domenica 30 ottobre 2016

39 trentanovesima settimana di gravidanza

/pictures/20161027/39-trentanovesima-settimana-di-gravidanza-653118292[1679]x[700]780x325.jpeg       Siamo alla fine del nono mese, alla trentanovesima settimana: questa è probabilmente la tua ultima settimana di gravidanza. Per la maggior parte delle donne, infatti, le contrazioni iniziano in questi giorni e il bambino nasce in questa settimana.
Il bambino pesa circa 3 kg e misura 49-50 cm.

Come cresce il bambino?

  • È tempo per lui di nascere: i suoi organi sono pronti e il suo piccolo corpo è ora in grado di affrontare il mondo esterno.
  • È otto volte più grosso di quanto fosse a tre mesi, quando tutti gli organi vitali si erano già formati. Il suo peso è aumentato di circa 600 volte.
  • Ha perso parte della peluria, per quanto ne possa restare un po’ nella parte inferiore della schiena, davanti alle orecchie e sulla fronte.
  • Le unghie delle mani sono cresciute al punto che spesso occorre tagliarle alla nascita affinché il bambino non si graffi la faccia
  • Durante il parto, le contrazioni spingono il corpo del neonato nel canale del parto portando ad un'espansione della cervice. Le ossa del cranio del bambino non sono completamente solide e ciò fa sì che il cranio possa ridursi anche di circa un centimetro. Per favorire il movimento di uscita e prendere meno spazio possibile il neonato attacca il mento contro il corpo. 
  • Gli intestini del bambino sono pieni di meconio, un liquido verdastro prodotto dalla secrezione delle ghiandole alimentari unita a pigmenti biliari, lanugine e cellule provenienti dalla parete intestinale. 
Se dopo questa settimana di gravidanza il bambino non ha deciso di nascere il medico potrebbe decidere di indurre il parto.

Sintomi della 39 settimana di gravidanza

  • L'ansia sale e l'attesa diventa febbrile. Rilassati, mantieni la calma, soprattutto se senti delle contrazioni. Ormai è solo questione di ore per poter stringere il tuo bambino tra le braccia.
  • Le gambe e i piedi sono sempre più gonfi, e in alcuni casi anche il viso e le mani.
  • Se le acque si rompono devi andare velocemente in ospedale perché il bambino sta per nascere, e devi andarci anche se senti le contrazioni in modo regolare per almeno dieci minuti.

Come cambia il corpo nella trentanovesima settimana di gravidanza

  • Il tuo corpo si prepara per il grande giorno, in cui conoscerai tuo figlio. Il collo dell'utero inizia a dilatarsi e la pancia che ha raggiunto le sue dimensioni massime inizia a scendere.
  • Tra i cambiamenti che potreste avvertire in questi giorni c'è uno spostamento del vostro centro di gravità e avrete la sensazioni di ondeggiare ed essere più pesanti e voluminose.
  • Il seno diventerà più grande e più sensibile, si sta preparando per l'allattamento. Non riuscirete a dormire bene di notte e dovrete andare spesso in bagno.

Esami da fare alla 39 settimana di gravidanza

  • In questi giorni farai la cardiotocografia, meglio noto come monitoraggio, che serve a valutare lo stato di salute del bambino nella pancia, l'eventuale presenza di contrazioni e il battito fetale. Si tratta di un esame molto importante perchè permette di tenere sotto controllo lo stato di salute del feto soprattutto in prossimità della data prevista per il parto. In genere il primo monitoraggio viene eseguito non prima della 38esima settimana di gestazione assieme agli altri esami  che si effettuano di routine in vista del parto (emocromo, elettrocardiogramma, controllo della pressione arteriosa, etc.). Si tratta di una tecnica completamente priva di rischi sia per la mamma che per il bambino, in genere dura da 30 minuti ad 1 ora durante i quali la gestante è distesa su un lettino o seduta su una poltrona, in ogni caso in una posizione comoda, e può essere presente anche il padre del bambino. Dal punto di vista tecnico si tratta di un esame basato sulla misurazione di due parametri: la frequenza cardiaca fetale, ossia il numero di pulsazioni del cuore del feto al minuto, e le contrazioni uterine. Inoltre l'ostetrica valuterà con una visita lo stato del collo dell'utero.

