sabato 2 marzo 2019

IL PAVIMENTO PELVICO DOPO IL PARTO: I SEGNALI DA NON SOTTOVALUTARE

         Le puerpere sentono sempre più spesso parlare di perineo e pavimento pelvico, e della sua importante funzione.

 Ma perché è necessario prendersene cura?
         Il pavimento pelvico è una struttura complessa, composta da un numero elevato di muscoli e legamenti che hanno il compito di lavorare insieme al fine di garantire la continenza di feci e urine, sostenere gli organi pelvici, mantenere la pressione addominale e favorire il ritorno venoso e linfatico, e soprattutto agire durante il parto per favorire la nascita del feto.
Inoltre, il pavimento pelvico può essere considerato un muscolo respiratorio accessorio poiché riduce la pressione intraddominale e favorisce la risalita del diaframma.

          Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento dell’incidenza delle disfunzioni del pavimento pelvico, che impattano negativamente sulla qualità di vita di molte donne.
La disfunzione perineale più comune è l’incontinenza urinaria, che colpisce circa il 16% delle donne tra i 16 e 30 anni.
         Seguono la ritenzione urinaria, il prolasso, le incontinenze fecali, le disfunzioni sessuali e il dolore pelvico cronico. In poche sono consapevoli di poter curare questi disturbi, e spesso il sentimento che accomuna queste donne è la rassegnazione a vivere una vita costantemente influenzata dalle perdite urinarie o dal dolore.

          Il fattore di rischio principale dei disturbi del pavimento pelvico è l’evento ostetrico, dunque gravidanza e parto sono alcuni dei fattori che potrebbero causare una disfunzione perineale.
danno-perineale         Il rischio aumenta in caso di parto operativo, multiparità, analgesia epidurale, rotazione sacrale dell’occipite, periodo espulsivo prolungato e macrosomia fetale.
         Una ricerca inglese ha stimato che l’85% delle donne che partorisce per via vaginale subisce un qualche grado di traumatismo perineale che richiederà un intervento nel 60% dei casi.

         Durante il parto infatti, il pavimento pelvico va incontro ad un grado di distensione elevata, che può provocare un danno ischemico a causa della compressione vascolare; un danno muscolare diretto per le lacerazioni; oppure una neuropatia del nervo pudendo che si ha in caso di sofferenza nervosa del nervo pelvico e delle branche pelviche del plesso sacrale che vengono compressi dalla testa fetale.

          Il post-partum e il puerperio dovrebbero essere momenti di tutela del pavimento pelvico: a tutte le puerpere dovrebbe essere consigliato un training muscolare di recupero dopo il parto perché anche in assenza di danni apparenti, esiste comunque una diminuzione della forza muscolare perineale.
         La riabilitazione dovrebbe iniziare non prima che siano passati 2 mesi dal parto, sotto supervisione di un’ostetrica o di un terapista di riabilitazione che inserisca la donna in un percorso di prevenzione, educazione, diagnosi, terapia e riabilitazione.

Dunque se dopo il parto:


  • avverti dolore alla pelvi;
  • perdi piccole quantità di urina durante gli sforzi (portare pesi, tossire, starnutire);
  • hai difficoltà o provi dolore durante i rapporti sessuali;
  • avverti una maggiore difficoltà nella continenza di feci e gas o hai episodi di stitichezza;
  • fatichi ad urinare e avverti un peso a livello vaginale;
  • rivolgiti ad un’ostetrica per iniziare un percorso di riabilitazione del pavimento pelvico.

         Questi disturbi possono e devono essere trattati con cura per garantire il ritorno ad una buona qualità di vita.

Gravidanza sintomi: riconoscere fin da subito quelli delle prime settimane

Картинки по запросу Gravidanza sintomi: riconoscere fin da subito quelli delle prime settimane        Sono incinta? Oggi vediamo come riconoscere fin da subito i sintomi della gravidanza, già dalle prime settimane. Stiamo parlando di quei segnali del corpo che potrebbero essere le avvisaglie di una gravidanza. Sia che lo si desideri fortemente o che invece non si voglia contemplare la possibilità di un avere un bambino, vediamo quali sono i piccoli-grandi sintomi della gravidanza che si verificano fin dai primi momenti della gestazione, che possono farci capire se è avvenuto o meno il concepimento. Ricordiamo però la possibilità che non si verifichi alcun sintomo di una gravidanza nella prima settimana o nel primo mese, neanche la nausea e proprio per questo, l’unico modo veramente sicuro per sapere se siete incinta o no è quello di fare il test di gravidanza.


