giovedì 29 agosto 2019

Dalle erbe per depurare l'organismo a quelle da usare in gravidanza

       Quali erbe si possono assumere anche in gravidanza? E quali sono utili ai bambini? Queste domande sorgono spesso spontanee, ma non sempre è facile ottenere delle risposte precise. Abbiamo girato queste domande al team della Farmacia Contrada dei Patrizi di Viganello.

       «La fitoterapia è la cura attraverso l'uso delle piante, o meglio dei principi attivi di origine vegetale. Può essere definita "la medicina per antonomasia", infatti ha origini risalenti a quasi 5000 anni fa. Sin dalla preistoria l'uomo ha utilizzato le piante per curarsi ed in alcune culture, come quella cinese e indiana, la fitoterapia rappresenta ancora la prima scelta nel panorama medicale. Non c'è da stupirsi, dato che le molecole presenti nei vegetali sono a tutti gli effetti principi attivi paragonabili a quelli sintetizzati in laboratorio, anzi molto spesso è proprio a partire da questi che sono state create altre molecole di maggiore purezza, efficacia e soprattutto un migliore rapporto rischio/beneficio.

       La differenza tra fitoterapia ed omeopatia, spesso erroneamente accomunate, sta nel fatto che mentre nella fitoterapia la cura deriva da principi attivi di origine vegetale contenuti in un certo quantitativo più o meno definito, nell'omeopatia non si sfrutta una molecola o un principio attivo (presenti in dosaggi infinitesimali) bensì l'energia che la "dinamizzazione" cioè il processo di preparazione del prodotto, conferisce al prodotto stesso.

       La medicina fitoterapica ha senza dubbio il vantaggio di essere più alla portata di tutti, ottima anche per l'automedicazione, grazie ad un profilo di tollerabilità in genere ottimo. Ma questo non significa che sia innocua, non bisogna dimenticarsi che le molecole contenute in molte specie sono a tutti gli effetti principi "attivi", quindi agiscono sul nostro organismo. La risposta evocata può essere quella desiderata, così come possono insorgere effetti collaterali inattesi. In genere entrambe le risposte sono molto blande rispetto ai farmaci sintetici, più potenti, selettivi e "aggressivi", tuttavia è necessario fare sempre attenzione a ciò che assumiamo.

       Per esempio in gravidaza alcune erbe o radici, usate in quantità ragionevole, possono essere utili: lo zenzero per la nausea, valeriana, melissa, passiflora per rilassarsi e dormire bene (queste possono essere utilizzate anche nei bambini dai 2 anni in su, come la camomilla e l'altea); molte altre sono assolutamente sconsigliate, tra cui il ginseng, la liquirizia, la senna, il rabarbaro, l'aloe che possono portare a pericolosi spasmi e contrazioni, il carciofo e la salvia che contrastano la produzione del latte. Oltre al fatto che un bambino, così come una donna in gravidanza, sono organismi così sensibili che potrebbero manifestare intolleranze o rash cutanei anche con piccole dosi di prodotti "insoliti". Il consiglio è quindi quello di affidarsi SEMPRE ad una persona specializzata in terapie naturali e soprattutto di farne uso solo se davvero ce n'è bisogno. Il buon senso prima di tutto.

       I processi di produzione su larga scala dei rimedi fitoterapici sono sicuri e attentamente controllati. Sulle confezioni dei prodotti si può controllare se provengono da agricoltura Bio. La raccomandazione è quella di acquistare sempre prodotti di prima qualità, presso punti vendita certificati e riconosciuti come erboristerie e farmacie e diffidare del "fai da te" o delle "erbe magiche che mi ha consigliato l'amico del cugino del mio amico che le coltiva nei suoi campi senza pesticidi". Spesso i prati, i campi ed i piccoli giardini, vengono inquinati più da comportamenti apparentemente innocui che dai pesticidi.

