venerdì 30 dicembre 2016

Come avere un seno in forma dopo la gravidanza?

       Già dopo poche settimane dal concepimento, per le variazioni ormonali in atto nell’organismo, il seno aumenta di volume e la donna avverte tensione mammaria. La pelle diventa più tesa e i vasi sanguigni sono più visibili. Il seno cambia forma e le ghiandole specializzate si preparano per la produzione del latte e può accumularsi tessuto adiposo attorno ai lobuli.
       Al termine dei 9 mesi di attesa e del periodo di allattamento, i tessuti che compongono la mammella possono non tornare allo stato precedente e il seno risultare svuotato. In questo processo un ruolo importante lo giocano i geni: «Chi è predisposto ad avere tessuti distrofici soffrirà certamente di più di questa problematica. Il tratto genetico è certamente la causa più importante: chi ha le smagliature già in giovane età è molto probabile che da adulta avrà a che fare con la perdita di elasticità del seno dopo una gravidanza», spiega sul Corriere della Sera la dottoressa Banzatti.

istock-576544198La perdita di elasticità del seno si può prevenire

       «Molto si può fare durante l’allattamento ma soprattutto prima dell’allattamento. Fondamentale è l’idratazione non solo della pancia ma anche del seno appena si scopre di essere in dolce attesa». In commercio sono disponibili diversi prodotti in grado di rafforzare ed elasticizzare la pelle, come ad esempio le creme elasticizzanti e antismagliature a base di elastina e collagene, amminoacidi essenziali da applicare massaggiando verso l’alto.
       E l’esercizio fisico con cui tonificare i muscoli pettorali può servire a “tenere su” il seno? «La ginnastica aiuta a mantenere il pettorale tonico e più ancorata la mammella ma sono i tessuti tra la ghiandola mammaria e il muscolo pettorale che si lasciano andare, è proprio quel collante che cede».
       Un ultimo consiglio utile che dà la dottoressa Banzatti riguarda l’intimo: «Mai stare senza reggiseno, se non quando si dorme. Questo va indossato con le bretelle corte dal momento che deve sostenere, non schiacciare».
       L’ultima via percorribile, qualora il difetto estetico del seno rischiasse di diventare un disagio psicologico, è la chirurgia plastica: non necessariamente chirurgia con protesi, bensì mastopessi (o lifting del seno) che serve a risollevare il seno svuotato e ptosico.

Lo yoga diventa patrimonio Unesco. Dalla gravidanza all’asma: perché farlo

        Pose, meditazione, controllo del respiro, ripetizione di parole e altre tecniche sono gli strumenti a disposizione dei praticanti lo yoga, tutti pensati per condurre gli individui verso l’armonia e la realizzazione di sé. Ma la disciplina è anche un prezioso complice del benessere generale. Vediamo alcuni dei benefici associati allo yoga.

1. Yoga per i malati oncologici


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Quando possibile, se non controindicato e dietro precise istruzioni dei medici, lo yoga potrebbe essere praticato anche dai pazienti colpiti da tumore nelle fasi finali del trattamento: «Le persone che affrontano una malattia importante spesso si trovano a fare i conti con i limiti che questa impone al loro organismo, sia in termini fisici (per esempio nel caso di una operazione chirurgica) e di possibilità oggettive, che in termini psicologici. Lo yoga, se ci si avvicina sotto la guida di una persona competente, aiuta molto nel conoscere o nel ritrovare i “limiti” del proprio corpo e ritornare in armonia con se stessi», spiega la dottoressa Stefania Spina, psicologa e appassionata praticante della disciplina.
«Inoltre lo yoga ha certamente un influsso positivo anche sulle componenti psicologiche della malattia e può davvero aiutare il paziente a ritrovare un nuovo equilibrio psicofisico che tenga conto delle conseguenze della malattia e dei trattamenti».

2. Yoga antistress

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Relax e ginnastica dolce. Un recente studio della University of Adelaide pubblicato su Journal of Psychophysiology ha visto come lo yoga può alleviare lo stress cronico nelle donne. Tra chi aveva seguito le lezioni di yoga, i ricercatori hanno rilevato un aumento nell’affetto positivo (un indicatore del benessere psicologico), una riduzione nel livello di stress e addirittura una riduzione del girovita.
Una risorsa a disposizione dei praticanti di yoga è la regolarizzazione della respirazione: «Con un respiro più lento e regolare si riesce a modulare l’attività del sistema nervoso che controlla diverse funzioni dell’organismo. 
E l’effetto sul girovita? «Il beneficio potrebbe essere indiretto: non è lo yoga che fa perdere peso, poiché il dispendio di calorie che richiede è poco considerevole. Ma se una persona riesce a rilassarsi e a tenere a bada lo stress potrebbe cominciare ad alimentarsi in maniera più regolare, magari a correggere quelle cattive abitudini che la portavano a mangiare per gratificarsi e scaricare lo stress».