I primi sintomi di una gravidanza
        Tanti sono i fattori che intervengono nella prima fase di una gravidanza e accanto alle modifiche fisiche, va considerata anche la componente emotiva, che può alterare la percezione di tali cambiamenti o per il troppo desiderio, o al contrario, per la paura e la negazione di una eventuale gravidanza.
        Si definiscono infatti “fenomeni simpatici” e sono tutto un corollario di manifestazioni psico-fisiche che accompagnano un possibile inizio di gestazione ma non sono di per sè tutti indicativi di uno stato interessante.
        Vediamo allora di capire quali sono i veri segnali lanciati dal nostro corpo, per intuire correttamente se c’è una nuova vita che sta sbocciando o meno. Perchè in molti casi i sintomi possono essere avvertiti fin da subito e riconoscerli non è detto che sia complicato.
Quando iniziano i primi sintomi della gravidanza

Gravidanza sintomi
        Il corpo di una donna in cui è avvenuta la fecondazione dell’ovulo subisce un cambiamento già nei primi giorni poiché l’organismo comincia da subito a creare l’ambiente giusto per la crescita dell’embrione. Proprio in questi giorni possono verificarsi quelle che sono tecnicamente chiamate perdite da impianto, cioè delle tenui e poco abbondanti perdite ematiche che si presentano proprio quando il concepimento è avvenuto.
        I primi segni della gravidanza, che consistono nei cambiamenti dell’anatomia e della funzionalità del corpo della donna, possono quindi cominciare ad essere avvertiti e visibili nei giorni in cui si sarebbero dovute presentare le mestruazioni, ma in realtà la maggior parte delle donne avvertono i sintomi dopo circa 6 settimane dal concepimento.
        Ricordiamo comunque che mentre alcune donne riescono a riconoscere i sintomi della gravidanza da subito, altre invece possono avere più difficoltà a notare i segni della gravidanza.


Assenza del ciclo mestruale
        L’assenza del ciclo mestruale è in assoluto il sintomo più evidente di una gravidanza, eppure non è così significativo.
Assenza del ciclo mestruale        Prima di tutto bisogna infatti valutare se la donna ha un ciclo mestruale regolare della durata di 28-30 giorni. Se fosse così, una interruzione del ciclo può legittimamente far pensare ad un concepimento andato a buon fine, ma diversamente, ossia se le mestruazioni sono di norma irregolari, il ritardo non è molto indicativo.
        Da segnalare che in seguito al concepimento si potrebbero verificare delle perdite da impianto, ossia perdite di sangue in prossimità del ciclo causate dall’impianto dell’ovulo nelle pareti uterine che può portare la rottura di vasi sanguigni e di capillari.
Questi episodi vengono chiamati false mestruazioni e sono causa di confusione perché possono indurre una donna in cui è avvenuto il concepimento a pensare che si tratti del flusso mestruale.


Seno gonfio e pesanteSeno gonfio e pesante
        Un rigonfiamento del seno può essere sintomatico di una gravidanza appena iniziata. A differenza del classico inturgidimento da sindrome premestruale (dovuto alla ritenzione di liquidi che premono sulle ghiandole mammarie), una tensione diversa con seno dolorante e capezzoli ipersensibili con colorazione più scura sono un segno tipico di una donna incinta.
Queste modificazioni del seno sono provocate dagli ormoni tipici della gravidanza, ossia dagli estrogeni e dal progesterone, e sono assolutamente necessarie perché il corpo comincia a prepararsi anche alla funzione dell’allattamento.

Dolori al basso ventre
        Sono molte le donne che riscontrano dolori e crampi al basso ventre di lieve entità durante le prime settimane di gravidanza. Si tratta però di un disturbo molto simile alle fitte che si manifestano in concomitanza con l’inizio del ciclo mestruale ed è quindi facile confonderle.
In linea generale, però, i crampi addominali per l’arrivo delle mestruazioni sono caratterizzati da un dolore piuttosto marcato che va in crescendo fino alla comparsa del flusso mestruale, mentre le fitte al basso ventre che si possono verificare dopo il concepimento sono più sporadiche e meno violente.


