venerdì 21 febbraio 2014

Fecondazione assistita: cos'è?



Fecondazione assistita (anche fecondazione artificiale) è una locuzione con la quale ci si riferisce a un processo per mezzo del quale viene attuata, in modo artificiale, l'unione dei gameti (i gameti sono cellule riproduttive mature).
Non si deve commettere l'errore di considerare fecondazione assistita quale sinonimo di procreazione assistita, infatti, con procreazione (medicalmente) assistita si fa riferimento a tutte quelle metodiche attraverso le quali è possibile aiutare dei soggetti a procreare, a prescindere dal fatto che tali metodiche siano di tipo chirurgico, farmacologico ormonale ecc., mentre quando si parla di fecondazione artificiale si dovrebbe fare esclusivo riferimento alla fecondazione dell'ovulo da parte dello spermatozoo.
La fecondazione assistita è un tema attuale e alquanto controverso che ha dato vita, nel corso di questi ultimi anni, ad accesi dibattiti e controversie sulla sua liceità dal punto di vista bioetico, tant'è che anche la legislazione in merito è spesso oggetto di critiche, come del resto accade molto spesso quando si trattano temi che toccano la sfera etica. Nel nostro Paese le tecniche di fecondazione medicalmente assistita sono, al momento attuale, regolamentate dalla
legge n. 40 del 19 febbraio 2004 e dal decreto ministeriale dell'11 aprile 2008.
Fecondazione assistita e omologa e fecondazione assistita eterologa
Quando parliamo di fecondazione assistita possiamo distinguerne due tipologie:
  • fecondazione assistita omologa
  • fecondazione assistita eterologa.
La fecondazione assistita omologa prevede che vengano utilizzati gameti che appartengono, in senso biologico, alla coppia che sta cercando di avere un figlio, mentre la fecondazione assistita eterologa prevede che venga utilizzato almeno un gamete derivante da un donatore o da una donatrice; i gameti utilizzati possono quindi derivare entrambi da donatori che sono esterni alla coppia che sta cercando una gravidanza.
Sia che si parli di fecondazione assistita omologa sia che ci si riferisca a fecondazione assistita eterologa, si distinguono tecniche di primo e secondo livello. In realtà si dovrebbe parlare anche di tecniche di terzo livello che sono quelle in cui, a differenza di quanto accade con le procedure di I e II livello, è necessario ricorrere ad anestesia generale con intubazione.
Fra le tecniche di primo livello ricordiamo l'inseminazione intrauterina (nota anche con la sigla IUI, Intrauterine Insemination), mentre fra quelle di secondo livello, che solitamente vengono utilizzate quando si hanno di fronte problematiche particolarmente complesse, possiamo citare la Fertilizzazione In Vitro con Embryo Transfer (meglio nota come FIVET) e l'iniezione intra-citoplasmatica di spermatozoi (nota anche come ICSI, Intra-Citoplasmatic Sperm Injection).
Tecniche di fecondazione assistita di primo livello
Fra le tecniche di fecondazione assistita di primo livello abbiamo ricordato nel paragrafo precedente l'inseminazione intrauterina; esistono però altri tipi di inseminazione che possiamo considerare come varianti della prima, fra queste citiamo l'inseminazione intracervicale (ICI, Intracervical Insemination), l'inseminazione intraperitoneale (IPI, Intraperitoneal Insemination) e l'inseminazione intratubarica (IFI, Intratubal Insemination).
La IUI, nota anche come AIH (Artificial Insemination by Husband, inseminazione artificiale omologa - letteralmente husband significa marito) è una tecnica di fecondazione assistita relativamente semplice e poco invasiva; di fatto consiste nell'introdurre al'interno della cavità uterina del liquido seminale trattato in modo opportuno. Viene generalmente consigliata quando sia stata accertata incompatibilità fra liquido seminale e muco cervicale, in caso di infertilità di grado lieve o moderato oppure in quei casi in cui l'infertilità non è spiegabile e anche nel caso che vi siano oggettive difficoltà nel rapporto sessuale dovute, per esempio, a vaginismo o a impotenza coeundi. La tecnica si basa essenzialmente su: a) monitoraggio ecografico dell'ovulazione tramite ecografie transvaginali che hanno lo scopo di verificare quale sia il momento più idoneo all'inseminazione; b) preparazione del liquido seminale mediante particolari tecniche che hanno lo scopo di migliorare la sua qualità; c) deposizione del liquido seminale in utero tramite apposite cannule flessibili.