3. Esercizi respiratori per l’asma

Assieme al trattamento farmacologico lo yoga potrebbe avere un effetto benefico per i soggetti asmatici: «Forti evidenze scientifiche derivate da studi controllati e randomizzati non ci sono», ricorda il dottor Michele Ciccarelli
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. «Lo yoga potrebbe rientrare fra le terapie alternative dell’asma bronchiale da considerare di supporto a un intervento terapeutico farmacologico per il quale ci sono evidenze consolidate».
Tra gli ultimi studi che vanno in questa direzione c’è una ricerca del 2014 pubblicata su Annals of Allergy, asthma and immunology che ha revisionato 14 studi relativi a oltre 800 pazienti. Questa la conclusione: lo yoga non può essere considerato come un intervento di routine per il trattamento dell’asma bensì come strumento di supporto o alternativo agli esercizi respiratori per i pazienti colpiti da questa malattia respiratoria.

4. Anche in gravidanza, soprattutto in gravidanza

Group of young pregnant women are doing relaxation exercise on exercise matLe donne che non vogliono rinunciare all’esercizio fisico nemmeno in gravidanza possono praticare lo yoga, «un’ottima pratica», secondo la dottoressa Annamaria Baggiani. Ma perché fa bene lo yoga in dolce attesa? «Dal punto di vista del movimento le pratiche posturali dello yoga aiutano a rimuovere le tensioni muscolari e scheletriche a carico della della schiena, favoriscono la circolazione sanguigna e aiutano a prevenire i dolori lombosacrali che spesso si accompagnano alla gravidanza per via del peso aggiuntivo del pancione», ricorda la dottoressa.
In questo caso oltre allo stretching un ruolo importante lo giocano gli esercizi di respirazione: «Uno dei vantaggi più importanti dello yoga è quello del rilassamento. Grazie agli esercizi respiratori si ottiene un benessere di lunga durata, che può venire in aiuto della donna nel momento del parto».

5. E dopo il parto si continua

Young woman doing yoga indoorsLo yoga può accompagnare le donne anche dopo aver partorito per gestire e prevenire l’incontinenza urinaria, come suggerisce una ricerca della University of California San Francisco Pubblicata su Female Pelvic Medicine & Reconstruction Surgery. Il motivo? Lo spiega la dottoressa Cinzia Bulletti, ostetrica-ginecologa: «Lo yoga, così come il pilates e tutta la ginnastica del pavimento pelvico, può risolvere i problemi di incontinenza grazie a esercizi che aiutano a migliorare la respirazione e a rafforzare i muscoli che controllano la statica pelvica alterata durante il parto e la gravidanza, riportando a una forma fisiologica ottimale».
E l’effetto è anche nel lungo periodo: «Tonificando i muscoli del pavimento pelvico si ottiene non solo un beneficio nell’immediato ma anche nel lungo termine, riducendo la possibilità di prolasso», conclude la specialista.

6. Combattiamo lo stress sott’acqua

Di yoga se esistono di diversi tipi e con diversi livelli di difficoltà. Tra i più inusuali c’è il Woga, cioè Water Yoga, yoga che si pratica in acqua. Ci si poggia al fondo della piscina (o del mare) cercando di tenere l’equilibrio anche grazie anche all’azione dell’acqua. Inoltre si può sfruttare il galleggiamento e replicare alcune posizioni tipiche dello yoga, ma a mollo, appunto.
istock-168260607Anche in questo caso si unisce l’azione sui muscoli a quella sulla respirazione: «A una respirazione lenta e regolare, efficace per il rilassamento mentale e come antistress, si associano esercizi fisici di vario tipo per i muscoli, dallo stretching e rilassamento muscolare fino ad esercizi di forza muscolare da effettuare in acqua», sottolinea la professoressa Lucini.
«Grazie al fatto che in acqua si pesa di meno e si fa meno fatica ad eseguire gli esercizi, il Woga può essere praticato a tutte le età a condizione che, prima di iniziare, si esegua una valutazione medica di idoneità. Pertanto, ben venga il Woga sia per le persone anziane e in sovrappeso, sia per quelle con problemi alle articolazioni, dolori muscolari o con difficoltà di movimento, ma anche in caso di mal di schiena e mal di collo. Rispetto allo yoga, però, il Woga, potrebbe presentare qualche difficoltà per chi ha problemi alla colonna o per chi, immunodepresso perché in terapia con chemioterapici o immunosoppressori, è più vulnerabile alle infezioni in acqua».

