sabato 29 luglio 2017

IL MICROBIOMA, INFLUISCE SU CONCEPIMENTO, NASCITA E NEONATO

Non mancano, d’altra parte, gli agenti patogeni.
     Per queste ragioni, la comunità scientifica sta dedicando una particolare attenzione al microbioma al momento del concepimento, durante la gravidanza, il parto e le prime fasi di vita del neonato.
     Lo ricorda Rachel Reed, ostetrica, ricercatrice e insegnante.
     Posto in relazione con obesità, salute mentale, autismo, asma, cancro e diversi altri casi di anomalie o malattie che possono insorgere nel corso della vita, il microbioma umano rappresenta un’entità, per così definirla, alla quale prestare attenzione fin dalle fasi che precedono la nascita. Le ragioni appaiono ovvie, prime tra tutte la prevenzione e la cura in tempi appropriati le patologie che possono insorgere.

Il microbioma non va alimentato.
     Quando si desidera un bambino o si è già in attesa, occorre smettere di fumare, evitare un’alimentazione ricca di tossine a vantaggio di fibre fermentabili e ortaggi ricchi di amido, come le patate.
microbioma gravidanza     In caso di problemi intestinali, è necessario provvedere a ripristinare l’equilibrio del microbioma, assumendo all’occorrenza prodotti probiotici. Bisogna inoltre ricordare che anche lo stress interferisce con la flora batterica intestinale e che i batteri stessi possono essere addirittura veicolo di trasmissione dello stesso stress dalla madre al bambino. Evitare inoltre i prodotti antisettici ad azione cutanea e il contatto o l’inalazione con quelli per la pulizia della casa.

     Alla nascita, è il caso di arrivare preparate, con un ambiente vaginale ricco di microbioma sano, da trasmettere al neonato.
     Occorre evitare l’impiego di antibiotici, se non necessario, durante il travaglio.
     Nel caso che vengano utilizzati, bisogna provvedere con la somministrazione di probiotici a madre e figlio. Va inoltre ridotto al minimo il contatto tra chi presta assistenza alla partoriente, la vagina, il perineo e il bambino.

     In caso di taglio cesareo, infine, i probiotici e l’allattamento al seno si rendono ancora più necessari.
     Subito dopo la nascita, e nei primi giorni di vita, il bambino dovrebbe trascorrere più tempo possibile nudo, sul petto della madre.
     Da evitare, almeno per 24 ore dopo la nascita, la nursery.
     Occorre inoltre allattare al seno e, se non è possibile, ricorrere ai probiotici.
     Gli estranei alla famiglia, infine, dovrebbero limitare o evitare i contatti, specie pelle a pelle, col neonato.


Fonte The Human Microbiome: considerations for pregnancy, birth and early mothering

MAGNESIO: IL MINERALE-CHIAVE

      Il valore di tale minerale è stato confermato anche dalle specifiche qualità terapeutiche a supporto delle cure di importanti malattie quali il diabete, l’asma, le cardiopatie e l’osteoporosi.
     Comuni sintomi quali l’emicrania, il mal di schiena, la stanchezza, i dolori articolari, l’invecchiamento precoce e l’insonnia, potrebbero essere manifestazioni di carenza di magnesio.
     La carenza di questo oligoelemento, può essere determinata da molti fattori fra cui lo stress fisico e psicologico, le diete iperproteiche, l’abuso di caffeina e l’eccessiva sudorazione.

     L’assunzione di magnesio al mattino e alla sera può aver notevoli effetti positivi, ridonando al nostro corpo vitalità ed energia.
     L’eliminazione di magnesio si ha con le feci e con l’urina. I diuretici, alcuni antibiotici e il diabete mellito aumentano notevolmente l’escrezione renale di magnesio. In queste condizioni si può avere ipomagnesemia che si manifesta con anoressia, nausea vomito, aumento dell’eccitabilità muscolare, vasodilatazione, aritmia e coma.

     Un aumento del magnesio plasmatico determina depressione del Sistema Nervoso Centrale (SNC) causando torpore, prostrazione, disturbi dell’attività cardiaca e respiratoria.
magnesio     Questo minerale svolge un ruolo importante nelle reazioni enzimatiche in cui è coinvolta l’ATP, poiché in queste reazioni la forma attiva dell’ATP è complessata con lo ione magnesio Mg++. Il magnesio interviene inoltre nella regolazione dell’eccitabilità delle membrane nervose e muscolari e nella trasmissione sinaptica.