Stanchezza e sonnolenza
        Stanchezza generale e una gran voglia di dormire sono un altro tipico sintomo della gravidanza.
Ci sono donne che avvertono in modo più significativo questo calo di energia fisica e che si ritrovano a sentire la necessità di schiacciare un pisolino nelle ore più impensate. A questa sonnolenza durante le ore diurne si accompagna spesso però ad un sonno notturno di cattiva qualità.
Se i disturbi del sonno tendono a proseguire fino alla fine della gravidanza, nella maggior parte dei casi la sonnolenza diurna tende a proseguire solo fino alla fine del primo trimestre. Tra le cause della spossatezza vi è, come per la maggior parte degli altri sintomi, l’aumento del livello dell’ormone progesterone del primo trimestre.


NauseaNausea
        La nausea è un sintomo tipico delle prime settimane di gravidanza ed è anche il più antipatico di tutti perchè in alcuni casi può protrarsi ben oltre le prime settimane di gestazione ed essere invalidante.
        Provocata dalla presenza nel sangue degli ormoni della gravidanza, in particolare le Beta Hcg fondamentali per l’annidamento dell’ovulo nell’utero materno, la nausea è un effetto collaterale spesso associata anche a vomito mattutino e a ipersalivazione.
        Il lato positivo di questi sintomi è che una ricerca condotta dai medici dell’Hospital for Sick Children di Toronto ha rivelato che sono correlati con uno sviluppo più sano del feto e ad un più basso rischio di aborto.


Come far passare la nausea
        La nausea in gravidanza è un disturbo che può davvero dare il tormento. Va detto subito che non è facile contrastare questo malessere, perché come sapete bene, durante la gestazione è meglio non assumere farmaci per evitare di nuocere allo sviluppo del feto. La nausea gravidica, in linea di massima, si presenta nel primo trimestre per poi sparire una volta entrate nel secondo e riguarda l’80% delle donne in dolce attesa. È un problema estremamente comune, ma come si può superare? Esistono dei rimedi naturali abbastanza efficaci e qualche piccolo trucchetto:

        Evitate il digiuno per diminuire la nausea: prima cosa evitate di stare per lunghe ore a digiuno. Crea una sensazione di vuoto alla bocca dello stomaco che sicuramente non aiuta e poi fate dei piccoli spuntini, nel corso della giornata, con qualche snack salato. Non dovete abbuffarvi, basta un grissino o una schiacciatina. La mattina, prima di fare colazione, mangiate uno zuccherino o una caramella per prevenire la nausea.
        Attenzione ai cibi: eliminate quegli alimenti che possono infastidire, come i cibi troppo grassi o difficili da digerire, no ai latticini di prima mattina e no a quei prodotti che hanno un odore intenso.         Bevete, ma lontano dai pasti. E poi ci vuole un piccolo sacrificio: dovete ridurre il consumo del caffè che in alcuni casi peggiora il problema.
        Fate attività fisica leggera: ppesso la nausea si presenta anche per una difficoltà di digestione, quindi fate un po’ di movimento per aiutare il transito intestinale: è sufficiente fare una bella passeggiata dopo aver mangiato.
        Usate rimedi naturali anti-nausea: ci sono tanti cibi che possono aiutare e contrastare la nausea. Fanno benissimo i biscotti secchi e le fette biscottate. Qualcuno sostiene che siano d’aiuto anche le tisane calmanti e lo zenzero. Attenzione però all’effetto placebo, che ha una grandissima importanza. Per esempio, esistono diverse teorie sullo zenzero: alcuni sostengono sia una manna, altri una grande bufala. Noi siamo dell’idea che tutto ciò che può essere d’aiuto, ben venga. Aiutano moltissimo i ghiaccioli e il ghiaccio in generale: se avete voglia di risparmiare un po’, potreste anche confezionarli a casa (gli ingredienti sono pochissimi: frutta frullata, poca acqua e succo di limone in freezer qualche ora), così eviterete anche i classici coloranti e gli zuccheri aggiunti.
        Provate qualche rimedio last-minute: se la nausea non vi abbandona neanche per un minuto, può dare sollievo bere un bicchiere di coca cola o di acqua minerale. In entrambi i casi, il consiglio è quello di bere a piccoli sorsi, soprattutto se le bibite sono molto fredde.
        Seguite i suggerimenti dei medici: infine ricordate sempre quello che suggeriscono i ginecologi ed i medici alle donne che soffrono per vari mesi di forti nausee. Mangiare (nei limiti ovviamente) solo quello di cui avete voglia e all’orario che trovate più indicato può davvero aiutare. Mangiare a colazione, pranzo, merenda e cena quando non ne avete voglia può essere solo controproducente; molto meglio quindi concedersi di mangiare solo quando ne sentite l’esigenza, chiaramente senza esagerare con cibi ipercalorici e grassi che non fanno altro che peggiorare la situazione.