Картинки по запросу Dalle erbe per depurare l'organismo a quelle da usare in gravidanza
       Per depurare l'organismo dagli "eccessi" dell'estate esistono preparati a base di cardo mariano, tarassaco, cicoria, cynara che sono ottimi depurativi del fegato, aloe, rabarbaro, senna e psillio che aiutano a ripulire l'intestino, finocchio e melissa per sgonfiare l'addome teso dopo gli spostamenti per le vacanze.
         Per prepararsi all'autunno ed al cambio di stagione si può assumere per massimo 6 settimane echinacea che stimola le difese immunitarie ed esiste anche in formulazioni per bambini. Anche ribes nero, curcuma, equiseto e rosa canina (ricca di vitamina C) sono ideali per rinforzare il nostro organismo, ma la migliore integrazione è sempre una dieta corretta, equilibrata, variegata e ricca di frutta e verdura ben lavata.

Fonte https://www.tio.ch/rubriche/ti-mamme/1388197/dalle-erbe-per-depurare-l-organismo-a-quelle-da-usare-in-gravidanza

mercoledì 28 agosto 2019

Quali sono i motivi per diventare mamma?

Картинки по запросу Quali sono i motivi per diventare mamma?         E se non hai avuto modo di provare il ruolo della madre, sorridi e pensi: “Ho sicuramente avuto dei lavori più difficili …”. Ma poi arriva il momento quando nasce tuo figli. Insieme alla iniziale felicità arrivano anche i primi momenti di preoccupazione e, talvolta, anche lo stato di shock. Realizzi che d’ora in  poi sei pienamente responsabile dell’altra persona e della sua vita. Vivendo anno dopo anno con un figlio, ti rendi conto che è davvero un “lavoro” molto difficile essere una madre. Ma allo stesso tempo, ci sono molte buone ragioni per cui essere madre è il miglior lavoro del mondo. Quindi, quali sono i dieci motivi per diventare madre?

1. Se sei una mamma, è più probabile che veda l’alba più spesso delle donne senza figli. Dicono che ogni alba accade solo una volta nella vita, e se non vediamo l’alba, possiamo essere in ritardo per la vita!

2. Se sei una mamma, sarai sempre in ritardo, ma nella tua vita ci saranno sempre i primi mughetti e le bracciate di soffioni proprio perché i bambini non possono passare queste meraviglie senza coglierle!

3. Se sei una mamma, i tuoi ormoni ti permettono di provare tanta felicità dal toccare tuo figlio. I tuoi amici senza figli possono mangiare tonnellate di banane e cioccolato per aumentare il livello di serotonina (l’ormone della gioia) ma non arriveranno mai a provare la cosiddetta euforia materna!

4. Se sei una mamma, hai una possibilità unica di avere una galleria d’arte fatta dai tuoi ritratti. L’importante è non dimenticare di comprare cornici mentre i bambini penseranno a tutto il resto!

5. Se sei una mamma, il numero di dichiarazioni d’amore che sentirai nella tua vita aumenterà in proporzione diretta al numero dei figli.

6. Se sei una mamma, non hai bisogno di seguire una dieta rigida e creare le tabelle delle calorie per ogni alimento, è sufficiente mangiare solo quello che lasciano i bambini e un numero sulla bilancia ti soddisferà.

7. Se sei una mamma, hai un’ottima opportunità di imparare qualcosa di nuovo. Ad esempio, cucinare bene per deliziare il figlio, o trovare un nuovo lavoro, ad esempio, sviluppare business su Internet. I bambini sono la migliore ispirazione!

8. Se sei una mamma, questo è un incentivo perfetto per l’automiglioramento. L’idea che tu sia un modello da seguire per bambini funziona meglio di qualsiasi altro argomento.

9. Se sei una mamma, questa è la prova che i sogni diventano realtà, perché ogni ragazza sogna di diventare madre da bambina. E se questo sogno si è avverato, anche gli altri diventeranno presto realtà!

10. Se sei una mamma, ogni giorno bevi da una fonte inesauribile di gioia, divertimento, sincerità e amore incondizionato!

Non sono solo questi 10 punti che cambieranno nella tua vita con l’arrivo del bambino. Tutta la tua vita si trasformerà raggiungendo nuove cime professionali e personali a cui non hai mai pensato nella tua “vita prima di avere figlil”. La cosa migliore che possa mai capitare ad una donna è diventare madre.