     E’ stata riscontrata dopo attività  fisica prolungata, una riduzione dell’azione protettiva che il magnesio esercita sull’integrità della cellula muscolare. Il magnesio svolge un’azione importante nel favorire il rilascio dell’ossigeno alle cellule muscolari nel corso di attività sportive.

     Gli integratori di magnesio possono essere necessari nei mesi estivi per chi pratica attività sportiva. L’esigenza di un reintegro non deriva unicamente dalla necessità di far fronte ad una carenza quanto alla necessità di mantenere gli equilibri elettrolitici. Per questo motivo il magnesio dovrebbe essere assunto insieme ad altri sali minerali come il sodio ed il potassio.
     Il fabbisogno giornaliero per l’uomo adulto ammonta a 300-500 mg  (6mg/Kg) ed è facilmente soddisfatto grazie alla sua presenza in numerosi alimenti.
Il magnesio è infatti contenuto in molti prodotti alimentari, come i cereali integrali, le noci (160 mg per 100 grammi di prodotto), mandorle, arachidi, miglio e grano saraceno (120÷140 mg), cacao (400 mg), lenticchie e le verdure verdi e anche nelle carni, nei farinacei e nei prodotti lattiero-caseari. La cottura dei cibi riduce sensibilmente la disponibilità di magnesio negli alimenti.

Esistono acque minerali ricche in sali di magnesio.
     L’assorbimento avviene a livello dell’intestino tenue ed è favorito dal contenuto plasmatico di vitamina D, mentre è inibito da elevate concentrazioni di calcio, proteine, fosfato, da diarrea e da alcolismo cronico.

LO STRESS È NEMICO DEL CONCEPIMENTO

      La condizione di stress è una fase di attivazione prolungata dell’asse endocrino formato dal sistema ipotalamo – ipofisi – surrene.
      Questo sistema in natura ci permette di reagire in modo rapido ed efficiente a condizioni di improvvisa difficoltà o pericolo.
      Il rilascio acuto di adrenalina e cortisolo da parte delle ghiandole surrenali migliora infatti le prestazioni dell’organismo favorendolo nelle reazioni di lotta o di fuga.
fecondazione      La persistenza nel tempo di uno stimolo stressante dal quale non sia possibile fuggire o ribellarsi instaura però una attivazione prolungata del sistema con conseguenze negative per la salute umana (ipertensione, disturbi del sonno, squilibri ormonali,…)
In uno studio pubblicato dalla rivista americana Fertility and Sterility la dottoressa Germaine M. Buck       Louis e la sua equipe hanno messo in correlazione l’aumento delle concentrazioni analitiche in caso di stress con la ridotta percentuale di fertilità femminile.

      I medici hanno analizzato la concentrazione salivare di alfa amilasi e di cortisolo in 274 donne intenzionate al concepimento di età compresa tra i 18 ed i 40 anni. Le due molecole sono considerate marcatori affidabili dell’attività surrenalica.
      Le concentrazioni salivari di alfa amilasi aumentano come conseguenza della aumentata produzione di adrenalina. Adrenalina e cortisolo come già detto sono i due ormoni principalmente coinvolti nello stress. I prelievi salivari sono stati effettuati al sesto giorno del ciclo estrale continuando per ogni ciclo fino all’instaurarsi della gravidanza o (in caso contrario) fino al sesto ciclo consecutivo. L’avvenuto concepimento è stato valutato attraverso normali test di gravidanza.

      L’analisi dei dati raccolti ha dimostrato che una elevata concentrazione di alfa amilasi era correlata in maniera statisticamente significativa alla riduzione della probabilità di concepimento nelle donne analizzate.
      Nessuna correlazione significativa è stata invece riscontrata nel caso del cortisolo.
      Lo stress è da tempo ritenuto una frequente causa di infertilità anche in campo psicologico.
      Esiste una ampia letteratura sull’analisi psicologica delle donne con infertilità non correlabile a nessuna disfunzione o patologia medica concomitante.

