giovedì 30 gennaio 2020

Ramona Badescu, mamma a 51 anni/ Fecondazione assistita: la vita con Narcis Godeanu

ramona_badescu_facebook_2017       Immortalata tra le pagine dal settimanale Diva e Donna mentre cammina serenamente al parco con il figlio di quattro mesi, Ramona Badescu, dopo la fine del matrimonio con un famoso avvocato della Capitale, si è fidanzata con Narcis Godeanu e proprio con quest’uomo ha voluto mettere in piedi la famiglia che sognava ormai da tempo. “Ho sempre desiderato avere un figlio, ma è importante farlo con la persona giusta – aveva raccontato qualche mese addietro al settimanale Ok salute – . Non avrei mai accettato l’idea di concepirlo con un uomo dal quale non fossi stata attratta e amata”. L’amore con il nuovo compagno è esploso all’improvviso, risvegliando nella showgirl un desiderio di maternità che era stato solamente “accantonato”. Proprio per questo motivo, la Badescu aveva deciso di ricorrere alla fecondazione assistita dopo aver congelato gli ovuli tempo fa.

Ramona Badescu mamma per la prima volta a 51 anni
       La showgirl del Bagaglino ha rivelato come ha scoperto di essere rimasta incinta naturalmente. “Quando sono andata dal ginecologo per iniziare la procedura mi ha guardata con un grande sorriso e mi ha detto che ero già incinta naturalmente di due settimane – ha spiegato, radiosa, lei – .Anche se ho 51 anni, per l’età biologica ne ho circa 32, lo dicono le analisi. Sarà che ho sempre fatto una vita sana”. La vita di Ramona, da quel momento, è radicalmente modificata e procede così anche attualmente. Già da un po’ di tempo, aveva deciso di allontanarsi dalle luci della ribalta ma, con l’arrivo della nuova relazione e un figlio, le cose si sono fatte ancor più “riservate” del previsto. Poi la maternità a 51 anni, con tutte le gioie e le emozioni del caso. Non è la prima donna del mondo dello spettacolo che diventa madre in età avanzata. Tra le donne vip che hanno superato la soglia dei 50, menzioniamo: Carmen Russo, Heather Parisi, Brigitte Nielsen, Gianna Nannini, Janet Jackson, Emanuela Grimalda e Rachel Weisz.

Fonte https://www.ilsussidiario.net/news/ramona-badescu-mamma-a-51-anni-fecondazione-assistita-la-vita-con-narcis-godeanu/1973640/

Fumare in gravidanza aumenta il rischio di fratture per il neonato

        Da un nuovo studio osservazionale, condotto dai ricercatori dell’Università di Örebro (in Svezia), emerge che i figli delle madri che fumano durante la gravidanza corrono un rischio maggiore di fratture durante il primo anno di vita. Nel corso della ricerca sono state monitorate le condizioni di salute di oltre un milione e 600mila bambini nati da donne fumatrici (377.367) e non (1.302.940). Tutti i risultati ottenuti sono stati pubblicati sulle pagine della rivista specializzata British Medical Journal.

Картинки по запросу fumare in gravidanza aumenta il rischio di fratture per il neonatoIl rischio di fratture durante il primo anno di vita
        I ricercatori hanno monitorato la salute delle ossa dei bambini per un tempo medio di 21 anni: in questo lasso di tempo sono state registrate complessivamente 377.979 fratture per l’intero campione. Dall’analisi dei dati ottenuti, è emerso che per i figli delle donne che fumano in gravidanza la probabilità di andare incontro a una frattura nel corso del primo anno di vita è maggiore del 20%, se la gestante fuma da 1 a 9 sigarette al giorno, o del 41%, se il numero di sigarette fumate è pari o superiore a 10 al dì. Per quanto riguarda il rischio di fratture durante il resto dell’infanzia e nella prima età adulta, i ricercatori non hanno riscontrato un legame con l’abitudine della madre a fumare durante la gestazione.