Trentanovesima settimana di gravidanza, le curiosità 

La dilatazione cervicale impiega circa 8 ore con il primo figlio  e 5 con il secondo.

Settimane di gravidanza

Se vuoi saperne di più sulle altre 40 settimane di gravidanza,  PianetaMamma ha creato un calendario dei nove mesi con consigli sulla salute, l'alimentazione e gli esami da fare durante le 40 settimane. Inoltre potrai scoprire i cambiamenti del corpo della mamma, come cresce il pancione e come si sviluppa il feto.

Raschiamento dopo un aborto, in cosa consiste

Raschiamento dopo un aborto, in cosa consiste


         Sebbene si tratti di un intervento tutt’altro che piacevole, soprattutto perchè conseguente ad un aborto e quindi alla perdita di un bambino, la procedura non comporta grandi controindicazioni e la paziente può far ritorno a casa il giorno stesso. Importante è precisare fin da subito che il raschiamento non altera assolutamente la fertilità della donna, non pregiudicando quindi la possibilità di gravidanze future. Al contrario, si tratta di un intervento necessario, proprio al fine di scongiurare pericolose conseguenze ed evitare l’espulsione spontanea del feto e dell’endometrio che l’ha ospitato, con conseguente possibilità di gravi emorragie, specialmente se l’aborto si è verificato in epoca gestazionale avanzata. Sempre per salvaguardare la salute della donna, il raschiamento si rivela essenziale anche nel caso di aborto spontaneo in atto associato ad emorragia o di utero non ben ripulito dopo l’espulsione spontanea del feto.

         Se l’aborto è avvenuto in epoca precoce, il raschiamento consiste nell’aspirazione del materiale ovulare per mezzo di una cannula, alla quale viene fatta seguire un’ecografia di controllo. Se invece l’aborto si è verificato oltre la decima settimana, si procede con l’intervento chirurgico vero e proprio. L’operazione si esegue attraverso la vagina e non lascia cicatrici. La cervice uterina viene dilatata gradualmente per mezzo di appositi dilatatori, così da permettere il passaggio dei ferri chirurgici. Viene quindi inserito un piccolo strumento a forma di cucchiaio, i cui bordi taglienti consentono al ginecologo di raschiare le pareti uterine e rimuoverne il rivestimento esterno, chiamato endometrio. Il collo dell’utero viene infine pulito con una soluzione antisettica e gli strumenti rimossi.         Dopo un paio d’ore la paziente viene dimessa, ma sarebbe meglio non restare da sole per le seguenti 24 ore, per via degli strascichi dell’anestesia. Generalmente, nel giro di due o tre giorni è quindi possibile riprendere tutte le normali attività e rientrare al lavoro. Nei giorni successivi all’intervento, si continueranno tuttavia ad avere perdite ematiche, via via sempre più lievi, fino a totale scomparsa nel giro di una settimana circa. Il ginecologo informa inoltre della possibilità che il primo ciclo mestruale si presenti con qualche giorno di ritardo e comporti abbondanti sanguinamenti. Ad una ventina di giorni circa dal raschiamento, si controllano infine i valori delle Beta hCG, così da verificare che l’attività ormonale legata alla gravidanza sia del tutto terminata.

Fonte http://salute.leonardo.it/raschiamento-dopo-un-aborto-cosa-consiste/

Come capire le perdite da impianto e distinguerle dallo spotting premestruale

/pictures/20160722/capire-le-perdite-da-impianto-come-distinguerle-dallo-spotting-premestruale-3495751858[995]x[415]780x325.jpeg         Le perdite da impianto sono delle perdite di sangue simili alla mestruazione che si presentano nel 6-7% delle gravidanze iniziali e coincidono con il momento in cui l'embrione si impianta nella parete interna dell'utero, chiamata endometrio. Lì inizia a creare un nido accogliente dove risiederà e continuerà il suo sviluppo durante i nove mesi di gestazione.
         Quando l'ovulo si annida nell'endometrio può capitare che alcuni vasi sanguigni si rompano, provocando uno spotting ematico da impianto, che non deve assolutamente preoccupare la futura mamma. Si tratta di un processo assolutamente normale e fisiologico conseguente alla fecondazione dell'ovulo e al suo annidamento nell'utero. Queste perdite ematiche spesso vengono confuse con lo spotting premestruale, ma è bene fare attenzione e capire la differenza tra i primi sintomi di una gravidanza in corso e quelli dell'arrivo del ciclo mestruale. 