      Gli psicoterapeuti spesso rivelano una situazione conflittuale latente nella donna con problemi di concepimento. Confusione circa il proprio desiderio di maternità, la propria relazione di coppia o il proprio ruolo sociale possono generare condizioni di stress che influenzano negativamente la capacità procreativa di molte donne.
      In alcuni casi casi la risoluzione del conflitto, spesso senza l’ausilio di nessun tipo di terapia, può avvenire automaticamente nel tempo sbloccando la situazione. Sono molte le coppie che hanno avuto bambini naturalmente dopo l’adozione di un figlio o dopo l’interruzione di lunghe terapie per la fertilità.
      Molti studi dimostrano l’efficacia del sostegno psicologico delle coppie infertili, specialmente nei casi in cui i ripetuti insuccessi terapeutici abbiano instaurato una condizione di depressione e malessere sociale in entrambi gli individui della coppia.


Fonti :Stress reduces conception probabilities across the fertile window: evidence in support of relaxation . Aspetti psicologici nella diagnosi e cura dell’infertilità di coppia: una rassegna della letteratura recente.

UN NUOVO METODO PER CALCOLARE IL PESO GESTAZIONALE

      Un recente studio, però, ha trovato un nuovo metodo per il calcolo del peso gestazionale che si è rivelato decisamente più accurato. 
      Lo studio in questione è stato pubblicato sulla rivista Pediatrics ed è stato condotto dai ricercatori della Michigan State University.
      Il team di ricercatori condotto da Nicole Talge del Dipartimento di Epidemiologia e Biostatistica, ha esaminato i dati relativi a più di 7 milioni di cartelle cliniche.
Nell’analisi degli studiosi statunitensi sono stati inclusi i dati dei bambini nati negli USA in un periodo compreso tra il 2009 ed il 2010 e i risultati ottenuti sono stati rapportati alle cifre stimate al tempo.
ecografia      Quello che è emerso che vi sono alcune differenze tra le soglie stimate di peso alla nascita e quelle effettive, soprattutto per quanto riguarda i bambini nati prima del termine o dopo. I motivi di una stima del peso errato, probabilmente, sono dovuti ad una scorretta datazione della gravidanza.
      Usando il nuovo metodo proposto dal team di Nicole Talge è possibile avere un’indicazione di conseguenza più precisa del peso gestazionale e delle dimensioni.

      L’importanza della valutazione con ecografia è data dal fatto che peso e dimensioni fetali rappresentano un parametro fondamentale per verificare che la gravidanza stia evolvendo fisiologicamente.
      Alla luce di questo, viene da sé quanto sia decisivo che queste informazioni siano precise.
      Va tenuto ben presente, che si tratta solo di due degli indicatori di cui tener conto, mentre la valutazione dello stato di salute del bambino, va ben oltre questi fattori che possono essere considerati, secondo quanto afferma Nicole Talge, “un solo pezzo del puzzle”.
      La proposta di revisione è di grande utilità dal punto di vista diagnostico e preventivo. Spesso, infatti, alcuni problemi diventano irrisolvibili perché non si è intervenuti in tempo, oppure perché, per un’errata misurazione, nessuno si è accorto che qualcosa non andava.
      Viene da sé il grande interesse scientifico per ottenere una precisione sempre maggiore della datazione della gravidanza, elemento fondamentale per una diagnosi corretta dei parametri biofisici fetali.


Fonte United States Birth Weight Reference Corrected For Implausible Gestational Age Estimates
Nicole M. Talge, Lanay M. Mudd, Alla Sikorskii, Olga Basso

venerdì 28 luglio 2017

DEPRESSIONE POST PARTO E SONNO?

      Il progetto coinvolge diversi centri diagnostici e ha come campione di riferimento un gruppo di cinquecento donne in attesa di nazionalità svizzera e italiana.
      A capo di Life-ON ci sono il dottor Mauro Manconi del Centro Sonno/EEG, il Neurocentro della Svizzera Italiana, e il professor Christian Cajochen, del Centro di Cronobiologia dell’Università di Basilea.
sonno dopoparto      Tra i collaboratori, invece, figura il dottor Thomas Gyr, primario di ginecologia e ostetricia dell’Ospedale Regionale di Lugano.
      Il progetto si avvale inoltre della collaborazione attiva di diverse strutture ospedaliere italiane specializzate in materia.
      Tra gli obiettivi primari di Life-ON, c’è quello di individuare la relazione esistente tra la depressione perinatale, una condizione grave e non di rado invalidante che colpisce neo-mamme e future mamme, e i disturbi del sonno.
      Si cercheranno di individuare quei fattori di rischio genetici e psicologici legati al sonno che potrebbero avere un ruolo attivo nel determinare l’insorgere della depressione perinatale.
      Per capire quali caratteristiche hanno le donne predisposte a soffrire di queste patologia e cercare di evitarne l’insorgenza, nel corso del progetto i ricercatori coinvolti sperimenteranno l’efficacia della terapia della luce nel contrastare e prevenire questa particolare tipologia di depressione.