Infertilità maschile: meglio gli spermatozoi prelevati dai testicoli?

         Una coppia su sei in Europa ha problemi di fertilità legati ad una causa prevalentemente maschile ora un studio, condotto da un gruppi di alcuni ricercatori britannici, sembra dimostrare che il DNA degli spermatozoi prelevati direttamente dai testicoli, tramite aspirazione o biopsia testicolare, nei maschi infertili sia migliore rispetto a quello osservato negli spermatozoi eiaculati.
         La ricerca, presentata al 19° Congresso dell’European Association of Urology, svoltosi in questi giorni a Barcellona, sembrerebbe aprire nuove indicazioni e strategie terapeutiche in quelle coppie con una sterilità da fattore maschile che non riescono, neppure utilizzando una tecnica di riproduzione assistita di secondo o terzo livello, ad avere un bimbo.

         Da tempo era noto che un‘alterazione del DNA degli spermatozoi potesse essere una possibile causa capace di scatenare una infertilità di coppia e questo studio suggerirebbe che il danno al DNA, subito dagli spermatozoi, quando c’è, avvenga nelle vie seminali, cioè prima che il gamete maschile venga eiaculato, a causa dei numerosi stress ossidativi che possono verificarsi lungo la strada che porta gli spermatozoi all’esterno dell’apparato uro-genitale.

         Si è visto infatti che gli spermatozoi, prelevati direttamente dai testicoli di uomini infertili, si presentano con le stesse caratteristiche del DNA degli spermatozoi di uomini fertili.

         Lo studio ha interessato sessantatré uomini infertili di coppie che indirizzate verso un’ICSI (iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi) non erano riuscite a coronare il loro desiderio di avere un bimbo in braccio.

          L’esame della struttura del DNA degli spermatozoi, prelevati dai loro testicoli, si è visto essere sostanzialmente simile a quella presente in settantasei uomini fertili che hanno volontariamente dato il loro liquido seminale da esaminare mentre, se si confrontavano i rispettivi liquidi seminali, si è visto che l’entità del danno del DNA era molto più significativo negli uomini infertili rispetto a quelli fertili; circa il 15% nei fertili ed il 40% negli infertili.

         Questa ricerca ci porterebbe ad affermare che il recupero diretto di spermatozoi dai testicoli offrirebbe più possibilità, in presenza di una infertilità maschile, di fertilizzare gli ovociti quando alla coppia si propone una tecnica di fertilizzazione assistita come una ICSI

         I risultati di questo lavoro ora potrebbero meglio aiutarci nel processo decisionale di indicare o meno una biopsia o un’aspirazione diretta degli spermatozoi dai testicoli per il loro utilizzo successivo in una tecnica di fertilizzazione assistita.

         Comunque, prima di adottare in modo "massiccio" questa strategia terapeutica alternativa e più aggressiva, sarà bene avere ulteriori e più numerose conferme sui successi che si avranno e soprattutto sui bimbi sani portati a casa.

Fonte:
https://eaucongress.uroweb.org/dna-of-sperm-taken-directly-from-testicles-of-infertile-men-is-as-good-as-that-of-fertile-men-possibly-opening-way-for-new-treatment/

Perdite da impianto: quando compaiono e quanto durano

Картинки по запросу Perdite da impianto: quando compaiono e quanto durano        Le perdite da impianto preannunciano spesso l’annidamento dell’ovulo all’interno dell’utero. Si verificano quando il concepimento è avvenuto, e sono perdite ematiche solitamente di un colore molto chiaro e poco abbondanti, motivo per cui è difficile confonderle con il ciclo mestruale.

        In corrispondenza del periodo in cui dovrebbe comparire il ciclo mestruale, può infatti capitare che si verifichino delle piccole perdite di sangue a cui fa seguito un test positivo. Si parla in questo caso di perdite da impianto (o da annidamento), e segnalano l’inizio di una gravidanza.