La fecondazione assistita tramite inseminazione intracervicale o pericervicale è una tecnica decisamente poco invasiva. Consiste essenzialmente nell'inserire, tramite un'apposita cannula, nel canale cervicale una parte di liquido seminale fresco (0,5), la parte rimanente del seme maschile viene inserita direttamente in vagina; quest'ultima viene "chiusa" con l'aiuto di una particolare coppetta per circa 6 ore; la tecnica ha lo scopo di far arrivare con maggior facilità lo sperma alle ovaie; non sono necessari trattamenti particolari sugli spermatozoi; viene però richiesto al donatore di astenersi dai rapporti sessuali nei quattro giorni che precedono l'intervento allo scopo di garantire una maggiore concentrazione e un maggiore volume del liquido spermatico. La fecondazione assistita tramite inseminazione intracervicale è una tecnica che viene consigliata a quelle coppe in cui il grado di infertilità non appare particolarmente compromesso.
L'inseminazione intraperitoneale viene effettuata pungendo con un ago la parete vaginale dopodiché si depositano 2 ml di liquido seminale nel cosiddetto Cavo del Douglas (il recesso più basso del peritoneo viscerale che nella donna è posto tra retto e utero), da qui gli spermatozoi potranno facilmente giungere nelle tube; è una tecnica che richiede che le tube siano in condizioni eccellenti e che l'ovulazione sia molto buona; l'inseminazione intraperitoneale viene utilizzata generalmente quando ci si trova di fronte a casi di sterilità inspiegabili oppure in caso di sterilità derivata da problemi cervicali. Uno dei problemi in cui si può incorrere adottando questa tecnica è che l'organismo, dopo la deposizione degli spermatozoi, secerna anticorpi antispermatozoo, cosa che rende vana l'operazione.
La fecondazione assistita tramite inseminazione intratubarica è una tecnica in cui lo sperma viene immesso, con l'aiuto di cateteri e attraverso una guida monitorata, nelle tube. Il ricorso a tale metodo è indicato quando siano falliti diversi tentativi di inseminazione intracervicale. Non è applicabile quando le salpingi risultano ostruite oppure in casi di grave subfertilità maschile. 
Tecniche di fecondazione assistita di secondo livello
Una tecnica di fecondazione assistita particolarmente conosciuta è la cosiddetta FIVET.
La FIVET è una tecnica di fecondazione assistita abbastanza comune. È una fecondazione in vitro dell'ovulo con trasferimento successivo, nell'utero della futura madre, dell'embrione venuto a formarsi. La tecnica è stata sviluppata da due inglesi, Patrick Christopher Steptoe (1913-1988) e Robert Geoffrey Edwards, ginecologo il primo e biologo il secondo. Per aver sviluppato tale tecnica, Edwards è stato insignito nel 2010 del premio Nobel per la medicina. Il primo essere umano nato grazie alla FIVET è una bambina londinese, Louise Brown, la cui data di nascita risale al 25 luglio 1978.
La tecnica in questione consta di diverse fasi; inizialmente vengono somministrati alla donna farmaci a base di gonadotropine allo scopo di indurre iperovulazione (si induce cioè lo sviluppo di più follicoli e conseguentemente di un maggior numero di cellule uovo). È necessario che la donna venga sottoposta a monitoraggi atti all'individuazione del momento migliore per portare a maturazione gli ovociti. Si procede poi all'aspirazione dei follicoli, effettuata tramite tecnica ecoguidata, per poter recuperare gli ovociti che sono giunti a maturazione. A questo punto si procede con l'analisi laboratoristica del liquido follicolare e si recuperano quegli ovociti che si ritengono essere maggiormente idonei alla fecondazione. Successivamente i gameti vengono posti in un apposito contenitore per far sì che lo spermatozoo penetri l'ovocita. In alcuni casi si utilizzano tecniche particolari quali l'ICSI, una procedura nella quale si procede con l'iniezione diretta dello sperma nel citoplasma dell'ovocita.