      Per questo motivo, nei prossimi tre anni gli esperti di Life-ON esploreranno in maniera sistematica e approfondita le caratteristiche del sonno di queste donne, misurando i loro livelli ormonali e monitorando il loro umore e gli stati d’animo collegati per tutto il periodo dell’attesa e nei primi mesi dopo il parto (per la precisione fra le settimane dieci e quindici di gestazione e fino a un anno dopo il parto).
      Solo un’attenta osservazione, infatti, permetterà loro di individuare i fattori di rischio che predispongono l’insorgere della depressione perinatale.

      Si tratta di una ricerca molto importante non solo per le donne che soffrono di questa patologia, le quali si trovano a sperimentare sulla loro pelle una condizione di disagio profondo che le fa sentire inadatte al ruolo di madri, ma anche per i bambini che purtroppo risentono moltissimo dello stato d’animo della madre, la figura cui nei primi mesi di vita sono legati indissolubilmente e dalla quale dipendono.
Una volta compresi i meccanismi che scatenano la malattia, sarà possibile individuare preventivamente quali donne sono a rischio depressione e mettere a punto interventi terapeutici da approntare durante la gravidanza e l’allattamento.


Fonte Comunicato Stampa EOC

Diete vegetariane e vegane non adeguate in gravidanza e per i bambini


     Nei giorni scorsi, il 14 luglio a Milano, e il 23 luglio a Napoli, si sono riuniti i pediatri italiani della SIPPS, Società Italiana Pediatria Preventiva e Sociale, per discutere di alimentazione per bambini e donne in gravidanza. Nello specifico, i pediatri hanno affrontato il tema delle diete vegetariane e vegane. Lo scopo degli incontri è stata la discussione degli effetti di queste diete sulla salute delle donne in gravidanza e su quella del bambino, dalla nascita all’adolescenza.
     La SIPPS nella persona del suo presidente Giuseppe di Mauro ha espresso un giudizio di criticità sulle diete vegetariane e vegane per mamme incinte e bambini fino all’età dello sviluppo:
“Le diete vegetariane o vegane non sono adeguate nei bambini e nelle donne in gravidanza. La nostra posizione è fermamente critica”.
diete vegetariane e vegane     Così il presidente della SIPPS. Il dott. Di Mauro ha ricordato che “la gravidanza è l’unico periodo della vita in cui la dieta alimentare influenza non solo lo stato di salute della donna ma anche quello del nascituro“. “Le donne vegetariane possono andare incontro a seri problemi di carenza di micro e macro nutrienti“, ha sottolineato Di Mauro, ribadendo che “la dieta ideale rimane quella mediterranea che soddisfa tutte le esigenze nutrizionali“.
    La dottoressa Margherita Caroli, pediatra e nutrizionista di fama internazionale, è coordinatrice scientifica di progetti finanziati dall’UE, la SIPPS, in collaborazione con FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) e SIMP (Società Italiana di Medicina Perinatale) ha studiato l’adeguatezza delle diete vegetariane alla crescita e allo sviluppo neuro-cognitivo dei bambini, nonché dei loro effetti come fattori di esposizione (sia di rischio che di prevenzione) per patologie trasmissibili e non trasmissibili e per i disturbi della condotta alimentare. La dottoressa ha concluso che “le diete vegetariane pongono un serio rischio di alterato sviluppo cerebrale” nel bambino, “perché carenti di vitamina B12, DHA e ferro, tutti nutrienti disponibili naturalmente in un’alimentazione inclusiva di prodotti animali, senza bisogno di supplementi“. “Un’alimentazione sana ed equilibrata, infatti, non ha bisogno di supplementazioni“, ha spiegato.
    I pediatri SIPPS hanno manifestato perplessità e preoccupazioni per la diffusione delle mode delle diete vegetariane e vegane anche tra le donne incinte e nell’alimentazione dei bambini.
In Europa il 7,6% della popolazione segue una dieta vegetariana, di cui
  • il 3% quella vegana
  • e il 4,6% quella L.O.V.= lacto-ovo-vegetariana.