Come distinguere le perdite da impianto dallo spotting

         Un primo elemento che può aiutarci a distinguere le perdite da impianto dallo spotting premestruale è legato alla loro comparsa. Le perdite da impianto in gravidanza possono presentarsi una decina di giorni dopo l'avvenuto concepimento (quindi leggermente in anticipo rispetto alle mestruazioni), mentre le perdite premestruali fanno la loro comparsa qualche giorno prima dell'arrivo del ciclo. Tuttavia in alcuni casi è facile confondere i due tipi di perdite soprattutto se le mestruazioni sono irregolari o lo spotting da impianto arriva intorno al dodicesimo giorno (o addirittura dopo) dal concepimento. Questo avviene infatti tra 14 e 12 giorni prima della mestruazione, ma all'ovulo fecondato possono occorrere altri 7-8 giorni per percorrere la tuba, arrivare nell'utero e scegliere il luogo adatto dove annidarsi. 
         Nei casi in cui le perdite da impianto facciano la loro comparsa nel periodo vicinissimo all'arrivo del ciclo mestruale il consiglio è di effettuare il test di gravidanza per togliere qualsiasi dubbio.

Perdite da impianto, le cause

         Ma perché si presenta questo spotting in concomitanza del processo di impianto dell'embrione? Probabilmente si tratta della rottura dei vasi sanguigni dell'endometrio, dovuta all'annidamento dell'ovulo, o di sangue rimasto nell'utero dopo la precedente mestruazioni, oppure di piccoli traumi provocati dal collo dell'utero, i cui tessuti sono stati modificati dai primi ormoni della gravidanza, durante i rapporti.

Spotting da impianto, i sintomi

         L'impianto dell'ovulo nelle pareti dell'utero può quindi essere accompagnato da alcuni sintomi. In alcuni casi vengono avvertiti dalle gestanti, mentre in altri la gravidanza procede senza alcun fastidio o segnale rilevante.
  • Tra i primi sintomi c'è lo spotting che può essere accompagnato da piccoli crampetti uterini che vengono confusi con sintomi premestruali.
  • Si può verificare anche un aumento della temperatura basale.
         Se non avvertite questi sintomi non c'è assolutamente da preoccuparsi, in quanto si tratta di cambiamenti molto difficili da percepire. Se invece le emorragie fossero più intense, di colore rosso vivo, e accompagnati da dolori più forti e arrivassero con un ritardo significativo rispetto alla presunta data delle mestruazioni vi consigliamo di consultare quanto prima un ginecologo o un medico di fiducia per accertarvi che non ci sia una possibile minaccia di aborto.
         Ecco gli altri primissimi sintomi dell'attesa segnalati da molte future mamme:
  • tensione fastidiosa al seno, spesso dolorosa
  • olfatto più sensibile
  • mal di testa
  • nausee mattutine
  • disturbi gastrointestinali
  • stipsi
  • stanchezza eccessiva
  • mal di schiena
  • sentirsi strane
  • insonnia
  • strane voglie
  • vomito
         Questi sintomi di gravidanza spesso sono influenzati dalla psiche e dall'intenso desiderio di restare incinta e quindi spesso confusi con gli stessi sintomi del ciclo.

Spotting da impianto, il colore

         Un altro elemento che può aiutarci a capire le perdite da impianto e distinguerle dallo spotting premestruale è il colore delle macchioline di sangue. Le perdite da annidamento dell'embrione nelle pareti interne dell'utero possono essere bianche con delle tracce rosse oppure di colore rosso vivo, rosso chiaro o rosa, mentre quelle precedenti all'arrivo del ciclo sono generalmente più scure e tendono al marrone. In alcuni casi il colore delle perdite da impianto può essere un indice approssimativo di quando si è verificato l'annidamento dell'ovulo. Se sono di una tonalità più scura sono perdite ematiche di alcuni giorni, mentre più chiare indicano che l'impianto è più recente.
         Le perdite da impianto, sintomo di una gravidanza, non sono mai troppo abbondanti e di solito non sono di colore rosso vivo, in quanto la quantità dell'emoglobina è minima e risente di un processo di ossidazione. Se le perdite diventano quindi più intense, abbondanti, e si presentano con una tonalità differente i motivi potrebbero essere due:
  1. E' arrivato il ciclo mestruale
  2. Se le perdite sono anche dolorose e di colore rosso acceso, e si presentano con un ritardo notevole rispetto alla data delle mestruazioni, il consiglio è di consultare un ginecologo o un medico di fiducia per scongiurare una possibile minaccia d'aborto.
         In alcuni casi il sanguinamento potrebbe essere anche il segnale deldistaccamento del trofoblasto, una sorta di placenta che ha lo scopo di nutrire l'embrione. Si tratta di una patologia abbastanza diffusa nei primi mesi che nel 90% dei casi si risolve senza problemi sia per l'embrione che per la mamma. Però deve essere presa in tempo e curata con riposo assoluto ed eventualmente una terapia farmacologica, se consigliata dal medico.