Alterazione del gusto e dell'appetitoAlterazione del gusto, dell’olfatto e dell’appetito
        Capita spesso che durante le prime settimane una donna si ritrovi a manifestare un rifiuto nei confronti di alcuni odori e sapori in precedenza molto graditi, come ad esempio il caffè. Anche questo disagio è dovuto alle variazioni ormonali, in particolare per via dell’incremento di progesterone, ma con la fine della gravidanza tutto torna alla normalità.
        Quando questi sintomi sono particolarmente evidenti non si riesce ad alimentarsi in modo adeguato, ma in altri casi alcune donne gravide sperimentano attacchi di fame improvvisa e si ritrovano a mangiare anche alimenti che prima non apprezzavano particolarmente. Valgono entrambe le opzioni, nel senso che sia un maggior appetito che un rifiuto verso il cibo sono sintomi normali di una gravidanza.
        E’ da segnalare che a gravidanza avanzata anche il feto contribuisce ai cambiamenti di gusto nella madre poichè premendo sullo stomaco riduce la produzione di acido cloridrico innescando una maggior richiesta da parte del cervello materno di un’alimentazione a base di sostanze acide.


Minzione frequente
        Altro sintomo tipico e facilmente riscontrabile anche durante le prime settimane di gravidanza è quello che ci vede costrette a fare la pipì molto spesso, indipendentemente dalla quantità di liquidi ingerita, e addirittura ad avere piccole perdite urinarie durante gli sforzi fisici.
Niente di strano, è una conseguenza dell’aumento di volume dell’utero che preme sulla vescica stimolando così la minzione.
        Questo è uno dei sintomi che con il trascorrere della gravidanza peggiorano perché l’aumento del volume della pancia e del suo peso provocano una pressione maggiore sulla vescica la quale tenderà a volersi liberare con più frequente dell’urina.


Secchezza oculare
        Anche la secchezza oculare può essere un sintomo fastidioso della gravidanza: gli occhi diventano secchi come se fossero prosciugati, mentre le palpebre appaiono gonfie.
Si tratta di un sintomo collegabile alle fluttuazioni ormonali: aumenta il livello ormonale estro-progestinico sopprimendo quasi del tutto il livello degli androgeni, causando così una condizione tipica che si verifica anche nella popolazione femminile più anziana. Fortunatamente si tratta di una condizione destinata via via a scomparire durante i 9 mesi e prende anche il nome di “dry eye”.

Sbalzi di umoreSbalzi d’umore
        Altro sintomo caratteristico di una gravidanza sono gli sbalzi d’umore. Potreste ritrovarvi a piangere per un nonnulla, a rispondere male ad una persona a cui volete bene o ad essere prese da grande senso di affetto e sensibilità verso i mali del mondo.
        A provocarli sono i cambiamenti ormonali, che tendono ad enfatizzare ogni sentimento, dall’euforia alla tristezza, soprattutto nel primo e nel terzo trimestre. Durate le prime settimane di gravidanza rientra nella normalità anche l’avere dei momenti di crisi, anche molto accentuati, sentendosi particolarmente ansiose o stressate.


Pesantezza addominale
        La pesantezza addominale che la donna conosce anche come sintomo del periodo premestruale si presenta anche in seguito al concepimento ed è la conseguenza della variazione dei livelli ormonali che si verificano nel corpo.

stitichezza sintomi gravidanzaStitichezza
        Fra i sintomi più comuni e frequenti della gravidanza vi è la stipsi, ossia una pigrizia intestinale causata dall’aumento del progesterone, l’ormone che ha il compito di inibire le contrazioni della parete uterina. La sua azione rilassante colpisce anche l’apparato digerente e l’intestino con la conseguente stitichezza, aumentata anche per via di una maggiore richiesta di acqua da parte del corpo della donna che impoverisce le feci rendendole più dure e più difficili da espellere.