        A volte possono destare preoccupazione, perché sono troppo abbondanti o semplicemente perché non ci si aspetta di avere perdite di sangue durante una gravidanza, dal momento che spesso vengono scambiate come il segnale di un aborto spontaneo. Vediamo quali sono le caratteristiche principali delle perdite da impianto e come riconoscerle.

Cosa sono le perdite da impianto: le cause
        Queste piccole perdite di sangue dipendono dal dal processo di impianto dell’ovulo nell’utero. Dopo la fecondazione, infatti, l’ovulo si divide per formare delle nuove cellule che daranno forma e vita all’embrione. Dopo essersi formato, l’embrione si sposta dalle tube verso l’utero, dove si annida e dove resterà per tutto il tempo della gravidanza. Più precisamente, andrà ad assestarsi nell’endometrio, la mucosa che ricopre la parte interna dell’utero, dove avverrà lo sviluppo della placenta e del sacco amniotico.

        Le perdite ematiche dipendono dal fatto che, durante questo delicato processo, è possibile che alcuni vasi capillari dell’endometrio si rompano, provocando così un piccolo sanguinamento. In altri casi potrebbe trattarsi di sangue delle mestruazioni precedenti rimasto nella cavità uterina. Alcune volte le perdite possono essere attribuite a traumi non gravi del collo dell’utero, che comunque non devono allarmare.

Quando compaiono e quanto durano
        Le perdite da impianto si verificano generalmente nell’arco di tempo che va dal 6° al 12° giorno dopo il concepimento, cioè approssimativamente nello stesso periodo in cui dovrebbero iniziare le mestruazioni. Non tutte le donne presentano queste perdite ematiche all’inizio della gravidanza: secondo alcune statistiche, l’incidenza nelle gestanti è di circa il 30%. La loro assenza non comporta alcun problema per l’embrione, quindi non vi è alcun motivo di preoccuparsi se non si manifestano. Complessivamente, inoltre, le perdite hanno una durata che non supera i 2-3 giorni.

Di che colore sono le perdite da impianto
        Abbiamo visto dunque che trovare qualche macchia di sangue sugli slip potrebbe essere uno dei primi segnali di gravidanza in corso. Ma di che colore possono essere queste piccole perdite? Generalmente, possono essere rosso vivo, rosate, marroni o bianche con striature rossastre. LA differenza è determinata principalmente dal tempo che passato dal momento dell’impianto a quando si verifica il sanguinamento,

        Se l’annidamento dell’embrione è recente, le perdite saranno probabilmente rosse o rosate, ma anche bianche con striature rosse. Tutto dipende allora dalla loro consistenza, determinata dalla quantità di muco vaginale che contengono.

        Quando le perdite sono invece marroni, l’impianto è avvenuto da alcuni giorni. Si tratta infatti di sangue rappreso, come accade soltiamente negli ultimi giorni del ciclo mestruale.

Come distinguere le perdite di annidamento dallo spotting
Картинки по запросу Perdite da impianto: quando compaiono e quanto durano        Con spotting si intende un fenomeno molto diffuso soprattutto tra le donne in età fertile: si tratta di piccole macchie di sangue che si manifestano solitamente poco prima dell’arrivo delle mestruazioni, e in via generale non è segno di cui preoccuparsi. Come possiamo capire se le perdite sono dovute allo spotting o all’impianto dell’embrione nell’endometrio? Non è sempre facile, perchè i segnali sono davvero molto simili.

        Lo spotting premestruale si presenta in genere uno o due giorni prima dell’inizio del ciclo mestruale, mentre le perdite da impianto dovrebbero comparire un pochino prima. Tuttavia, basta avere un ciclo non perfettamente regolare per non riuscire a distinguere i due fenomeni. In questo caso basta un test di gravidanza per dissipare ogni dubbio. Anche la presenza di altri sintomi di gravidanza, come nausea mattutina e tensione al seno, possono portarvi sulla giusta strada.