Spotting da impianto, quanto dura?

         Fare attenzione alla durata delle macchioline sugli slip o la carta igienica può aiutare a riconoscere l'inizio di una gravidanza. Le perdite da impianto dell'embrione durano pochi giorni e sono destinate a scomparire rapidamente, mentre lo spotting premestruale inizia con perdite minime che poi diventano più abbondanti e possono durare mediamente cinque giorni. Le perdite da impianto, sintomo di una possibile gravidanza in atto, fanno la loro comparsa al massimo per 48 ore.

Le perdite da impianto sono dolorose?

         Le perdite da impianto di solito sono asintomatiche e non presentano fastidi particolari, ma potreste avvertire qualche doloretto o crampo all'addome che potrebbe far pensare ai sintomi della sindrome premestruale.
         Tuttavia a differenza dei possibili fastidi delle perdite da impianto, i dolori mestruali possono essere particolarmente severi nel caso di una dismenorrea e possono accompagnarsi ad altri sintomi come mal di schiena, stanchezza, diarrea, nausea, tensione mammaria etc. I dolori mestruali possono presentarsi come fitte più o meno rilevanti, spasmodiche o accompagnate da crampi che per alcune donne risultano essere invalidanti.

Spotting premestruale o perdite da impianto. La consistenza è diversa?

         Le perdite da impianto potrebbero avere una consistenza diversa dallo spotting premestruale? Le perdite da annidamento possono essere acquose o più dense a seconda della quantità di muco vaginale che contengono. Possono essere più viscose come il muco o più liquide nel caso in cui la percentuale di sangue fosse più alta (leucorrea fisiologica).  
         Nel caso delle mestruazioni, le perdite possono diventare più consistenti e dense a causa dei coaguli di sangue nel flusso mestruale. Il ciclo può essere infatti temporaneamente più abbondante e consistente.

Perdite da impianto come riconoscerle?

         Come riconoscere le perdite da impianto e scongiurare un possibile aborto? In effetti la presenza di macchie di sangue sugli slip o sulla carta igienica può sicuramente spaventare una donna che desidera rimanere incinta e può far pensare non solo all'arrivo del ciclo mestruale, ma anche alla perdita del feto.
         Se avete dei dubbi o non siete sicure di capire i segnali che vi invia il vostro corpo è consigliabile contattare il vostro ginecologo o un medico di fiducia.