Innalzamento della temperatura basale
        L’innalzamento della temperatura basale può essere un sintomo di una gravidanza in corso nel momento in cui l’aumento rimane in atto per almeno 16 giorni consecutivi dopo l’ovulazione.
Il monitoraggio della temperatura basale dall’inizio del ciclo permette quindi di capire se è in atto una persistenza del corpo luteo con il conseguente aumentato della secrezione di progesterone che causa l’aumento della temperatura.

pregnancy testCome capire se si è incinta
        Abbiamo parlato di come riconoscere fin dalle prime settimane i sintomi di una gestazione in corso, ma per avere la certezza assoluta è necessario fare un test di gravidanza.
I test di gravidanza rivelano l’ormone secreto dalle cellule della futura placenta quando l’embrione si installa nella parete uterina in seguito al concepimento.
Esistono diversi tipi di test di gravidanza da scegliere per avere l’esito:



  • test di gravidanza urinario: è affidabile al 99%, si acquista in farmacia e rilevare la presenza dell’ormone HCG nell’urina. Per ottenere un risultato affidabile bisogna aspettare circa 8/10 giorni dopo la fecondazione. Anche se molti test possono essere fatti in qualsiasi momento, sarebbe consigliabile eserguirlo la mattina dopo essersi alzate dal letto, poiché l’urina è più concentrata ed è più facile rinvenire la presenza dell’ormone della gravidanza;
  • test di gravidanza salivare: è affidabile al 98% e misura i livelli di ormone HCG presente nella saliva;
  • test di gravidanza sanguigno: affidabile al 100%, rileva la presenza dell’ormone HCG presente nel sangue permettendo anche una stima sulla data del concepimento.

Se, invece, non avete a disposizione una farmacia nei paraggi, potete scoprire qui come capire se si è incinta anche senza fare il test di gravidanza.

I sintomi della gravidanza extrauterina
sintomi della gravidanza extrauterina        La gravidanza extrauterina è una condizione particolare che si verifica quando l’annidamento dell’ovulo fecondato avviene in una sede esterna all’utero, nella maggior parte dei casi in una tube, nell’addome, in un ovaio o nella cervice.
        Quando l’embrione si impianta in una zona diversa da quella dove normalmente dovrebbe avvenire l’impianto si assiste ad una lacerazione della zona con una conseguente emorragia interna. Essendo un’evento pericoloso, anche potenzialmente mortale per la donna se non viene adeguatamente assistita, riconoscere i sintomi della gravidanza extrauterina già nelle prime settimane è estremamente importante.
        Purtroppo la sintomatologia si rivela essere però molto simile a quella di una gravidanza fisiologica; i sintomi più frequenti anche in questo caso sono

  • nausea
  • lievi dolori addominali
  • tensione al seno

Nelle settimane successive si verificheranno, purtroppo, i sintomi di un aborto spontaneo, quali:


  • forti dolori addominali
  • perdite ematiche
  • espulsione di materiale filamentoso o grumoso

        Se si sospetta una gravidanza extrauterina è fondamentale rivolgersi al più presto al medico, il quale provvederà ad effettuare un’ecografia transvaginale per accertare la mancata visualizzazione della camera gestazionale nella cavità uterina e prescriverà il dosaggio delle Beta-HCG per il monitoraggio della situazione.

        I sintomi della gravidanza isterica, chiamata anche falsa gravidanza o pseudociesi
sintomi della gravidanza istericasintomi della gravidanza isterica
        Esistono dei fattori psicologici che, spesso in chi desidera fortemente un figlio o in chi ha una paura incontrollata della gravidanza, convincono il corpo a ritenere che il concepimento sia avvenuto, provocando i sintomi di una vera e propria gravidanza:

  • irregolarità mestruali
  • nausea mattutina
  • cambiamenti del seno
  • ingrossamento dell’addome
  • aumento di peso

Quando si è difronte ad un caso particolarmente grave si possono verificare anche:


  • galattorrea, secrezione di latte dai capezzoli
  • percezione di movimenti fetali
  • dolori da travaglio
  • falso parto

        In questi casi la situazione può essere chiarita grazie al test di gravidanza, che darà chiaramente esito negativo, e ad un’ecografia addominale.
        La terapia sarà poi volta a seguire un percorso di psicoterapia per il trattamento delle nevrosi e dei disturbi della personalità.