A questo punto, se tutto è andato secondo le previsioni, si procede con l'introduzione in utero, per via vaginale, dell'embrione che si è venuto a formare sperando che possa "radicarsi" nell'endometrio e continuare il suo sviluppo.
La FIVET non è una tecnica di fecondazione esente da rischi, anche se infezioni ed emorragie sono eventi che si verificano molto raramente. Alcuni problemi possono verificarsi dalla somministrazione delle gonadotropine; fra questi, nel breve periodo, vi sono aumento di peso, nausea, vomito, vertigini, dolenzia addominale. La somministrazione di ormoni può inoltre indurre una condizione detta sindrome da iperstimolazione ovarica che nei casi più seri, invero rari, richiede l'ospedalizzazione; la maggior parte delle volte tale condizione si presenta in forma lieve o in forma intermedia e si risolve in modo spontaneo senza che si debba ricorrere all'ospedalizzazione; richiede comunque un'attenta monitorizzazione. È anche possibile, ma non vi sono evidenze scientifiche assolute, che l'iperstimolazione giochi un certo ruolo nella comparsa di menopausa precoce. Generalmente non vengono impiantati più di tre embrioni; la scelta di un numero massimo di embrioni è prevista dalle linee guida della European Society for Human Reproduction & Embryology (ESHRE) allo scopo di mantenere un certo equilibrio fra probabilità di gravidanza e rischio di gravidanza plurigemellare.
Le percentuali di successo della FIVET sono alquanto variabili e dipendono da diversi fattori tra i quali ricordiamo la risposta individuale alla terapia (non tutte le donne producono un numero di follicoli sufficiente allo scopo), il grado di maturazione degli ovociti, la fertilità del soggetto che si sottopone alla terapia ecc.
Altre tecniche di fecondazione assistita di secondo livello sono la già citata ICSI, il prelievo testicolare dei gameti (prelievo percutaneo o biopsia testicolare), il trasferimento intratubarico dei gameti maschili e femminili (GIFT), zigoti (ZIFT) o embrioni (TET) per via transvaginale ecoguidata o isteroscopica.
Fecondazione assistita: riflessioni relative alla legislazione in materia
Come detto nella parte iniziale dell'articolo, nel nostro Paese esistono alcune regolamentazioni relative alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita.
Diversamente da quanto accade in altri Paesi, in Italia è consentita soltanto la fecondazione assistita omologa; tale limitazione fa sì che la fecondazione dell'ovocita non possa avvenire con l'ausilio del seme di un donatore estraneo alla coppia (dove per coppia, oltre alle persone sposate si intendono anche conviventi more uxorio purché non vi sia identità sessuale).
Alcuni anni fa, detta limitazione fu soggetta a consultazione referendaria, ma il quorum necessario a consentire la modifica della norma in questione non fu raggiunto.
Di fatto, in base alla legislazione vigente, la fecondazione assistita è preclusa a: a) quelle coppie eterosessuali nelle quali almeno uno dei due partner sia sterile al 100% (non vi è cioè alcuna possibilità di estrarre, con le tecniche previste, gameti maschili o gameti femminili); b) ai soggetti di sesso maschile definiti come "single" perché la legislazione vivente non permette la possibilità di impiantare un embrione nell'utero di una donna che sia considerata quale protagonista della procedura di fecondazione assistita; c) alle coppie omosessuali in quanto, in base a quanto previsto dal decreto ministeriale, viene a mancare il requisito della diversità sessuale fra membri della coppia.
Secondo molti, l'attuale impostazione legislativa relativa alla fecondazione assistita apre le porte a quel fenomeno che è stato definito come "turismo riproduttivo". Tale fenomeno consiste sostanzialmente nel trasferimento temporaneo di soggetti residenti in Paesi in cui le norme sulla fecondazione assistita sono restrittive in Paesi in cui esiste la possibilità di ricorrere legalmente a determinati interventi di fecondazione assistita non previsti nei loro Paesi di origine.
Sono numerose le coppie italiane che hanno scelto questa strada per avere la possibilità di effettuare quegli interventi di fecondazione assistita ai quali la legislazione italiana non consente di ricorrere. 