Fumo e alcol in gravidanza aumentano il rischio di morte in culla
        Nel corso di uno studio simile, i ricercatori dell’Avera Health Center for Pediatric & Community Research di Sioux Falls, in Sud Dakota, hanno scoperto che i bambini nati da madri che hanno fumato e bevuto alcolici dopo il primo trimestre di gravidanza corrono un rischio di sindrome della morte in culla (Sids) maggiore rispetto ai figli di donne che non hanno fatto uso di queste sostanze o le hanno consumate solo durante i primi tre mesi di gestazione. Per giungere a questa conclusione, gli autori della ricerca hanno monitorato oltre 12mila gravidanze, 28 delle quali hanno portato alla morte in culla del neonato.

Fonte https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2020/01/29/fumare-gravidanza-rischio-fratture-neonato.html

Fumo in gravidanza. Rischio di psoriasi per il feto

       In un ampio studio danese, i bambini nati da donne che fumavano durante la gravidanza hanno fatto registrare un aumento del 40% del rischio di psoriasi infantile. L’analisi, condotta sui dati di quasi 26.000 bambini nati in Danimarca, ha infatti associato il fumo materno durante la gravidanza all’aumento del rischio di psoriasi infantile. E questo rischio è cresciuto con il numero di sigarette fumate ogni giorno, arrivando a quasi il 300% tra i bambini le cui madri fumavano giornalmente16 o più sigarette durante la gravidanza.

      “Il nostro studio suggerisce che il fumo di tabacco può essere un fattore di rischio biologico per la psoriasi, anche per i feti con esposizione in utero al fumo materno – dice l’autore principale dello studio, Jonathan Groot, ricercatore nel dipartimento di sanità pubblica dell’Università di Copenaghen– Il fumo materno può aumentare il rischio di psoriasi pediatrica, in parte, esponendo il feto alla nicotina, che può stimolare i processi biologici implicati nella psoriasi. In alcune circostanze, il feto può risultare esposto ai metaboliti del tabacco in misura maggiore durante la gravidanza della madre, rispetto a un bambino esposto al fumo passivo”.

Lo studio
      Per valutare l’impatto del fumo materno sul successivo rischio del feto, i ricercatori hanno utilizzato i dati a livello nazionale sulle donne in gravidanza che sono state arruolate dal 1996 al 2002 per uno studio a lungo termine. L’analisi ha incluso 100.415 gravidanze. I ricercatori hanno analizzato l’uso materno di sigarette e prodotti sostitutivi della nicotina in diversi momenti: nel periodo prenatale, nella prima infanzia e quando i bambini avevano 11 anni.

      Tra i 25.812 bambini dello studio, 281 hanno sviluppato la psoriasi all’età di 11 anni. Quando i ricercatori hanno stimato l’impatto del fumo materno sul rischio di psoriasi, hanno scoperto che rispetto ai figli delle madri non fumatrici, i bambini avevano una probabilità 1,39 volte maggiore di svilupparsi psoriasi se le loro madri avevano fumato durante la gravidanza.

      Le evidenze dello studio non sorprendono Bernard Cohen, professore di pediatria e dermatologia presso il Johns Hopkins Medical Institutions di Baltimora. “Esistono dati che esaminano il fumo nei bambini più grandi e negli adulti che mostrano una connessione con l’aspetto della psoriasi e della sua gravità. E non è solo la psoriasi. Ci sono altre malattie infiammatorie della pelle per cui il fumo ha dimostrato di essere un fattore di rischio”.

Fonte: Journal of American Academy of Dermatology

Meglio la gravidanza in inverno o in estate? Cosa dice l'esperto

Картинки по запросу Meglio la gravidanza in inverno o in estate? Cosa dice l'esperto       La gravidanza è di per sé una fase della vita della donna molto dura (sai che il cane capisce prima di te se sei incinta): 9 mesi sono lunghi specie se ci si trova in paesi dove fa troppo caldo o troppo freddo a seconda delle stagioni.