Fonte https://mamma.pourfemme.it/articolo/gravidanza-sintomi-riconoscere-fin-da-subito-quelli-delle-prime-settimane/7829/

venerdì 1 marzo 2019

Allergia al latte nei bambini: come prevenirla

foto_latte_maternoIl latte, fondamentale per la crescita dei bambini
       Uno degli alimenti che non può e non deve mancare nell’alimentazione dei bambini piccoli è senza dubbio il latte. È in particolare il latte materno ad avere delle proprietà nutritive che lo rendono imprescindibile per lo sviluppo del bambino e del suo sistema immunitario. Eppure, molti neonati risultano allergici al latte: come prevenire questo fastidio? Vediamolo insieme.


Allergia al latte, come prevenirla
       Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Chicago e dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, nel microbioma intestinale ci sono una serie di batteri specifici che potrebbero proteggere i bambini dall’allergia al latte vaccino, peraltro una delle allergie più diffuse.

       Lo studio, condotto finora su un gruppo di topi, ha visto l’analisi approfondita dei microbiomi intestinali degli animali. Sono stati esaminati, in particolare, le differenze tra il gruppo sano e il gruppo allergico e ne è emerso che una precisa specie batterica, l’Anaerostipes caccae, può proteggere dalle reazioni allergiche alimentari.

foto_bambini_bevono_latte       Questa specie fa parte della classe di batteri chiamata Clostridia. Come evidenzia Repubblica.it, il team dell’Università di Chicago l’aveva già identificata in uno studio del 2014 pubblicato su Pnas. Cosa fanno questi batteri? La risposta è molto semplice: producono l’acido butirrico, un nutriente molto importante che protegge dall’allergia al latte ma stabilisce anche una comunità microbica sana nell’intestino.

       I risultati di questo studio sottolineano che la suddetta classe di batteri può fungere da strategia preventiva per combattere ed abbattere altri tipi di allergie alimentari.


Le parole degli esperti
       Roberto Berni Canani, professore di pediatria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e tra gli autori dello studio, ha sottolineato che:


        Questi risultati dimostrano il ruolo fondamentale del microbioma intestinale nello sviluppo delle allergie alimentari e suggeriscono fortemente che la regolazione delle comunità batteriche è importante per fermare il crescente problema delle allergie alimentari.

Fonte https://www.passionemamma.it/2019/02/allergia-al-latte-nei-bambini-come-prevenirla/

Caffè in gravidanza? Ne basta uno al giorno

       Il caffè in gravidanza potrebbe comportare dei rischi per il nascituro: la caffeina è, infatti, risultata associata a un rischio anche doppio di bambini sottopeso o piccoli per la loro età gestazionale alla nascita. Lo rivela una ricerca della University College di Dublino in Irlanda.

Fonti di caffeina
Caffè in gravidanza? Ne basta uno al giorno       Lo studio rivela che anche per consumi di caffè inferiori a quelli attualmente raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità vi possono essere potenziali rischi per il bambino. Anche il tè viene spesso sottovalutato come fonte di caffeina e le gestanti abituate a berlo devono esserne consapevoli, specie se optano per il tè nero, che ha contenuti di caffeina più alti delle altre miscele di tè, come quello verde.

Basso pese alla nascita
       Anche un altro studio condotto su 2.600 donne in gravidanza da ricercatori inglesi e pubblicato sul British Medical Journal aveva appurato che anche piccole quantità di caffè in gravidanza possono provocare un rallentamento dell’accrescimento del feto. Gli scienziati avevano dimostrato che, indipendentemente dal consumo di alcol e sigarette, le donne che consumano più di 200 mg di caffeina al giorno (2 tazze di caffè americano) partoriscono bambini con un peso ridotto rispetto ai neonati di donne che consumano meno di 100 mg al giorno. A una riduzione del consumo quotidiano di caffeina corrisponde immediatamente un recupero nel peso del neonato.

Le dosi consigliate
       Secondo le indicazioni dell’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare), in generale il consumo giornaliero massimo di caffeina si deve attestare sui 400 mg. Tenendo conto che un caffè americano contiene all’incirca 90-95 mg di caffeina, mentre un espresso solo 80 mg, 3 potrebbe essere il numero ideale di tazze da consumare ogni giorno. Le donne in gravidanza e in fase di allattamento dovrebbero invece limitare il consumo a 200 mg di caffeina al giorno, pertanto si consiglia di ridurre le dosi a un solo caffè in gravidanza durante la giornata.