Le procedure di fecondazione artificiale (sia l'ovodonazione che l'embriodonazione) e la maternita surrogata sono ammesse in Ucraina dalla legge art.123 parte 2 e dall'ordine del Ministero della Sanità № 771.

Utero in affitto. Diventare madre a tutti i costi.


In Italia non è permesso, ma molte coppie scelgono di farlo all’estero. Nel 2011 sono state 4mila
Tutti lo chiamano “utero in affitto”, ma gli esperti preferiscono definirla “maternità surrogata” o “assistita”. In pratica: una donna si fa carico di una gravidanza, per conto di una coppia sterile, omosessuale o di un single, fino al parto. La fecondazione (in vitro) viene effettuata con seme e ovuli della coppia richiedente o, se necessario, di donatori e donatrici. L’embrione, poi, viene impiantato nell’utero della portatrice (o madre surrogata), che partorirà senza essere però riconosciuta come madre. La madre legale sarà solo colei che ha trasmesso i geni, anche se non ha partorito. Secondo diverse sentenze, per riconoscere i diritti genitoriali non basta il parto, occorre una connessione genetica. 
In Italia questa procedura non è legale: la legge 40 del 2004 la vieta espressamente. Nonostante questo, sempre più coppie italiane decidono di ricorrere alla maternità assistita. Ma all’estero, in Paesi come Canada, Stati Uniti, Russia, Ucraina o India. Con differenze di prezzo notevoli: dai 20mila in India fino a più di 100mila euro negli States. Non ci sono dati certi su quanti italiani decidano di farlo: secondo un’indagine condotta da Quotidiano sanita' su 39 centri in 21 Paesi diversi, nel 2011 le coppie che dall’Italia hanno deciso di seguire la procedura all’estero sono state ben 4mila. Dopo la fecondazione degli ovuli, si stipula un contratto con una agenzia specializzata nel Paese scelto, che cerca la madre portatrice. I requisiti sono l’affidabilità, la buona salute e essere già madre. Una volta trovata e impiantato l’embrione, si aspetta il tempo della gravidanza. 
In alcuni casi, però, al rientro in Italia possono sorgere problemi. Una volta tornati, i neogenitori devono ottenere il riconoscimento da parte dello Stato italiano del certificato di nascita dei bambini e quindi dell’attestazione di genitorialità. Può succedere che questo non avvenga, e che la coppia sia accusata di “alterazione di stato di nascita”, reato punito con la reclusione da tre a dieci anni. Per questo in tanti si affidano a esperti legali che conoscono bene procedure e ordinamenti giuridici sia del Paese ospitante sia di quello di provenienza. Come l’avvocato Susanna Lollini, che fa parte del Gruppo legale dell’associazione famiglie arcobaleno e si occupa di “maternità assistita” nello studio legale romano Menzione-Lollini. «Parlare di “turismo procreativo”», dice, «significa non aver capito nulla della gravità del problema. Sarebbe più corretto e giusto parlare di “esilio procreativo”, perché del divertimento del turismo non ha proprio nulla». 
Avvocato, chi sono le coppie che scelgono la maternità surrogata?
La maternità surrogata è sempre l’ultima spiaggia dopo numerosi altri tentativi.  Ci sono anche coppie omosessuali che scelgono di ricorrere alla maternità surrogata. 
In quali Paesi si può praticare?
Molti italiani si spostano in Canada o Stati Uniti, ma anche in Russia, Ucraina o India.
Qual è la differenza?
Per Canada e Stati Uniti al rientro in Italia non ci sono problemi penali, in quanto i bambini hanno cittadinanza e passaporto americani o canadesi. Non ci sono problemi di trascrizione dei certificati di nascita da questi Paesi. Noi come studio legale abbiamo assistito dal punto di vista legale le persone che hanno fatto ricorso alla maternità surrogata in questi Paesi avendo, se necessario, contatti con gli avvocati locali specializzati.
Per Russia e Ucraina il problema è che in questi Paesi i bambini non hanno nessuna cittadinanza finché non acquisiscono quella italiana con la trascrizione allo stato civile del certificato di nascita. Quindi hanno bisogno di un’autorizzazione del Consolato per uscire dal territorio in cui sono nati. È in questo momento che il consolato segnala alla procura il sospetto che si tratti di maternità surrogata. Per cui quando le coppie tornano in Italia sono soggette a procedimento penale. In questi casi, soprattutto l’avvocato Ezio Menzione, il penalista “puro” dello studio per cui lavoro, ha difeso in giudizio le coppie a cui è stato contestato il reato di alterazione di stato.
Per quanto riguarda le coppie omosessuali, invece, in genere lo fanno negli Stati Uniti e in Canada. In Ucraina i richiedenti devono essere sposati, con un documento che certifichi la sterilità della paziente. Non è consentito a omosessuali e single. In Russia, invece, soprattutto per le donne, è possibile. 
Perché tante coppie eterosessuali scelgono l’Ucraina?
Il punto è che andare in Usa o in Canada costa dai 100mila euro in su. I costi in Ucraina invece sono più bassi, dai 30 ai 70mila euro al massimo. Ci sono molte variabili ovviamente: se si tratta di un solo bambino o di due gemelli; se non si riesce al primo tentativo; se si deve fare il parto cesareo; se i bambini nascono prematuri ecc. ma comunque i costi restano più bassi.

Quali sono i rischi per i genitori che rientrano dall’Ucraina?
Oltre alla procura che apre un procedimento penale, può intervenire anche il Tribunale per i minorenni che in questo caso apre una procedura per dichiarare lo stato di adottabilità del bambino. Fino a poco tempo fa la decadenza definitiva della potestà genitoriale era prevista come pena accessoria del reato di alterazione di stato. Poi è intervenuta la Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo l’automatismo di tale decadenza. Solo il Tribunale per i minorenni infatti ha giurisdizione sulle questioni relative alla potestà sui minori.



