mercoledì 4 maggio 2016
martedì 3 maggio 2016
Maternità surrogata e utero in affitto. Di cosa parliamo?
«Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro». È il punto 6 dell’articolo 12 della legge 40 quella con le norme in materia di procreazione medicalmente assistita. Sono le parole che vietano in Italia una pratica di cui si è molto parlato dandole anche nomi differenti. La legge 40 utilizza surrogazione di maternità. Il termine più comune è quello di utero in affitto, termine che, pur non comparendo mai nel ddl Cirinnà sulle Unioni Civili, è entrato di prepotenza nel dibattito collegato direttamente all’adozione del figlio del partner.
UTERO IN AFFITTO È il termine che appare dal punto di vista scientifico ed etico come il meno efficace per descrivere la pratica della surrogazione di maternità o gestazione per altri. Una donna si presta, firmando un contratto o per libera scelta, a portare a termine una gravidanza per conto di una persona o di una coppia. A questi lascerà il nascituro, senza avere diritti sul bambino. Il termine utero in affitto sottintende unacontrattualizzazione e un pagamento per la prestazione che sono il punto maggiormente contestato da chi si oppone alla maternità surrogata.
COME AVVIENE La donna provvede a gestazione e parto. La fecondazione può essere fatta con seme e ovuli della coppia sterile, ma anche con donatori altri.
MADRE In Italia questa pratica cozza con il concetto legale per cui la donna che partorisce un bambino ne è considerata la madre e sono nulli eventuali accordi prenatali. La maternità surrogata non è praticabile e punita «con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro».
GENITORI In Italia è riconosciuto il genitore biologico, non il rapporto di genitorialità. Il nome del genitore biologico va sul certificato di nascita, non quello dell’altro genitore quando l'ovulo o lo spermatozoo sono donati da un soggetto terzo. Il problema resta insoluto per le coppie dello stesso sesso e per chi non ha nessun legame biologico con il bambino. Per gli eterosessuali è possibile l’adozione del figlio del partner.
MONDO Ci sono paesi in cui questa pratica è fattibile, ma sempre con distinguo e leggi differenti. E in molte parti del mondo si è creato un mercato della maternità surrogata. Nei paesi più poveri il pagamento per portare avanti una gravidanza per conto di altri è abituale, ma ci sono forme contrattuali più o meno costose anche altrove: Stati Uniti, Canada, Ucraina, Armenia, Georgia, Russia, India, SudAfrica, Nepal, Grecia. Se negli Usa si superano i 100mila euro, ne bastano 25mila in India. Questa pratica di contrattualizzazione è stata condannata anche dal Parlamento Europeo.
Russia e Ucraina La maternità surrogata è legale in Russia per i maggiorenni. La madre surrogata deve dare il suo consenso perché il nascituro sia registrato, ma il nome della donna non compare sul certificato di nascita. Non è obbligatorio che il bambino abbia un vincolo genetico con almeno uno dei genitori richiedenti. Limitazioni per le coppie omosessuali, ma il problema viene di solito aggirato dichiarandosi single.
India Possibile, ma proibito dal luglio 2013 per coppie omosessuali, single stranieri e coppie provenienti da paesi in cui questa pratica non è permessa.
Usa Sono 8 gli stati in cui è legale ricorrere alla surrogazione di maternità. Il primo a regolamentarla è stata la California
Gran Bretagna Non è legale, ma si può fare il trasferimento di paternità dopo la nascita con un processo di adozione. Vale solo per coppie, anche omosessuali e i richiedenti devono avere almeno una connessione genetica parziale con il bambino. Chi ha portato a termine la gravidanza non può dare il suo consenso fino a che il bambino non ha 6 settimane. Non ci deve essere scambio di denaro al di fuori delle ragionevoli spese del processo.
CHI LA UTILIZZA Secondo le stime almeno l’80% delle coppie che fanno ricorso alla maternità surrogata sono eterosessuali. Gli oppositori della legge Cirinnà hanno però sostenuto che la possibilità, poi eliminata nel testo definitivo, dell’adozione del figlio del partner per le coppie dello stesso sesso legittimasse l’utero in affitto. Anche se nel testo non si parlava mai di maternità surrogata. Una delle proposte ci modifica, venuta da area popolare chiedeva che l’utero in affitto diventasse reato universale e che quindi fossero perseguibili i genitori che hano fatto ricorso a questa pratica.