Ferro, perchè in gravidanza ne serve di più?

     La carenza di ferro ha come prima e più importante conseguenza l’anemia, ovvero la carenza di emoglobina nel sangue, che colpisce in particolar modo le donne in gravidanza. Per questo le future mamme devono provvedere a integrare la mancanza di ferro prestando maggiore attenzione ai cibi ingeriti, come ci spiega la dottoressa Stefania Setti, medico nutrizionista, responsabile del Servizio di Nutrizione clinica e dietetica di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

In gravidanza è possibile integrare il ferro attraverso l’alimentazione?

ferro gravidanza     «Non solo è possibile, è necessario. L’anemia da carenza di ferro è una condizione fisiologica, in gravidanza. Dipende dal fatto che in questa situazione si viene a creare un’espansione del volume del sangue e una crescita dei tessuti per cui si accresce il fabbisogno di ferro. Per questo è importante assumere alimenti ricchi di questo minerale, come le verdure con foglie verdi, i fagioli e legumi secchi e la frutta secca. Per aumentare l’assorbimento è consigliabile associare questi alimenti agli agrumi, mangiati o bevuti, sotto forma di spremuta. I vegetali da soli, però non possono bastare».

La carne è il pesce possono dunque aiutare a compensare la mancanza di ferro?

     «Carne e pesce sono essenziali componenti per la dieta della donna in gravidanza: dovrebbero essere presenti tutti giorni almeno una volta al giorno sempre molto ben cotti: durante tutta la gestazione sono da evitare carne e pesce crudi così come insaccati quali prosciutto cotto e bresaola. A un certo punto della gravidanza però la dieta, anche se ben equilibrata, non è sufficiente nella maggior parte dei casi a coprire il fabbisogno giornaliero di ferro e si rende necessaria anche un’integrazione».

Perché i vegetali da soli non sono in grado di integrare il ferro in gravidanza?

     «Perché se è vero che i vegetali sono molto ricchi di ferro, è altrettanto vero che il ferro in loro contenuto ha la forma non-eme, che non è assorbibile dal nostro organismo. Per questo è necessario utilizzare alcuni accorgimenti per renderli utili al nostro scopo. Come associarli alla vitamina C presente negli agrumi, come detto, o come evitarne l’assunzione in associazione ad alimenti ricchi di calcio, come i latticini e le acque minerali, o di tannini, come il caffè, il cioccolato e il vino rosso. Prima di consumare legumi e cereali integrali, infine, bisognerebbe lasciarli per un certo tempo in ammollo e in seguito risciacquarli abbondantemente, per eliminarne i fitati, elementi che oltre a non portare nutrimenti rendono più difficile l’assorbimento dei minerali essenziali per il nostro organismo».

Ipertensione in gravidanza, rischio di infarto in età adulta

       Molti studi suggeriscono che l’ipertensione in gravidanza preceda il manifestarsi di diabete e future malattie cardiovascolari e che quindi richieda un trattamento precoce per salvaguardare la salute della donna in gravidanza e nel futuro.
       Molti studi hanno ipotizzato e dimostrato una correlazione fra preeclampsia e rischio aumentato di eventi cardiovascolari: ma quanta responsabilità ha l’ipertensione in questo quadro? Ce ne parla la dottoressa Lidia Rota, responsabile del Centro di prevenzione cardiovascolare dell’ospedale Humanitas.
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       Uno studio pubblicato su Obstetrics & Gynecology realizzato su 2 milioni di gravidanze in donne nello Utah fra il 1939 e il 2012 ha identificato 60,580 donne con ipertensione gravidica: metà con ipertensione gravidica pura, senza altre manifestazioni, il 46.0% con ipertensione e preeclampsia, 1,4% con emolisi e sofferenza epatica e piastrinopenia (HELLP sindrome); è stato eseguito un confronto con 123,140 donne incinte ma senza ipertensione, simili per età, caratteristiche e abitudini.