L'articolo da www.linkiesta.it

martedì 11 febbraio 2014

Bambini nati all'estero da utero in affitto. Questione legale: come fare? Risponde avvocato


Salve, volevo sapere chiarimenti legali sulla registrazione in Italia di bambini nati all'estero da utero in affitto . Grazie


RISPOSTA


Facciamo chiarezza sull'argomento.

L'utero in affitto, è la tecnica che permette a quelle donne che sono in grado di concepire ma non di portare a termine la gravidanza di avere un figlio. L’embrione dopo la fecondazione in vitro viene impiantato nell’utero di un’altra donna che porta a termine la gravidanza. Questa tecnica non è consentita in Italia, per motivi etici, mentre in altri paesi è diventato quasi un business.

Appena nato, nello Stato dove la pratica dell'utero in affitto è lecita, il nascituro riceve i documenti ed il cognome dei genitori italiani e rientra in Italia insieme a loro, come figlio naturale o legittimo (legittimo se i genitori sono uniti nel vincolo del matrimonio, altrimenti naturale), senza alcun problema di carattere burocratico.

Se un cittadino italiano ed una cittadina italiana dichiarano all'estero un figlio, come proprio figlio naturale o legittimo, nulla osta da parte delle autorità italiane, a riconoscere al neonato la cittadinanza italiana.

Se la coppia è sposata peraltro, il nostro diritto di famiglia impedisce alcuna ricerca o verifica sullo stato di legittimità del neonato (vedi articolo 253 del codice civile).

Art. 253 del codice civile. Inammissibilità del riconoscimento.

In nessun caso è ammesso un riconoscimento in contrasto con lo stato di figlio legittimo o legittimato in cui la persona si trova.

In concreto, se la legislazione straniera consente di riconoscere come figlio legittimo/naturale, colui che nasce con la pratica dell'utero in affitto, le autorità italiane non possono fare altro che accettare la registrazione nel registro anagrafico del neonato, come figlio a tutti gli effetti della coppia in questione.
Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

mercoledì 5 febbraio 2014

Partorire ai 50? Facilmente! BioTexCom sa come aiutarvi!

L’infertilità, come qualsiasi altra malattia, non sceglie le sue vittime in base alla razza o luogo di residenza. L’infertilità è un problema globale che i medici e specialisti hanno chiamato “la peste del 21° secolo”. In Italia ogni settima coppia non riesce a concepire un figlio in modo naturale oppure portare avanti la gravidanza. Poì, ci sono sempre più donne che vogliono partorire un figlio in modo naturale in età superiore al periodo fertile. Grazie alla scienza e alle tecnologie moderne della medicina riproduttiva è possibile. I Centri della Medicina Riproduttiva aiutano tali coppie a concepire un figlio con l’aiuto delle tecniche della procreazione assistita come la donazione di ovuli e la maternità surrogata. Uno di questi centri medici è la clinica BioTexCom. Questo centro medico è riuscito a conquistare la fiducia e la posizione leader tra gli altri centri ed introduce con un gran successo sempre le nuove tecnologie della medicina riproduttiva. Va considerato che dopo i 50 sia proprio impossibile concepire un figlio e portare avanti la gravidanza anche con l’auito della fivet, l’icsi e l’ovodonazione...però non è il vero! I medici della BioTexCom danno le garanzie di successo anche alle donne che hanno già compiuto 50 anni. Quindi, grazie alla FIVET con l’ovodonazione che sono legali in Ucraina, i medici specialisti della medicina riproduttiva di BioTexCom ogni mese eseguono circa 10 procedure di fecondazione in vitro con gli ovociti donati per le clienti italiane che hanno più di 50 anni. Il tasso di buon esito con la prima prova è molto alto. Allora, che segreto di successo hanno i medici ucraini? Tutto ingegnoso è semplice: gli embriologi del centro medico BioTexCom effettuano le ricerce nel campo della procreazione assistita e introducono le più moderne tecnologie e possibilità. La chiave del successo è la tecnica “al fresco”: l’utilizzo del materiale biologico fresco, cioè fecondazione degli ovociti freschi con lo spermatozoo fresco. Questa tecnica aumenta notevolmente il tasso di successo di concepimento anche nei casi più disperati. Per lo più, i medici di questo centro effettuano l’impianto degli embrioni nell’utero della donna al quinto giorno di maturazione di essi nell’incubatrice. Tale metodica dell’impianto ha molto alto tasso di successo visto che gli embrioni di questa fase della maturazione sono più forti ed hanno più probabilità di attecchirsi nell’utero. Ci sono molte donne italiane che hanno più di cinquant’anni e che si rivolgono alla clinica BioTexCom per provare la felicità di essere madre. L’età di donna non è un ostacolo che impedisce di portare avanti la gravidanza e partorire un figlio grazie alla tecnologia di fecondazione artificiale con gli ovociti donati. I medici del centro ucraino eseguono gli esami della salute della coppia molto attentamente e pongono l’accento su molti dettagli per scegliere un trattamento individuale. Non ci sono dei trattamenti uguali, ogni paziente della clinica BioTexCom riceve un approccio medico individuale. Lo scopo di questo centro non è la quantità ma la qualità ed il successo di programmi effettuati. Per questo motivo il Centro medico BioTexCom viene considerato uno dei migliori centri della medicina riproduttiva in tutto il mondo. Il centro dà la garanzia di successo e fornisce il servizio “tutto compreso”.