Fonte http://www.vanityfair.it/news/italia/16/02/27/cosa-e-utero-in-affitto
UTERO IN AFFITTO È il termine che appare dal punto di vista scientifico ed etico come il meno efficace per descrivere la pratica della surrogazione di maternità o gestazione per altri. Una donna si presta, firmando un contratto o per libera scelta, a portare a termine una gravidanza per conto di una persona o di una coppia. A questi lascerà il nascituro, senza avere diritti sul bambino. Il termine utero in affitto sottintende unacontrattualizzazione e un pagamento per la prestazione che sono il punto maggiormente contestato da chi si oppone alla maternità surrogata.
COME AVVIENE La donna provvede a gestazione e parto. La fecondazione può essere fatta con seme e ovuli della coppia sterile, ma anche con donatori altri.
MADRE In Italia questa pratica cozza con il concetto legale per cui la donna che partorisce un bambino ne è considerata la madre e sono nulli eventuali accordi prenatali. La maternità surrogata non è praticabile e punita «con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro».
GENITORI In Italia è riconosciuto il genitore biologico, non il rapporto di genitorialità. Il nome del genitore biologico va sul certificato di nascita, non quello dell’altro genitore quando l'ovulo o lo spermatozoo sono donati da un soggetto terzo. Il problema resta insoluto per le coppie dello stesso sesso e per chi non ha nessun legame biologico con il bambino. Per gli eterosessuali è possibile l’adozione del figlio del partner.
MONDO Ci sono paesi in cui questa pratica è fattibile, ma sempre con distinguo e leggi differenti. E in molte parti del mondo si è creato un mercato della maternità surrogata. Nei paesi più poveri il pagamento per portare avanti una gravidanza per conto di altri è abituale, ma ci sono forme contrattuali più o meno costose anche altrove: Stati Uniti, Canada, Ucraina, Armenia, Georgia, Russia, India, SudAfrica, Nepal, Grecia. Se negli Usa si superano i 100mila euro, ne bastano 25mila in India. Questa pratica di contrattualizzazione è stata condannata anche dal Parlamento Europeo.
Russia e Ucraina La maternità surrogata è legale in Russia per i maggiorenni. La madre surrogata deve dare il suo consenso perché il nascituro sia registrato, ma il nome della donna non compare sul certificato di nascita. Non è obbligatorio che il bambino abbia un vincolo genetico con almeno uno dei genitori richiedenti. Limitazioni per le coppie omosessuali, ma il problema viene di solito aggirato dichiarandosi single.
India Possibile, ma proibito dal luglio 2013 per coppie omosessuali, single stranieri e coppie provenienti da paesi in cui questa pratica non è permessa.
Usa Sono 8 gli stati in cui è legale ricorrere alla surrogazione di maternità. Il primo a regolamentarla è stata la California
Gran Bretagna Non è legale, ma si può fare il trasferimento di paternità dopo la nascita con un processo di adozione. Vale solo per coppie, anche omosessuali e i richiedenti devono avere almeno una connessione genetica parziale con il bambino. Chi ha portato a termine la gravidanza non può dare il suo consenso fino a che il bambino non ha 6 settimane. Non ci deve essere scambio di denaro al di fuori delle ragionevoli spese del processo.
CHI LA UTILIZZA Secondo le stime almeno l’80% delle coppie che fanno ricorso alla maternità surrogata sono eterosessuali. Gli oppositori della legge Cirinnà hanno però sostenuto che la possibilità, poi eliminata nel testo definitivo, dell’adozione del figlio del partner per le coppie dello stesso sesso legittimasse l’utero in affitto. Anche se nel testo non si parlava mai di maternità surrogata. Una delle proposte ci modifica, venuta da area popolare chiedeva che l’utero in affitto diventasse reato universale e che quindi fossero perseguibili i genitori che hano fatto ricorso a questa pratica.
Fonte http://www.vanityfair.it/news/italia/16/02/27/cosa-e-utero-in-affitto
Citomegalovirus infezioni in gravidanza, sintomi e cure
Cosa è?
L'infezione da citomegalovirus interessa solo gli esseri umani e, nel soggetto infettato, il virus risiede nelle feci, nel sangue, nell'urina e nelle secrezioni vaginali, oro-faringee e cervicali. La malattia si trasmette tramite un contatto diretto con la persona infetta (raramente attraverso gli oggetti).