Attività fisica, no fumo e dieta sana per salute cardiovascolare

       I risultati dello studio sono i seguenti: la maggior parte delle morti si è verificata da 40 a 60 anni dopo la gravidanza, l’ipertensione era associata a un aumentato rischio di diabete e di morte per infarto del miocardio e ictus cerebrale che risultavano quasi doppi nelle donne ipertese in gravidanza. L’ipertensione gravidica si associava inoltre anche con quadruplicata probabilità di Alzheimer.
       Sulla base di questo e altri studi simili AHA – American Heart Association raccomanda che l’ipertensione in gravidanza venga tenuta in alta considerazione quando si traccia il profilo di rischio cardiovascolare in una donna: e poiché la preeclampsia si associa a un elevato rischio di eventi cardiovascolari, raccomanda di sollecitare le persone a rischio a correggere precocemente uno stile di vita pericoloso, intervenendo sui fattori di rischio modificabili, azione non solo utile ma indispensabile: ridurre ed eliminare il fumo di sigaretta, mantenere un peso adeguato e l’abitudine all’attività fisica e una alimentazione sana sono misure che potrebbero garantire a ogni donna la salute del cuore del cervello e delle arterie, anche nelle donne che hanno sofferto di pressione alta in gravidanza.

Influenza e vaccino in gravidanza, nessun aumento del rischio autismo

      Come riferiscono i ricercatori, alcuni studi epidemiologici recenti hanno riferito un aumentato rischio di sviluppare tali patologie in associazione alle infezioni e alla febbre che possono colpire le donne in gravidanza. Altre ricerche si sono soffermate anche sull’associazione tra questo rischio e il momento della comparsa di queste infezioni, ma i risultati sono contraddittori, si legge nello studio. In alcuni casi si sono correlate le infezioni virali nel primo trimestre mentre in altri le infezioni batteriche sorte nel secondo e terzo trimestre di gravidanza.

Vaccino antinfluenzale inoculato in tutti e tre i trimestri di gravidanza

Closeup photo of pregnant woman      Partendo da queste premesse i ricercatori americani hanno valutati i dati relativi a oltre 196mila bambini. Tra le loro mamme 1400 erano state colpite da influenza durante la gestazione e poco più di 45mila avevano ricevuto il vaccino da puerpere. Tra i bambini sono stati registrati poco più di 3mila casi di disturbi dello spettro autistico, ovvero disturbi del neurosviluppo (Autism Spectrum Disorders, ASD in inglese) tra cui l’autismo e la sindrome di Asperger.
      In conclusione, non è stata rilevata alcuna associazione tra un aumentato rischio di questi disturbi e l’influenza stagionale materna né riguardo la somministrazione del vaccino antinfluenzale durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza. Dopo aver corretto i dati, l’associazione con la vaccinazione durante il primo trimestre diventava statisticamente non significativa ma, comunque, i ricercatori sottolineano la necessità di ulteriori studi per indagare meglio questo legame. Lo studio, in ogni caso, non risolve la questione in termini di causa effetto, puntualizza il team.

Che conseguenze può avere contrarre l’influenza in gravidanza?

      «I rischi sono generalmente molto bassi. Naturalmente ci sono forme influenzali più gravi che hanno indotto le autorità sanitarie a includere le donne incinte tra le categorie alle quali raccomandare la vaccinazioneantinfluenzale a ogni nuova stagione», spiega il dottor Stefano Acerboni, ginecologo dell’ospedale Humanitas San Pio X.
      In Italia il ministero della Salute raccomanda la vaccinazione contro l’influenza alle donne che, all’inizio della stagione epidemica, si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza. «Questo perché alla 14ma settimana il processo embriogenetico è quasi completo e dunque il feto si è formato quasi del tutto. Prudenzialmente, prima della 14ma settimana, quindi con il processo di formazione del feto in corso, si cerca di evitare la somministrazione di farmaci e anche dei vaccini. Le coperture vaccinali per le donne in gravidanza nel nostro Paese sono in ogni caso piuttosto basse, di poco superiori al 10%».