L’Italia è uno dei paesi i cuì cittadini più spesso si recano nei centri della medicina riproduttiva  dell’Ucraina. Per lo più, l’Italia ha le leggi più severe per quello che riguarda le procedure della medicina riproduttiva, per esempio, la maternità surrogata vieta la legge 40 che prevede 15 anni di reclusione. L’uso degli ovociti donati è pure vietato in Italia perciò le donne che si sono decise per portare avanti la gravidanza dopo i 50 vanno all’estero, nei paesi dove lo consente la legislazione tra i quali c’è Ucraina – la culla dei bambini nati grazie alle tecnologie della medicina riproduttiva. Rivolgendosi alla clinica BioTexCom le coppie infertili possono assolutamente legalmente e senza rischio di perdere i soldi e la salute, risolvere il loro problema di non poter avere i figli ed effettuare le procedure della medicina riproduttiva a qualsiasi età. Non dimenticate che i bambini sono il futuro del genere umano e come ha detto la grande filosofa tedesca Rosa Luxemburg: “Dove non ci sono bambini non ci sono né feste né vita familiare”.

Attenzione! L’euromaidan in Ucraina non interferisce al lavoro della clinica Biotexcom


Gli eventi rivoluzionari in Ucraina che hanno fatto un giro in tutto il mondo incutono paura ed inquietudine alle persone che stanno per partire per Ucraina, sopratutto per Kiev.Vi vogliamo assicurare che la situazione nelle città, in particolare a Kiev, è tranquilla e sicura per i turisti e gli ospiti che non risiedono e non fanno le passegiate nelle zone del centro della città. Il popolo ucraino si è radunato nella piazza centrale (Piazza dell’Indipendenza) di Kiev per sostenere l’eurointegrazione dell'Ucraina e per difendere la sua posizione contro la politica anti-democratica. Questi avvenimenti non hanno nessun pericolo per la vita dei cittadini pacifici e degli ospiti della capitale. Le manifestazioni si svolgono solamente nel centro della città perciò gli ospiti della capitale possono essere tranquilli e non avere paura di andare a Kiev.
Centro medico BioTexCom continua a lavorare nel regime pieno e ordinario dell’orario di lavoro. Come sempre, gli autisi della clinica incontrano i nostri clienti all’aeroporto, li alloggiano e li accompagnano sia alla clinica che nella casa dove saranno alloggiati. Sia il centro medico BioTexCom che gli appartamenti per i nostri ospiti si trovano lontano dal centro degli avvenimenti. La strada appartamento-clinica è del tutto sicura. Ci vogliono solo le precauzioni elementari della propria sicurezza, cioè: non visitare il centro degli avvenimenti di Euromaidan ed evitare di uscire tardi sera.
Le persone radunate in Euromaidan vedono l’Ucraina come uno dei stati europei e sostengono l’eurointegrazione dell’Ucraina. Nella Piazza dell’Indipendenza si possono vedere le persone di età diversa, le donne e gli uomini, i musicisti ucraini che danno i concerti a sostegno di attivisti, i politici e rappresentanti di varie organizzazioni sociali. Tutti gli eventi nella Piazza dell’Indipendenza non impediscono il funzionamento degli aeroporti, trasporti pubblici, supermercati e istituzioni culturali.
Se volete visitare la nostra clinica BioTexCom oppure già avete fissato una visita potete arrivarci senza nessuna paura. Ancora una volta vogliamo prestare la vostra attenzione che le strade aeroporto-clinica-appartamento e il nostro centro medico si tovano lontano dagli eventi rivoluzionari.
Ci teniamo e ci prendiamo tanta cura della sicurezza dei nostri clienti. Vi garantiamo piena sicurezza e assistenza continua.