Sappiate che la trasmissione dell'infezione è facilitata in quanto la malattia è prevalentemente asintomatica, pertanto la persona contagiata è ignara di essere portatrice del virus.
Il più delle volte la malattia decorre con assenza di sintomi o con una sintomatologia modesta come una leggera febbre e senso di stanchezza.
Nei soggetti immunodepressi, cioè con ridotte difese immunitarie, il virus può causare disturbi più importanti.
L'aver contratto la malattia non produce immunità; infatti, cessata la fase di attività del virus, il citomegalovirus assume una stabilità latente all'interno dell'organismo.
In una situazione in cui le difese immunitarie siano insufficienti, il virus può riprendere la sua azione.
Il test per la ricerca degli anticorpi contro il citomegalovirus non è a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale in quanto non è compreso nel protocollo ministeriale degli esami consigliati durante la gravidanza.
Anche in altri paesi europei, così come negli Stati Uniti, la sua esecuzione è messa in discussione. Il virus è estremamente frequente ma il prodotto del concepimento può essere danneggiato in maniera grave molto di rado.
Se eseguite l'esame per il citomegalovirus, domandatevi prima cosa farete se risulta positivo.
Ricordate che spesso è un test di difficile interpretazione e non è facile capire a quando risale la malattia, se è un nuovo episodio oppure se siete affette da una forma latente e/o cronica.
Potreste sentirvi spinte a interrompere la gravidanza nel dubbio ma ricordate che valori positivi bassi dell'esame possono persistere per anni e potreste avere dei problemi per individuare un momento migliore per iniziare una nuova gravidanza.
Il nostro parere è che valga comunque la pena di eseguire un esame nel primo trimestre.
Se da questo risultano positive sia le IgG che le IgM, rivolgetevi presso un centro specializzato in malattie infettive in gravidanza che vi aiuti a decidere se vale la pena di interrompere la gravidanza.
Noi riteniamo che non avendo una terapia né abbastanza certezze, l'esecuzione dell'esame nelle settimane successive al primo trimestre non apporti effettivi benefici nella gestione della gravidanza fisiologica.
Fontehttp://www.vitadidonna.it/gravidanza/malattie-infettive/citomegalovirus-infezioni-in-gravidanza-sintomi-e-cure.html
Fecondazione eterologa: che cos’è realmente?
Desiderio e diritto sono due parole che non parlano di vita ma di beni materiali come una tv, come una casa, ma vengono utilizzati anche per delineare questo sogno nella maniera più semplice e chiara possibile. Vengono usati questi termini semplicemente perchè non esiste un termine che possa chiaramente delineare quell’istinto primordiale che è la procreazione.
E’ in quell’istinto che nasce la scelta di ricorrere alla pma e all’eterologa nelle situazioni peggiori di infertilità. Ma allo stesso tempo non è un semplice istinto ma è un movimento di amore per la vita, una pulsione di passione per la vita. Dottori, giornalisti, preti e politici che si prodigano per il “no all’eterologa” si scalmanano sventolando i due termini di cui sopra per delineare il non senso di questa scelta . “Non esiste un diritto di diventare genitori” dicono,” E’ egoista chi vuole a tutti i costi un figlio”, “Sono coppie che desiderano un figlio e che pensano che tutti i mezzi siano leciti.” , “Non si preoccupano dei quel che accadrà a quell’individuo …” e via così.
Un coro di no in nome della tutela dell’individuo che verrà e che, a detta loro, sarà travolto da crisi di identità inerenti alle proprie radici e alle bugie che la coppia sarà costretta a raccontargli! Poco vale se gli si spiega che quell’individuo sarà in anzi tutto il figlio tanto cercato e che ha il diritto ( e quello è sacrosanto) di conoscere il nome dell’altra metà del genoma. Non vale spiegare che non si vive un desiderio e non ci si vuole accaparrare un diritto che non spetta a discapito di una vita e che quella vita riceverà le stesse cure, lo stesso amore di chi l’eterologa non la effettua perchè semplicemente più fortunato. Serve forse dire che un individuo non è solo dna ma anche personalità, nata e modellata attraverso le esperienze di vita vissuta alla quale parteciperanno al cento per cento i genitori che l’eterologa l’hanno scelta? no!