Per un particolare gruppo di donne, l’invito a fare il vaccino è più stringente

      «Fortemente raccomandata è la vaccinazione per le donne in gravidanza affette da patologie preesistenti che richiedono l’assunzione di farmaci immunosoppressori. Queste pazienti sono immunodepresse o a rischio di endocardite per cui le conseguenze di un’influenza possono essere molto più serie», conclude lo specialista.

giovedì 29 dicembre 2016

Post Semiserio sulle Mamme dei Gemelli

      Ho sempre pensato che, sebbene la fatica di una mamma di gemelli fosse una roba da matti, dopo qualche anno, il lavoro sarebbe stato ricompensato alla grande. Figli della stessa età, con sedicenti poteri di leggersi nella mente l’un l’altro; mamme senza l’esigenza di ricercare altre gravidanze. In fondo, due è un numero di tutto rispetto. Anche uno, ovviamente!
mamme-di-gemelli      Certo, poi, quando le incontro per la strada, le suddette mamme, non mi paiono tanto felici. Hanno occhiaie doppie, rughe doppie, notti insonni doppie. Nel futuro saranno felicissime, ma nel presente si palesano solo stanchissime.
      Per non parlare dei nonni. Prima di sapere che sarebbero stati gemelli, salti di gioia per i nascituri. Successivamente, si sarebbero finti morti, piuttosto che portare quegli enormi passeggini che manco un transatlantico.
      Io, ad esempio, se avessi avuto dei gemelli, avrei dovuto cambiare casa. Nel mio ascensore, non ci saremmo mai entrati.
      I padri dei gemelli, invece, mi fanno troppo ridere. La loro frase tipica è: Quando ho saputo che erano due, volevo svenire! Manco dovessero portaseli in grembo loro!
      Un’amica mi ha raccontato che una sua conoscente ha partorito tre, dico tre gemelli. Non pizza e fichi. Ma sapete la cosa assurda? Il terzo pare essere rimasto, per svariate ecografie,  nascosto dietro le spalle degli altri due. Visualizzato solo alla fine, mi immagino la faccia della mamma, il giorno in cui glielo hanno detto. Avrà finto non fosse suo!
Le mamme dei gemelli:
  1. Chiedono, ad ogni ecografia, di verificare il tasso alcolico della ginecologa. Se ha visto doppio, per via degli Spritz, è perdonata
  2. Chiedono, ad ogni ecografia, di verificare il sesso dei bambini. Chiedono verifiche su verifiche, se risultano maschi. Non ci possono credere
  3. Chiedono, alle altre mamme, se in caso di terzo, possa uscire una femmina. Quasi tutte rispondono di non provarci. La maggior parte, a forza di provare, ha dato alla luce quattro maschi e solo dopo ha capito che non li poteva restituire
  4. Quando sentono parlare dell’epidurale come fosse il male, e del parto naturale come fosse l’unico “vero parto”, capiscono che devono prendere la situazione in mano. Bisturi, ventosa e droga analgesica …. Faranno tutto da sole. Non ci provassero manco, a dire di provare a spingere. Spingessero le ostetriche!
  5. Quando sentono parlare di allattamento materno e vedono le immagini di mamme che hanno i due seni occupati contemporaneamente, prendono la decisione: Latte Vaccino & Cereali al Cioccolato Bianco da subito!
  6. Sul riuscire a farsi la doccia, ci mettono una pietra sopra. Sanno che si tratta di una fantasia, e la prendono come tale. Per loro, rappresenta un sogno erotico.
      Colichette, Svezzamento, Vestizione. Pensateli tutti doppi. A rifletterci bene, le mamme dei gemelli vanno fatte Sante subito, almeno alla prima ecografia! 
Fonte http://www.maternita.it/le-mamme-dei-gemelli.html

Il Primo Trimestre, Tutto Quello che Vuoi Sapere

il primo trimestre di gravidanza       Il primo trimestre è ben risaputo essere un periodo delicato dell’attesa, in cui si impianta l’embrione e tutte le basi della nuova vita vengono poste in essere, avvengono forse più trasformazioni proprio in queste settimane che, con le dovute proporzioni, in tutto il resto della gravidanza.

IL PRIMO TRIMESTRE DI GRAVIDANZA

       In genere sono proprio i primi tre mesi i più pesanti se si soffre di nausee e vomito. I cambiamenti ormonali sono importanti e questo deve essere gestito al meglio dal nostro corpo che è sottoposto a notevoli cambiamenti.