sabato 29 ottobre 2016

I Follicoli: cosa sono, numero, crescita e altre caratteristiche

         L’ovocito è il gamete femminile, mentre lo spermatozoo è il gamete maschile. Sono le due cellule che si uniscono per ottenere un embrione dopo la fecondazione.
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         Il follicolo è una struttura anatomico-funzionale che fa parte dell’ovaia e l’ovocito è la cellula che maturerà in una parte microscopica della parete interna di un follicolo durante il ciclo ovarico spontaneo o stimolato in condizioni normali. Inoltre, il follicolo contiene un altro tipo di cellule che producono estrogeni necessari per lo sviluppo e la maturazione degli ovuli.
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         Ciclo ovarico: maturazione follicolare (fase follicolare). Ovulazione. Formazione del corpo luteo (fase lutea).
         La dotazione di ovociti viene determinata nelle prime settimane di vita dell’embrione femminile. Dalla menarca (prima mestruazione), in ogni ciclo viene selezionato un ovocito. Gli ovociti di miglior qualità saranno i primi ad essere selezionati in modo tale che, con il passare del tempo, gli ovuli dei cicli successivi saranno di qualità inferiore. Questo spiega il motivo per cuimaggiore è l’età della donna, maggiori saranno le difficoltà per restare incinta e maggiore la probabilità di abortire.
         Perché è importante conoscere il numero di follicoli di ogni donna e la loro progressione durante il ciclo ovarico? Come possiamo studiarlo?
         All’interno dello studio della fertilità della donna è fondamentale conoscere la sua riserva ovarica. Per valutare questo dato vengono effettuate diverse analisi ormonali (ormone antimulleriano, FSH, LH, estradiolo,…) ed ecografie vaginali in diverse modalità.
         Attualmente il conteggio dei follicoli per ovaia è la stima più fedele della riserva ovarica in una paziente determinata. Questa riserva si calcola in base al numero di follicoli per ovaia osservati durante i primi giorni del ciclo (dal 2º al 5ª) mediante ecografia vaginale. Questi follicoli vengono denominati “antrali”. Anche l’ecografia ci permette di seguire l’evoluzione o la crescita dei follicoli sia in un ciclo spontaneo che in un ciclo stimolato con trattamento di fertilità.
         In base al numero di follicoli antrali si considera riserva ovarica adeguata o normale se il conteggio è d 6 a 10. Scarsa riserva ovarica se il conteggio è inferiore a 6 e alta riserva ovarica se è superiore a 12.  La dimensione follicolare in questa fase del ciclo è dai 2 ai 10 mm.
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         Le donne con una scarsa riserva ovarica sono esposte ad un maggior rischio di insuccesso durante un trattamento di fertilità e le donne con una riserva ovarica alta sono esposte ad un maggior rischio di rispondere in modo esagerato. In entrambi i casi, è probabile che il ciclo di trattamento debba annullarsi. Questo non succede con un conteggio follicolare normale.
         *In un ciclo naturale, tra i vari follicoli antrali viene selezionato quello “dominante”. Questo follicolo si distingue dagli altri per le sue dimensioni e per il ritmo di crescita. Alla fine sarà un follicolo maturo o di De Graaf pronto per “ovulare”. Gli altri scompaiono o muoiono come parte di un processo biologico programmato. Prima dell’ovulazione, il diametro medio del follicolo dominante sarà di 22-24 (intervallo da 18 a 36 mm). È l’unico valore che può pronosticare con certezza l’ovulazione.
         *Nel ciclo stimulato (trattamento ormonale), in generale crescono tutti o quasi tutti i follicoli antrali. Il ritmo di crescita cambierà da uno all’altro. Quando vari follicoli raggiungono una dimensione di circa 18 mm viene somministrato l’ormone hCG ovitrelle®) che produrrà l’ovulazione. La raccolta degli ovuli avverrà 36 ore dopo aver somministrato questo ormone. Lo scopo del trattamento consiste nel raccogliere il maggior numero possibile di ovuli maturi che successivamente potranno essere fecondati dagli spermatozoi.
         Ciononostante, la crescita di un follicolo non significa necessariamente che al suo interno vi sia un ovulo maturo.
         Come in un campione di liquido seminale non tutti gli spermatozoi possiedono la qualità necessaria per fecondare, non tutti i follicoli contengono ovuli maturi né hanno tutti la stessa qualità.
         In una percentuale bassa di casi, si può verificare il cosiddetto Sindrome del follicolo vuoto. Sarebbe il mancato recupero di ovociti dopo una stimolazione ovarica in un trattamento FIV in pazienti con una crescita di follicoli e livelli di estradiolo adeguati (ormone prodotto dalle cellule che ricoprono le pareti del follicolo). Non se ne conosce la causa esatta. Sono state analizzate diverse situazioni tra cui l’errore nell’amministrazione del hCG, una risposta anomala al trattamento, l’alterazione nella maturazione follicolare….Non esistono fattori chiari ed evidenti che possano aiutare a stimare o stabilire l’apparizione di questa sindrome, sebbene si sia osservato che succede soprattutto in donne con casi precedenti di sterilità primaria (donne che non hanno mai raggiunto una gravidanza) e che presentano un buon conteggio follicolare. I casi sono pochi (<7%), ma la sua incidenza aumenta con l’età. Il fatto che una paziente sia affetta da questa situazione non significa, nella maggior parte dei casi, che esista un problema di fertilità. Infatti, la maggior parte delle pazienti avranno una maturazione follicolare ed un numero di ovuli raccolti nella norma.
         Infine, vorrei ricordare che qualsiasi donna, nonostante attualmente non stia cercando di avere un figlio, pupo conoscere la propria riserva ovarica con un semplice conteggio di follicoli mediante un’ecografia in una normale visita di  controllo ginecologico. In questo modo, una percentuale elevata di donne potranno sapere in anticipo se sono idonee o no e pensare prima ad una gravidanza conoscendo questa condizione. Non bisogna dimenticare che l’ovaia, purtroppo, è un organo che si “stanca” presto. Ha una vita media inferiore rispetto ad altri organi.