Forse serve dire loro che le radici di un individuo sono la cultura, la storia della propria famiglia, le emozioni che la famiglia gli tramanda e non dei nudi geni che da soli si limitano a tramandare l’aspetto estetico e l’attitudine di carattere ma che sarebbero come un sacchetto vuoto senza l’influenza di chi lo educherà alla vita? no. A nulla serve neppure spiegare che milioni di figli sono nati dopo un tradimento silente e che di fatto sono figli inconsapevoli di eterologa naturale.
E tanto meno occorre ricordare loro che nessuno ha il diritto di scegliere chi può e chi non può diventare genitore. Diritto che loro esercitano a discapito di individui identici a loro ma che non la pensano come loro. La libertà di scelta rimane la regola prima di ogni diritto umano, sarebbe forse sensato offrire questa libertà senza sviscerare argomenti che con tale scelta non hanno nulla a che fare.
L’unico effetto che si ha quando questi argomenti vengono sventolati sui media è quello di creare confusione e mischiare i fatti, così che al momento opportuno, la gente, che la parola eterologa l’ha sentita alla lontana, decida, tirando i dadi del destino altrui, ponendo un no sulla scheda elettorale.
Sarebbe forse più logico accompagnare le coppie che vivono un’infertilità a operare una scelta corretta e stabile e non minarne l’equilibrio colpevolizzandoli per un istinto d’amore che non riescono ad arginare.
Sarebbe forse meglio per tutti capire che un figlio non lo si acquista, non lo si vende e non lo si abbandona. Lo si ama! Qualunque gene egli porti dentro di se.
Fonte http://www.mammole.it/fecondazione-eterologa/
La gravidanza tra 37 e 41 settimane, verso il parto
La mamma, a partire da 38 settimane, generalmente respira meglio perché "l'addome si abbassa" e comincia a percepire contrazioni di preparazione al travaglio. Le modificazioni che caratterizzano questa fase, per la maggior parte delle gravidanze, portano fisiologicamente all'inizio del travaglio.
Se appaiono segnali come edemi (gonfiore) alle gambe, ai polsi, al viso, perdite di sangue o di liquido amniotico, dolori allo stomaco, disturbi della vista o altra sensazione percepita come disturbante, o se non sono percepiti gli abituali movimenti del feto, è importante andare al più presto presso il Punto Nascita per escludere condizioni di rischio materno e/o fetale.
Il piano assistenziale previsto per questo periodo tiene conto delle caratteristiche e delle necessità individuali (es. primipara o pluripara) e viene realizzato in collaborazione tra il Punto Nascita prescelto e i professionisti che hanno seguito la gravidanza.
In previsione di un taglio cesareo programmato vengono prenotati gli esami pre-operatori e la visita anestesiologica secondo l'organizzazione prevista in ciascun Punto Nascita.
Nelle gravidanze che proseguano oltre le 41 settimane (cioè da 41 settimane +0 giorni) o in quelle in cui si manifestino specifiche indicazioni cliniche, si rende necessario il monitoraggio della gravidanza con l'esecuzione della cardiotocografia (tracciato per la valutazione del benessere fetale) e della valutazione ecografica della quantità del liquido amniotico (AFI).
Inoltre può essere proposto lo "scollamento delle membrane" allo scopo di ridurre la necessità di induzione farmacologica del travaglio.
Lo scollamento delle membrane avviene durante la visita vaginale e può provocare fastidio, dolore, lieve sanguinamento e può essere causa della rottura accidentale delle membrane.
L'induzione vera e propria consiste nel far cominciare il travaglio attraverso l'utilizzo di farmaci (prostaglandine per via vaginale, ossitocina per via endovenosa) oppure senza utilizzo di farmaci, cioè con l'amnioressi (rottura strumentale delle membrane amniotiche).
Generalmente il travaglio viene indotto entro 42 settimane +0 giorni perché il proseguimento della gravidanza risulta essere più frequentemente associato a condizioni di sofferenza e mortalità fetale.
Fonte http://www.vitadidonna.it/gravidanza/parto/la-gravidanza-tra-37-e-41-settimane-verso-il-parto.html
Ho deciso di partorire con i miei figli presenti. Un'emozione unica
Sono una mamma di tre figli. Quando affrontai il terzo parto, ebbi i miei due bambini grandi vicini. All'epoca Martina aveva 13 anni e Emanuele 8.
