso durante i 9 mesi      Ogni donna è diversa e vive la gestazione in maniera molto differente rispetto ad altre mamme. Quando scopri di essere incinta inizia per te un percorso nuovo e sarà il medico o il ginecologo a guidarti. Le visite iniziali servono a controllare che tutto possa procedere per il meglio ed una delle prime cose che si valuta è proprio il peso della mamma: partendo da una situazione di normopeso non ci sarà alcun rischio per te e per il bambino, quindi basterà seguire un'alimentazione sana ed adatta al tuo metabolismo per non ritrovarsi con troppi chili in eccesso al parto.

      Se invece, il tuo peso è leggermente in eccesso già all'inizio della gravidanza, perdere qualche chilo è l'ideale per non rischiare di avere problemi durante il parto. Una distinzione importante da fare però, è quella tra sovrappeso ed obesità: nel primo caso basterà seguire un regime alimentare studiato appositamente per il caso specifico per perdere peso e ritrovare la linea; nel caso dell'obesità invece, le cose si complicano, anche perché spesso e volentieri l'obesità è una condizione patologica che ostacola il concepimento (caso più raro in gravidanza).

Negazione di gravidanza: com'è possibile che avvenga?

Negazione di gravidanza: cos'è e quanto influisce la psiche      Il ruolo della psiche nella negazione di gravidanza è importante. Il cervello della donna, infatti, nasconde la gestazione e ordina a tutto il corpo di comportarsi di conseguenza. Quindi cosa succede?


  • Continuano ad esserci le mestruazioni
  • La pancia non si gonfia
  • Non si avvertono i classici calci del bambino

      In poche parole alla futura mamma non vengono inviati segnali dal corpo che potrebbero far pensare ad una gravidanza. L'aumento di peso rimane basso (solo 4-5 kg) e si concentra su altre parti del corpo, ma a volte può essere anche invisibile.
      Inoltre, il bambino stesso fa in modo di non venire avvistato: si muove poco e si sviluppa più che altro in verticale, piuttosto che in orizzontale nella parte superiore dell'utero.

Pomodoro, pesce e cereali: la fertilità maschile servita a tavola

    Il pomodoro è il principe della tavola, perché il licopene in esso contenuto (che si trova anche in anguria, ananas e papaya), migliora la motilità degli spermatozoi, oltre ad avere in altre quantità effetti positivi anche nel tumore della prostata. Ma ci sono altri cibi che possono venire in aiuto della fertilità maschile, come pesce, molluschi, cereali, vegetali, frutta, e latticini a basso contenuto di grassi.
Pomodoro, pesce e cereali, la fertilità maschile servita a tavola |  l'Adige.it
    Cibi ricchi in vitamine (E,C,D e folati, di cui sono ricche le verdure a foglia verde). Una dieta ricca di antiossidanti è il top, mentre il consiglio è limitare carni lavorate, patate, latticini grassi, latte intero, caffè, alcol e bevande zuccherate che hanno mostrato effetti negativi sulla qualità del liquido seminale. A evidenziarlo è il professor Salvatore Sansalone, specialista in Andrologia e docente all'Università di Tor Vergata. L'esperto si concentra sul tema anche perché l'infertilità è un problema di salute pubblica globale che interessa in media il 15% delle coppie in età riproduttiva: fattori attribuibili al maschio sono responsabili di un 25-30% dei casi.

     Per tutti una dieta sana è uno di pilastri, insieme a periodiche visite di controllo. In coloro che hanno parametri seminali alterati è possibile prescrivere una vera e propria «terapia a base di supplementi antiossidanti» per sopperire a carenze dietetiche. Integratori a base di beta carotene, folati, zinco e vitamina C possono determinare un miglioramento. «Carnitina, Coenzima Q10, vitamine del gruppo B ed L-arginina insieme alla vitamina C - spiega l'esperto - possono essere prescritti in persone con infertilità idiopatica, ossia coloro per i quali non esiste una causa conosciuta. Questo permette di mantenere i dannosi radicali liberi sotto controllo, migliorando la qualità del liquido seminale e l'integrità del Dna spermatico». La ricerca si è concentrata anche sugli acidi grassi omega 3 in considerazione del fatto che gli stessi spermatozoi contengono un'elevata proporzione di acidi grassi polinsaturi che giocano un ruolo cruciale nel concepimento.

Fonte https://www.ilmessaggero.it/salute/la_coppia/fertilita_maschile_come_fare_cosa_mangiare-4441093.html

Camera gestazionale e sacco vitellino: qual è la differenza?

Camera gestazionale: dove avviene lo sviluppo dell'embrione durante la  gravidanza      Spesso camera gestazionale e sacco vitellino vengono confusi, anche perché la camera gestazionale di frequente viene chiamata "sacco gestazionale". In realtà, si tratta di due cose ben diverse: il sacco vitellino, infatti, è la struttura che avvolge e nutre l'embrione e che comincia a formarsi a partire dalla seconda settimana di gravidanza; è a sua volta contenuta nella camera gestazionale.

     La forma del sacco vitellino è molto sottile, simile a un anello, e continua a crescere fino alla dodicesima settimana all'interno della camera gestazionale, finché non scompare (deteriorandosi naturalmente) per lasciare spazio alla placenta, che servirà a sua volta a proteggere e nutrire l'embrione nelle settimane di gravidanza successive.

mercoledì 26 agosto 2020

Curiosità sulla gravidanza che (forse) non sapevi

       La gravidanza è un periodo affascinante e pieno di scoperte nella vita di una donna. Ci sono momenti di gioia, ci sono ansie c’è il proprio corpo e ci sono tante situazioni che non si conoscono da scoprire.

       Quando è la prima dolce attesa, però, non si posseggono tutte le conoscenze per affrontare la gravidanza. Ecco allora qualche consiglio e qualche curiosità.

Il senso di nausea inspiegabile

       Spesso le donne capiscono o hanno il sospetto di essere in gravidanza quando sentono un senso di nausea inspiegabile. Questo avviene nei primi tre mesi di gravidanza e le cause sono molteplici come ad esempio a un alto livello di beta-HGC che porta proprio questa sensazione di malessere.

Dal sonar al cardiotocografo

curiosità mamma       Una curiosità davvero interessante è quella che vede protagonista lo strumento per poter ascoltare i battiti del cuore del bambino. Agli inizi del ‘900 non esistevano macchine sofisticate dedicate alle partorienti; il sonar – quello utilizzato per scovare i sottomarini – venne utilizzato dal ginecologo scozzese Donald per seguire la crescita del bambino. Oggi, grazie alle moderne tecnologie vengono usati l’ecografo – che ci mostra il feto e la sua crescita durante la gravidanza – e il cardiotocografo per monitorare il battito cardiaco del bambino e trasformarlo in un grafico.

Supereroine con il pancione: senso dell’olfatto sviluppato

       Durante la gravidanza, la mamma è più sensibile agli odori! Il senso dell’olfatto diventa molto sviluppato, ma non siamo noi ad avere acquisito i superpoteri; si tratta di una forma di difesa naturale. Il periodo pre-parto è molto importante per il corretto sviluppo del bambino; avere l’olfatto più sviluppato del solito ci permette di percepire qualsiasi odore potenzialmente pericoloso, come il fumo a metri e metri di distanza. Le donne incinta tendono a evitare di assumere qualsiasi livello di tossine; per una persona adulta e non incinta sono innocue, ma per chi è aspetta un figlio potrebbero risultare dannosi per il bambino.

Fonte https://www.thisisacri.it/curiosita-sulla-gravidanza-che-forse-non-sapevi/