venerdì 20 dicembre 2013

FIVET dopo 50 anni: pro e contro



In Ucraina sorge una questione molto accuta dell’età massima di una donna che vuole sottoporsi alla procedura della fecondazione in vitro (la FIVET). Con il caso noto in tutto il mondo, quando una donna svizzera di 66 anni  ha partecipato ad un programma di fecondazione in vitro in Ucraina ed ha partorito i gemelli, si è scoppiata una vera guerra mediatica. La legge ucraina permette di eseguire le procedure della procreazione assistita (come la donazione degli ovociti e l’utero in affitto) e siccome nella maggior parte dei paesi europei le tali procedure sono vietate (per esempio, in Italia la maternità surrogata e` vietata dalla legge 40), molte coppie europee si recano in Ucraina. Per lo più in Ucraina non c’è nessun impedimento per quanto riguarda l’età massima per diventare i genitori e cioè l’Ucraina è diventata una destinazione principale per eseguire le diverse procedure della medicina riproduttiva. Il livello professionale della medicina riproduttiva in Ucraina è molto elevato, la legislazione ucraina permette di eseguire le tali procedure e i prezzi sono bassi (rispetto a quelli di USA, per esempio) non c’è nessun altro impedimento però la 66enne madre dalla Svizzera ha creato una grande discussione intorno al suo caso. Molti esperti affermano che la donna deve non solo partorire un figlio ma anche allevarlo e allora come lei riesce a farlo se lei è già “una nonna”? Un certo numero di tali casi ha spinto i deputati di Ucraina a modificare la legge sulle tecniche di procreazione assistita e limitare l'età delle donne che potrebbero sottoporsi alla procedura della fecondazione in vitro  fino a 51 anni. Però i medici ucraini sono sicuri che questi cambiamenti fermano lo sviluppo positivo di queste tecnologie e le  migliaia di donne restano infelici di non poter realizzare il loro sogno. Il presidente dell'Ucraina Victor Yanucovich non ha sostenuto questa proposta di legge dicendo che tale legge non era abbastanza elaborata e così l'età di una donna per poter fare un programma della fecondazione in vitro rimane illimitata. Per esempio, un centro della medicina riproduttiva di Kiev BioTexCom è uno dei leader nel campo della medicina riproduttiva che ogni anno aiuta a quasi 200 donne dell’età di 50 anni a partorire un bimbo sano grazie alla fecondazione in vitro. Però dopo il caso con la donna svizzera le autorità volevano togliere la licenza della clinica affermando che la sua attività è amorale: le pazienti di età matura per fare la FIVET, l’embriduzione degli embrioni attecchiti nell’utero ecc., però anche se tutte queste cose sono presenti, i bambini nascono sani e crescono nelle famiglie che prima sono state disperate ad averli. Si deve vedere la situazione dall'altra parte. In Europa già da tanto tempo la gente prima di tutto si laurea, trova un lavoro, guadagna i soldi, vive per se’ stessa e solo poì crea una famiglia con i figli. Ma la natura afferma che una donna dopo i 50 anni non può avere i figli senza aiuto della medicina riproduttiva. Per le coppie che hanno affrontato un tale problema la medicina riproduttiva è l’unica soluzione del loro problema. Per lo più, si deve ricordare che noi viviamo nel XXI secolo, nel periodo delle grandi scoperte e progresso scientifico, allora si deve sviluppare insieme con tutto il mondo ed andare avanti. Nel campo della medicina riproduttiva ci saranno sempre dei pro e contro ma dobbiamo ricordare che il tempo cambia, cambiano le persone e le sue esigenze, la scienza ci apre sempre i nuovi spazi e possibilità, perché non possiamo goderli?