SENTIRSI BELLE DOPO IL PARTO

mamma-in-formaIn tv, anche quando non ce n’è la necessità, spuntano corpi nudi scolpiti e, per sponsorizzare anche un’auto o una lavatrice, l’attenzione viene catturata da stereotipi di perfezione.
Come cresceranno i nostri figli contornati da manie di apparenza?
Anche noi mamme del resto viviamo attorniate da tutto ciò e alzi la mano chi non ha mai desiderato cambiare aspetto di almeno una parte del corpo…
Chiunque sogna di migliorare ma dobbiamo impartire la giusta lezione ai nostri piccoli e soprattutto alle nostre piccole donne!
Progredire è giusto, così come cambiare e arricchirsi, ma il nostro fisico è da amare così com’è e da trattare bene con vita sana, buone abitudini e dieta equilibrata.
Credo che per insegnare alla mia pupa a volersi bene, così come per qualsiasi altro insegnamento, dovrò prima di tutto imparare io stessa ad amarmi e con il buon esempio non ci sarà bisogno di mille parole.
Se io non darò peso al mio peso, al colore della mia pelle, dei miei occhi e dei miei capelli, lei si accetterà per quella che è e sarà felice di conoscere persone dall’aspetto diverso dal suo, perché crescendo senza la fissazione di un bell’aspetto, non noterà neppure le differenze.
Vorrei si sentisse una giovane donna interessante a prescindere dalla sua altezza, dal suo fondoschiena o dal suo naso.

Vorrei si sentisse sicura di sé anche se le capiterà di incontrare una persona importante mentre è in pigiama. Vorrei non si sentisse obbligata a tingersi i primi capelli bianchi perché la maggior parte delle donne lo fa. E, se deciderà di farsi un nuovo taglio di capelli, vorrei lo facesse per gioco e curiosità e non per piacere a qualcuno.
Perché siamo persone belle a prescindere dal nostro aspetto esteriore e appariremo per quello che siamo solo quando ce lo metteremo in testa.

Nicla

INTEGRATORI IN GRAVIDANZA: SERVONO DAVVERO?

       Come riporta il portale “Italiasalute.it “in un articolo dedicato all’argomento, questa importante tematica è stata trattata anche durante i convegni dell’expo di Milano.

       A questo proposito, la dottoressa Alessandra Kustermann, ginecologa luminare, ha smentito la necessità di integrazioni sintetiche di nutrienti nella donna in gravidanza assicurando che seguire la dieta mediterranea è sufficiente per garantire al feto tutto il nutrimento che gli serve.

       Unica eccezione va fatta per l’acido folico, presente in numerosi vegetali a foglia verde (da qui il nome folico) ma estremamente deperibile, per questo motivo data la sua importanza per la costruzione del tubo neurale del futuro bambino, l’organizzazione mondiale della sanità ne raccomanda l’assunzione di almeno 400 microgrammi al giorno nella donna in gravidanza. Inoltre l’assunzione controllata di acido folico diminuisce notevolmente l’incidenza di malattie come la spina bifida.

       Solo per l’acido folico, quindi è necessario l’apporto di integratori.
La dieta mediterranea, composta principalmente da pane, pasta, verdura di stagione, frutta, carni bianche e pesce azzurro contiene naturalmente tutti i nutrienti fondamentali per far nascere un bambino sano.

integratori       La stragrande maggioranza dei curanti però, prescrive alle donne in gravidanza una supplementazione di vitamine e sali minerali; per non parlare del fai-da-te: oltre all’acido folico infatti vengono assunti, spesso senza consiglio medico, complementi di vitamine del gruppo B, vitamina C e ferro, elementi che si possono trovare in natura in molti cibi.