Fonte https://www.bimbisaniebelli.it/gravidanza/dieta/caffe-in-gravidanza-ne-basta-uno-al-giorno-69445

FITOESTROGENI CONTRO I SINTOMI VASOMOTORI DELLA MENOPAUSA?

        La Cochrane Collaboration®*,  ha svolto un’indagine approfondita in merito all’efficacia e alla sicurezza dei prodotti a base di fitoestrogeni per il trattamento dei sintomi vasomotori della menopausa, comparandoli a nessun trattamento o a placebo.

         Sono stati indagati i benefici su vampate di calore, sudorazione profusa nelle donne in pre e post-menopausa.
menopausa        La revisione sistematica ha incluso studi randomizzati della durata di almeno 12 settimane svolti fino a luglio 2013, che avessero utilizzato prodotti a base di fitoestrogeni (alimenti a base di soia, estratti di soia, estratti di trifoglio rosso, genisteina, altri fitoestrogeni) in monoterapia. Nella review sono stati inclusi 43 studi clinici per un totale di 4.364 pazienti.

        Quattro studi hanno suggerito che gli estratti con alti livelli di genisteina (> 30 mg/d) sono in grado di ridurre la frequenza delle vampate di calore in maniera consistente. I risultati degli studi rimanenti sono stati confrontati in sottogruppi comprendenti la soia come alimento, gli estratti di soia e altri tipi di fitoestrogeni. Alcuni di questi studi hanno dimostrato che i trattamenti con fitoestrogeni hanno alleviato la frequenza e la gravità delle vampate di calore e delle sudorazioni notturne rispetto al placebo, ma molti studi erano di piccole dimensioni e ad alto rischio di errori.

        Per quanto riguarda l’utilizzo di trifoglio rosso, nei cinque studi analizzati non sono state riportate differenze significative nell’incidenza delle vampate tra le donne che avevano assunto il fitoestrogeno e quelle che avevano assunto placebo.
Un forte effetto placebo è stato osservato nella maggior parte degli studi, con una riduzione della frequenza compresa tra 1% e il 59 % con il placebo.

        In sostanza, alcuni studi hanno dimostrato una lieve riduzione delle vampate di calore e delle sudorazioni notturne con il trattamento a base di fitoestrogeni.
La genisteina a dosi elevate sembra ridurre la frequenza dei sintomi vasomotori ma servono ulteriori studi per confermarne l’effetto. Tuttavia, nessuno dei dati raccolti sembra dimostrare la superiorità dei fitoestrogeni nel trattare i disturbi della menopausa rispetto a nessun trattamento.
In nessuna paziente si sono riscontrati effetti nocivi con l’uso a breve termine.

        * La Cochrane Collaboration®, un’iniziativa internazionale no-profit che raccoglie, valuta criticamente e diffonde le informazioni relative all’efficacia degli interventi sanitari, produce revisioni sistematiche (sintesi delle evidenze scientifiche su un determinato trattamento), sull’efficacia e sulla sicurezza degli interventi sanitari di tipo preventivo, terapeutico e riabilitativo.

Fonte
Phytoestrogens for menopausal vasomotor symptoms (Review)
Lethaby A, Marjoribanks J, Kronenberg F, Roberts H, Eden J, Brown J

Diagnosi prenatale: cos’è lo Sca-test

        Diagnosi prenatale: il desiderio di ogni genitore sarebbe quello di poterla fare sempre e per qualunque patologia. Ma sappiamo che questo non è possibile e che spesso per escludere alcune malattie nel bambino occorre sottoporsi a particolari tecniche invasive come la villocentesi e l’amniocentesi. I rischi per la gravidanza conseguenti a questi esami sono ormai minimi, ma si cerca sempre di evitarli se possibile. Da qui la traslucenza nucale, il Tri-test o il quadruplo test.
Картинки по запросу Diagnosi prenatale: cos’è lo Sca-test

        Ma da qualche tempo esiste una nuova tecnica capace di individuare il rischio di Aneuploidia Fetale ovvero di un’alterazione numerica dei cromosomi ( un esempio classico quello della trisomia 21, cioè la Sindrome di Down). Stiamo parlando dello Sca-Test: un esame non invasivo che attraverso un particolare software informatico, ricerca cromosomopatie incompatibili con la vita, o causa di grande disabilità in epoche di gestazione precoci.