       Si passa da un semplice cumulo di cellule a un piccolo esserino che può avere il singhiozzo e mettersi il dito in bocca, dunque è decisamente un cambiamento importantissimo con modifiche determinanti.


VEDIAMO LE VARIE FASI DI SVILUPPO DEL VOSTRO BIMBO CHE SI SUSSEGUONO NELLA PANCIA DELLA MAMMA DURANTE IL PRIMO TRIMESTRE:

il primo trimestre di gravidanza– Ancora prima di sapere che state aspettando un bambino, lo zigote o cellula fecondata, derivante dall’unione e fusione del gamete maschile e di quello femminile, possiede già tutto il corredo cromosomico per determinarne il genere, il colore dei capelli, degli occhi e molto altro. Davvero stupefacente!


– La placenta e il cordone ombelicale iniziano a formarsi dopo che la cellula fecondata o zigote viene impiantata nell’utero. Il cordone servirà a trasmettere le sostanze nutritive dal corpo della mamma a quello del bambino durante i nove mesi della gestazione.

       IL PRIMO TRIMESTRE: UNA VOLTA CHE L’UOVO È IMPIANTATO, INIZIAMO A CHIAMARLO EMBRIONE

– All’incirca verso la quinta settimana, sta già avvenendo una cosa incredibile: si inizia a formare il tubo neurale, la struttura che si trasformerà poi nel midollo spinale parte fondamentale del sistema nervoso. Anche il cervello, i vasi sanguigni, il cuore iniziano a prendere forma.


– Intorno alla sesta settimana, mentre lottate ancora con le nausee, il piccolo embrione inizia già a pompare il sangue. Il tubo neurale si è chiuso e si iniziano a formare braccia e gambe anche se in modo ancora informe.


– Nelle prime settimane, il vostro bimbo conserverà pressapoco una forma definita a C e misura meno di due centimetri e mezzo.

il primo trimestre di gravidanza 
– Fino alla settima settimana può ancora rigirarsi come un pesciolino nel liquido amniotico. Il cervello e i tratti del viso cominciano a delinearsi in modo certo e anche le minuscole mani prendono forma e consistenza, benché piccolissime. Le narici del naso si formano e la testa è molto più grande di tutto il resto del corpo, sproporzionata rispetto a quel minuscolo esserino.

– Arrivano poi le dita delle mani e dei piedi! Queste piccole appendici in miniatura non sono ancora scollegate tra loro e le mani sembrano più delle palme di anatroccolo ma cambieranno presto aspetto.


       Mentre tutto si sviluppa, crescono anche i polmoni, il naso si delinea e si stacca dal volto, allo stesso modo le orecchie e gli occhi. Iniziano le prime attività cerebrali.

       IL PRIMO TRIMESTRE: INTORNO ALL’OTTAVA SETTIMANA IL PICCOLO EMBRIONE SI È INGRANDITO E ARRIVA A MISURARE CIRCA UN CENTIMETRO, DALLA TESTA ALLE NATICHE.

– A nove settimane il vostro embrione potrebbe avere il singhiozzo. Questo avverrà un po’ prima di poter effettivamente sentire i suoi movimenti. Anche il cuore è già perfettamente sviluppato.


– Appena raggiungerete le dieci settimane, il vostro piccolino perderà la membrana che teneva unite tra loro le dita delle mani e dei piedi. Si formeranno le palpebre. Mentre voi non vi accorgerete di niente, il vostro bimbo ha iniziato già a muoversi e parecchio.

       IL PRIMO TRIMESTRE: ALLA DECIMA SETTIMANA L’EMBRIONE PRENDE IL NOME DI FETO

– A dieci settimane nell’embrione iniziano a distinguersi i genitali.


il primo trimestre di gravidanza– A undici settimane il vostro corpo inizia davvero ad impegnarsi duramente e “seriamente” nella crescita e nella formazione del vostro bambino. A questo punto in realtà tutti gli organi sono già presenti nel feto, devono solo specializzarsi come i genitali che intanto si differenziano.


       Tra l’undicesima e la dodicesima settimana il viso acquisisce dei tratti sempre più distintivi e personali, si vedono abbastanza bene braccia e gambe che continuano ad allungarsi.


       Un viaggio incredibile di dodici settimane nelle quali tutto cambia e il vostro bambino, benché in miniatura, è pressoché già formato. 

Fonte http://www.vitadamamma.com/156469/il-primo-trimestre.html