Il 25 gennaio 2015 ero di 36 settimane e sei giorni dopo mi recai all'ospedale.
Il 26 gennaio mi fecero l'induzione, ma non funzionò. La bambina era troppo alta, avevo dolori gratuiti. Il 27 mi portarono in sala parto e mio marito giunse.
A questo punto, la decisione. Feci entrare tutti: io ero nel letto, i miei figli erano in stanza con me e ascoltavamo musica.
Chiacchierammo un po', finché non mi ruppero le acque (in quel momento in miei figli uscirono, per poi rientrare), poi tra una contrazione e l'altra mi occupai di spiegare ai ragazzi cosa sarebbe successo. C'era un clima sereno come se fossimo a casa.
Si rideva e si scherzava, tutti mangiavano e io ogni tanto mi alzavo. Non potevo chiedere di più: fu strano, ma bello. Poi alle 15 capii che era il momento: una spinta ed uscì la piccola Cloe. Tutto avvenne in una volta.
Mia figlia grande è quasi come una sorella: siamo cresciute insieme e averla li è stato dolce e bello. Mio figlio di 9 anni era emozionato.
Io guardai mio marito vicino a me e gli dissi: "Batti il 5!" Se vi capita di poterli tenere con voi, fatelo! E' una cosa da provare, in più il tempo passa più veloce.
Fonte http://mammenellarete.nostrofiglio.it/storie-del-parto/ho-deciso-di-partorire-con-i-miei-figli-presenti-unemozione-unica
lunedì 2 maggio 2016
IBS per miomi e polipi: la nuova frontiera
INFERTILITA’
L’idea di una tecnica differente per la gestione delle patologie endouterine risale agli anni 90, tuttavia la sua realizzazione ha richiesto molto tempo e molte rielaborazioni per giungere ad una metodica chirurgica di facile utilizzo che potesse essere utilizzata da un numero sempre crescente di specialisti.
Grazie alla nuova tecnica è possibile trattare i miomi sottomucosi, tumori benigni originati dalle fibrocellule muscolari del miometrio, e i polipi dell’endometrio. Si stima che circa il 15-30% delle donne tra i 30 e i 50 anni soffra di miomi sottomucosi; mentre le donne tra i 40 e i 50 anni hanno un rischio maggiore di incorrere nella poliposi, patologia con eziologia ancora non definita. Per questo tipo di patologie sono necessari controlli periodici specifici e l’intervento deve essere effettuato con le tecniche meno invasive e più all’avanguardia disponibili. Infatti più l’operazione chirurgica è precisa, minori sono le lesioni cicatriziali a carico dei tessuti uterini e le complicazioni.
Fino ad oggi le patologie endouterine erano trattate con una tecnica endoscopica di difficile esecuzione poiché i tessuti asportati rimanevano all’interno della cavità uterina durante tutto l’arco dell’operazione, ostruendo la visuale del chirurgo e aumentando quindi i rischi intraoperatori. A questo si aggiungevano le complicanze anestesiologiche dovute al sovraccarico di liquidi che portava ad uno squilibrio elettrolitico a causa dei tempi molto lunghi richiesti dall’intervento chirurgico. IBS consente di asportare e recidere contemporaneamente il tessuto malato, lasciando piena visibilità all’operatore e abbattendo i rischi operatori. IBS migliora anche la qualità dell’intervento perché la sua capacità di taglio è esclusivamente meccanica e questo permette che i tessuti sani non si surriscaldino. La nuova tecnica è inoltre molto semplice e pertanto può essere imparata con facilità da un elevato numero di specialisti del settore.
Dal 2009 il Dr. Bagatti ha promosso il suo strumento in numerosi congressi internazionali e sono stati organizzati corsi teorico-pratici con lo scopo di insegnare ai ginecologi il corretto utilizzo di IBS, confrontandolo con le metodiche in uso. Ad oggi sono stati eseguiti oltre 500 interventi con la questa tecnica, con continui miglioramenti. L’attenzione è attualmente rivolta esclusivamente al campo ginecologico ma in un prossimo futuro potremo vedere la tecnica IBS applicata anche ad altre patologie poiché lo strumento ha caratteristiche che lo rendono potenzialmente applicabile in molti campi.
Fonte http://www.mammole.it/ibs-per-miomi-polipi/
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