Perdite da impianto abbondanti: cosa succede?
        Se quelle che in un primo momento sembrano poche macchie di sangue diventano via via più abbondanti, è possibile che non si tratti di perdite da impianto, bensì del primo segnale del ciclo mestruale. Tuttavia, alcune donne, anche in base alla quantità del loro muco vaginale, possono avere perdite più consistenti dovute all’annidamento dell’embrione. Ci sono casi di future mamme che hanno scoperto di essere in dolce attesa con alcuni mesi di ritardo, perché a causa dell’abbondanza delle perdite da impianto le avevano scambiate per il normale ciclo mestruale!

Le perdite da impianto sono pericolose?
        Come già anticipato, avere delle perdite ematiche nei giorni che seguono il concepimento è un fenomeno del tutto fisiologico e non c’è da preoccuparsi. Se siete in cerca di una gravidanza e notate la presenza di queste macchie di sangue, non dovete dunque allarmarvi. Non hanno infatti nulla a che vedere con un aborto spontaneo e la loro comparsa non danneggia in alcun modo l’embrione.

Quando preoccuparsi per le perdite ematiche
        La gravidanza è un momento delicatissimo per tutte le donne, ed è per questo che è bene contattare il ginecologo se avete qualche dubbio. Tuttavia, in merito alle perdite da impianto possiamo aiutarvi a fare chiarezza. Dovreste allarmarvi solo nel caso in cui si verificassero in ritardo rispetto alla data in cui aspettavate il ciclo mestruale, e se fossero particolarmente abbondanti, accompagnate da forti dolori pelvici. Potrebbe infatti trattarsi di una minaccia di aborto o del segnale di una gravidanza extrauterina, molto pericolosa per la salute della gestante. Non esitate a rivolgervi al vostro medico se dovessero presentarsi questi particolari sintomi.

Fonte https://mamma.pourfemme.it/articolo/perdite-da-impianto-come-sono-quando-compaiono-e-quanto-durano/20311/

Uso di marijuana durante gravidanza può portare a maggior rischio di psicosi nel nascituro

        Il consumo di cannabis durante la gravidanza può portare a rischio di sviluppo di psicosi nel nascituro. Lo propone uno studio, condotto dalla Washington University di St. Louis. L’aumento di rischio risulterebbe lieve ma comunque esistente, secondo Jeremy Fine, principale autore dello studio.

        Questo studio si innesta, tra l’altro, in tante altre ricerche che fanno da sfondo alla crescente preoccupazione riguardo al diffondersi dell’utilizzo della marijuana, aumento probabilmente dovuto anche al fatto che la stessa marijuana è stata riconosciuta, negli ultimi anni, come efficace medicinale o antidolorifico.
        L’aumento dell’utilizzo della marijuana sta avvenendo, tra la preoccupazione generale, anche tra le donne incinte, secondo vari studi.

        Lo studio di Fine, apparso su JAMA Psychiatry, suggerisce che almeno le donne incinte dovrebbero fare a meno di questa abitudine anche perché gli effetti sul nascituro non sono ancora ben chiariti del tutto.
        Secondo Ryan Bogdan, professore di scienze del cervello e autore senior dello studio, i maggiori rischi di psicosi nel nascituro sarebbero da spiegare nel “sistema dei recettori endocannabinoidi che potrebbe non essere in vigore durante le prime settimane di gravidanza”.

        Ciò vuol dire che la madre può fumare o inalare marijuana anche prima di sapere di essere incinta, portando dunque dei danni al feto appena sviluppatosi.
        La causa è da ricercare nel tetraidrocannabinolo (THC), il componente principale psicoattivo della marijuana, che si lega ai recettori endocannabinoidi imitando questi ultimi e attraversando la barriera placentare accedendo direttamente al feto.
        “Questo studio solleva l’intrigante possibilità che ci possano essere finestre di sviluppo durante le quali l’esposizione alla cannabis potrebbe aumentare il rischio di psicosi”, riferisce il ricercatore.

Fonte
Cannabis during pregnancy bumps psychosis risk in offspring | The Source | Washington University in St. Louis (IA)

Funghi in allattamento si possono mangiare?