La FIVET



Attualmente, la procedura della FIVET (fecondazione in vitro) viene considerata come una tecnica migliore della medicina riproduttiva. Con l’aiuto della fecondazione extracorporea ogni anno le migliaia di coppie che hanno affrontato il problema di concepimento di un figlio, finalmente possono diventare i genitori felici. Grazie alle vaste possibilità della FIVET che è diventata l’unica soluzione a chi  per i vari motivi non riesce a concepire un figlio in modo naturale o per la questione di  eta. Le statistiche dimostrano che la terapia di sterilità con l’aiuto di fivet è il metodo più diffuso. Ci sono sempre più persone in tutto il mondo che dopo aver affrontato un problema di sterilità ritengono la fecondazione extracorporea come la soluzione migliore del loro problema. Circa il 15% delle persone di tutto il mondo sono già ricorse ai metodi della medicina riproduttiva e hanno creato una famiglia completa, questa percentuale aumenta ogni anno.
La procedura della FIVET si svolge in diversi passi. Il primo passo prevede la stimolazione ovarica (la donna prende le medicine prescritte dal medico) poì dopo viene effettuato l’intervento con l’anestesia totale per il prelievo degli ovociti maturi. Si fa il prelievo di spermatozoo e gli ovociti prelevati vengono fecondati. Gli ovociti fecondati vanno messi in una incubatrice e dopo 5 giorni vengono esaminati ed impiantati nell’utero dove essi crescono ugualmente alla gravidanza naturale. Nell’utero della donna vengono impiantati parecchi blastocisti (5º giorno dopo la fecondazione) perché così si aumenta la possibilità di rimanere incinta (anche di 2 bambini).
Alla procedura di fecondazione in vitro sono ricorse anche molte madri celebrities che per tanto tempo sognavano di avere i figli e adesso con tanta gioia crescono propri bambini. Tra di loro: Jennifer Lopez, Angelina Jolie, Julia Roberts, Celine Dion, Mariah Carey…si può continuare la lista delle madri celebrities che sono ricorse alla procedura di FIVET anche all'infinito.
Attualmente Ucraina è un paese leader fra tutti i paesi del mondo nel campo della medicina riproduttiva. Le procedure di fecondazione in vitro sono assolutamente leggittime e vengono controllate dalla legislazione Ucraina e questo fatto facilita molto lo sviluppo della medicina riproduttiva e fa l’Ucraina un paese competitivo in questo campo. Per lo più il mondo ha necessità di tali procedure perché le statistiche dimostrano che il 20% delle coppie di tutto il mondo sono infertili! La verità è che a causa dei divieti innumerosi in molti paesi europei, la gente va proprio in Ucraina per poter effettuare la fivet e fra 9 mesi prendere in braccio un figlio cosi`  tanto desiderato.

La fecondazione in vitro è una soluzione affidabile e ragionevole di molti problemi sia sociali (globali) che personali (familiari). La legittimità della FIVET aumenta notevolmente il tasso di natalità e la crescita della popolazione in generale. Nello stesso tempo la procedura della FIVET permette alle donne che hanno già superato l’età fertile di portare avanti la gravidanza e partorire un figlio. Nell’ultimo decennio il tasso delle gravidanze tardive è aumentato in 50%. Infatti una donna di 40 anni non viene più considerata “vecchia” per partorire un primogenito. Attualmente ci sono sempre più donne che fanno nascere il primo figlio dopo i 35 e secondo le statistiche circa il 4% delle donne dopo i 40 fanno i figli in modo naturale e circa il 70%  dopo essere ricorse alla fecondazione eterologa.
Centro medico BioTexCom aiuta alle donne che non sono più in grado di concepire un figlio in modo naturale a provare la felicità di essere madre. Le procedure come la FIVET, l’ICSI, l’ovodonazione e l’utero in affitto aiutano notevolmente a risolvere il problema di gravidanza dopo i 40. Nel centro medico BioTexCom è stato registrato un caso particolare quando una donna di 66 anni ha dato alla luce i gemelli grazie alla fecondazione eterologa e ci sono tanti diversi  casi simili.
Tuttavia vogliamo avvissarvi, care donne, che l’esistenza di una tale procedura riproduttiva come la fivet non declina la vostra responsabilità. La vostra salute fisica e mentale dipende da voi stesse! Qiundi (indipendentemente dall’età) l’alimentazione sana, l’addestramento ginnico, l’assenza di abitudini deleterie più i metodi moderni di fecondazione assistita sicuramente vi aiuteranno a rimanere incinte, facilmente portare avanti una gravidanza e partorire senza nessun problema uno oppure due figli sani!
Prima di partecipare a un tale programma, una coppia deve fare una serie degli esami (anche quelli genetici) per identificare qualsiasi rischio di malattia per un futuro figlio. Tutta la gravidanza viene tenuta dai medici di BioTexCom ed in caso di necessità si effettuano gli esami di liquido amniotico, di sangue della madre e del feto o si fa la biopsia della placenta. Tutto questo riduce al minimo dei rischi per la salute della madre e bambino.
Avete affrontato un problema di sterilità maschile o femminile? Volete partorire un figlio in età matura? I medici hanno diagnosticato una mallatia con cuì non potete concepire un figlio in modo naturale? La soluzione esiste! Usando i metodi moderni della medicina riproduttiva. Centro Medico BioTexCom aiuta ogni persona a provare la felicità di diventare una madre e un padre. Clinica BioTexCom afferma: la sterilità assoluta non esiste!