       Ad esempio, quantità di ferro in grado di supplire alle carenze, si trovano nella frutta secca a guscio (noci, mandorle etc) oppure nella verdura a foglia verde, nonché nella carne e nel pesce.

       Spesso è più la mancanza di informazione che spinge le donne in gravidanza ad assumere integratori, peraltro generalmente costosi,  mentre una vita sana, un’adeguata attività fisica e un regime alimentare basato sulla dieta mediterranea sono l’antidoto migliore ai problemi che possono insorgere in gravidanza.

       Attenzione poi agli eccessi: assumere quantità maggiori di alcuni elementi può essere molto dannoso poiché rischia di affaticare l’intero organismo, soprattutto l’apparato urinario già “stressato” dalla gravidanza, senza contare che, affidarsi eccessivamente agli integratori senza seguire una dieta sana, può creare stati di disvitaminosi anche gravi poiché non possiamo avere certezza che i componenti sintetici introdotti siano vitali all’arrivo nel nostro organismo.

NON CHIAMIAMOLO MAMMO!

       Sapevo che avrebbe apprezzato questo dono (e infatti ci gioca molto spesso!).
mammoAl momento di pagarlo, la cassiera (che mi sa essere madre di due bambini maschi) mi ha chiesto se dovessi fare un regalo ad una bambina; io le ho risposto che la bambola era per mio figlio.

       Al suo sguardo perplesso ho aggiunto tranquillamente: “giocherà a fare il papà”.
Attraverso il gioco i bambini mettono in scena quei modelli (valoriali e comportamentali) che apprendono quotidianamente dalle persone adulte di riferimento.

       Con il gioco, quindi, i nostri figli in qualche modo ci fanno da specchio e, allo stesso tempo, interiorizzano ciò che imparano osservando il comportamento di Mamma e Papà.
Preparare il pasto, imboccare, cambiare il pannolino, fare il bagnetto, cullare, tenere in braccio, portare in fascia/marsupio/mei tai, in una parola: accudire… oppure in due: prendersi cura.

       Chi fa queste cose nella vostra famiglia? Solo la Mamma… un po’ anche il Papà? Tutti e due?

Pamy
mio marito fa tutto “con il cuore” senza obblighi da parte mia, fa di tutto tranne lavarle i capelli, insomma la figlia è tanto mia quanto sua ed è giusto che mi aiuti con Aileen ma non solo per me, è anche un modo per nostra figlia di sentire suo padre vicino, che si prende cura di lei in ogni istante.
Margot
Impegni di lavoro permettendo, mi aiuta molto nella gestione de piccolo, come e’ giusto che sia, il bagnetto poi e’ il suo preferito, sara’ che ritorna dal lavoro e si dedica a lui completamente!
Lau79
Io mi ritengo proprio fortunata, mio marito non solo mi aiuta tantissimo con Greta, ma anche con la casa. Lavoriamo entrambi full time e in settimana si riesce a fare sempre molto poco in casa così nel week end ci si divide i lavori domestici e tutto diventa più veloce e gestibile!  E si ha più tempo da passare con la “piccola”!

       Naturalmente non tutti i casi sono uguali. Ciascuno di noi ha una propria personale visione del  ruolo genitoriale (ciò che fa Mamma e ciò che fa Papà) che deriva dalla sua storia e dai valori maturati durante la crescita.
Insomma non tutti i papà hanno un ruolo primario nell’accudimento e nella cura dei propri figli.
       Ma, rispetto al passato, negli ultimi anni sono certamente aumentati in termini percentuali.

Formichina
mio marito è un “mammo” mancato.
son contenta che sia così, solo che alcune volte esagera e mi sballa il bimbo!
Un es mio figlio voleva dormire da solo in camera sua e lui insisteva a farlo dormire con noi, ma se lui vuole dormire da solo perché insistere?
Poi comunque lui gioca molto con nostro figlio, lo cambia, fa tutto quello che faccio io, son felice di questo!

       Questa definizione: “il mammo” si sente e si legge spesso. La si utilizza quasi con l’idea che il padre che accudisce amorevolmente i propri bambini (soprattutto quando questi sono molto piccoli), stia “sconfinando” e stia assumendo un ruolo che non gli competerebbe (perché appunto sarebbe appannaggio della sola madre). In altre parole, sta prendendo il posto della Mamma. Ma è proprio così?