        In particolare lo SCA-Test consiste in uno screening combinato con un’ecografia e un esame del sangue nel primo trimestre (11-14 settimane) e nel secondo trimestre (15-19 settimane). Si effettua cioè un’ecografia morfo-biologica sul feto e la si integra con alcuni valori del sangue della mamma (screening biochimico). A fare il calcolo matematico statistico ci pensa il computer.

        E’ bene ricordare che lo Sca-test, non sostituisce l’amniocentesi, ma suggerisce eventualmente la necessità di farla. La sua affidabilità al momento risulta essere del 90% nel primo trimestre e del 96 % se effettuata nel secondo. Un ruolo determinante è giocato dall’esperienza e dalla professionalità dell’operatore.

        Benché si tratti di un test basato sul calcolo delle probabilità di sviluppare una anomalia cromosomica, rimane una delle indagini non invasive più precise. Lo SCA-Test, è anche inserito nelle Linee Guida Nazionali del Programma Nazionale Linee Guida (PNLG).

Fonte https://mamma.pourfemme.it/articolo/diagnosi-prenatale-cos-e-lo-sca-test/6811/

I test di gravidanza online sono attendibili? Ecco come funzionano

         Un ritardo, il seno dolente, senso di nausea e stanchezza costante. Sono alcuni sintomi che potrebbero far sospettare l'inizio di una gravidanza. Se non si ha tempo, si è prese dall'aspettativa, e magari si è al lavoro o in metropolitana, la tentazione di fare un test di gravidanza online è forte.

Come funziona un test di gravidanza online
        Sono tanti i siti che offrono un “servizio” di questo tipo. Si tratta di una serie di domande a cui la donna deve rispondere, ad esempio: "In quanto tempo dovrebbe arrivarti il ciclo?", "Che metodo contraccettivo usi?", "Hai dolore al seno?", "Ti senti incinta?", "Sei più affamata del solito?", ecc.

        Una volta concluso il quiz si riceve l'esito che, in alcuni casi, riporta una postilla: il test non ha basi scientifiche, quindi per avere una risposta certa bisogna rivolgersi a un ginecologo.

testgravidanzaonline        «La validità dei test di gravidanza online è nulla, così come quella dei test di gravidanza “fai da te” che utilizzano sostanze come l'aceto o il dentifricio per dare un responso. Il rischio in questi casi sono i falsi positivi e negativi – sottolinea Gianalfredo Franzoni, ginecologo di Humanitas San Pio X –. Se non esiste una ragione specifica per sapere subito se si aspetta un bambino, conviene aspettare e fare un test di gravidanza casalingo che verifica la presenza nelle urine dell'ormone della gravidanza, cioè la gonadotropina corionica (hCG)».
 

        Una volta fatto il test e aspettato qualche giorno in tranquillità si può avere la conferma ufficiale del corretto avviamento della gravidanza grazie a un esame ecografico. «Già a sei settimane di gravidanza siamo in grado di vedere la camera ovulare, il sacco vitellino, il polo embrionale e la presenza del battito cardiaco. Ciò ci consente di stabilire che la donna è incinta, la gravidanza è in utero e c'è concordanza tra la data del concepimento e ciò che si vede a livello ecografico» sottolinea l'esperto.

        «Se la donna è molto attenta, ha già avuto una gravidanza, ha un ritardo nel ciclo, dolore al seno e altri sintomi, come la nausea, un malessere diffuso e un forte senso di stanchezza, può intuire di essere incinta. L'intuizione va però poi sempre confermata con il test casalingo sulle urine e poi con un esame ecografico a cura del ginecologo o dell'ostetrica». Leggi tutti i sintomi di gravidanza.


Test di gravidanza: costo
        Se la ragione per cui si fa un test di gravidanza online è il costo troppo elevato di una visita medica, è bene sapere che oggi le strutture sanitarie offrono la possibilità di accogliere le future mamme sia in forma privata, sia attraverso il Sistema Sanitario Nazionale.

Fonte https://www.nostrofiglio.it/gravidanza/settimane-1-13/test-gravidanza-online