Картинки по запросу Funghi in allattamento si possono mangiare?       Il discorso per l’allattamento è un po’ diverso, dato che il bambino non è più “collegato” al corpo della madre in via diretta, però beve latte materno nel quale, in proporzioni variabili, passano le sostanze che la mamma assume con l’alimentazione.

       Se si osservano le norme di sicurezza elencate sopra (solo funghi commestibili sicuri, ben cotti, ben conservati), mangiare funghi durante l’allattamento non crea nessun problema di salute alla madre o al piccolo.

       Può succedere semplicemente che il bambino non gradisca il sapore (come accade quando si mangiano cibi con un gusto molto forte, come l’aglio). C’è chi dice che alcuni alimenti possano aumentare le coliche dei neonati, ma non c’è alcuna chiarezza scientifica su questo punto e le variabili sono molto soggettive.
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       Quindi, se vi viene un’improvvisa voglia di polenta e funghi in gravidanza cercate di agire con buon senso: un assaggio in sicurezza, per la gioia del palato e dello spirito, ve lo potete concedere senza problemi.

        Se pensate di vivere di pizza con i funghi e tagliatelle coi porcini tutti i giorni… no, meglio di no. Se allattate, basta fare attenzione a provenienza, conservazione e cottura dei funghi!

Fonte https://www.donnesulweb.it/cucina/alimentazione-e-salute/funghi-in-gravidanza-si-possono-mangiare/

martedì 27 agosto 2019

Valdese, consulenze per chi soffre di infertilità maschile

Valdese, consulenze per chi soffre di infertilità maschile       Il Centro Fivet (Centro di Riproduzione Assistita) dell’Asl Città di Torino, presso la Casa della Salute Valdese di via Silvio Pellico 19, diretto dal dr. Claudio Castello, potenzia la propria attività offrendo, alle coppie che ricorrono alle tecniche di Riproduzione Assistita in Piemonte, la possibilità di effettuare consulenze per problematiche di tipo andrologico–urologico nei casi di infertilità maschile o in caso di problemi oncologici maschili.

       L'infertilità maschile, che interessa il 7% degli uomini, è sempre più diffusa tra i giovani e rappresenta una delle cause dell'infertilità di coppia. Le cause dell’infertilità maschile sono da ascriversi alla produzione insufficiente oppure alla natura qualitativamente alterata degli spermatozoi (per ridotta motilità, alterata morfologia, DNA danneggiato), che ostacolano il concepimento.

       L'infertilità si distingue dalla sterilità, che si accerta quando c'è un'assenza totale (azoospermia) o drasticamente insufficiente (cripto-azoospermia) di spermatozoi nel liquido seminale oppure quando non c'è eiaculazione (aspermia) o gli spermatozoi presenti nel liquido seminale sono morti (necrozoospermia).  L'assenza di spermatozoi nel liquido seminale o l'assenza di eiaculazione non impedisce l'individuazione di spermatozoi vitali utili al concepimento.

       Nel 30% delle coppie che si rivolge al Centro Fivet dell’Asl Città di Torino si sono riscontrate problematiche di tipo andrologico-urologico.

       Proprio per affrontare queste problematiche il Centro Fivet ha creato un percorso dedicato, in sinergia con la Struttura Complessa di Urologia dell'Ospedale Maria Vittoria - diretta dal dr. Maurizio Moroni e con la collaborazione del dr. Andrea Moiso, Andrologo esperto in questo settore.

        Il paziente potrà direttamente prenotare la consulenza presso il Centro Fivet e qualora si rendesse necessaria l’indicazione per il trattamento chirurgico, quale ad esempio: correzione varicocele, TESE (estrazione testicolare degli spermatozoi), microTESE (estrazione testicolare degli spermatozoi con l’ausilio di un microscopio), TESA (aspirazione degli spermatozoi dai testicoli), ricanalizzazione dei deferenti, ecc…, questo sarà programmabile presso l'Ospedale Maria Vittoria, in collaborazione con l'équipe biologica della Fivet .

Fonte http://www.torinoggi.it/2019/08/01/leggi-notizia/argomenti/sanita-5/articolo/valdese-consulenze-per-chi-soffre-di-infertilita-maschile.html