    Il dott. Salvatore Barbieri, pediatra dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano (Asst Fatebenefratelli-Sacco) e componente del consiglio direttivo della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) ha spiegato che “nelle famiglie italiane le scelte alimentari vegetariane dipendono nel 47,6% dalla convinzione che le proteine vegetali siano più salutari di quelle animali, mentre nel 31,7% la causa che innesca il cambiamento di stile alimentare è il profondo rispetto degli animali“.
    I pediatri del SIPPS hanno concluso che nelle persone che seguono una dieta vegetariana e soprattutto vegana i fabbisogni proteici aumentano del 5-10% a causa della digeribilità più bassa e di una composizione aminoacidica differente delle proteine di origine vegetale rispetto alle animali.
    I neonati di madri vegetariane hanno livelli più bassi di DHA nel plasma e nel cordone ombelicale rispetto ai figli di non-vegetariane. Il DHA è l’acido docosaesaenoico, nome comune acido cervonico e fa parte della famiglia degli omega 3, si tratta di un acido grasso importante per salute.  Per questo motivo i pediatri spiegano che le donne vegetariane e vegane in gravidanza e in allattamento dovrebbero scegliere alimenti fortificati e utilizzare un integratore di DHA derivato dalle microalghe.
    Inoltre il supplemento di vitamina B12 attiva è indicato non solo per le donne vegane in allattamento, ma anche per i loro lattanti, poiché le riserve vitaminiche alla nascita sono basse e il latte materno fornisce scarsi quantitativi di vitamina B12.
    Per soddisfare il fabbisogno metabolico di ferro, poi, i vegetariani/vegani dovrebbero incrementarne l’assunzione dell’80%. Le sostanze che inibiscono l’assorbimento del ferro includono: fitati, calcio, polifenoli presenti in tè, caffè, tisane e cacao. La vitamina C e altri acidi organici presenti nella frutta e nella verdura sono in grado di aumentarne l’assorbimento e contrastare l’effetto dei fitati.
    Infine, il documento presentato dal SIPPS ha valutato l’efficacia preventiva delle diete vegetariane sulle malattie non trasmissibili, come diabete, malattie cardiovascolari e tumori. Lo studio è stato condotto dalla Dottoressa Maria Carmen Verga, segretario nazionale SIPPS, con i dottori Marcello Bergamini e Giovanni Simeone. Sui tumori le conclusioni sono in linea con quelle del World Cancer Research Fund: il consumo di carni rosse, soprattutto lavorate, aumenta il rischio di sviluppare alcuni tipi di tumore, ma – sostengono i medici – non c’è alcuna prova sulla necessità di eliminare completamente tutte le carni, il pesce e gli alimenti di origine animale, come latticini e uova. Inoltre, i risultati degli studi dimostrano che le diete vegetariane non hanno efficacia preventivarispetto ad una dieta bilanciata associata ad uno stile di vita sano.
Fonte http://www.universomamma.it/diete-vegetariane-e-vegane-non-vanno-bene-per-donne-in-gravidanza-e-bambini/

I BENEFICI DELLO YOGA PER NEONATI


Ma vediamo nello specifico quali sono i benefici dello yoga per neonati:

Benefici fisici:
– Una breve sessione è sufficiente perchè il neonato svolga la stessa quantità di attività fisica che svolgerebbe nell’intera giornata: servirà a conciliare un sonno tranquillo;
– Il comportamento del vostro bambino sarà più equilibrato;
– Una routine di attività quotidiana impegnerà il bambino costruttivamente fin dalla nascita;

yoga neonatiBenefici fisiologico/comportamentali:
– Tutto il corpo è stimolato, compreso il sistema digestivo e nervoso;

Benefici psicologici:
– Lo yoga aiuta la reciproca comprensione e comunicazione;
– Aiuta a guarire eventuali traumi legati alla nascita e prepara il vostro bimbo ad affrontare quelli futuri;
– La percezione dello stress positivo indotto dallo yoga, migliorerà la capacità di affrontare le esperienze future;
– Grazie alle attente cure dei genitori, il bambino impara ad interagire con gli altrie ad assumere un ruolo attivo nel gioco;
– Il profondo rilassamento insito nello yoga, aiuta i genitori ad affrontare le tensioni che possono crearsi quando nasce un bimbo.


Dal libro: “Baby yoga” di Francoise Barbira Freedman – Zelig Editore