       Su Reddit è iniziata una discussione tra mamme che si sono confrontate sui pro e i contro di una gravidanza invernale e una estiva. In inverno dobbiamo certamente fronteggiare una serie di malanni – come la febbre e l’influenza – che con la bella stagione tendenzialmente spariscono, anche se tra primavera e estate abbondano le febbri da fieno e le allergie al polline.

       La quantità di luce, che influenza il nostro umore, scarseggia in inverno e ciò si traduce in una tendenza alla tristezza e alla malinconia ma anche ad una possibile carenza di vitamina d, che possiamo integrare mangiando salmone, uova o questi altri cibi. Di contro, però, in estate il sole tende a metterci allegria, nonostante rischi di farci bruciare costringendoci a ricorrere alla protezione solare: il bello però è che almeno non abbiamo bisogno di allacciare le scarpe, azione che con il pancione non risulta tra le più semplici.
Картинки по запросу Meglio la gravidanza in estate?
       Un altro aspetto da tenere in considerazione è la fame: resistere alle tentazioni a Natale oppure tenere sotto controllo le nausee può diventare una vera impresa, mentre in estate siamo più portate a mangiare di meno e più sano. Ricordiamo sempre, però, che bisogna bere tanto per integrare i liquidi persi con la sudorazione.

       Infine chi vive una gravidanza invernale e vuole tenersi in forma ha meno alternative di chi invece la vive con la bella stagione: può infatti andare in palestra (guardate questa ragazza che alza pesi col pancione) perché uscire a fare una passeggiata all’aperto può risultare pericoloso a basse temperature (non se hai il raffreddore, fallo per 45 minuti).

Fonte https://www.supereva.it/meglio-la-gravidanza-in-inverno-o-in-estate-cosa-dice-lesperto-61113

GRAVIDANZA E AUMENTO DEL PESO: LE LINEE GUIDA PER TENERLO SOTTO CONTROLLO

        Il controllo del peso in gravidanza è un fattore essenziale per la salute della futura mamma e del bimbo. Ecco le linee guida dei più importanti studi scientifici in materia.

Gravidanza: studi e indicazioni sul controllo del peso
       In gravidanza ci si deve nutrire pensando al benessere proprio e del bimbo che si porta in grembo, ma ciò non significa né raddoppiare le porzioni di cibo né diminuirle troppo pensando che sia meglio avere qualche chilo in meno anziché in più.

gravidanza-e-aumento-del-peso:-le-linee-guida-per-tenerlo-sotto-controllo       Secondo un importante studio scientifico pubblicato nel 2019 sul "Journal of America Medical Association" e alle linee guida stilate dalla "National Academy of Medicine" (NAM), il monitoraggio del peso di una donna incinta inizia con il calcolo del suo indice di massa corporea (BMI) al momento del concepimento.

       Quest'indicatore biometrico è dato dal rapporto tra il peso in kg e il quadrato dell'altezza espressa in metri e ha dei limiti soglia che determinano le condizioni di sottopeso (BMI inferiore a 18,5 kg), normopeso (BMI compreso tra 18,5 kg e 24,9 kg), sovrappeso (BMI superiore a 25 kg ma inferiore a 30 kg) e obesità (BMI superiore a 30 kg).

       Durante la gravidanza, le donne che si trovano in condizioni di sottopeso o normopeso dovrebbero acquisire non più di 18 kg e non meno di 12 kg, mentre chi è in sovrappeso non dovrebbe superare gli 11 kg, limite che si abbassa a 9 kg per chi soffre di obesità.

       L'obesità è una condizione pericolosa per la gestante e per il nascituro. I rischi più probabili sono connessi a: diabete gestazionale, sindrome metabolica, difficoltà nel parto per macrosomia fetale (data da un peso del feto superiore a 4,5 kg), malattie cardiovascolari e ipertensione che, a sua volta, può provocare l'insogenza della preeclampsia, una condizione patologica che incide notevolmente sul regolare sviluppo della placenta e dei vasi sanguigni deputati a irrorarla. Per contro, anche le donne in sottopeso cronico possono avere grossi problemi nel corso della gestazione quali, ad esempio: malattie respiratorie, disfunzioni epatiche e renali, rischio di un parto pretermine, scarsa crescita fetale e ridotto sviluppo per età gestazionale, condizioni queste che possono portare conseguenze gravi per il nascituro, nell'immediato ma anche nel proseguo della sua vita.

Fonte https://www.mamme.it/gravidanza-e-aumento-del-peso-le-linee-guida-per-tenerlo-sotto-controllo/

Uomini, vi siete mai chiesti come sia essere incinti e fare i lavori di casa?

Картинки по запросу Uomini, vi siete mai chiesti come sia essere incinti e fare i lavori di casa?         Avete mai visto degli uomini incinti? Tre politici giapponesi hanno deciso di scoprire cosa prova una donna nel portare avanti le proprie faccende lavorative e nel sbrigare i lavori di casa durante il periodo della gravidanza. I tre hanno quindi pensato di indossare un pancione finto, dal peso di ben oltre sette chili, che simulasse la fase terminale di una gravidanza. I politici sono quindi andati a fare la spesa, hanno preso il bus, hanno dormito, lavorato e svolto le faccende domestiche, il tutto indossando il pesante pancione.

         Il bizzarro esperimento fa parte di una più grande campagna che punta a sensibilizzare gli uomini. Il Giappone infatti cerca di stimolare il sesso forte ad essere più gentile e rispettoso nei confronti delle proprie compagne in attesa. Il video nel quale vengono mostrati e resi noti gli esiti del buffo esperimento impazza sul web e, nel giro di pochissimi giorni, è già diventato virale.

Fonte https://www.supereva.it/uomini-vi-siete-mai-chiesti-come-sia-essere-incinti-e-fare-i-lavori-di-casa-20441

mercoledì 29 gennaio 2020

Cosa succede alla pelle durante la gravidanza?

      Durante la gravidanza l’intero corpo femminile vive una rivoluzione, a cominciare dalla pelle. Metabolismo e ormoni, infatti, hanno ampio effetto sulla nostra cute.

      In generale le future mamme possono avere beneficio degli effetti della gravidanza su pelle e capelli: l’azione degli estrogeni prolunga la fase di crescita dei capelli, che crescono di più e più velocemente, e molte malattie della pelle possono migliorare durante la gravidanza.

Картинки по запросу Cosa succede alla pelle durante la gravidanza?      Esistono però degli inestetismi tipici della gravidanza, alcuni dei quali si risolvono dopo il parto, mentre altri più persistenti possono essere trattati successivamente alla nascita del bimbo.

      Ne parliamo con la dottoressa Marta Brumana, dermatologa specialista di Humanitas San Pio X.

      Le smagliature sono dovute all’alterazione del tessuto connettivo cutaneo, e sono favorite dalla distensione della pelle e dalle alterazioni ormonali. Sono estremamente comuni sul seno, sull’addome e sui fianchi.

      L’unico modo per prevenirle è quello di prestare molta attenzione all’alimentazione e alla variazione di peso, evitando incrementi eccessivi, e utilizzare quotidianamente creme adeguate. Creme e massaggi per mantenere l’elasticità della pelle possono aiutare, ma vanno applicati con costanza e regolarità. Eventualmente, dopo il parto, possono essere fatte delle terapie mirate per diminuire la visibilità delle smagliature.

      Queste terapie, su consiglio del dermatologo, possono consistere nell’applicazione a domicilio di trattamenti specifici (come le creme a base di retinoidi) o nella laserterapia con laser frazionato CO2, il metodo scientificamente più validato per il trattamento delle smagliature.

      Attraverso uno speciale scanner computerizzato, viene erogato un raggio laser “frazionato”, ovvero diviso in tanti piccoli fasci di luce. Questi fasci di luce laser entrano in profondità nella pelle, arrivando a stimolare la produzione di collagene e fibre elastiche, ristrutturando la trama cutanea. Sono necessarie almeno 4-5 sedute, a distanza di circa due mesi l’una dall’altra.